I BEATLES IN HD

Con un po’ di anni di ritar­do, pos­sia­mo dare ragio­ne a John Len­non, che nel mar­zo del 1966 dis­se che i Bea­tles era­no “more popu­lar than Jesus now”. Uti­liz­zan­do il nuo­vo gio­chi­no di goo­gle, “goo­gle trands”, il gior­na­li­sta Tim Jon­ze (The Guar­dian) é riu­sci­to ad assol­ve­re il buon vec­chio John dal­la cater­va di accu­se che si vide pio­ve­re addos­so dopo quel­la miti­ca affer­ma­zio­ne. Ebbe­ne sí, dai gra­fi­ci di goo­gle si vede chia­ra­men­te che il 9–9‑09 i fab four sono sta­ti piú cer­ca­ti, clic­ca­ti e nomi­na­ti nel­le pagi­ne web rispet­to a Gesú Cri­sto. E non per­ché si sia­no dati anche loro alla resur­re­zio­ne, ma qua­si. L’ avve­ni­men­to epo­ca­le in que­stio­ne é la ver­sio­ne rima­ste­riz­za­ta del­la loro Ope­ra Omnia che ha di recen­te visto la luce del sole. Di fron­te a cotan­to even­to, accom­pa­gna­to dal lan­cio del video­gio­co “Roc­k­Band”, mol­ti si sono chie­sti: ma per­ché? A noi piac­cio­no i Bea­tles cosí come li abbia­mo sem­pre ascol­ta­ti, con quei suo­ni grac­chian­ti e il bas­so che ogni tan­to scom­pa­re, come se il suo­no pro­ve­nis­se da vec­chi e pol­ve­ro­si vini­li. Sen­za ritor­na­re anco­ra una vol­ta sul­la con­tro­ver­sa que­stio­ne, sca­te­na­ta duran­te la deca­da punk londinese(invidia?), dell’ effet­ti­va genia­li­tá musi­ca­le dei quat­tro o sul loro esse­re un vol­ga­rot­to ma per­fet­ta­men­te riu­sci­to gio­iel­lo del mar­ke­ting, un fat­to resta: nel­la sto­ria del­la musi­ca nes­su­no ha mai rag­giun­to un suc­ces­so come il loro. Nes­su­no soprat­tut­to é riu­sci­to a crea­re tan­to e con tale capa­ci­tà di svi­lup­po, nel giro di soli otto anni (dal giu­gno 1962 all’ apri­le ’70). Insom­ma, una ver­sio­ne musi­cal­men­te rispol­ve­ra­ta (oltre che ric­ca di boo­tleg e foto ine­di­te) se la meri­ta­va­no anche loro.
Cer­to fa pen­sa­re il fat­to che la EMI pro­pon­ga pro­prio ades­so que­sta pub­bli­ca­zio­ne, dopo che Radio­head, Rol­ling Sto­nes e Paul McCart­ney l’ han­no abban­do­na­ta cau­san­do enor­mi per­di­te e con­se­guen­ti tagli. Da par­te sua la casa disco­gra­fi­ca assi­cu­ra cha al pro­get­to lavo­ra­va già da quat­tro anni un eser­ci­to di gio­iel­lie­ri del suo­no, che han­no digi­ta­liz­za­to e ripu­li­to ogni sin­go­la nota usci­ta dagli stru­men­ti di John, Paul, Geor­ge e Ringo.

Ma ora la doman­da da un milio­ne di dol­la­ri: noi esse­ri uma­ni note­re­mo la dif­fe­ren­za? Nono­stan­te lo scet­ti­ci­smo che per­va­de­va chi scri­ve pri­ma di ascol­ta­re i bra­ni, alla fine la rispo­sta é si, abba­stan­za. Si nota una mag­gior pre­sen­za degli stru­men­ti, c’é deci­sa­men­te piú pro­fon­di­tá nel­le regi­stra­zio­ni, sem­bra si rie­sca a per­ce­pi­re il bat­ti­to ori­gi­na­le che sta­va alla base di ogni pez­zo. Ma atten­zio­ne, per­ché tut­to que­sto puó risul­ta­re scon­cer­tan­te. In alcu­ni casi sem­bra si sia spo­sta­to il cen­tro di gra­vi­tá del­la can­zo­ne, e il risul­ta­to puó lascia­re un po’ ipno­tiz­za­ti, per non dire inquie­ta­ti. Insom­ma, imma­gi­na­te­vi di vede­re la vec­chia casa del­la non­na, quel­la che é sem­pre sta­ta lí con i suoi libri coper­ti di pol­ve­re e i mobi­li che pro­fu­ma­no di ante­guer­ra, total­men­te ripu­li­ta e con dei nuo­vi mobi­li Ikea. O di vede­re Char­lie Cha­plin a colo­ri. L’ef­fet­to é piú o meno lo stesso.

