NON SONO UNA SIGNORA/2 ART.13

Il tre­di­ce­si­mo arti­co­lo del­la Costi­tu­zio­ne, il pri­mo dopo i prin­ci­pi fon­da­men­ta­li, riguar­da la liber­tà per­so­na­le. Nel­la tra­di­zio­ne anglo­sas­so­ne assu­me il nome di Habeas Cor­pus. Una con­qui­sta del 1679 che con­si­ste nell’impossibilità di arre­sta­re qual­cu­no tan­to per il gusto di far­lo, ma richie­de la vigi­lan­za del pote­re giu­ri­sdi­zio­na­le che garan­ti­sce una mag­gior tute­la dei cit­ta­di­ni. Qual era il pro­ble­ma alla radi­ce? I cit­ta­di­ni pote­va­no esse­re arre­sta­ti sen­za capi d’accusa, in assen­za di qual­sia­si indi­zio, sola­men­te sul­la base del puro arbi­trio.
In que­sto arti­co­lo un’affermazione in par­ti­co­la­re meri­ta di esse­re sottolineata. 
ART. 13: (…) E’ puni­ta ogni vio­len­za fisi­ca e mora­le sul­le per­so­ne comun­que sot­to­po­ste a restri­zio­ni di libertà. (…)

Insom­ma, nien­te tor­tu­ra, a pre­scin­de­re che le fina­li­tà sia­no pro­ba­to­rie o di puro diver­ti­men­to dei car­ce­rie­ri. Non é nem­me­no un’affermazione cosi incom­pren­si­bi­le all’interno di una Costi­tu­zio­ne moder­na. Da sot­to­li­nea­re che qui non si par­la di “divie­to” ma di “puni­zio­ne” nel caso la tor­tu­ra ven­ga con­su­ma­ta. Pro­va­te a pren­de­re la vostra copia del­la Costi­tu­zio­ne. Scor­ren­do le sue paro­le vi accor­ge­re­te che non esi­sto­no altri arti­co­li che pre­ve­do­no espres­sa­men­te una puni­zio­ne. E’ giu­sto pen­sa­re che la tor­tu­ra di una per­so­na sot­to arre­sto sia quan­to di più vigliac­co un esse­re uma­no pos­sa con­ce­pi­re. Lo face­va­no i nazi­sti. Lo face­va­no i fasci­sti duran­te la guer­ra di libe­ra­zio­ne. Lo fan­no tut­to­ra le dit­ta­tu­re spar­se per il mon­do. Lo fan­no gli ame­ri­ca­ni nel­le car­ce­ri costrui­te in vari pae­si, più o meno demo­cra­ti­ci, spar­si per il mon­do. Ma ormai noi sap­pia­mo che la tor­tu­ra é da vigliac­chi. A tal pun­to che meri­ta que­sto trat­ta­men­to par­ti­co­la­re nel­la Costituzione. 
Sor­ge però un gran­de pro­ble­ma. Il nostro pae­se é l’unico in Euro­pa che non ha mai appro­va­to alcu­na leg­ge che con­dan­ni la tor­tu­ra. Abbia­mo ordi­nan­ze che puni­sco­no con il car­ce­re chi lava i vetri del­le auto e non abbia­mo alcu­na leg­ge che pre­ve­da il rea­to di tor­tu­ra. A dispet­to del­la nostra Costi­tu­zio­ne, e degli obbli­ghi inter­na­zio­na­li che l’Italia ha sot­to­scrit­to, tor­tu­ra­re è leci­to. O alme­no, non esi­ste come delit­to. Si chia­ma “vio­len­za privata”.
Vi ricor­da­te quel lon­ta­no 2001, quan­do due­cen­to per­so­ne furo­no arre­sta­te, poi tut­te rila­scia­te per­ché, det­to banal­men­te, non ave­va­no fat­to nien­te di nien­te ma era­no solo sta­te pesca­te nel muc­chio duran­te le mani­fe­sta­zio­ni con­tro il G8 a Geno­va? Quel­le due­cen­to per­so­ne sono sta­te seque­stra­te, pic­chia­te, minac­cia­te, per­cos­se, insul­ta­te, duran­te il seque­stro, duran­te il tra­git­to, duran­te la «deten­zio­ne». In quel famo­so car­ce­re pre­pa­ra­to appo­si­ta­men­te per con­te­ne­re «la più gran­de vio­la­zio­ne dei dirit­ti uma­ni dal dopo­guer­ra ad oggi, nell’Europa occi­den­ta­le». Non é for­se tor­tu­ra que­sta?
Ma tal­vol­ta la nostra digni­tà sem­bra eclis­sar­si. Sot­to l’ombra del­la, così det­ta, “vio­len­za privata”.
Mar­co Bet­to­ni
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