CHE NE SARA’ DI NOI — Seconda Parte

Dal­l’ar­chi­vio del­le tesi i tito­li più originali

 

Nell’ultimo nume­ro vi abbia­mo lascia­ti con la pro­mes­sa di un reso­con­to sul­la nostra spul­cia­ta all’Archivio del­le Tesi di lau­rea, ebbe­ne, ecco­ci. Vista la mole di tito­li abbia­mo deci­so di con­sul­ta­re gli ela­bo­ra­ti pro­dot­ti, nel­la Facol­tà di Let­te­re e Filo­so­fia, l’ottavo anno di ogni deca­de, dal 1928 al 1998. I pri­mi anni pre­si in esa­me non si distin­guo­no per l’o­ri­gi­na­li­tà dei tito­li: è dagli anni ‘60 che comin­cia­no le tesi più par­ti­co­la­ri, con argo­men­ti al pas­so con il perio­do in cui sono sta­te scrit­te. Dan­te, gli auto­ri del ‘700 ita­lia­no e il ter­ri­to­rio e la sto­ria loca­li (Bre­scia e pro­vin­cia fan­no pro­se­li­ti) cedo­no il pas­so alle nuo­ve tema­ti­che, dal­le pari oppor­tu­ni­tà alle inda­gi­ni socio­lo­gi­che, alle nascen­ti real­tà filo­so­fi­che, let­te­ra­rie e scien­ti­fi­che. Sono infat­ti del bien­nio 1968–69 tesi come: La nar­ra­ti­va folk afro ame­ri­ca­na; Fem­mi­ni­smo e anti­fem­mi­ni­smo: il dilem­ma intel­let­tua­le e socia­le di Mme De Stael; Fal­sa coscien­za e società.
La polie­dri­ci­tà di un pre­sen­te in costan­te muta­men­to diven­ta così sem­pre più sog­get­to acca­de­mi­co, e se a que­sto aggiun­giun­gia­mo espe­rien­ze e inte­res­si per­so­na­li, ne esce una varie­ga­ta gam­ma di tito­li, più o meno rispet­ta­bi­li, che sono fini­ti nel­la nostra Clas­si­fi­ca del­le tesi più ori­gi­na­li, di cui, sot­to, in ordi­ne decre­scen­te, la top ten:

 

1. La mito­po­ie­si ufo­lo­gi­ca – Ste­fa­nia Geno­ve­se (FIL 1988–89)
2. Sta­ti di coscien­za alte­ra­ta indot­ti da dro­ghe psi­che­de­li­che (1978–79)
3. Con­tri­bu­to a uno stu­dio di stre­go­ne­ria median­te l’uso di meto­do­lo­gie infor­ma­ti­che (1987–88)
4. L’ambivalente rap­por­to cit­ta­di­no-Poli­zia di Sta­to (1987–88)
5. Riso­nan­ze dell’esperienza scout in età adul­ta: un’esperienza auto­bio­gra­fi­ca – Car­lo Iato (1988–89)
6. La Vespa: sto­ria e con­te­nu­ti sim­bo­li­ci di una comu­ni­ca­zio­ne agli ado­le­scen­ti- Manue­la Bisio (FIL 1988–89)
7. La lin­gua del­le pagi­ne gial­le di Firen­ze e Mila­no – Tere­sa Anto­niet­ta Pal­mie­ri – (LETT 1988–89)
8. Pri­ma e dopo la paten­te: vis­su­ti e rap­pre­sen­ta­zio­ni dell’auto negli ado­le­scen­ti a Mila­no – Andrea San­so­vi­ni – (FIL 1988–89)
9. Una ricer­ca geo­gra­fi­ca sul­la musi­ca di con­su­mo a Mila­no — Filip­po sal­te­ri (LETT 1988–89)
10. Il sé e gli atteg­gia­men­ti nel­la psi­co­lo­gia del con­su­ma­to­re visti attra­ver­so l’esempio dell’auto mono­vo­lu­me – Sil­via Bal­bi (FIL 1998–99)

Que­sta clas­si­fi­ca non vuo­le natu­ral­men­te dare un giu­di­zio sul valo­re scien­ti­fi­co del­le tesi in sé, ma ci sem­bra­va sim­pa­ti­co pro­por­vi que­sti tito­li, e invi­tar­vi maga­ri, se non ave­te anco­ra pen­sa­to al tema del­la vostra, di tesi, a pro­va­re con qual­co­sa di ori­gi­na­le, son­da­re un po’ i tem­pi e non far­vi fos­si­liz­za­re da manua­li e antologie. 