Det­to questo,il pez­zo for­te del­la pub­bli­ca­zio­ne é il box da col­le­zio­ne: quat­tor­di­ci cd e 1 dvd, tut­to in ver­sio­ne ste­reo, a 280 euro, oppu­re i tre­di­ci cd limi­ted edi­tion a 330 euro.
Com­pran­do­lo su inter­net, i prez­zi si fan­no piú abbor­da­bi­li: su Amazon.com si tro­va­no entram­be i cofa­net­ti a “solo” 400 dol­la­ri, e il prez­zo piú bas­so per il sin­go­lo box ste­reo é sem­pre quel­lo di Ama­zon, che dal­la sua pagi­na ingle­se (Amazon.co.uk) lo met­te in ven­di­ta a 170 sterline.

Per pigno­le­ria e dove­re di cro­na­ca, va sot­to­li­nea­to che non é vero che qui si tro­va “tut­to ció che han­no regi­stra­to i Bea­tles”: non ci sono le ses­sio­ni del­la BBC e i Live, ma a giu­sti­fi­car­ne il prez­zo resta­no due­cen­to­di­cias­set­te otti­me ragio­ni. Inol­tre va con­si­de­ra­to che sia­mo davan­ti ad un pic­co­lo mira­co­lo non solo musi­ca­le ma anche uma­no, visti i pes­si­mi rap­por­ti tra i mem­bri vivi e i paren­ti dei due defun­ti.
La lun­ga sto­ria dei Bea­tles puó cosí segui­re la sua stra­da, immu­ne al tem­po, alle cri­ti­che, alle crisi.

Danie­le Grasso

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3 Commenti su I BEATLES IN HD

  1. bel pez­zo, anche se l’i­dea del box mi lascia sem­pre un po’ perplessa..sembra qua­si l’im­po­si­zio­ne di un dove­re esi­sten­zia­le: sei fan dei bea­tles, devi ave­re il box! un dove­re enci­clo­pe­di­co, come chi sca­ri­ca da emu­le tut­ta la disco­gra­fia di un arti­sta e fini­sce per ascol­tar­si sem­pre le soli­te due o tre can­zo­ni che ave­va sen­ti­to alla radio..
    Alla fine han­no avu­to un cer­to suc­ces­so anche pri­ma del­la super rimasterizzazione..no?

    tan­to per cita­re gad­get col­la­te­ra­li al mon­do Fab4, que­sta vol­ta a costo zero, c’è chi ha map­pa­to la loro musi­ca: http://www.flickr.com/photos/44927243@N05/

    Io dei Bea­tles ave­vo del­le cas­set­te e un paio di 45 giri ere­di­ta­ti dagli anni ’70, sarò solo nostal­gia, ma li pre­fe­ri­sco così!

    🙂

    giu­di

  2. Hei giud,

    anche io li pre­fe­ri­sco quan­do li ascol­to sui vec­chi vini­li grac­chian­ti del papá…Ma mi pare inte­res­san­te che la rivo­lu­zio­ne tec­no­lo­gi­ca in cor­so (per­ché é in cor­so, no?) si met­ta a rivan­ga­re nel pas­sa­to per tro­va­re del mate­ria­le su cui pun­ta­re sen­za cor­re­re trop­pi rischi. In ogni caso, cre­do che mon­do digi­ta­le e mon­do musi­ca­le si stia­no fon­den­do sem­pre piú…Ma ora mi dilun­ghe­rei trop­po, quin­di la chiu­do qui…

    Un abbrac­cio

    dani

  3. p.s.
    l’a rti­co­lo é sta­to scrit­to a ini­zio ottobre.…ergo potreb­be­ro esser­ci alcu­ni ana­cro­ni­smi per quan­to riguar­da i prezzi…

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