CELLULE STAMINALI

TRA ETICA E POLITICA LA LIBERTA’ DELLA RICERCA

 

Il pri­mo prov­ve­di­men­to pre­so dopo l’insediamento dagli ulti­mi due pre­si­den­ti ame­ri­ca­ni, Bush e Oba­ma, ha riguar­da­to lo stes­so argo­men­to: la ricer­ca sul­le cel­lu­le sta­mi­na­li embrio­na­li. Il pri­mo ne ave­va proi­bi­to lo stu­dio se svol­to uti­liz­zan­do fon­di pub­bli­ci (era con­sen­ti­to però se finan­zia­to da pri­va­ti), il secon­do ha inve­ce tol­to i vin­co­li impo­sti dal suo pre­de­ces­so­re. Per capi­re le pro­spet­ti­ve, dia­me­tral­men­te oppo­ste, dei due pre­si­den­ti sul­le que­stio­ni eti­che e scien­ti­fi­che che que­sto tipo di ricer­ca impli­ca, è bene par­ti­re dal dato tecnico.La cel­lu­la sta­mi­na­le è una cel­lu­la pri­mi­ti­va capa­ce poten­zial­men­te di ripro­dur­si infi­ni­te vol­te. Può esse­re embrio­na­le o adul­ta: quel­la embrio­na­le dà ori­gi­ne sostan­zial­men­te ad ogni tipo di cel­lu­la, la sta­mi­na­le adul­ta inve­ce sol­tan­to a cel­lu­le cor­ri­spon­den­ti all’organo da cui proviene. 

L’uso del­le cel­lu­le sta­mi­na­li embrio­na­li susci­ta inter­ro­ga­ti­vi mora­li: per otte­ne­re una linea di que­ste cel­lu­le infat­ti biso­gna distrug­ge­re una bla­sto­ci­sti, sta­dio pre­li­mi­na­re dell’embrione tra il quin­to e il set­ti­mo gior­no di gravidanza.
I detrat­to­ri muo­vo­no quin­di due ordi­ni di obie­zio­ni al suo uti­liz­zo: uno di carat­te­re scien­ti­fi­co, uno di carat­te­re etico.
L’obiezione “scien­ti­fi­ca” è per la qua­si tota­li­tà degli esper­ti del tut­to pre­te­stuo­sa: le cel­lu­le sta­mi­na­li embrio­na­li sareb­be­ro inu­ti­li, sop­pian­ta­te dal­le più pro­fi­cue sta­mi­na­li adulte.
In real­tà il poten­zia­le di entram­bi i filo­ni di ricer­ca è scon­fi­na­to, tan­to che per il pre­si­de del­la facol­tà di medi­ci­na di Har­vard “le sta­mi­na­li saran­no per le malat­tie dege­ne­ra­ti­ve quel­lo che gli anti­bio­ti­ci sono sta­ti per quel­le infet­ti­ve”. I difen­so­ri del­le cel­lu­le “etiche”(le sta­mi­na­li adul­te), com­met­to­no quin­di con­tem­po­ra­nea­men­te due erro­ri: sot­to­va­lu­ta­no fret­to­lo­sa­men­te per mal­ce­la­ti moti­vi reli­gio­si le sta­mi­na­li embrio­na­li, ali­men­tan­do inve­ce fal­se illu­sio­ni in chi spe­ra di gua­ri­re gra­zie alle adul­te. Ad oggi la ricer­ca non ha rag­giun­to risul­ta­ti defi­ni­ti­vi in nes­su­no dei due tipi di ricer­ca, e non avreb­be alcun sen­so rinun­cia­re a una del­le due stra­de per­ché fino ad ora non ha pro­dot­to nuo­ve cure.
Nel cal­deg­gia­re l’utilizzo del­le adul­te, sono sta­ti nume­ro­si i casi di cru­de­le disin­for­ma­zio­ne nei con­fron­ti dei pazien­ti. L’Avvenire, il gior­na­le del­la Cei, il 24 mag­gio 2005 ha tito­la­to con un biz­zar­ro “Sta­mi­na­li adul­te vs embrio­na­li: 58 – 0”, un arti­co­lo dove si con­fron­ta­va­no le pato­lo­gie cura­bi­li con l’utilizzo dell’una e dell’altra.
In real­tà il dot­tor David Pren­ti­ce, che per pri­mo ave­va mil­lan­ta­to que­ste cifre, sma­sche­ra­to dal­la rivi­sta Scien­ce del luglio 2006, ha dovu­to ammet­te­re che in real­tà era sta­to frain­te­so (vizio evi­den­te­men­te comu­ne anche oltreo­cea­no), e che inten­de­va dire che per quel­le malat­tie era in cor­so sem­pli­ce­men­te una sperimentazione.

