Rassegna stagione teatrale milanese — Parte prima

“Fat­ti non foste a viver sen­za teatri, / 

ma per seguir, a prez­zi scon­ta­ti, spet­ta­co­li e cano­scen­za”*

* — Dan­te Ali­ghie­ri, Inferno(XXVI, 118–120) -

“Ciò che ho sem­pre tro­va­to di più bel­lo, a tea­tro, è il lampadario”. 

(Char­les Bau­de­lai­re)

Intor­no al tea­tro aleg­gia­no spes­so vacue quan­to fal­se dice­rie. Che sia dispen­dio­so. Che inge­ne­ri uggia, mono­to­nia, tedio, per far­la bre­ve… son­no. Non si capi­sce bene se la ragio­ne di que­sti vaneg­gia­men­ti risie­da nel­lo sfre­na­to com­fort del­le pol­tron­ci­ne, distil­la­tri­ci di sopo­ri­fe­ri benes­se­ri, o nel­la spin­ta all’emulazione rap­pre­sen­ta­ta da quel greg­ge di vec­chiet­te in pel­lic­ce da 7kg e mez­zo (a vol­te pesa­no più di chi le indos­sa), che fan­no sem­bra­re il tea­tro luo­go di osse­quio­sa, eli­ta­ria ele­gan­za (nel­lo sti­le degli avvi­si all’ingresso del­le chie­se che invi­ta­no a rispet­ta­re la sacra­li­tà del luogo). 

Ma il tea­tro non è né l’uno, né l’altro, ad esser bene infor­ma­ti. Potrei pro­ce­de­re con una sfil­za di cita­zio­ni per con­vin­cer­vi, ma son cer­ta che un bre­ve e tra­sver­sa­le viag­gio nel­la varie­tà del­la sta­gio­ne mila­ne­se, pri­ma, e qual­che aned­do­to su con­ven­zio­ni e scon­ti, poi, vi farà meglio allon­ta­na­re il pen­sie­ro da impel­lic­cia­men­ti e man­fri­ne-eco­no­mi­che-post-dila­pi­da­zio­ne-del-pro­prio-patri­mo­nio-per- por­tar-fuo­ri-il-ragaz­zo/­la ragazza-su-cui-si-vuol-far-colpo.

Appun­ta­men­ti mese per mese.
- Novem­bre. Nel mese del­la piog­gia can­ta­to dai Gun’s, (e recen­te­men­te da Giu­sy Fer­re­ri), “la cit­tà si accen­de in un istan­te” al rit­mo del­la pro­du­zio­ne Tea­tri­d­hi­ta­lia, che al Tea­tro Elfo Puc­ci­ni met­te in sce­na la secon­da, atte­sis­si­ma par­te di Angels in Ame­ri­ca, bestsel­ler ame­ri­ca­no di Tony Kush­ner, Perestroika(22/10–22/11). Mes­sin­sce­na di De Capi­ta­ni e Bru­ni, lo spet­ta­co­lo ha fat­to incet­ta di pre­mi tan­to nel­la sua ver­sio­ne tea­tra­le quan­to in quel­la cine­ma­to­gra­fi­ca con Al Paci­no, assur­gen­do a rap­pre­sen­ta­zio­ne di una New York degli anni ’80 stret­ta tra le inquie­tu­di­ni del­la vita quo­ti­dia­na, dell’omosessualità, dell’Aids, nel qua­dro di un alter­nan­za tra dia­lo­ghi ser­ra­ti e alla vol­ta inti­mi­sti­ci, e allu­ci­na­zio­ni nar­co­ti­co-oni­ri­che. Bel­lis­si­mo. Di for­te impatto. 

Al Tea­tro Leo­nar­do, da non per­de­re è l’antologia, nel cor­so del mese, degli spet­ta­co­li del­la cele­bre e mera­vi­glio­sa­men­te diver­ten­te com­pa­gnia Quel­li di Grock (che da quest’anno si occu­pe­rà del­la gestio­ne diret­ta del tea­tro). Su tut­ti l’imperdibile “Cine­ma cinema”(3–5/11), “Ze sciò magoòn”(7–9/11), e l’eccentrico “Caos”(12–14/11).

Al Tea­tro Car­ca­no inve­ce tro­via­mo L’attore(11–22/11), dal roman­zo di M. Sol­da­ti, inter­pre­ta­to da Giu­lio Boset­ti (anche regi­sta), M. Bon­fi­gli e Sali­nes. Quin­di la ver­sio­ne tea­tra­le di Pip­pi Calzelunghe(24–29/11), regia di Ange­li­ni e super­vi­sio­ne di Gigi Pro­iet­ti, spet­ta­co­lo fre­sco e adat­to a tut­te le età. 

Per gli aman­ti del musi­cal e non solo, dal 2 otto­bre “La Bel­la e la Bestia”, in sce­na fino a quan­do saran­no ven­du­ti i bigliet­ti, al neo-ristrut­tu­ra­to Tea­tro Nazio­na­le. Pro­dot­to dal­la mul­ti­na­zio­na­le lea­der in Euro­pa Sta­ge Enter­tain­ment, con que­sto spet­ta­co­lo il tea­tro pun­ta non solo a diven­ta­re un tem­pio del musi­cal sul model­lo di Lon­dra e Broad­way, ma anche ad offri­re i musi­cal più bel­li del mon­do con orche­stra dal vivo, costu­mi e sce­no­gra­fie son­tuo­si, regia e coreo­gra­fia eccen­tri­che. Suggestivo.

