E A MEDICINA SI CAMBIA: IN PEGGIO

Qula­cu­no ha det­to che i cam­bia­men­ti non sono sem­pre nega­ti­vi. Vero. Que­sto con­cet­to può esse­re appli­ca­to nei più sva­ria­ti set­to­ri. L’università ad esem­pio. Quel­lo che di soli­to uno stu­den­te o un pro­fes­so­re subi­sce con i vari cam­bi di ordi­na­men­to, che avven­go­no sem­pre più fre­quen­te­men­te in Ita­lia, in real­tà dovreb­be esse­re visto, con occhi spe­ran­zo­si, come un inten­to di rin­no­vo e di miglio­ra­men­to.
I tem­pi cam­bia­no e i meto­di di appren­di­men­to e di didat­ti­ca, di con­se­guen­za, si ade­gua­no.
Così come la mag­gior par­te del­le facol­tà degli Stu­di di Mila­no, anche quel­la di Medi­ci­na e Chi­rur­gia ha ten­ta­to la sua meta­mor­fo­si, ma tra i ban­chi sal­go­no nume­ro­se lamen­te­le. Il motivo?
Tut­to ini­zia qual­che anno fa, quan­do vie­ne appro­va­to il rin­no­va­men­to del­la strut­tu­ra del­le atti­vi­tà a libe­ra scel­ta con fre­quen­za obbli­ga­to­ria, chia­ma­te elet­ti­ve: que­ste atti­vi­tà un tem­po era­no spar­se duran­te l’anno acca­de­mi­co e ogni stu­den­te era libe­ro di iscri­ver­si a suo pia­ci­men­to. Ora è pos­si­bi­le pra­ti­car­le solo in due perio­di dell’anno da due set­ti­ma­ne cia­scu­no, a Dicem­bre e Giu­gno, esat­ta­men­te il perio­do tra la fine del­le lezio­ni e i pri­mi appel­li d’esame. Inol­tre è cam­bia­to il loro con­teg­gio dei CFU, che da 15 è pas­sa­to a 8, per eli­mi­na­re il siste­ma deci­ma­le pre­ce­den­te­men­te in vigo­re.
Da que­sto cam­bia­men­to si è deci­so di rifor­ma­re total­men­te la didat­ti­ca del­la facol­tà, par­ten­do in pri­mo luo­go dal­la “strut­tu­ra fisi­ca”; Medi­ci­na è divi­sa in tre indi­riz­zi: Poli­cli­ni­co, San Pao­lo e Sac­co. Con que­sta rifor­ma i tre poli si sono “stac­ca­ti” l’uno dall’altro, man­te­nen­do comun­que un con­trol­lo da par­te dell’Università. La com­mis­sio­ne ha lavo­ra­to sui pri­mi tre anni, il trien­nio gene­ra­le, in modo tale da man­te­ner­li ugua­li per tut­te le strut­tu­re, con qual­che mini­ma dif­fe­ren­za, ma con­ser­van­do sem­pre un’unità; il trien­nio suc­ces­si­vo inve­ce, chia­ma­to cli­ni­co, subi­sce del­le net­te dif­fe­ren­ze tra le varie sedi. Il tut­to è sta­to con­ce­pi­to per valo­riz­za­re le pecu­lia­ri­tà set­to­ria­li, aumen­tan­do così anche il pre­sti­gio del sin­go­lo polo. Così facen­do è come se le strut­tu­re fos­se­ro diver­se e con mag­gior auto­no­mia. Ma resta una moti­va­zio­ne debo­le, dato che, in alcu­ni casi duran­te le varie assem­blee, sem­bra­va si cer­cas­se­ro que­ste pecu­lia­ri­tà per moti­va­re la divi­sio­ne. Cosa ha spin­to ver­so que­sto prov­ve­di­men­to? Qua­si sicu­ra­men­te una mag­gio­re indi­pen­den­za dal­la sede cen­tra­le, che por­ta un mag­gior pote­re al coor­di­na­to­re di polo che divie­ne in que­sto modo un pic­co­lo pre­si­de e una mag­gio­re popo­la­ri­tà alla sin­go­la sede. 

