CERCASI PILLOLA DEL GIORNO DOPO

La reda­zio­ne di Vul­ca­no si è dis­se­mi­na­ta per mez­za cit­tà, nei mean­dri degli ospe­da­li mila­ne­si, alla ricer­ca di infor­ma­zio­ne su que­sto con­trac­cet­ti­vo d’emergenza così tan­to con­tro­ver­so e osteg­gia­to da una par­te dei medi­ci cat­to­li­ci e dagli obiet­to­ri di coscien­za qua­le è la pil­lo­la del gior­no dopo. Sia­mo anda­ti in vari ospe­da­li, met­ten­do­ci nei pan­ni di chi ha avu­to un rap­por­to a rischio… ecco cosa abbia­mo vissuto:

Ospe­da­le Lui­gi Sac­co: 10.30 — Arri­vo al Pron­to Soc­cor­so e dico all’infermiere di tur­no che ho biso­gno del­la pil­lo­la del gior­no dopo, ma ven­go subi­to indi­riz­za­ta in Gine­co­lo­gia, dove ven­go accol­ta da un’infermiera. Le dico cosa mi ser­ve e lei mi rispon­de: “Non cre­do che te la dia­no, aspet­ta”. Dopo un’ora non mi han­no anco­ra visi­ta­to né pre­so il nomi­na­ti­vo. Chie­do se è sta­ta pre­sa in visio­ne dal dot­to­re di tur­no la mia richie­sta e mi rife­ri­sco­no “riden­do” che sta ope­ran­do e dovrò aspet­ta­re alme­no 4 ore. 11.45 — Una gio­va­ne dot­to­res­sa mi invi­ta ad entra­re con il mio ragaz­zo, regi­stran­do­ci all’accettazione con “codi­ce d’urgenza ver­de”. Ci sedia­mo in un ambu­la­to­rio e lei ci dà da leg­ge­re un con­sen­so infor­ma­to che ci spie­ga qua­li sono i van­tag­gi e gli svan­tag­gi del caso, spie­gan­do­ci che “ci sono del­le nor­ma­li con­tro­in­di­ca­zio­ni tipi­che di altri far­ma­ci, cioè un mag­gio­re rischio in caso di dia­be­te, obe­si­tà, pre­di­spo­si­zio­ne alla trom­bo­si, e che que­sto discor­so potreb­be benis­si­mo far­me­lo anche se si trat­tas­se dell’assunzione di un’aspirina”. Ci tie­ne a pre­ci­sa­re anche che “la pil­lo­la del gior­no dopo non è un far­ma­co abor­ti­vo, a dif­fe­ren­za di quan­to sostie­ne la bran­ca dei medi­ci cat­to­li­ci, ma ser­ve solo a ren­de­re ino­spi­ta­le l’utero, per cui, se la gra­vi­dan­za è già in atto, non avrà nes­sun effet­to su que­sta”. Dopo un’anamnesi, test di gra­vi­dan­za, visi­ta gine­co­lo­gi­ca e ras­si­cu­ra­zio­ni, mi rila­scia la ricet­ta per il Norlevo. 

Ali­ce S.