Tra il 16711 e il 6/12 il Pic­co­lo Tea­tro di Mila­no offre un omag­gio alla scom­par­sa Fer­nan­da Piva­no, con “La can­zo­ne di Nan­da”, spet­ta­co­lo in cui Casa­le, ami­co del­la scrit­tri­ce, gior­na­li­sta, cri­ti­ca del­la Beat Gene­ra­tion, sot­to la regia di G. Vacis, alter­na la let­tu­ra dei suoi “Dia­ri 1917–1973” alla nar­ra­zio­ne di sto­rie vis­su­te insie­me, il tut­to nel sot­to­fon­do musi­ca­le degli arti­sti del­la Beat stes­sa. Per gli appas­sio­na­ti, o per chi vuol saper­ne di più.

Al Tea­tro Man­zo­ni “Est Ove­st”, spet­ta­co­lo scrit­to e diret­to da C. Comen­ci­ni, che vede sul­la sce­na l’elegante Ros­sel­la Falk, Lucia­no Vir­gi­lio, Biga­gli e D. Piper­no, impe­gna­ti nel­la rap­pre­sen­ta­zio­ne di una socie­tà dove a spic­ca­re sono la cri­si dei valo­ri fami­lia­ri e la soli­tu­di­ne, ele­men­ti di una tra­sfor­ma­zio­ne socia­le su cui la Comen­ci­ni invi­ta a ripor­re lo sguardo. 

Aman­ti del­la sati­ra politica?Non pote­te per­de­re “Fenomeni”(dal6/11), al Tea­tro Ven­ta­glio Sme­ral­do, spet­ta­co­lo che vede il cele­bre M. Croz­za impe­gna­to nel­la descri­zio­ne dei “fenomeni”che popo­la­no la real­tà ita­lia­na, attra­ver­so l’evolversi malin­co­ni­ca­men­te bigio e quo­ti­dia­no del­le notizie. 

Da segna­la­re infi­ne, per i mene­ghi­ni doc, “Tiranott”(27/10–07/11), al Tea­tro Fran­co Paren­ti. Di L. Pedul­là, e con M. Zer­bin, in un bar di Mila­no un uomo di mezz’età evo­ca pene amo­ro­se, ricor­di, aned­do­ti di gran­di poe­ti e scrit­to­ri mila­ne­si: Gad­da, Loi, Por­ta, Man­zo­ni, Tes­sa. Anco­ra al Paren­ti, “Lezio­ni americane”(10/11- 15/11), regia di Orlan­do Forio­so (vi giu­ro, si chia­ma così!), con l’intramontabile Gior­gio Alber­taz­zi ad inter­pre­ta­re i bra­ni calviniani.

Infi­ne da segna­la­re è “Tradimenti”(23/11–29/11), ope­ra di H. Pin­ter, con regia di A. Ren­zi e l’interpretazione di Nico­let­ta Bra­schi, che met­te in sce­na la rie­vo­ca­zio­ne dei ricor­di di una sto­ria d’amore clan­de­sti­na da par­te di due ex aman­ti rein­con­tra­ti­si a distan­za di anni.

Dicem­bre. Il 12 dicem­bre il Pic­co­lo Tea­tro di Mila­no, in com­me­mo­ra­zio­ne dei 40 anni tra­scor­si dal­la stra­ge di Piaz­za Fon­ta­na, pro­po­ne una let­tu­ra di testi da par­te di Luca Ron­co­ni, la pre­sen­ta­zio­ne del docu­men­ta­rio di G. Gagliar­do Vit­ti­me, più l’apertura di una sala e la visi­ta di spa­zi ine­di­ti del­la strut­tu­ra di Via Rovello. 

Al Tea­tro Allianz dal 4 dicem­bre si potrà assi­ste­re alla pri­ma nazio­na­le del musi­cal “We will rock you”, stre­pi­to­so suc­ces­so in 14 Pae­si, scrit­to da Ben Elton con musi­ca dei Queen. Dire­zio­ne di M. Colom­bi, con effet­ti spe­cia­li, sce­no­gra­fie e bra­ni cult del­la sto­ria del rock. 

E’ inve­ce al Tea­tro Sme­ral­do che pos­sia­mo tro­va­re Mar­co Tra­va­glio, a pre­sen­ta­re nuo­va­men­te “Promemoria”(dal 18/12), dopo il suc­ces­so che lo scor­so anno ave­va por­ta­to lo stes­so auto­re di pun­ta del “Fat­to” al sold out. 

Il Tea­tro dei Filo­dram­ma­ti­ci pro­po­ne inve­ce l’esilarante tra­gi­com­me­dia “Love and Money”(3–31/12), di D. Kel­ly, con Tom­ma­so Amadio.

Se al Tea­tro Leo­nar­do pos­sia­mo tro­va­re il clas­si­co di Moliè­re “Il mala­to immaginario”(4–31/12), dell’agguerrita Com­pa­gnia Tea­tra­le di Quel­li di Grock, il Tea­tro Elfo ripro­po­ne il gran suc­ces­so del­lo scor­so anno “Libri da ardere”(9–31/12), di Amé­lie Nothomb, con l’imponente Elio De Capi­ta­ni, a rap­pre­sen­ta­re l’indistruttibilità del ricor­do, in un luci­do gio­co intel­let­tua­le basa­to sul­la sepa­ra­zio­ne tra let­te­ra­tu­ra buo­na e cat­ti­va, nel­le for­me di un sapien­te bot­ta e rispo­sta tra tre personaggi. 

Infi­ne dal 25/12 tro­ve­re­mo anco­ra l’ottantenne Pao­lo Poli, alle pre­se con la ripro­po­si­zio­ne sul­la sce­na del suo “Sil­la­ba­ri”, quest’anno al Tea­tro Paren­ti.
A segui­re…

Vale­ria Pal­lot­ta

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