IL MÀRE MÀGNUM DELLA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI:

LA CHIUSURA DELLE SSIS E IL PROGETTO ISRAEL

Le Ssis non esi­sto­no più. Da cosa saran­no rim­piaz­za­te?
La came­ra dei depu­ta­ti il 5 ago­sto 2008 ha appro­va­to in via defi­ni­ti­va la con­ver­sio­ne del decre­to leg­ge n. 112 del 25 giu­gno 2008 che pre­ve­de, al com­ma 4 ter dell’articolo 64, la sospen­sio­ne del­le scuo­le di spe­cia­liz­za­zio­ne per l’insegnamento secon­da­rio, le Ssis, per l’anno acca­de­mi­co 2008–2009.
Que­sto signi­fi­ca che il deci­mo cor­so del ciclo Siss non ha potu­to vede­re la luce, lascian­do un nume­ro con­si­sten­te di aspi­ran­ti inse­gnan­ti a inter­ro­gar­si sul pro­prio desti­no.
La Siss, in atti­vi­tà dal 1999, pre­ve­de­va l’av­vio di cor­si su base regio­na­le (per esem­pio la scuo­la lom­bar­da, cono­sciu­ta con l’acronimo di SILSIS), cal­co­lan­do l’en­ti­tà di posti dispo­ni­bi­li. Dopo due anni e 1200 ore di lezio­ne, gli spe­cia­liz­za­ti pote­va­no acce­de­re alle gra­dua­to­rie attra­ver­so cui era sta­bi­li­ta l’as­se­gna­zio­ne del­le sup­plen­ze e del­le cat­te­dre. Con la sua can­cel­la­zio­ne non è mol­to chia­ro cosa succederà.

Qual­che mese fa, Il mini­stro Maria Stel­la Gel­mi­ni ha dato vita a una com­mis­sio­ne, pre­sie­du­ta dal pro­fes­so­re Gior­gio Israel e com­po­sta da docen­ti uni­ver­si­ta­ri e fun­zio­na­ri del mini­ste­ro, con lo sco­po di ela­bo­ra­re un rego­la­men­to per la for­ma­zio­ne degli inse­gnan­ti del­la scuo­la dell’infanzia, atta a riem­pi­re il vuo­to lascia­to dal­la can­cel­la­zio­ne del­la pre­ce­den­te nor­ma­ti­va. Il risul­ta­to otte­nu­to è una boz­za di rego­la­men­to che dovreb­be diven­ta­re leg­ge al più pre­sto.
Il testo pre­ve­de un per­cor­so for­ma­ti­vo diver­si­fi­ca­to per la scuo­la dell’infanzia e pri­ma­ria e per la scuo­la secon­da­ria di pri­mo e secon­do gra­do. Nel pri­mo caso si trat­ta di un cor­so di lau­rea magi­stra­le quin­quen­na­le a ciclo uni­co a nume­ro pro­gram­ma­to, com­pren­si­vo di tiro­ci­nio da avvia­re nel secon­do anno di cor­so. Per le secon­da­rie inve­ce è pre­vi­sto un cor­so di lau­rea magi­stra­le bien­na­le (a nume­ro pro­gram­ma­to per quan­to riguar­da l’insegnamento alla scuo­la media infe­rio­re), suc­ces­si­vo alla lau­rea trien­na­le gene­ra­li­sta, più un tiro­ci­nio del­la dura­ta di un anno. Per le clas­si di abi­li­ta­zio­ne all’insegnamento alla scuo­la di secon­do gra­do, l’accesso al tiro­ci­nio è a nume­ro chiu­so e pro­gram­ma­to dal MIUR, che comu­ni­che­rà perio­di­ca­men­te agli Uffi­ci Sco­la­sti­ci Regio­na­li il fab­bi­so­gno di per­so­na­le docen­te, per rice­ver­ne il nume­ro di posti da atti­va­re per cia­scu­na clas­se e da asse­gna­re a ogni ate­neo.
Di gran­de rile­van­za è il tiro­ci­nio for­ma­ti­vo atti­vo, con­si­sten­te in tre grup­pi di atti­vi­tà:
Inse­gna­men­ti di scien­ze dell’educazione;
Tiro­ci­nio svol­to a scuo­la sot­to la gui­da di un inse­gnan­te affi­da­ta­rio (il cosid­det­to tutor);
Inse­gna­men­to di didat­ti­che disci­pli­na­ri.
I docen­ti tutor e i docen­ti coor­di­na­to­ri dei per­cor­si di tiro­ci­nio sono scel­ti dal Con­si­glio di lau­rea magi­stra­le tra un nove­ro di can­di­da­ti pro­po­sti dai diri­gen­ti sco­la­sti­ci. Il tiro­ci­nan­te, a con­clu­sio­ne del pro­prio per­cor­so for­ma­ti­vo, deve esse­re in gra­do di inte­gra­re a un livel­lo cul­tu­ra­le e scien­ti­fi­co le com­pe­ten­ze acqui­si­te nell’attività svol­ta in clas­se e in mate­ria psi­co­pe­da­go­gia.

