CARO CANDIDATO — Parte quarta: Filippo Penati

Inde­ci­si sul voto? Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to per voi i can­di­da­ti pre­si­den­te per la Regio­ne Lom­bar­dia, sui temi uni­ver­si­tà, lavo­ro, gio­va­ni. Le inter­vi­ste pro­se­guo­no con Filip­po Pena­ti , can­di­da­to per PD, IDV, Sini­stra Eco­lo­gia e Liber­tà, Ver­di, PSI e Par­ti­to Pen­sio­na­ti.

Ini­zia­mo par­lan­do di ISTRUZIONE. La Regio­ne Lom­bar­dia finan­zia sia la scuo­la pub­bli­ca che la scuo­la pri­va­ta. Secon­do il rap­por­to “Dote Scuo­la 2008–2009” su un finan­zia­men­to sta­ta­le di cir­ca 75 milio­ni di euro, 25 milio­ni ven­go­no ero­ga­ti alle scuo­le pub­bli­che (cir­ca un milio­ne di stu­den­ti) e 50 milio­ni alle scuo­le pri­va­te (cir­ca cen­to mila stu­den­ti). L’impressione è che tale leg­ge, nata per crea­re una liber­tà di scel­ta dell’istruzione, fini­sca per ren­de­re le scuo­le pri­va­te anco­ra più eli­ta­rie. Qua­le è la sua opi­nio­ne in meri­to? I finan­zia­men­ti con­ti­nue­ran­no ad esse­re ero­ga­ti nel modo cor­ren­te?
No. Ad oggi una gros­sa par­te del­le risor­se pub­bli­che desti­na­te all’e­du­ca­zio­ne è desti­na­ta da For­mi­go­ni al finan­zia­men­to dell’istruzione pri­va­ta attra­ver­so il siste­ma dei buo­ni scuo­la. Sono con­sa­pe­vo­le che l’i­stru­zio­ne pub­bli­ca non è solo quel­la sta­ta­le, ma che a essa con­tri­bui­sco­no anche le scuo­le pari­ta­rie. Riten­go però che l’at­ten­zio­ne deb­ba esse­re posta ver­so gli stu­den­ti biso­gno­si di aiu­to, indi­pen­den­te­men­te dal­la scuo­la fre­quen­ta­ta, e non come oggi acca­de a chi di aiu­to non ha biso­gno. Il 60 per cen­to dei soste­gni ero­ga­ti alle fami­glie van­no a chi un redi­to com­pre­so tra i 47 mila e i 198 mila euro l’anno. Non è giu­sto. Io pro­pon­go inve­ce una poli­ti­ca che si pon­ga l’o­biet­ti­vo di ridur­re il tas­so di abban­do­no sco­la­sti­co. La Regio­ne deve pre­ve­de­re la con­ces­sio­ne di bor­se di stu­dio che favo­ri­sca­no la fre­quen­za alla scuo­la secon­da­ria supe­rio­re degli stu­den­ti meri­te­vo­li appar­te­nen­ti a fami­glie svantaggiate.

In Lom­bar­dia ci sono cir­ca 13 Uni­ver­si­tà, 7 del­le qua­li sono a Mila­no. Pen­sa di “usu­frui­re” del sape­re acca­de­mi­co, dei suoi bre­vet­ti e dei suoi cer­vel­li per gui­da­re la Lom­bar­dia nel futu­ro?
Asso­lu­ta­men­te sì. Anzi abbia­mo già comin­cia­to. Un grup­po di docen­ti e ricer­ca­to­ri uni­ver­si­ta­ri ha sti­la­to in vista del­le ele­zio­ni regio­na­li “Un libro bian­co per la Lom­bar­dia” che è sta­to un con­tri­bu­to essen­zia­le per la ste­su­ra del pro­gram­ma di governo.

Vie­ne spes­so rim­pro­ve­ra­to all’università di esse­re un micro­co­smo chiu­so, distan­te dal mon­do del lavo­ro e sle­ga­ta alla real­tà cit­ta­di­na. Qua­li stra­te­gie inten­de ela­bo­ra­re per favo­ri­re l’integrazione degli stu­den­ti nel­la vita del­la cit­tà?
Pen­so si deb­ba inte­ra­gi­re con il mon­do dell’università, con i docen­ti e gli stu­den­ti. Il loro con­tri­bu­to, come dice­vo poco fa, è essen­zia­le. Pen­so si deb­ba fare mol­to di più per met­te­re in rela­zio­ne uni­ver­si­tà e impre­se lom­bar­de: due mon­di che ancor oggi non comu­ni­ca­no e non col­la­bo­ra­no abba­stan­za fra loro.

