A Storm is Goin’ To Come

Chi vi scri­ve ha atte­so il nuo­vo album di Piers Fac­ci­ni, un giro­va­go apo­li­de sco­no­sciu­to al gran­de cir­cui­to del­la musi­ca con­tem­po­ra­nea che con­ta, per mesi. Tan­ti mesi, anzi. Ades­so che ci pen­sa, chi vi scri­ve ha atte­so que­sto nuo­vo album per più di un anno. Il disco si chia­ma Two Grains Of Sand ed è bel­lis­si­mo. Valu­ta­zio­ne par­ti­gia­na que­sta, e poco pre­ci­sa e poco per­ti­nen­te per chi cri­ti­ca musi­ca o arte. Comun­que sia, la scin­til­la tra lo scri­ven­te e Piers Fac­ci­ni era nata, ad arte, in occa­sio­ne dell’ultimo bel­lis­si­mo (ter­mi­ni impre­ci­si ritor­na­no) con­cer­to mila­ne­se di Ben Har­per, nel 2007. Ormai, una vita fa. Piers ave­va aper­to il con­cer­to con un set mol­to mini­mal. Qua­si timi­do. In con­trap­po­si­zio­ne alla con­su­ma­ta viva­ci­tà sprez­zan­te che Super Ben avreb­be poco dopo vomi­ta­to su più di die­ci mila rock fan in delirio. 

Il gior­no dopo chi vi scri­ve ave­va un’intervista col Fac­ci­ni, quel tizio, sco­no­sciu­to al pub­bli­co e mas­sa­cra­to da Ben solo poche ore pri­ma. L’hotel, distin­to e puli­to in zona cen­tra­le pro­fu­ma­va di brio­che e di quo­ti­dia­ni non anco­ra aper­ti. “Il signor Har­per non si è anco­ra fat­to vede­re”, ave­va det­to il came­rie­re con una divi­sa malin­co­ni­ca. “C’è qui però un signo­re del­la band”. Quel “signo­re del­la band”, fac­cia ripo­sa­ta e bar­ba di due gior­ni, era Piers. Sor­ri­den­te e affa­bi­le sta­va discu­ten­do fit­to con qual­cu­no. Uno zai­no da viag­gia­to­re tra le gam­be e una taz­za di cap­puc­cio nel­la destra. Piers, in quel­la cir­co­stan­za, con­vin­se chi vi scri­ve di alcu­ne cose: 1)lui, Piers, è uno dei più gran­di can­tau­to­ri con­tem­po­ra­nei 2) “la world music non esi­ste” 3) si può inven­ta­re solo l’etichetta da met­te­re su un pro­dot­to, ma il pro­dot­to si inven­ta da solo.
Quel gior­no Piers par­lò di tan­tis­si­me cose. Mi dis­se di quan­do sce­glie di dipin­ge­re, inve­ce di suo­na­re, e del­la neces­si­tà del­la soli­tu­di­ne e del rac­co­gli­men­to in fun­zio­ne del­la crea­zio­ne. Mi rac­con­tò di come ave­va cono­sciu­to la musi­ca tra­di­zio­na­le afri­ca­na, del­la sua pas­sio­ne per Skip James, del­la sco­per­ta di Ali Far­ka Tou­rè. Mi con­fi­dò di non sen­ti­re come “sua” nes­su­na casa. Lui, padre ita­lia­no, madre fran­ce­se, cre­sciu­to tra Pari­gi e Lon­dra, con avi in mez­za Europa.
Poco dopo aver rila­scia­to quest’intervista Piers è par­ti­to per segui­re il tour mon­dia­le di Ben Har­per. Ha suo­na­to e suo­na­to, da NYC a Mel­bour­ne sino alla Fran­cia e (gra­zie alla Natu­ra) anche in Italia.

Qual­che set­ti­ma­na fa Piers è tor­na­to nel nostro pae­se. Sen­za Ben, ma con un discre­to teso­ro di nuo­ve can­zo­ni nel suo zai­no, ha rila­scia­to nuo­ve inter­vi­ste e pre­sen­ta­to I Due Gra­ni di Sab­bia, id est, il nuo­vo album. Sono can­zo­ni mol­to poe­ti­che, e san­no tut­te d’Africa e d’Europa e di viag­gio. Sono bel­lis­si­me. Valu­ta­zio­ni anco­ra una vol­ta pre­ci­se e pertinenti.

Mi per­met­to di con­si­glia­re a tut­ti gli inte­res­sa­ti, infi­ne, la bel­la inter­vi­sta a Piers che l’amica Sil­via Peliz­zon ha rea­liz­za­to per la rivi­sta Jam in usci­ta a Mag­gio. Chi vi scri­ve si ram­ma­ri­ca di non esser riu­sci­to a far­lo in manie­ra ogget­ti­va. Que­sto scrit­to è for­se con­si­de­ra­bi­le alla stre­gua di qual­che “appun­to partigiano”.

Davi­de Zucchi

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

1 Commento su A Storm is Goin’ To Come

  1. gra­zie di aver­mi fat­to cono­sce­re la sua musi­ca, e di ave­mi pre­sta­to, tem­po fa, Tea­ring sky.
    Sarà un po’ auto­re­fe­ren­zia­le det­to da un’al­tra vul­ca­nia­na, ma è pror­pio un bel pezzo!

    giu­di

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.