SPECIALE ELEZIONI IN UNIVERSITA’ — PARTE TERZA

CHI SI VOTA? LE LISTE PRESENTATESI ALLE ELEZIONI
Comin­cia­mo la nostra car­rel­la­ta all’interno del­le liste che si pre­sen­ta­no alle ele­zio­ni. Abbia­mo incon­tra­to per­so­nal­men­te alcu­ni can­di­da­ti per cono­sce­re i pun­ti prin­ci­pa­li dei loro programmi.
Azio­ne Uni­ver­si­ta­ria — Destra in Ate­neo è un movi­men­to­che si pre­sen­ta in diver­se real­tà all’interno dell’università, dal Sena­to Acca­de­mi­co ai Con­si­gli di Coor­di­na­men­to Didat­ti­co. Il loro pro­gram­ma ruo­ta soprat­tut­to sul­la richie­sta di una mag­gio­re par­te­ci­pa­zio­ne da par­te degli stu­den­ti nel­la vita dell’università e del­le isti­tu­zio­ni: dagli enti loca­li, visti come pos­si­bi­li inter­me­dia­ri tra affit­tua­ri e stu­den­ti per poter cal­mie­ra­re i prez­zi degli allog­gi per i fuo­ri-sede, alla richie­sta di mag­gio­ri age­vo­la­zio­ni nel tra­spor­to pub­bli­co (sti­pu­la di con­ven­zio­ni tra uni­ver­si­tà e Tre­ni­ta­lia) per con­sen­ti­re spo­sta­men­ti a tarif­fe più popo­la­ri. Uno dei pro­ble­mi più dif­fu­si e sen­ti­ti – secon­do AU- è quel­lo del­la scar­si­tà di spa­zi per stu­den­ti: aule stu­dio, spa­zi per aggre­ga­zio­ne, spa­zi da desti­na­re sta­bil­men­te alle rap­pre­sen­tan­ze stu­den­te­sche e altro. Azio­ne Uni­ver­si­ta­ria vigi­le­rà sull’imminente ristrut­tu­ra­zio­ne del­la sede di via Mer­cal­li per­ché sia­no garan­ti­te non solo del­le esi­gen­ze del­la didat­ti­ca ma anche di quel­le stu­den­te­sche. E anco­ra, dal­la riqua­li­fi­ca­zio­ne di inte­ri spa­zi per stu­den­ti, non sol­tan­to vol­ti a esi­gen­ze esclu­si­va­men­te didat­ti­che ma anche e soprat­tut­to a esi­gen­ze di tipo aggre­ga­ti­vo, abban­do­na­ti al degra­do (per esem­pio le strut­tu­re di via Mer­cal­li, via Gol­gi e via Val­vas­so­ri Pero­ni) alla mag­gio­re sen­si­bi­liz­za­zio­ne sui pro­ble­mi infor­ma­ti­ci, pas­san­do in pri­mis da un più for­te coin­vol­gi­men­to degli
stu­den­ti alla gestio­ne del sito dell’università, ad oggi col­mo di disfun­zio­ni e gra­vi lacu­ne.