Cli­ni­ca Man­gia­gal­li: 11.30. Al pron­to soc­cor­so dell’ospedale Mag­gio­re Poli­cli­ni­co ci dico­no di recar­ci alla cli­ni­ca Man­gia­gal­li, in Via Com­men­da 12. L’accettazione del­la cli­ni­ca oste­tri­cia gine­co­lo­gia ci rice­ve imme­dia­ta­men­te, e dopo aver com­pi­la­to alcu­ni fogli con i miei dati, per cui richie­do­no car­ta d’identità e tes­se­ra sani­ta­ria, mi dico­no di atten­de­re la dot­to­res­sa per la visi­ta, pre­ci­san­do che avreb­be dato prio­ri­tà alle urgen­ze. Dopo un quar­to d’ora entria­mo, la dot­to­res­sa mi chie­de con discre­zio­ne cosa è suc­ces­so, quin­di com­pi­la a sua vol­ta un altro foglio in cui indi­ca la data dell’ultima visi­ta, sta­to di salu­te (sen­za però visi­tar­mi), con­si­gli e tera­pia. Su mia doman­da mi spie­ga che le varie regi­stra­zio­ni ser­vo­no a loro, e rimar­ran­no pri­va­te. Quin­di mi avver­te che la pil­lo­la non è un anti­con­ce­zio­na­le, in quan­to, seb­be­ne la per­cen­tua­le di effi­ca­cia sia del 95%, se la fecon­da­zio­ne è avve­nu­ta non può esse­re bloc­ca­ta. Alle 12 uscia­mo con la ricet­ta per il mio Nor­le­vo da 1500 mcg.
Vale­ria P.
All’Isti­tu­to Cli­ni­co Huma­ni­tas la pil­lo­la del gior­no dopo vie­ne pre­scrit­ta dopo un rigo­ro­so con­trol­lo medi­co. Nel caso ci fos­se l’obbiettore di coscien­za l’infermiere all’accettazione del pron­to soc­cor­so assi­cu­ra al pazien­te di tro­va­re un altro medi­co in bre­ve tem­po. Arri­va­to il mio tur­no spie­go al medi­co il mio pro­ble­ma. Il dot­to­re mi rin­cuo­ra dicen­do­mi che per lui non ci sono pro­ble­mi a pre­scri­ver­mi la pil­lo­la del gior­no dopo, ma che per una que­stio­ne lega­le non me la può pre­scri­ve­re sen­za ave­re un esi­to degli esa­mi del san­gue: mi spie­ga infat­ti che la pil­lo­la del gior­no dopo fun­zio­na da anti­con­ce­zio­na­le per le 72 ore suc­ces­si­ve al rap­por­to, ma che diven­ta pil­lo­la abor­ti­va dopo que­sto las­so di tem­po. Non aven­do un effi­ca­cia del 100% mi spie­ga inol­tre che nel caso fos­si già incin­ta per un pre­ce­den­te rap­por­to ses­sua­le rischie­rei non solo un abor­to dolo­ro­so e poco salu­ta­re per la mia per­so­na, ma anche un even­tua­le dan­no per­ma­nen­te del feto. Così mi sot­to­pon­go all’esame del san­gue e dopo cir­ca 40 minu­ti rice­vo l’esito. Non essen­do in sta­to inte­res­san­te mi pre­scri­ve la pil­lo­la, dopo esser­si assi­cu­ra­to che abbia capi­to a fon­do tut­te le even­tua­li con­tro­in­di­ca­zio­ni e mi invi­ta a far­mi visi­ta­re dal mio gine­co­lo­go e fare un’ecografia addo­mi­na­le. Sono sta­ti mol­to chia­ri e par­ti­co­lar­men­te efficienti. 
Lui­sa M.
Ospe­da­le Niguar­da: 13.00. L’entrata del pron­to soc­cor­so è semi­de­ser­ta, non dob­bia­mo nean­che met­ter­ci in coda. All’accettazione ci dico­no che “la mag­gior par­te dei gine­co­lo­gi sono obiet­to­ri, in con­for­mi­tà all’indirizzo poli­ti­co-mora­le del gover­no cen­tri­sta del­la nostra Regio­ne”. Dopo un bre­ve giro di chia­ma­te inter­ne per veri­fi­ca­re se ci sia qual­che gine­co­lo­go non obiet­to­re, ci spie­ga­no che ad ogni modo tut­ti i medi­ci pos­so­no pre­scri­ve­re la pil­lo­la del gior­no dopo, e ci indi­riz­za­no all’accettazione inter­na, asse­gnan­do­ci un codi­ce bian­co. Dopo una ven­ti­na di minu­ti ci chia­ma­no per la visi­ta. La dot­to­res­sa mi chie­de con discre­zio­ne cos’è suc­ces­so, nono­stan­te mi rice­va in pra­ti­ca in cor­sia, fra allet­ta­ti e infer­mie­ri che giron­zo­la­no, e mi spie­ga tut­te le con­tro­in­di­ca­zio­ni del­la pil­lo­la. Alle 13.30 esco con la ricet­ta per il mio con­trac­cet­ti­vo d’emergenza, ora devo solo anda­re in far­ma­cia a comprarla. 
