EDITORIALE NOVEMBRE 2007

Oggi in Ita­lia i neo­lau­rea­ti gua­da­gna­no in media 23 mila euro l’anno, cioè come un ope­ra­io. Lo ripor­ta una ricer­ca di Od&M Con­sul­ting. Qual­che set­ti­ma­na fa alcu­ne miglia­ia di ragaz­zi sono sce­si in piaz­za per pro­te­sta­re con­tro il nume­ro chiu­so che veni­va defi­ni­to “un sopru­so anti­de­mo­cra­ti­co e discri­mi­na­to­rio”. Era­no con­sa­pe­vo­li di difen­de­re un siste­ma che li con­se­gne­rà, sta­ti­sti­ca­men­te, a tito­li-car­ta­strac­cia e a sti­pen­di da fame? La sva­lu­ta­zio­ne del­la lau­rea non è una fata­li­tà o una con­giu­ra dell’orco capi­ta­li­sta. Avrem­mo potu­to evi­tar­la. Come? Con test d’ingresso selet­ti­vi, tem­pi­sti­che con­tin­gen­ta­te (leg­gi: se vai fuo­ri­cor­so ti rad­dop­pio le tas­se), com­mis­sio­ni seve­re. Insom­ma estir­pan­do l’idea che l’università sia un dirit­to e non una con­qui­sta riser­va­ta ai miglio­ri. Misu­re a costo zero, anche se impo­po­la­ri in un pae­se buo­ni­sta, con­ser­va­to­re e visce­ral­men­te anti­me­ri­to­cra­ti­co. Mol­to meglio il dor­mi­to­rio di sta­to su cui tro­neg­gia l’insegna idea­le: “lau­rea­te­vi e fare­te gli operai”.
Luca Gual­tie­ri
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