Per quan­to riguar­da gli allog­gi uni­ver­si­ta­ri già esi­sten­ti, AU pro­po­ne una rifor­mu­la­zio­ne del ban­do che asse­gna i posti agli stu­den­ti (“quel­li per gli Era­smus sono un discor­so a par­te”, pre­ci­sa AU), poi­ché secon­do gli inter­vi­sta­ti — Car­lo Arme­ni e Gian­lu­ca Kamal, entram­bi can­di­da­ti al Sena­to Acca­de­mi­co -, que­sti “ven­go­no asse­gna­ti in base a cri­te­ri eco­no­mi­ci, e così facen­do gli stu­den­ti stra­nie­ri che spes­so han­no red­di­ti bas­si, sono avvan­tag­gia­ti rispet­to a quel­li ita­lia­ni. Biso­gne­reb­be per­ciò crea­re una quo­ta di allog­gi da desti­na­re agli stra­nie­ri e un’altra per quel­li ita­lia­ni”. Infi­ne, per un miglio­ra­men­to deci­si­vo e inci­si­vo del­la didat­ti­ca, si dovrà ripen­sa­re nel­la sua for­ma lo stru­men­to del­la valu­ta­zio­ne che pur­trop­po ad oggi for­ni­sce solo dati gros­so­la­ni e che han­no valo­re mera­men­te sta­ti­sti­co. Al con­tra­rio, si dovreb­be pre­sta­re mag­gior atten­zio­ne al giu­di­zio che gli stu­den­ti dan­no dell’offerta didat­ti­ca e del modo in cui que­sta vie­ne decli­na­ta, spin­gen­do sem­pre più ver­so un con­cet­to di meri­to­cra­zia del­la docen­za capa­ce di abbat­te­re quel tri­ste feno­me­no del­le “baro­nie” anco­ra ben lun­gi dall’essere anche mini­ma­men­te scal­fi­to. Orga­niz­za­zio­ne di atti­vi­tà socio-cul­tu­ra­li, nell’ottica di un model­lo di uni­ver­si­tà “da vive­re”, non sol­tan­to inte­sa come luo­go dove segui­re cor­si e dare esa­mi. Sul fron­te cul­tu­ra­le AU ha in can­tie­re l’idea di por­ta­re in Sta­ta­le alcu­ne mostre, e l’organizzazione di con­cer­ti, e spet­ta­co­li teatrali.
Alter­na­ti­va Ros­sa è l’unione del Col­let­ti­vo Pan­te­ra con Demos. Il pri­mo è una real­tà uni­ver­si­ta­ria ormai da vari anni, (se lo ricor­da­no ogni apri­le gli stu­den­ti di Let­te­re e Filo­so­fia, gra­zie all’appello straor­di­na­rio otte­nu­to con la mobi­li­ta­zio­ne capeg­gia­ta dal col­let­ti­vo). Il secon­do, si affac­cia per la pri­ma vol­ta nel mon­do uni­ver­si­ta­rio dopo una lun­ga gavet­ta nel­le scuo­le supe­rio­ri. Alter­na­ti­va Ros­sa non si pre­sen­ta al Sena­to Acca­de­mi­co, ma solo per il Con­si­glio di Facol­tà di Let­te­re e Filo­so­fia, e per alcu­ni Con­si­gli di Coor­di­na­men­to Didat­ti­co. Si pro­pon­go­no prin­ci­pal­men­te di lot­ta­re per l’abolizione del­la “Rifor­ma Morat­ti” e per l’introduzione del­lo sca­lo­ne socioe­co­no­mi­co del­la secon­da rata di paga­men­to del­le tas­se uni­ver­si­ta­rie anche per la pri­ma rata. Altre pro­po­ste sono quel­la di met­te­re a dispo­si­zio­ne libri in como­da­to d’uso per sop­pe­ri­re al gra­vo­so prez­zo dei testi, la riat­ti­va­zio­ne del­le case degli stu­den­ti, mag­gior nume­ro di bor­se di stu­dio e l’istituzione di appel­li fis­si, ogni mese, per ogni facol­tà. Secon­do Fran­ce­sco Cira­ci e Ales­sio Mar­co­ni, can­di­da­ti per Alter­na­ti­va Ros­sa, “lo stu­den­te del­la Sta­ta­le è uno stu­den­te che per tute­lar­si deve mobi­li­tar­si”, radi­can­do la par­te­ci­pa­zio­ne all’azione poli­ti­ca nel vive­re universitario.