Giu­dit­ta G.
Ospe­da­le S. Car­lo Bor­ro­meo (via Pio II, 3). Arri­vo all’accettazione del pron­to soc­cor­so alle ore 13 pas­sa­te da pochi minu­ti. Dopo una bre­vis­si­ma atte­sa espo­nia­mo la nostra esi­gen­za e l’impiegata dell’accettazione ci dice di par­la­re con l’infermiera. Inter­pel­la­ta anche quest’ultima ci rispon­de con un sec­co: “Doma­ni, dal­le 10 alle 12”. Chie­dia­mo delu­ci­da­zio­ni per ave­re una rispo­sta più esau­sti­va, otte­nia­mo così la seguen­te spie­ga­zio­ne: l’ospedale S. Car­lo si occu­pa di con­trac­ce­zio­ne d’emergenza solo dal­le 10 alle 12 (tut­ti i gior­ni, anche i festi­vi). In tut­ti gli altri ora­ri sono pre­sen­ti uni­ca­men­te medi­ci obbiet­to­ri ed è asso­lu­ta­men­te impos­si­bi­le otte­ne­re visi­ta o ricet­ta. “Ha set­tan­ta­due ore di tem­po” avver­te l’infermiera: “Altri­men­ti può recar­si in un altro ospe­da­le: Man­gia­gal­li, Niguar­da dove comun­que può andar­le bene oppu­re no. Meglio evi­ta­re gli ospe­da­li “con­fes­sio­na­li” come il San Pao­lo”. Esco dall’ospedale sen­za ricetta.
Lau­ra C.
Ospe­da­le Fate­be­ne­fra­tel­li: 18:30 — Dopo aver chie­sto indi­ca­zio­ni al pron­to soc­cor­so per ave­re la pil­lo­la, il mio accom­pa­gna­to­re ed io, venia­mo man­da­ti al Pre­si­dio Ospe­da­lie­ro Mace­do­nio Mel­lo­ni a Dateo poi­ché in via Por­ta Nuo­va non c’è il repar­to di gine­co­lo­gia e nes­su­no può pre­scri­ve­re il far­ma­co. Dopo due ore (e più direi) di anti­ca­me­ra il gine­co­lo­go mi può rice­ve­re, la ricet­ta era già pron­ta, mi dà qual­che infor­ma­zio­ne e mi por­ge il tic­ket di 25 euro per­ché il caso rien­tra nei “codi­ci bianchi”. 
Miche­la G. 

Che con­fu­sio­ne: sei ospe­da­li diver­si, iter dia­gno­sti­ci e spie­ga­zio­ni dif­fe­ren­ti, stes­so far­ma­co, stes­sa cit­tà: Mila­no, dove per­si­no il “nume­ro uti­le e pri­va­to” dei Radi­ca­li non fun­zio­na.
Con l’aiuto di alcu­ni stu­di scien­ti­fi­ci, bio­lo­gi­ci e medi­ci, cer­che­re­mo di dare un po’ di tra­spa­ren­za alla questione. 

