PER GRAZIA RICEVUTA

“Ha vin­to il par­ti­to del­la vita ed ha per­so il par­ti­to del­la mor­te!” Affer­ma trion­fan­te Gaspar­ri dopo l’approvazione, in sena­to, del­la leg­ge sul testa­men­to bio­lo­gi­co. Cir­ca la pue­ri­le faci­lo­ne­ria e al cat­ti­vo gusto dell’affermazione è inu­ti­le espri­mer­si, il con­te­nu­to del decre­to di leg­ge però è cosa che ci inte­res­sa, ed è sostan­zial­men­te il seguen­te. Divie­to di dispor­re cir­ca ali­men­ta­zio­ne e idra­ta­zio­ne for­za­ta, men­tre la vali­di­tà del­la “dichia­ra­zio­ne anti­ci­pa­ta di trat­ta­men­to” è da con­si­de­rar­si a discre­zio­ne dei medi­ci, figu­ra pro­fes­sio­na­le che, ulti­ma­men­te, si tro­va ad affron­ta­re lace­ran­ti dub­bi eti­ci: tener con­to o meno del­la volon­tà di un pazien­te? Denun­cia­re o no i mala­ti clandestini?
Per il gover­no la deci­sio­ne, in entram­bi casi, è scon­ta­ta. Miche­le Ainis, docen­te di dirit­to pub­bli­co a Roma Tre, sostie­ne che il provvedi­men­to, oltre ad esse­re con­tra­rio alla logi­ca, offen­de alme­no tre dirit­ti costi­tu­zio­na­li e pare scrit­to sot­to det­ta­tu­ra del­le gerar­chie cat­to­li­che. La Chie­sa stes­sa non cre­de alle pro­prie orec­chie: il tito­lo del quo­ti­dia­no Avve­ni­re, Trop­pa gra­zia, è più che elo­quen­te. Ma è sta­to dav­ve­ro per com­pia­ce­re le sfe­re eccle­sia­sti­che che si è appro­va­to un decre­to così mio­pe e impo­po­la­re? For­se, più che un dise­gno ordi­to dal­la pur sto­ri­ca allean­za destra-chie­sa cat­to­li­ca, ci tro­via­mo sem­pli­ce­men­te di fron­te ad un pro­dot­to frut­to del­la pochez­za intel­let­tua­le, del pro­vin­cia­li­smo e dell’arretratezza cul­tu­ra­le di una clas­se poli­ti­ca abi­tua­ta a ragio­na­re sull’onda dell’emotività e del­la pro­pa­gan­da faci­le. Sia­mo un pae­se arre­tra­to e pen­sa­re di ave­re un gover­no al pas­so coi tem­pi… che dire? Trop­pa grazia.

Lau­ra Carli

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