Dopo la strut­tu­ra fisi­ca si pas­sa a quel­la dell’anno acca­de­mi­co. Cam­bia infat­ti la distri­bu­zio­ne degli appel­li d’esame, dove ven­go­no eli­mi­na­ti quel­li straor­di­na­ri di Novem­bre e Apri­le, ma man­te­nen­do sem­pre inva­ria­to il nume­ro degli appel­li annua­li. Cam­bia la distri­bu­zio­ne dei cre­di­ti nel vari esa­mi e in cer­ti casi anche la divi­sio­ne inter­na dei vari modu­li. Vie­ne anche eli­mi­na­to il lune­dì libe­ro, pri­ma gesti­to dagli stu­den­ti, dedi­can­do­lo allo stu­dio o alle atti­vi­tà elet­ti­ve sopra cita­te. La moti­va­zio­ne uffi­cia­le che giu­sti­fi­ca la mano­vra vie­ne dai pro­fes­so­ri i qua­li ambi­sco­no a una mag­gio­re con­ti­nui­tà didat­ti­ca, eli­mi­nan­do le inter­ru­zio­ni cau­sa­te degli appel­li straor­di­na­ri e dal­le varie attività.
Sono pochi gli stu­den­ti che voglio­no pas­sa­re al nuo­vo ordi­na­men­to. Una rifor­ma di que­sto gene­re, nono­stan­te i cam­bia­men­ti sia­no mini­mi, potreb­be risul­ta­re posi­ti­va, o meglio indif­fe­ren­te, per chi si è appe­na iscrit­to al cor­so di lau­rea in Medi­ci­na; ma appli­can­do tut­te que­ste modi­fi­che in modo retroat­ti­vo una vol­ta arri­va­ti al ter­zo o al quar­to anno, le cose cam­bia­no e per mol­ti in peg­gio: i voti e i cre­di­ti sono impor­tan­ti non solo per la media, che in que­sto modo cam­bia, anche se non in modo note­vo­le, ma anche sui pun­teg­gi per i con­cor­si alle varie spe­cia­li­sti­che. Pur­trop­po il cam­bia­men­to è l’unica scel­ta pos­si­bi­le, per­ché rima­ne­re al vec­chio ordi­na­men­to por­ta solo nuo­ve gra­ne. Così dopo esser­si accor­da­ti su tut­ti i pun­ti e dopo aver otte­nu­to la pro­mes­sa del­la facol­tà a cer­ti­fi­ca­re il miglior pun­teg­gio in sede di pro­va fina­le, il cam­bia­men­to vie­ne mes­so in atto. 
Ma gli stu­den­ti sono anco­ra scon­ten­ti. Le ragio­ni sono evi­den­ti. Que­sta rifor­ma ha por­ta­to dei cam­bia­men­ti che ser­vo­no fino a un cer­to pun­to. Il risul­ta­to otte­nu­to alla fine, oltre alla ridu­zio­ne del tem­po dedi­ca­bi­le allo stu­dio indi­vi­dua­le e la vici­nan­za degli appel­li d’esame che ren­de più dif­fi­col­to­sa la pre­pa­ra­zio­ne, è solo una gran con­fu­sio­ne; poco, in meglio, è effet­ti­va­men­te cam­bia­to. La didat­ti­ca ha dei pro­ble­mi e dif­fi­cil­men­te potran­no esse­re risol­ti solo con que­ste pic­co­le, ma intri­ca­te, modi­fi­che. Gli stu­den­ti segna­la­no da anni quel­lo che non va, ma l’attenzione è pari a zero, se non si con­ta­no pochis­si­mi pro­fes­so­ri che dimo­stra­no mol­ta sen­si­bi­li­tà all’argomento e uno spi­ra­glio di dialogo. 
Il pri­mo pun­to dell’art. 2 del rego­la­men­to didat­ti­co del­la facol­tà dichia­ra che “i lau­rea­ti in Medi­ci­na e Chi­rur­gia dovran­no esse­re dota­ti del­le basi scien­ti­fi­che e del­la pre­pa­ra­zio­ne teo­ri­co-pra­ti­ca neces­sa­rie all’e­ser­ci­zio del­la pro­fes­sio­ne medi­ca e del­la meto­do­lo­gia e cul­tu­ra neces­sa­rie per la pra­ti­ca del­la for­ma­zio­ne per­ma­nen­te, non­ché di un livel­lo di auto­no­mia pro­fes­sio­na­le, deci­sio­na­le ed ope­ra­ti­va deri­van­te da un per­cor­so for­ma­ti­vo carat­te­riz­za­to da un approc­cio oli­sti­co ai pro­ble­mi di salu­te”. Gli stu­den­ti riven­di­ca­no pro­prio que­sto: la didat­ti­ca è fron­ta­le, di vec­chio stam­po, poco inte­rat­ti­va. Se si esclu­do­no le strut­tu­re spe­ri­men­ta­li, la mag­gior par­te del­le sedi non appro­fon­di­sco­no le abi­li­tà pra­ti­che, le capa­ci­tà deci­sio­na­li e di pro­blem sol­ving, di comu­ni­ca­zio­ne e rela­zio­ne con il pazien­te e i fami­lia­ri, e il tut­to è con­di­to con scar­so approc­cio diret­to. Per esse­re un buon medi­co biso­gne­reb­be inve­ce ren­de­re que­sti dei pun­ti di for­za del­la didat­ti­ca, met­te­re in pri­mo pia­no il saper fare e non solo il saper ripe­te­re nozio­ni da manua­le. Non in tut­te le sedi c’è que­sto meto­do, mol­te cose sono lascia­te al caso, ma non ci pos­so­no esse­re que­sti ele­men­ti opzio­na­li nel­la stes­sa uni­ver­si­tà. A vol­te gli spe­cia­liz­zan­di seguo­no gli stu­den­ti del trien­nio cli­ni­co, ma non si può affi­da­re un com­pi­to così impor­tan­te e deli­ca­to solo a quel­le per­so­ne che han­no pri­ma di tut­to il com­pi­to di for­ma­re loro stes­si.
Un altro aspet­to man­can­te è quel­lo eti­co: negli sta­ti euro­pei ci sono nume­ro­si cor­si dedi­ca­ti a gli aspet­ti mora­li, così deli­ca­ti e dibat­tu­ti, e ven­go­no rite­nu­ti estre­ma­men­te impor­tan­ti in un ambi­to dove la vita e la mor­te sono i pro­ta­go­ni­sti prin­ci­pa­li.
La facol­tà di medi­ci­na è un cro­ce­via tra scien­za, eti­ca, lega­li­tà e aspet­ti socia­li. E gli stu­den­ti atten­do­no, for­se da un po’ trop­po tem­po, una rifor­ma che pren­da in con­si­de­ra­zio­ne tut­ti i trat­ti che la compongono.