Innan­zi­tut­to la pil­lo­la del gior­no dopo (in ingle­se the mor­ning after pill) non è da con­fon­de­re con la pil­lo­la abor­ti­va RU486 (in ingle­se the abor­tion pill), la qua­le può esse­re assun­ta fino a 8 set­ti­ma­ne dopo il rap­por­to e che pre­ve­de l’as­sun­zio­ne di due far­ma­ci (mife­pri­sto­ne e miso­pro­stol) di cui il pri­mo è un far­ma­co che bloc­ca il pro­ge­ste­ro­ne (ormo­ne neces­sa­rio per­ché la gra­vi­dan­za avven­ga cor­ret­ta­men­te) e pro­vo­ca un’e­mor­ra­gia, men­tre il secon­do far­ma­co ser­ve per far con­trar­re l’u­te­ro ed espel­le­re l’em­brio­ne dopo che il pri­mo far­ma­co ne ha pro­vo­ca­to la mor­te.
La pil­lo­la del gior­no dopo inve­ce, non è altro che una pil­lo­la del tut­to simi­le a quel­le anti­con­ce­zio­na­li pre­scrit­te comu­ne­men­te come con­trac­cet­ti­vi, ma con una dose di pro­ge­sti­ni­co (levo­nor­ge­strel) mol­to più ele­va­ta (1,5 mg). Deve esse­re assun­ta entro 72 ore dal rap­por­to e ha una per­cen­tua­le di suc­ces­so del 95%, se pre­sa entro le pri­me 24 ore. L’efficacia dun­que va pro­gres­si­va­men­te dimi­nuen­do con il pas­sa­re del­le ore Mol­to dipen­de anche dal­la fase del ciclo mestrua­le in cui si tro­va la ragaz­za. Se l’ovulo infat­ti si tro­va in uno sta­to di matu­ra­zio­ne par­ti­co­lar­men­te avan­za­to (a cir­ca una set­ti­ma­na pri­ma del ciclo), la pil­lo­la non va ad evi­ta­re la fecon­da­zio­ne (per­ché que­sta può avve­ni­re anche nel­l’ar­co dei pri­mi 15 minu­ti dopo il rap­por­to), ma va a “distur­ba­re” i pro­ces­si che seguo­no la fecon­da­zio­ne, ovve­ro l’at­tec­chi­men­to del­l’o­vu­lo fecon­da­to nel­l’u­te­ro.
Se inve­ce l’ovulo è anco­ra poco matu­ro (ad esem­pio, una set­ti­ma­na dopo l’ultima mestrua­zio­ne), allo­ra è pro­ba­bi­le che i tem­pi si allun­ghi­no e che il rischio di una fecon­da­zio­ne sia più dilui­to nel tem­po. In que­sto caso la pil­lo­la andreb­be a evi­ta­re la fecon­da­zio­ne.
Inol­tre, anche le tem­pi­sti­che dell’ovulo e del­lo sper­ma­to­zoo sono leg­ger­men­te dif­fe­ren­ti. Gli sper­ma­to­zoi infat­ti, dopo l’eiaculazione, risal­go­no le tube fino ad incon­tra­re l’ovulo, con un’autonomia di soprav­vi­ven­za che può arri­va­re fino ai 5 gior­ni (120 ore).
Recen­ti stu­di (Isti­tu­to di Scien­ze Bio­me­di­che Lui­gi Sac­co – Polo Uni­ver­si­ta­rio del­la Sta­ta­le di Mila­no) indi­ca­no che non vi sono cer­tez­ze sul mec­ca­ni­smo d’azione del­la pil­lo­la del gior­no dopo, tut­ta­via sug­ge­ri­sco­no tre pos­si­bi­li moda­li­tà d’azione pre­ven­ti­va da par­te di quest’ultima, ex adiu­van­ti­bus: ritar­da­re l’ovulazione, osta­co­la­re la pene­tra­zio­ne del­lo sper­ma­to­zoo nell’ovulo, pre­ve­ni­re l’impianto dell’ovulo fecon­da­to nell’utero.
In Ita­lia esi­sto­no in com­mer­cio due tipi di pre­pa­ra­ti: Levo­nel­le, la cui con­fe­zio­ne con­tie­ne due pil­lo­le da assu­me­re insie­me (prez­zo per con­fe­zio­ne mono­do­se 11.95 €), e Nor­le­vo, la cui con­fe­zio­ne con­tie­ne una sola pil­lo­la (prez­zo per con­fe­zio­ne mono­do­se 11.60 €).