Arri­va anche qui in Sta­ta­le Uni­cen­tro, un movi­men­to esi­sten­te­già in mol­te uni­ver­si­tà ita­lia­ne, e orga­niz­za­to a livel­lo nazio­na­le. Una vera e pro­pria novi­tà tra le varie liste che si pre­sen­ta­no alle ele­zio­ni d’Ateneo. Dal Sena­to al Coor­di­na­men­to Didat­ti­co, in ogni con­si­glio sarà loro pre­mu­ra un avvi­ci­na­men­to tra lo stu­den­te e l’istituzione: “Sia­mo la vera novi­tà dique­ste ele­zio­ni. Noi con la nostra indo­le di mode­ra­ti cre­dia­mo di esse­re l’unico vero anel­lo di con­giun­zio­ne tra stu­den­ti e isti­tu­zio­ni, sen­za pas­sa­re attra­ver­so occu­pa­zio­ni o asso­cia­zio­ni per pochi elet­ti”. Que­sto è ciò che pro­met­to­no di fare: infor­ma­zio­ne. Cer­che­ran­no di sen­si­bi­liz­za­re, e, quan­do si avrà la pos­si­bi­li­tà, anche di modi­fi­ca­re il siste­ma uni­ver­si­ta­rio, par­ten­do pro­prio dal­la figu­ra dei rap­pre­sen­tan­ti degli stu­den­ti, i qua­li “dovreb­be­roor­ga­niz­zar­si come un sin­da­ca­to che fac­cia una pres­sio­ne­ve­ra”. Oltre a ciò è sen­ti­ta mol­to l’esigenza di rin­gio­va­ni­re una didat­ti­ca vec­chia e chiu­sa al pro­prio inter­no. Que­sto si può fare, a det­ta del can­di­da­to Alber­to Gar­bo, poten­zian­do la valu­ta­zio­ne del­la didat­ti­ca stes­sa, riqua­li­fi­can­do un fun­zio­na­men­to chiu­so ver­so un’entità aper­ta come un cen­tro di aggre­ga­zio­ne socia­le, esten­den­do l’orario d’apertura secon­do ilmo­del­lo spa­gno­lo (che arri­va fino a sera inol­tra­ta). Sen­za l’avviamento di que­ste pro­ce­du­re di ristrut­tu­ra­zio­ne, l’UniversitàStatale è con­dan­na­ta a peg­gio­ra­re sem­pre più ver­so quel­la­li­ceiz­za­zio­ne e quel lau­rei­fi­cio che ormai la sva­lu­ta­no. Per fare que­sto ed altro si dovrà, quan­do sarà neces­sa­rio, ricor­re­re alla par­te­ci­pa­zio­ne dei pri­va­ti, nel gesti­re la res uni­ver­si­ta­ria. “I poli­ti­ci – sostie­ne Gar­bo — dovreb­be­ro pren­de­re più in considerazionel’università venen­do a par­la­re anche con noi stu­den­ti, infor­man­do­ci, sen­za cer­ca­re di acca­par­rar­si solo voti o mili­tan­ze. E’ qui che si for­me­rà la nuo­va clas­se di poli­ti­ci e di votanti”.