Lui­sa Mor­ra

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

4 Commenti su E A MEDICINA SI CAMBIA: IN PEGGIO

  1. Sacro­san­te veri­tà!!!
    ..era ora che qual­cu­no le met­tes­se a nudo..certe cose si DEVONO sape­re!!!!…
    per­chè QUESTE cose pur­trop­po pas­sa­no inosservate…e suc­ce­de trop­po spes­so e trop­po facil­men­te!
    ..gra­zie!

  2. Gra­zie dei commenti!(anche a nome del­l’au­tri­ce, che sono sicu­ra apprez­za) Col­go l’oc­ca­sio­ne per fare un appel­lo agli stu­den­ti che, per caso, per scel­ta o per mala­sor­te, si tro­va­no a leg­ge­re il nostro gior­na­le. Man­da­te­ci segna­la­zio­ni, tene­te­ci aggior­na­ti su que­sta e su altre que­stio­ni riguar­dan­ti l’u­ni­ver­si­tà che susci­ta­no la vostra pre­oc­cu­pa­zio­ne. Soprat­tut­to gli stu­den­ti dislo­ca­ti fuo­ri Fdp. Far cono­sce­re una real­tà che non va può esse­re il pri­mo pas­so per cam­biar­la.
    Lau­ra

  3. Apprez­zo apprez­zo! Rin­gra­zia­te in par­ti­co­la­re i vostri col­le­ghi che mi han­no aiu­ta­to e spin­to a scri­ve­re que­sto arti­co­lo. Solo in que­sto modo pos­sia­mo ren­de­re noto ciò che acca­de nel­la nostra uni­ver­si­tà (di bel­lo e di brutto)

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.