Al Frida café la paura fa 90

Sono tem­pi dif­fi­ci­li. Il gran­de sogno di una Ita­lia sere­na del post guer­ra sem­bra aver rag­giun­to il suo api­ce ama­ro. Alme­no pri­ma c’e­ra­no i sovie­ti­ci, o i capi­ta­li­sti ame­ri­ca­ni. Oggi la socie­tà è matu­ra­ta, non vivia­mo più nel­l’e­ra del bipo­la­ri­smo. Decen­ni di erro­ri ci han­no dona­to la capa­ci­tà di coglie­re più aspet­ti del­lo stes­so pro­ble­ma. Ci sia­mo de-bipo­la­riz­za­ti. Oggi sia­mo la gene­ra­zio­ne dei mul­ti­po­la­ri! Se la bor­sa scen­de e le ban­che riti­ra­no dal mer­ca­to liqui­di­tà e non han­no voglia di rischia­re, la col­pa non è più di quel nemi­co. La col­pa è degli altri. Un tem­po si dice­va che l’er­ba del vici­no era sem­pre più ver­de. Tem­pi bui, quel­li. Non sia­mo più uni­vo­ci, sia­mo la gene­ra­zio­ne dei social­net­work, del­le facol­tà uni­ver­si­ta­rie qua­dru­pli­ca­te. Non sia­mo più i pro­vin­cia­lot­ti d’un tem­po, sia­mo glo­ba­liz­za­ti. Il pro­ble­ma non è più il ros­so, e nean­che il nero. Il pro­ble­ma è l’arcobaleno.

Ulti­ma­men­te in Ita­lia non si può non nota­re una ten­den­za all’ac­cu­sa. Cit­tà un tem­po ospi­ta­li improv­vi­sa­men­te han­no visto rie­mer­ge­re nel­le peri­fe­rie attac­chi vio­len­ti indi­scri­mi­na­ti con­tro chiun­que e nes­su­no. Nes­su­no, per­ché se non fos­se­ro tali non ver­reb­be­ro attac­ca­ti. Pro­via­mo ad usa­re un ter­mi­ne dif­fi­ci­le, in Ita­lia da diver­so tem­po abbia­mo visto alzar­si il livel­lo del­la “intol­le­ran­za raz­zia­le”. Bel ter­mi­ne, for­se solo Gaber sareb­be riu­sci­to a ridi­co­liz­zar­lo come vor­rem­mo. C’è però un’al­tra Ita­lia, com­po­sta da deci­na di asso­cia­zio­ni che han­no deci­so di uni­re le for­ze sot­to la ban­die­ra del­la cam­pa­gna “Non aver pau­ra!”, tra cui Amne­sty Inte­ran­tio­nal Ita­lia. L’ob­biet­ti­vo del­la cam­pa­gna, come si può leg­ge­re nel mani­fe­sto sot­to­scrit­to, è ricor­da­re a tut­ti che “gli esse­ri uma­ni nasco­no libe­ri ed egua­li in digni­tà e dirit­ti. Ad ogni indi­vi­duo spet­ta­no tut­ti i dirit­ti e tut­te le liber­tà enun­cia­te nel­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na e nel­la Dichia­ra­zio­ne Uni­ver­sa­le dei Dirit­ti uma­ni, sen­za distin­zio­ne alcu­na di nazio­na­li­tà, colo­re del­la pel­le, ses­so, lin­gua, reli­gio­ne, opi­nio­ne poli­ti­ca, ori­gi­ne, con­di­zio­ni eco­no­mi­che e socia­li”. Per que­sto il Fri­da cafè ha accol­to l’ap­pel­lo del grup­po Gio­va­ni di Amne­sty e accet­ta­to l’i­dea di lan­cia­re la cam­pa­gna di sen­si­bi­liz­za­zio­ne con una festa gio­va­ne e diver­ten­te. Al Fri­da café la pau­ra fa 90! Ma la festa non sarà così impe­gna­ti­va, ci si diver­te con respon­sa­bi­li­tà: Drink Respon­si­bly, take action acti­ve­ly! Il grup­po gio­va­ni espor­rà inol­tre una serie di foto che testi­mo­nie­ran­no l’at­ti­vi­tà di Amne­sty Inter­na­tio­nal in Ita­lia e nel mon­do, una sor­ta di foto-rac­con­to, che pro­prio in quan­to tale, vedrà la nasci­ta di un nuo­vo capi­to­lo: al Fri­da café ovvia­men­te. Ver­rà alle­sti­to uno spa­zio depu­ta­to a foto­gra­fa­re i par­te­ci­pan­ti, e le foto suc­ces­si­va­men­te ver­ran­no pub­bli­ca­te nel sito uffi­cia­le del­la cam­pa­gna. L’ap­pun­ta­men­to è alle ore 21 di gio­ve­dì 28 mag­gio al Fri­da café di Via Pol­la­io­lo 3, in zona Iso­la. Per ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni: www.fridaisola.itwww.nonaverpaura.org

Valen­ti­na Anzani

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