Secon­do Sini­stra Uni­ver­si­ta­ria (SU) la Sta­ta­le è una real­tà com­ples­sa in cui gli stu­den­ti devo­no gio­ca­re un ruo­lo mag­gio­re. Que­sta lista uni­ver­si­ta­ria (in liz­za nel­la mag­gior par­te dei Con­si­gli di Facol­tà e in tut­ti gli orga­ni supe­rio­ri: Sena­to Acca­de­mi­co, Comi­ta­to Pari Oppor­tu­ni­tà, Con­si­glio di Ammi­ni­stra­zio­ne) è una real­tà sem­pre più radi­ca­ta tra gli stu­den­ti, e pro­po­si­ti­va nel cam­po del­la rifor­ma uni­ver­si­ta­ria: “La ridu­zio­ne del nume­ro degli esa­mi e il nume­ro mini­mo di cre­di­ti per esa­mi intro­dot­ta dal Mini­ste­ro quest’anno era sta­ta già appro­va­ta da noi in Sta­ta­le un anno pri­ma”, spie­ga Dino Mot­ti, attual­men­te sena­to­re acca­de­mi­co e can­di­da­to al CNSU. Sono dav­ve­ro mol­te le cose rea­liz­za­te da SU in que­sti anni. Basta ricor­da­re i vari incon­tri e le assem­blee d’informazione (che han­no coin­vol­to tra gli altri Moni Ova­dia, Gio­van­ni Alle­vi e la Ban­da Osi­ris), il con­cor­so di poe­sia Uni­Ver­si, e il ser­vi­zio di Bache­cAl­log­gi, come pure l’importante con­qui­sta dell’appello di dicem­bre a Giu­ri­spru­den­za. Secon­do Mot­ti, “la Sta­ta­le oggi non ha le carat­te­ri­sti­che di una socie­tà siner­gi­ca. L’informazione non fun­zio­na e lo stu­den­te è sem­pre l’ultima ruo­ta del car­ro”. La pri­ma cosa da fare, per Sini­stra Uni­ver­si­ta­ria, è attua­re una rior­ga­niz­za­zio­ne dei cana­li di comu­ni­ca­zio­ne (infor­ma­re per for­ma­re), uti­liz­zan­do le com­pe­ten­ze inter­ne dell’università, oltre a ridur­re gli spre­chi e inve­sti­re in qua­li­tà. Come? “Coin­vol­gen­do stu­den­ti, docen­ti e ricer­ca­to­ri nel­le scel­te e nei pro­get­ti dell’Ateneo. Un occa­sio­ne man­ca­ta la dimo­stra ad esem­pio il sito web d’Ateneo, appal­ta­to all’esterno, costa­to oltre un miliar­do vec­chie lire e poi fal­li­to insie­me al pro­get­to di for­ma­zio­ne che avreb­be potu­to soste­ne­re”. Il fat­to inquie­tan­te che denun­cia Sini­stra Uni­ver­si­ta­ria è che: “La Sta­ta­le è un’università che inse­gna a scri­ve­re, ma non fa scri­ve­re, che inse­gna a comu­ni­ca­re e non ti fa fare alcu­na ope­ra­zio­ne di comu­ni­ca­zio­ne. E’ un para­dos­so”. Anche SU chie­de un inter­ven­to sul­la didat­ti­ca tra­mi­te un pro­ces­so con­ti­nuo di valu­ta­zio­ne come avvie­ne nel resto d’Europa. Per fare tut­to ciò, “è neces­sa­rio rifor­ma­re la gover­nan­ce dell’università, per smuo­ver­la dall’interno e dare dire­zio­ne e respon­sa­bi­li­tà all’autonomia. Biso­gna pen­sa­re l’università come socie­tà, siner­gi­ca e par­te­ci­pa­ta, ricon­dur­la al ruo­lo di polo cul­tu­ra­le e scien­ti­fi­co in cui sia­no rico­no­sciu­ti meri­to e qua­li­tà”. Secon­do SU, mol­ti pro­ble­mi nasco­no dal fat­to che la Sta­ta­le è anco­ra pen­sa­ta e gesti­ta in modo eli­ta­rio, men­tre inve­ce biso­gne­reb­be dare allo stu­den­te i ser­vi­zi e le age­vo­la­zio­ni di cui godo­no i col­le­ghi euro­pei, attra­ver­so un siste­ma di wel­fa­re uni­ver­si­ta­rio serio, con bor­se di stu­dio ed inve­sti­men­ti per gli allog­gi stu­den­te­schi. E per quan­to riguar­da la Rifor­ma, e in par­ti­co­la­re il 3+2? “La Rifor­ma è l’applicazione dei vin­co­li posti dall’UE. Il Mini­ste­ro deve smet­ter­la di sfor­na­re una rifor­mi­na ogni 2–3 anni, e gli ate­nei devo­no appli­car­la seria­men­te. Basta con que­sto ibri­do che, spe­cie nel­le facol­tà uma­ni­sti­che, ha la masche­ra del 3+2, ma che sostan­zial­men­te è anco­ra un ciclo uni­co con un casel­lo a metà. La lau­rea spe­cia­li­sti­ca deve esse­re tale e non un sem­pli­ce com­ple­ta­re gli esa­mi evi­ta­ti nel trien­nio”. Quel­la di oggi, secon­do SU, è un’università stan­ca e sedu­ta. “È il momen­to di alzar­si e dar­si da fare, di rior­ga­niz­za­re l’università per ren­der­la più dina­mi­ca, seria ed effi­cien­te. E’ nell’università che si for­ma­no le gene­ra­zio­ni che por­te­ran­no avan­ti que­sto Pae­se ed è qui che dovreb­be­ro esse­re allo­ca­te le nostre miglio­ri risorse”.