Il dibat­ti­to eti­co è anco­ra più inten­so: la Chie­sa difen­de uffi­cial­men­te lo sta­tus di per­so­na dell’embrione. Mol­te però sono le obie­zio­ni pos­si­bi­li, sia inter­ne al cat­to­li­ce­si­mo sia pro­ve­nien­ti dal fron­te scien­ti­fi­co. Innan­zi­tut­to la bla­sto­ci­sti da cui si trag­go­no le sta­mi­na­li embrio­na­li non è anco­ra un embrio­ne: se lo fos­se non avreb­be alcu­na uti­li­tà di ricer­ca. Se per la Chie­sa que­sto non è rile­van­te, visto che la vita ini­zie­reb­be comun­que con il con­ce­pi­men­to, lo è per altri pen­sa­to­ri cat­to­li­ci come il filo­so­fo del­la scien­za Evan­dro Agaz­zi. Per Agaz­zi infat­ti, il con­cet­to di vita cri­stia­na è enché­lu­bil­men­te lega­to a quel­lo di per­so­na. Nei pri­mi istan­ti suc­ces­si­vi alla fecon­da­zio­ne però, enché sia già deter­mi­na­ta l’identità indi­vi­dua­le, non lo è quel­la gene­ti­ca. Nel caso di due gemel­li mono­zi­go­ti infat­ti, non si può distin­gue­re la loro iden­ti­tà pri­ma del sesto gior­no. Come si può soste­ne­re quin­di di esse­re di fron­te ad una vita uma­na, quan­do non si sa anco­ra se avre­mo una per­so­na, due, oppu­re più? Grot­te­sco poi che si con­si­de­ri non eti­co l’utilizzo ai fini di ricer­ca del­le bla­sto­ci­sti sopran­nu­me­ra­rie, avan­za­te dal­la fecon­da­zio­ne in vitro, che ven­go­no comun­que but­ta­te via dopo qual­che tempo.
La dif­fe­ren­za tra vita uma­na è bla­sto­ci­sti è facil­men­te per­ce­pi­bi­le anche a livel­lo intui­ti­vo con un espe­rimento psi­co­lo­gi­co: imma­gi­nia­mo scop­pi un incen­dio in un ospe­da­le, e di poter sal­va­re o un bam­bi­no di cin­que anni, o due bla­sto­ci­sti, cosa farem­mo? Tut­ti, vesco­vi com­pre­si, sal­ve­reb­be­ro il bam­bi­no. Se inve­ce con­si­de­ras­si­mo la bla­sto­ci­sti una per­so­na, coe­ren­te­men­te dovrem­mo sal­va­re il mag­gior nume­ro di vite pos­si­bi­li, abban­do­nan­do il bambino.
Esi­ste poi un ulte­rio­re ordi­ne di argo­men­ta­zio­ni: le risor­se di cui dispo­nia­mo sono limi­ta­te, e il loro uti­liz­zo obbli­ga a “scel­te tra­gi­che”. Un’amministrazione comu­na­le sa che alle­sten­do un attra­ver­sa­men­to pedo­na­le inve­ce che un sot­to­pas­sag­gio espor­rà i pedo­ni al rischio di esse­re inve­sti­ti. Non per que­sto però costrui­rà sola­men­te sot­to­pas­sag­gi: il loro costo infat­ti assor­bi­reb­be le spe­se per altri ser­vi­zi che, pro­prio nel­la dife­sa del­la vita uma­na, han­no un rap­por­to costi – bene­fi­ci miglio­re. Chi gesti­sce le risor­se di tut­ti deve esse­re con­sa­pe­vo­le di que­sto, altri­men­ti, come dice­va Max Weber, è un “fan­ciul­lo”, che si rifiu­ta di fare i con­ti con la realtà.
Quin­di, se voglia­mo ragio­na­re sull’argomento in modo serio, sen­za trin­ce­rar­ci die­tro como­di dog­mi, dob­bia­mo met­te­re one­sta­men­te sul­la bilan­cia i pro e con­tro del­la ricer­ca sul­le cel­lu­le sta­mi­na­li. I con­tro sono il sacri­fi­cio di un cer­to nume­ro di bla­sto­ci­sti, sta­dio pre­li­mi­na­re, come det­to, dell’embrione. I pro sono tut­te le malat­tie poten­zial­men­te cura­bi­li, spe­cie di tipo dege­ne­ra­ti­vo (imma­gi­nia­mo l’importanza del­la cura di una malat­tia come l’Alzhaimer in una popo­la­zio­ne sem­pre più vecchia).
La scel­ta, se pon­de­ra­ta lai­ca­men­te, tro­vo non pos­sa che anda­re in dire­zio­ne del­la liber­tà di ricerca.

Filip­po Bernasconi

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