BULLI DA CARTA STAMPATA

Oooh, il tema prin­ci­pa­le di que­sto ini­zio 2007 si è rive­la­to esse­re il bul­li­smo. Dopo l’Emergenza Stu­pri di quest’estate, quan­do sem­bra­va che improv­vi­sa­men­te tut­ti gli stu­pra­to­ri del mon­do si fos­se­ro ritro­va­ti in zona Sta­zio­ne Cen­tra­le per tra­sfor­mar­la in una novel­la Sodo­ma di per­ver­sio­ne e abo­mi­nio, ora pare che da un gior­no all’altro i nostri ado­le­scen­ti si sia­no tra­sfor­ma­ti in pic­co­li mostri, pic­chia­to­ri mal­va­gi e raz­zi­sti.
Ma fer­mia­mo­ci a riflet­te­re un atti­mo. Io ricor­do che ai miei tem­pi le cose non era­no mol­to diver­se. Alle Ele­men­ta­ri ricor­do distin­ta­men­te dei miei com­pa­gni pren­de­re in giro un bam­bi­no di colo­re chia­man­do­lo “cioc­co­la­ti­no”. Alle Medie ris­se e pestag­gi, se non era­no all’ordine del gior­no, poco ci man­ca­va. Al Gin­na­sio una vol­ta ero al McDonald’s di cor­so Ver­cel­li (Ver­cel­li, nota­re bene), e un grup­po di zar­ri più gran­di mi han­no pre­so a cal­ci in culo per­ché non vole­vo lascia­re il mio posto a sede­re. Mio padre mi ha rac­con­ta­to che anche ai suoi tem­pi suc­ce­de­va­no le stes­se cose; e mio non­no idem. 
Allo­ra dove sta la linea di con­fi­ne che sepa­ra ciò che avve­ni­va ieri e l’oggi?
Ah aspet­ta­te, c’è effet­ti­va­men­te una dif­fe­ren­za colos­sa­le: ai tem­pi non c’erano video­fo­ni­no e You­Tu­be. E dun­que le mam­me non dove­va­no anda­re a fri­gna­re sui tig­gì nazio­na­li, video alla mano, di quan­ta ingiu­sti­zia ci fos­se nel mon­do. Pri­ma ce ne si pote­va tran­quil­la­men­te fot­te­re, era più como­do: “guar­da, Lui­gi­no ha un occhio nero…mah, sarà cadu­to dal­la bici­clet­ta!“
E intan­to, para­fra­san­do Toma­si di Lam­pe­du­sa, più le cose sem­bra­no cam­bia­re, più nel­la real­tà non cam­bia­no affat­to; se ne par­le­rà anco­ra per un po’, poi la noti­zio­na ormai ava­ria­ta sarà sosti­tui­ta da car­ne fre­sca, buo­na per gli incas­si.
Voglia­mo scom­met­te­re su un infanticidio?
Davi­de Bonacina 
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