Lista Aper­ta Obiet­ti­vo Stu­den­ti (che com­pren­de anche Odon­to Stu­den­ti, Medi­ci­na Stu­den­ti, Stu­den­ti Pre­sen­ti) è un’associazione di stu­den­ti all’interno dell’università pre­sen­te da mol­ti anni, con chia­re idee sul come van­no le cose in Sta­ta­le. “L’università trat­ta gli stu­den­ti come un male neces­sa­rio per soprav­vi­ve­re”, spie­ga­no Mar­cel­lo Can­dia­ni e Fede­ri­co Zan­gran­di, espo­nen­ti di Obiet­ti­vo Stu­den­ti. “Dovreb­be inve­ce valo­riz­za­re gli stu­den­ti come i veri pro­ta­go­ni­sti. Noi cre­dia­mo che le cose si pos­sa­no cam­bia­re tra­mi­te un con­fron­to tra stu­den­ti e isti­tu­zio­ni, e non con l’urlare slo­gan”. La lista si can­di­da a tut­ti i prin­ci­pa­li orga­ni di rap­pre­sen­tan­za. Negli ulti­mi tre anni è sta­ta pre­sen­te in Sena­to e nel­la mag­gior par­te dei Con­si­gli di Coor­di­na­men­to Didat­ti­co: “le cose pra­ti­che e fun­zio­na­li par­to­no pri­ma di tut­to dai C.C.D. Qui si è più a con­tat­to con i pro­ble­mi degli stu­den­ti e del­la didat­ti­ca, e di fat­to sono lo stru­men­to più
ope­ra­ti­vo”.
Anche secon­do Obiet­ti­vo Stu­den­ti i pro­ble­mi più sen­ti­ti sono quin­di quel­li che riguar­da­no la didat­ti­ca, il più recen­te dei qua­li è sta­to l’eliminazione del cor­re­la­to­re nel­le lau­ree trien­na­li del­le facol­tà che fan­no capo a Let­te­re e Filo­so­fia. Secon­do l’Università que­sta figu­ra è sta­ta tol­ta per la dif­fi­col­tà di orga­niz­za­re le com­mis­sio­ni di lau­rea, ma per Obiet­ti­vo Stu­den­ti que­sto ha influi­to sul­la qua­li­tà del­le tesi di lau­rea, por­tan­do la “dice­ria” dell’università come lau­rei­fi­cio ad uno sta­to di fat­to. “Stia­mo cer­can­do di supe­ra­re quest’ostacolo, par­lan­do con i vari orga­ni e con le com­mis­sio­ni a cui com­pe­to­no que­ste respon­sa­bi­li­tà. Per quan­to riguar­da l’informazione, sia­mo con­sa­pe­vo­li del fat­to che ser­ve un poten­zia­men­to di una comu­ni­ca­zio­ne miglio­re tra rap­pre­sen­tan­ti e stu­den­ti, tra docen­ti e stu­den­ti come tra isti­tu­zio­ni e stu­den­ti. A vol­te tut­to que­sto man­ca total­men­te in alcu­ne real­tà del­la Sta­ta­le, ma l’università si sta già muo­ven­do sul­la riso­lu­zio­ne di que­sti pro­ble­mi, e noi stia­mo con l’Università”.