Attor­no al pro­get­to, come emer­ge dal nostro col­lo­quio con la pro­fes­so­res­sa Sil­via Piz­zet­ti, è sor­to imme­dia­ta­men­te un fer­vi­do dibat­ti­to, in è evi­den­zia­to lo spa­zio pre­pon­de­ran­te dato all’Università nel­la for­ma­zio­ne dei docen­ti. Il mon­do acca­de­mi­co però è distan­te dal mon­do del­la scuo­la, soprat­tut­to per quan­to riguar­da la for­ma­zio­ne sul cam­po e la gestio­ne del­le clas­si. È neces­sa­ria dun­que una rifles­sio­ne su cosa sia fon­da­men­ta­le appren­de­re per inte­ra­gi­re in modo effi­ca­ce con i ragaz­zi, per que­sto la scuo­la ha chie­sto mag­gio­re par­te­ci­pa­zio­ne nel meto­do for­ma­ti­vo. Inol­tre il per­cor­so di for­ma­zio­ne annua­le insi­ste con for­za sugli aspet­ti di con­te­nu­to e sui sape­ri, ria­pren­do una vec­chia con­tro­ver­sia tra disci­pli­na­ri­sti e peda­go­gi­sti sull’impronta da attri­bui­re, evi­den­zian­do la neces­si­tà di “ave­re con­te­nu­ti fon­da­men­ta­li per ave­re rea­li competenze”.

In ambi­to acca­de­mi­co però, il timo­re sor­to è che l’attuazione del pro­get­to pas­si nel silen­zio, a cau­sa del­la com­bi­na­zio­ne nega­ti­va di alcu­ni fat­to­ri, pri­mo fra tut­ti l’esistenza di un pre­ca­ria­to “sto­ri­co” che non si può eli­mi­na­re e che neces­si­ta di col­lo­ca­zio­ne. Infat­ti, bloc­can­do la pos­si­bi­li­tà d’accesso alla for­ma­zio­ne del futu­ro cor­po docen­te, si potreb­be ave­re il tem­po di assor­bi­re i “vec­chi” pre­ca­ri, soprat­tut­to gli inse­gnan­ti di mate­rie uma­ni­sti­che, i cui posti scar­seg­gia­no, a dif­fe­ren­za del­le doman­de che sono in con­ti­nuo aumen­to. Anche que­sta solu­zio­ne però deve fare i con­ti con la poli­ti­ca di bilan­cio gover­na­ti­va, che ha l’ultima paro­la su qual­sia­si deci­sio­ne.
In secon­do luo­go c’è la neces­si­tà di ridur­re gli alti costi dell’istruzione pub­bli­ca attra­ver­so una con­si­sten­te dimi­nu­zio­ne del cor­po docen­te. Pro­get­to già mes­so in atto con la finan­zia­ria 2008 che pre­ve­de un turn-over mol­to rigi­do, che ridu­ce a sua vol­ta la pos­si­bi­li­tà degli attua­li pre­ca­ri di tro­va­re col­lo­ca­zio­ne.
Infi­ne, la man­ca­ta con­cre­tiz­za­zio­ne del pro­get­to, com­por­te­reb­be una ridi­scus­sio­ne del­lo stes­so e la pos­si­bi­le rein­tro­du­zio­ne del vec­chio con­cor­so nazio­na­le. Ipo­te­si, quest’ultima, che è vista con favo­re dal­le asso­cia­zio­ni di rap­pre­sen­tan­za pro­fes­sio­na­le, che tor­ne­reb­be­ro ad ave­re un ruo­lo fon­da­men­ta­le nel­la sta­bi­liz­za­zio­ne dei pre­ca­ri, gra­zie al peso poli­ti­co dete­nu­to.
Com­ple­ta­men­te diver­sa inve­ce la situa­zio­ne se la boz­za fos­se appro­va­ta dal con­si­glio dei mini­stri: in que­sto caso, nell’arco di pochi mesi, il pro­get­to Israel avreb­be attua­zio­ne già nell’anno acca­de­mi­co 2010/2011 e la for­ma­zio­ne degli inse­gnan­ti ripren­de­reb­be a pie­no rit­mo.
Non ci resta che attendere…attendere che dall’alto qual­cu­no rispon­da a un sem­pre più pres­san­te inter­ro­ga­ti­vo di muc­ci­nia­na memo­ria: “Che ne sarà di noi?”

Miche­la Giup­po­ni

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