E negli altri Pae­si come fun­zio­na? Ecco alcu­ni esem­pi.
In Spa­gna, la pil­lo­la del gior­no dopo costa 19.00 € se pre­sa in far­ma­cia, gra­tis se richie­sta in ospe­da­le. In Mes­si­co, stes­so iter del­la Spa­gna, solo che il prez­zo è di 3.00 € (ma alcu­ne far­ma­cie facen­ti par­te del­la cate­na Gua­da­la­ja­ra non la ven­do­no). In Ger­ma­nia, la pil­lo­la del gior­no dopo costa 16.00 €, e si può pren­de­re con ricet­ta, il che impli­ca che biso­gna paga­re 10 euro per la visi­ta; inol­tre se si ha biso­gno del­l’o­spe­da­le di saba­to o di dome­ni­ca o nei festi­vi si paga un sovrap­prez­zo di 13.00 €.
E a Mila­no? Abbia­mo pro­va­to a con­tat­ta­re l’assessore alla salu­te di Mila­no, Giam­pao­lo Lan­di di Chia­ven­na, e non abbia­mo otte­nu­to alcu­na rispo­sta al riguardo.

Una que­stio­ne eti­ca?
“La pil­lo­la del gior­no dopo NON è un far­ma­co abor­ti­vo ma un anti­con­ce­zio­na­le, per­ciò nes­sun medi­co può rifiu­tar­si di pre­scri­ver­lo. Non c’è obie­zio­ne di coscien­za che ten­ga”. Lo ha riba­di­to più di un anno fa il Con­si­glio Regio­na­le del­la Tosca­na chia­ren­do, tra­mi­te una deli­be­ra, che il medi­co rilut­tan­te all’emissione di una ricet­ta incor­re in un rea­to puni­bi­le dal­la leg­ge ita­lia­na. L’Ordini dei Medi­ci di Pisa riba­di­sce ed evi­den­zia tale con­cet­to: “la pil­lo­la del gior­no dopo non è una pil­lo­la abor­ti­va, ma è un far­ma­co anti­con­ce­zio­na­le, e dato che non vio­la la leg­ge 194/78 sull’aborto, non può esse­re invo­ca­ta l’obiezione di coscien­za”. Cir­ca tre anni fa però, per anda­re incon­tro agli obiet­to­ri di coscien­za (i qua­li non si pos­so­no sti­ma­re, per pri­va­cy), il Comi­ta­to Nazio­na­le di Bio­e­ti­ca (CNB) ha ini­zia­to una discus­sio­ne sul­la pos­si­bi­li­tà di una cosid­det­ta clau­so­la di coscien­za: ovve­ro chi pro­prio non se la sen­te di pre­scri­ver­la può evi­ta­re di far­lo, pur­ché met­ta in con­di­zio­ne il pazien­te di otte­ne­re quel­lo che chie­de nei tem­pi e nei ter­mi­ni sta­bi­li­ti. Nel dicem­bre 2006 la posi­zio­ne del­la Fede­ra­zio­ne Nazio­na­le degli Ordi­ni dei Medi­ci (FNOM­CeO) ha di fat­to assi­mi­la­to la clau­so­la di coscien­za evo­ca­ta dal CNB. Oggi di quel­la discus­sio­ne non si tro­va che l’introduzione e, di fat­to, un’impraticabilità da par­te non del medi­co, ma del pazien­te. Tale “clau­so­la”, infat­ti, pre­sup­po­ne una pre­ven­ti­va comu­ni­ca­zio­ne all’a­zien­da da par­te del medi­co-dipen­den­te di un disa­gio nel pre­scri­ve­re alcu­ni tipi di far­ma­ci. A quan­to sem­bra, nes­sun medi­co ha mai comu­ni­ca­to uffi­cial­men­te tale disa­gio rispet­to a que­sto tipo di pre­scri­zio­ne, né tan­to­me­no si è appel­la­to a que­sta clau­so­la di coscien­za. Eppu­re, dal­la nostra inda­gi­ne, emer­ge una uffi­cio­sa cono­scen­za di quan­do e dove eser­ci­ta­no que­sti obiet­to­ri di coscien­za, sia da par­te del­le stes­se strut­tu­re e del­le loro con­nes­sio­ni, sia da par­te degli stes­si dipen­den­ti del­le azien­de ospe­da­lie­re. Insom­ma, chi ci rimet­te è sem­pre il pazien­te, igna­ro di “que­ste o quel­le” cono­scen­ze informali.

