SERE NERE

E cosi sia: l’al­tra sera il buon Vespa ha par­la­to in secon­da sera­ta del ritro­va­men­to dei dia­ri di Mus­so­li­ni. Con due ospi­ti d’eccezione: Ales­san­dra Mus­so­li­ni e Mar­cel­lo dell’Utri. Ed ecco subi­to veni­re fuo­ri i lati ine­di­ti del Duce: il Duce non vole­va la guer­ra, il Duce cer­ca­va di fre­na­re Hitler. Gli sto­ri­ci in stu­dio — invi­ta­ti più per scru­po­lo di par con­di­cio che per eti­ca gior­na­li­sti­ca — ripe­te­va­no che si trat­ta ormai di cose asso­da­te, che anche il dit­ta­to­re dege­ne­re che ci ha gui­da­to per oltre vent’anni si accor­ge­va che alla vigi­lia del­la Secon­da Guer­ra Mon­dia­le, l’Italia era pron­ta a mala­pe­na a com­bat­te­re la Pri­ma di Guer­ra Mon­dia­le. Ma nul­la da fare: la costru­zio­ne del san­ti­no era inco­min­cia­ta. E così via, allo­ra, con il flus­so di coscien­za del­la Mus­so­li­ni che scio­ri­na­va i ricor­di di fami­glia del caro non­ni­no, il qua­le casual­men­te è sta­to anche uno dei peg­gio­ri tiran­ni del ‘900 non­chè l’uomo che ha por­ta­to alla rovi­na l’Italia.
A tener­le bor­do­ne Dell’Utri, a cui non pare­va vero far dimen­ti­ca­re la sua con­dan­na a 9 anni per asso­cia­zio­ne a delin­que­re di stam­po mafio­so, accre­di­tan­do l’improbabile imma­gi­ne di eru­di­to filo­lo­go e sto­ri­co. Dall’altro lato del­lo stu­dio, peral­tro, a com­ple­ta­re il ritrat­to di “fami­glia” in un inter­no, sede­va il sena­to­re Andreot­ti il cui con­cor­so ester­no in asso­cia­zio­ne mafio­sa non è mai sta­to smen­ti­to, ma solo pre­scrit­to.
Il tut­to con buo­na pace di Don Pugli­si, al qua­le era sta­ta dedi­ca­ta la pri­ma sera­ta, con la mes­sa in onda del bel film di Rober­to Faen­za Alla Luce del Sole. Ma sic­co­me biso­gna impa­ra­re a con­vi­ve­re la mafia, ecco che par con­di­cio è fat­ta: pri­ma sera­ta all’antimafia, secon­da sera­ta a Cosa Nostra.
E poi già che ci sia­mo, meglio impa­ra­re a con­vi­ve­re anche con i fasci­sti, non­ni e nipoti(ne).


Nien­te male dav­ve­ro per la pro­gram­ma­zio­ne sera­le del­la rete ammi­ra­glia del­la Rai. Anche se a dire il vero, for­se, è man­ca­to un po’ di brio, un po’ di sano diver­ti­men­to, qual­che effet­to in più per allie­ta­re gli spet­ta­to­ri del Bel Pae­se. Che so io, un’ entra­ta in stu­dio degli ospi­ti die­tro ai fasci lit­to­ri o una con­du­zio­ne di Vespa vesti­to da Balil­la, od anco­ra, per cam­bia­re ver­san­te, una mez­za testa di caval­lo moz­za per Rita Bor­sel­li­no, o un pre­si­den­te del­la regio­ne Sici­lia con la cop­po­la in testa (.….ooops mi sa che quest’ultima non è un idea mol­to originale…)

Fran­ce­sco Zurlo
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