E a quan­to pare la neces­si­tà di tene­re die­tro al tem­po ha poi pro­dot­to, alla Sapien­za di Roma, un curio­so risul­ta­to: la libe­ra­liz­za­zio­ne del for­ma­to del­la tesi. Alla Facol­tà di Scien­ze del­la Comu­ni­ca­zio­ne, su ini­zia­ti­va del Pro­fes­sor Mor­cel­li­ni, ora Pre­si­de di Facol­tà, le tesi di lau­rea han­no infat­ti dismes­so la veste cano­ni­ca del­la dimen­sio­ne A4 con coper­ti­na rigi­da e colo­ri isti­tu­zio­na­li per rea­liz­za­re le pul­sio­ni crea­ti­ve dei pro­pri autori.
Il pro­dot­to acca­de­mi­co diven­ta sem­pre più simi­le a un pro­dot­to edi­to­ria­le vero e pro­prio, e si ser­ve sen­za trop­pe remo­re di una gra­fi­ca accat­ti­van­te, che inte­gra a un para­te­sto ori­gi­na­le imma­gi­ni e foto, si ser­ve di mate­ria­le car­ta­ceo diver­so e di tut­ti i for­ma­ti a disposizione.
For­ma e con­te­nu­to, ormai di accer­ta­ta indis­so­cia­bi­li­tà nel­le dif­fe­ren­ti rea­liz­za­zio­ni del­la comu­ni­ca­zio­ne, tro­va­no così con­so­nan­za e cor­ri­spon­den­za nel lavo­ro di stu­den­ti che pro­prio di que­sto si occu­pa­no, di comu­ni­ca­zio­ne. Sareb­be for­se un po’più azzar­da­to aspet­tar­ci che la tesi di un mate­ma­ti­co abbia la sago­ma di un pi gre­co o di un infi­ni­to. E cre­do sem­pre per la mede­si­ma ragio­ne, per cui una for­ma asciut­ta in que­sto caso può aiu­ta­re alla chia­rez­za del­la com­pren­sio­ne del con­te­nu­to. Lo sco­po rima­ne sem­pre lo stes­so, quel­lo del­la divul­ga­zio­ne, e la tro­va­ta di Mor­cel­li­ni può for­se favo­ri­re l’uscita del­le tesi dall’ovile acca­de­mi­co, coe­ren­te­men­te alle dire­zio­ni di inno­va­zio­ne e crea­ti­vi­tà pro­prie del suo cam­po di stu­di. Le ritro­sie non sono cer­to man­ca­te: la pau­ra è soprat­tut­to quel­la che la pub­bli­ca­zio­ne uni­ver­si­ta­ria diven­ti a pie­no tito­lo un’operazione di mar­ke­ting. A sup­por­to di que­sta reti­cen­za c’è tra l’altro l’idea, appa­ren­te­men­te assai pub­bli­ci­ta­ria, di accom­pa­gna­re la tesi effet­ti­va con una bro­chu­re, desti­na­ta a fami­glia e ami­ci del lau­rea­to, che ne pre­sen­ti e rias­su­ma il con­te­nu­to. Potrem­mo, chis­sà, tro­var­ci di fron­te a un nuo­vo ogget­to di col­le­zio­ni­smo, accan­to ai sot­to­bic­chie­ri dei pubs e ai por­ta­ce­ne­re dei risto­ran­ti, ma non esclu­de­rei die­tro al pie­ghe­vo­le una visio­ne rea­li­sti­ca del momen­to del­la lau­rea per il pub­bli­co che vi assi­ste, che è più che altro un momen­to di sup­por­to all’amico o al paren­te, e ha ben poco del­la con­di­vi­sio­ne di contenuti.

Det­to ciò rima­ne sem­pre vali­do l’invito a tirar fuo­ri dal cap­pel­lo qual­che bel­la tesi che fac­cia alme­no a gara per entra­re nel­la nostra Classifica.

Giu­dit­ta Grechi

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