IL TESTAMENTO BIOLOGICO

Negli ulti­mi due anni cir­ca si è comin­cia­to a par­la­re più fre­quen­te­men­te ‑anche se pur­trop­po a fasi alter­ne- di testa­men­to bio­lo­gi­co ed euta­na­sia. Nel mar­zo del 2005 l’ex mini­stro Umber­to Vero­ne­si ha susci­ta­to scal­po­re per aver dichia­ra­to pub­bli­ca­men­te che inten­de­va bat­ter­si per l’affermazione in Ita­lia del testa­men­to bio­lo­gi­co. Il testa­men­to bio­lo­gi­co ha già valo­re lega­le in alcu­ni pae­si ed è una for­ma di limi­ta­zio­ne del­la legit­ti­ma­zio­ne dei trat­ta­men­ti sani­ta­ri o per meglio dire, il rifiu­to all’accanimento tera­peu­ti­co. La Fon­da­zio­ne Vero­ne­si, e i giu­ri­sti che ne fan­no par­te, si era­no offer­ti di fare da garan­ti del­le volon­tà di colo­ro che, nel pie­no del­le pro­prie facol­tà men­ta­li, aves­se volu­to sot­to­scri­ve­re un docu­men­to in cui veni­va chia­ra­men­te espres­sa la scel­ta in caso di un even­tua­le acca­ni­men­to tera­peu­ti­co. Da allo­ra ben poco è cam­bia­to e a tutt’oggi non esi­ste una legi­sla­zio­ne spe­ci­fi­ca in mate­ria. Un pic­co­lo pas­so si è fat­to però quan­do nell’aprile del 2006 il Con­si­glio Nazio­na­le Foren­se espres­se pare­re favo­re­vo­le alla reda­zio­ne del testa­men­to bio­lo­gi­co in for­ma di scrit­tu­ra pri­va­ta rac­col­ta –a tito­lo gra­tui­to- dall’avvocato, dal nota­io, dal medi­co o dal man­da­ta­rio, anzi­ché effet­tua­to per atto di nota­io. Dal can­to loro anche i notai attra­ver­so il Pre­si­den­te del Con­si­glio Nazio­na­le del Nota­ria­to negli ulti­mi mesi del 2006 han­no dichia­ra­to di esse­re dispo­ni­bi­li a rac­co­glie­re i testa­men­ti bio­lo­gi­ci auten­ti­can­do la fir­ma del depo­si­tan­te e iscri­ven­do le dispo­si­zio­ni anti­ci­pa­te nel regi­stro gene­ra­le del Nota­ria­to al qua­le per via tele­ma­ti­ca sono col­le­ga­ti oltre 5000 pro­fes­sio­ni­sti d’Italia.

Ma il “pro­ble­ma” del testa­men­to bio­lo­gi­co non è di faci­le riso­lu­zio­ne né di faci­le discus­sio­ne, non sol­tan­to per i suoi aspet­ti lega­li ma anche per gli aspet­ti eti­ci che lo riguar­da­no. I soste­ni­to­ri dell’ isti­tu­zio­ne di un regi­stro dei testa­men­ti bio­lo­gi­ci, e chi vi scri­ve lo è, pren­do­no come rife­ri­men­to giu­ri­di­co il prin­ci­pio di auto­de­ter­mi­na­zio­ne e l’autonomia indi­vi­dua­le. I con­tra­ri inve­ce affer­ma­no la sacra­li­tà e l’inviolabilità del­la vita (ossia Dio dà la vita e Dio la toglie). Ma allo­ra cosi facen­do si ver­reb­be in con­tra­sto con il con­cet­to di lai­ci­tà del­lo Sta­to: infat­ti chi dice che tut­ti i cit­ta­di­ni appar­te­nen­ti ad uno sta­to abbrac­ci­no tut­ti la stes­sa fede reli­gio­sa? E’ giu­sto quin­di por­re limi­ti a tut­ti indi­scri­mi­na­ta­men­te? Per­chè una per­so­na non potreb­be, nel pie­no del­le pro­prie facol­tà men­ta­li, deci­de­re anti­ci­pa­ta­men­te di non vole­re un acca­ni­men­to tera­peu­ti­co in caso di gra­ve infer­mi­tà fisi­co-psi­chi­ca? E’ anche altret­tan­to vero che non tut­ti i medi­ci potreb­be­ro esse­re d’accordo, ma in que­sto caso non potreb­be esser­ci una distin­zio­ne tra chi lo è e chi non lo è come è sta­to negli anni pas­sa­ti nel caso degli antiabortisti?