Pas­san­do al lato pra­ti­co del­le pro­po­ste, Can­dia­ni e Zan­gran­di ci infor­ma­no che gra­zie a Obiet­ti­vo Stu­den­ti da qual­che mese a que­sta par­te del­la biblio­te­ca Cro­cie­ra ha allar­ga­to il suo ora­rio di aper­tu­ra (in via spe­ri­men­ta­le) di un’ora in più al gior­no (fino alle 18:30) e che que­sta spe­ri­men­ta­zio­ne ver­rà allar­ga­ta anche alla biblio­te­ca Sot­to­cro­cie­ra a par­ti­re da set­tem­bre. “L’orario di aper­tu­ra dell’università è mol­to simi­le all’orario di un uffi­cio posta­le. Noi stia­mo cer­can­do di cam­bia­re le cose inter­ve­nen­do nel­la discus­sio­ne che por­te­rà alla sti­pu­la­zio­ne dei nuo­vi con­trat­ti dei lavo­ra­to­ri dell’università. L’università non è un uffi­cio e non può esse­re gesti­to come un uffi­cio”. Si con­ti­nua a par­la­re quin­di di ser­vi­zi man­can­ti o non orga­niz­za­ti
e a come por­re rime­dio a tut­to ciò: “Non è impor­tan­te se sia il pub­bli­co o un pri­va­to a garan­ti­re i ser­vi­zi per gli stu­den­ti. L’importante è che que­sto ser­vi­zio ci sia, e che sia di qua­li­tà”. In que­sto ambi­to del­la gestio­ne dei ser­vi­zi “l’università si sta già muo­ven­do, non c’è biso­gno dell’intervento degli stu­den­ti. I pro­ble­mi sono cono­sciu­ti dall’ isti­tu­zio­ne, che sta già cer­can­do di risol­ver­li. Non tut­ti i disa­gi sono impu­ta­bi­li alle isti­tu­zio­ni. Noi in Sta­ta­le stia­mo meglio di altri. Gli stu­den­ti dovreb­be­ro pre­oc­cu­par­si più di stu­dia­re che di cre­de­re di poter risol­ve­re da sé i pro­ble­mi dell’Ateneo. Anche per­chè quan­do lo stu­den­te avver­te l’esistenza o la pre­sun­ta esi­sten­za di qual­che pro­ble­ma, nel cer­ca­re di risol­ver­lo si scon­tra con pote­ri isti­tu­zio­na­li più gran­di di lui. In fin dei con­ti l’Università Sta­ta­le di Mila­no, non fun­zio­na benis­si­mo, ma fun­zio­na”.
Non sia­mo riu­sci­ti ad inter­vi­sta­re la lista Uni­ver­si­ta­ri per la Pace. Abbia­mo cer­ca­to di con­tat­tar­li in tut­ti i modi, sen­za però otte­ne­re rispo­sta. Sia­mo riu­sci­ti a sco­pri­re sul loro con­to che si pre­sen­ta­no al Sena­to Acca­de­mi­co e al Con­si­glio di Ammi­ni­stra­zio­neo. Regi­stria­mo inol­tre (da una mail con­giun­ta invia­ta da SU, AU e Uni­cen­tro a tut­ti gli stu­den­ti) che da un con­trol­lo fat­to sul­le fir­me risul­ta che undi­ci sot­to­scrit­to­ri sono attual­men­te rap­pre­sen­tan­ti degli stu­den­ti in Orga­ni acca­de­mi­ci per la lista Obiet­ti­vo Stu­den­ti e un can­di­da­to è attual­men­te rap­pre­sen­tan­te degli stu­den­ti nel C.C.D. di Sto­ria, sem­pre per la lista Obiet­ti­vo Studenti.
Denis Tri­vel­la­to e Benia­mi­no Musto
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