La veri­tà sgra­di­ta, alme­no nel­le Azien­de Ospe­da­lie­re del Comu­ne di Mila­no, è la seguen­te: anni fa, quan­do è sta­ta intro­dot­ta la clau­so­la di coscien­za qui sopra ripor­ta­ta, uffi­cio­sa­men­te i medi­ci non l’hanno appli­ca­ta a cau­sa del suo pos­si­bi­le “risvol­to nega­ti­vo”, per il qua­le, data la quan­ti­tà enor­me di obiet­to­ri di coscien­za dis­se­mi­na­ti dal­la base ai ver­ti­ci degli ospe­da­li, i medi­ci non obiet­to­ri (in que­sto caso del repar­to gine­co­lo­gi­co) sareb­be­ro sta­ti stig­ma­tiz­za­ti e rele­ga­ti nei soli com­pi­ti ambu­la­to­ri, riguar­dan­ti per­lo­più la pil­lo­la del gior­no dopo e gli abor­ti entro il ter­zo mese di gra­vi­dan­za. Per evi­ta­re que­sto, nes­su­no ha uffi­cia­liz­za­to alla pro­pria strut­tu­ra di appar­te­nen­za il pro­prio “sta­tus di coscien­za”. Anco­ra una vol­ta è il pazien­te a rimet­ter­ci.

Una nota posi­ti­va, dal lune­dì al vener­dì e su chia­ma­ta.
Se sei for­tu­na­ta, il tuo medi­co di base, se non è un obiet­to­re di coscien­za, può pre­scri­ver­ti la pil­lo­la del gior­no dopo. Inol­tre, esi­sto­no con­sul­to­ri lai­ci e pri­va­ti, come ad esem­pio il “Cen­tro Pro­ble­mi Don­na” (via Sil­vio Pel­li­co n°16, sca­la 19, ter­zo pia­no) o i con­sul­to­ri comu­na­li come quel­lo di Cor­so Ita­lia, 52 facen­te par­te del­la Asl di Mila­no, dove duran­te gli ora­ri di atti­vi­tà del ser­vi­zio un’équipe di gine­co­lo­ghe e psi­co­lo­ghe rice­vo­no e, se è il caso, pre­scri­vo­no dopo un col­lo­quio la pil­lo­la del gior­no dopo a quel­le don­ne che han­no avu­to un rap­por­to ses­sua­le a rischio.
Ricor­dia­mo inol­tre che la pil­lo­la del gior­no dopo è un far­ma­co a tut­ti gli effet­ti che può esse­re pre­scrit­to da qua­lun­que medi­co, non neces­sa­ria­men­te spe­cia­liz­za­to in gine­co­lo­gia.
Dal­la nostra espe­rien­za non emer­ge dun­que un’effettiva impos­si­bi­li­tà di repe­ri­re il far­ma­co, ma sicu­ra­men­te tan­ta con­fu­sio­ne meto­do­lo­gi­ca che, inve­sten­do in pri­mo luo­go gli addet­ti ai lavo­ri, non può che river­sar­si sul­le pazienti. Allinea a sinistra

Denis Tri­vel­la­to
& The Vulcano’s Girls
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