Mol­ti con­fon­do­no gli argo­men­ti riguar­dan­ti il testa­men­to bio­lo­gi­co e l’eutanasia, quin­di è bene fare una net­ta distin­zio­ne tra loro. Men­tre la pri­ma è la deci­sio­ne pre­sa anti­ci­pa­ta­men­te dall’eventuale futu­ro mala­to di non voler pro­se­gui­re la pro­pria vita sen­za quel mini­mum di digni­tà per­so­na­le, l’eutanasia è la deci­sio­ne coscien­te e pre­sa sul momen­to di un mala­to che ha deci­so di por­re fine alla pro­pria esi­sten­za a cau­sa di sof­fe­ren­ze insop­por­ta­bi­li o per gra­vi meno­ma­zio­ni fisi­che. Ovvia­men­te biso­gne­reb­be pren­de­re in esa­me i vari pos­si­bi­li casi che potreb­be­ro pre­sen­tar­si e non fare di tut­ta l’erba un fascio. In tal pro­po­si­to Pao­lo Cen­don (docen­te all’Università di Trie­ste) ha illu­stra­to una pos­si­bi­le sud­di­vi­sio­ne dei casi che riten­go un inte­res­san­te pun­to di partenza:

E la distin­zio­ne più con­grua, in linea di prin­ci­pio, sem­bra esse­re allo­ra quel­la fra tre ambi­ti pos­si­bi­li:
[a] area del moren­te che sof­fra atro­ci dolo­ri fisi­ci, non fron­teg­gia­bi­li né atte­nua­bi­li in alcun modo — comun­que non quan­to occor­re­reb­be, o non abba­stan­za riso­lu­ta­men­te e sta­bil­men­te; in ogni caso, non nel rispet­to di un mini­mum di decen­za esi­sten­zia­le, antro­po­lo­gi­ca;
[b] area del moren­te le cui pro­pen­sio­ni auto­le­si­ve appa­ia­no mos­se da fat­to­ri emi­nen­te­men­te mistico/ideologici; la per­so­na in dif­fi­col­tà non pro­va – que­sta vol­ta — dolo­ri soma­ti­ci degni di nota, non sof­fre in tut­ti i casi oltre misu­ra; per ragio­ni più o meno “elet­te” (di tipo filo­so­fi­co, reli­gio­so, poli­ti­co, eti­co, cul­tu­ra­le, etc.) desi­de­ra però ven­ga ugual­men­te posta fine alla sua vita;
[c] area del moren­te il qua­le, pur non accu­san­do seri dolo­ri al cor­po, ver­si tut­ta­via in con­di­zio­ni di gra­ve degra­do fisi­co-psi­chi­co: defor­ma­zio­ni, sud­di­tan­ze cre­scen­ti, pic­co­le e gran­di ver­go­gne, disfa­ci­men­ti in vita, umi­lia­zio­ni sen­za sosta: la gior­na­ta come un cal­va­rio inces­san­te, sem­pre meno digni­to­so e sop­por­ta­bi­le.
Ecco allo­ra le diret­tri­ci da segui­re. Non già la ricer­ca di un pac­chet­to disci­pli­na­re a sen­so uni­co, fis­so e immu­ta­bi­le per qual­sia­si clien­te. Diver­se fra loro — secon­do che a pre­sen­tar­si sia l’uno oppu­re l’altro, dei cri­na­li indi­ca­ti — dovran­no esse­re le ipo­te­si sta­tu­ta­rie cui far capo, riguar­do ai sin­go­li infer­mi, di fron­te a una doman­da di mor­te anti­ci­pa­ta
”.
L’argomento è vasto e sicu­ra­men­te neces­si­ta un appro­fon­di­men­to serio ma non può di cer­to esse­re igno­ra­to o con­ti­nua­men­te riman­da­to solo per­chè delicato. 

Chi voles­se appro­fon­di­re la mate­ria, con­si­glia­mo la let­tu­ra degli arti­co­li redat­ti da Pao­lo Cen­don e libe­ra­men­te con­sul­ta­bi­li sul sito www.infoleges.it o la let­tu­ra del libro “Ver­so il testa­men­to bio­lo­gi­co – Pro­fi­li di dirit­to e bio­e­ti­ca nel­la diret­ti­ve anti­ci­pa­te di trat­ta­men­to” usci­to nel­le libre­rie nel novem­bre 2006 ma anche gra­tui­ta­men­te sca­ri­ca­bi­le dal sito del­la Fon­da­zio­ne Vero­ne­si — www.fondazioneveronesi.it -. Sul sito del­la Fon­da­zio­ne è inol­tre dispo­ni­bi­le un modu­lo per il testa­men­to bio­lo­gi­co. Sia ben chia­ro però che secon­do la legi­sla­zio­ne attual­men­te vigen­te in Ita­lia, le dichia­ra­zio­ni non saran­no vin­co­lan­ti sot­to il pro­fi­lo giu­ri­di­co per il medi­co, ma nel caso fos­se­ro disat­te­se obbli­ghe­ran­no il curan­te a ren­der­ne con­to al fidu­cia­rio ovve­ro alla per­so­na indi­ca­ta nel docu­men­to qua­le garan­te dell’attuazione del­le volontà.

Anto­ni­no Marsala

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