In Lom­bar­dia ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da anni. A Mila­no, in una zona peri­fe­ri­ca come quel­la di Maciac­chi­ni una stan­za sin­go­la costa in media 500 euro al mese, soli­ta­men­te in nero. A Ber­li­no, in Ale­xan­der Pla­tz, una stan­za sin­go­la costa cir­ca 230 euro al mese con con­trat­to. Cosa inten­de fare in meri­to a tale pro­ble­ma?
Biso­gna atti­va­re poli­ti­che vol­te alla costru­zio­ne di resi­den­ze stu­den­te­sche all’a­van­guar­dia, al finan­zia­men­to di pro­get­ti di edi­li­zia socia­le e alla costi­tu­zio­ne di agen­zie per l’affitto capa­ci di ren­de­re più tra­spa­ren­te il mer­ca­to, faci­li­tan­do l’incontro tra doman­da e offer­ta. A ciò va aggiun­ta una poli­ti­ca corag­gio­sa di sgra­vi fisca­li, in gra­do di abbat­te­re i costi degli affit­ti. E’ inol­tre indi­spen­sa­bi­le l’a­do­zio­ne di una Car­ta regio­na­le dei ser­vi­zi che con­tem­pli le con­ven­zio­ni per i tra­spor­ti, il mate­ria­le didat­ti­co e i ser­vi­zi cul­tu­ra­li per tut­ti gli stu­den­ti che stu­dia­no in Lombardia.

Sta­ge, tiro­ci­ni, con­trat­ti a pro­get­to. Oggi un gio­va­ne, lau­rea­to o meno, si deve per­met­te­re di poter lavo­ra­re gra­tis per un tem­po inde­ter­mi­na­to pri­ma di poter ave­re una busta paga. Cosa ne pen­sa di que­sta situa­zio­ne? E’ ine­vi­ta­bi­le? Lei ha mai lavo­ra­to sen­za rice­ve­re dena­ro?
La Regio­ne Lom­bar­dia potreb­be deci­de­re di non appal­ta­re i pro­pri ser­vi­zi a quel­le azien­de che usa­no que­sti esca­mo­ta­ge, cosa ne pen­sa?

Sì ma ero mol­to gio­va­ne e solo per poco tem­po. So bene che oggi le con­di­zio­ni sono cam­bia­te in peg­gio. Van­no cam­bia­te. Per que­sto sosten­go la spe­ri­men­ta­zio­ne regio­na­le del red­di­to mini­mo d’inserimento, adot­ta­to in qua­si tut­ti i Pae­si euro­pei e mi pon­go l’obiettivo di esten­de­re, anche con incen­ti­vi alle impre­se, il lavo­ro a tem­po inde­ter­mi­na­to. Nel con­tem­po lavo­ro per un pro­gram­ma di deci­so con­tra­sto del lavo­ro nero e irre­go­la­re.
La pro­po­sta di non appal­ta­re i ser­vi­zi alle azien­de che usa­no que­sti siste­mi pen­so sia inte­res­san­te. Il lavo­ro irre­go­la­re si com­bat­te anche così.

Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà lom­bar­de sono pen­do­la­ri. Il pro­ble­ma del­lo smog a Mila­no è oggi sul­le pri­me pagi­ne di tut­ti i gior­na­li. Una solu­zio­ne auspi­ca­ta è il poten­zia­men­to dei MEZZI PUBBLICI. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to lom­bar­do?
Per por­re rime­dio allo sfa­scio del siste­ma fer­ro­via­rio lom­bar­do inten­do inve­sti­re 100 milio­ni di euro all’anno per cin­que anni. Que­sto per garan­ti­re tre­ni più fre­quen­ti, su più trat­te. Inten­do inol­tre rea­liz­za­re un vero bigliet­to uni­co regionale.

Mol­ti stu­den­ti si tra­sfe­ri­sco­no in Lom­bar­dia da tut­te le regio­ni d’Italia e mol­ti sono i ragaz­zi stra­nie­ri nel nostro Pae­se per ragio­ni di stu­dio. Come pen­sa di agi­re sul­le POLITICHE GIOVANILI e di inte­gra­zio­ne?
Per le poli­ti­che gio­va­ni­li inten­do incre­men­ta­re il Fon­do regio­na­le per le poli­ti­che socia­li che sono lo stru­men­to per soste­ne­re i Comu­ni nei ser­vi­zi di inte­gra­zio­ne e di soste­gno ai giovani.

Chiu­de dopo 13 anni di atti­vi­tà socia­le ANTIMAFIA l’Associazione SoS Rac­ket. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so nel­la regio­ne Lom­bar­dia?
Il pri­mo pas­so è non nega­re, come fa il cen­tro-destra, l’esistenza del­le infil­tra­zio­ni mafio­se in Lom­bar­dia. Biso­gna ave­re il corag­gio di dire che esi­sto­no e van­no com­bat­tu­te con mano fer­ma in tut­te le loro mani­fe­sta­zio­ni. Le for­ze dell’ordine devo­no esse­re mes­se nel­le con­di­zio­ni di poter com­bat­te­re il feno­me­no il che signi­fi­ca che devo­no ave­re le risor­se uma­ne e mate­ria­li per far­lo. Risor­se che ad oggi i Gover­ni di cen­tro-destra han­no nega­to. Se sarò elet­to mi bat­te­rò con tut­te le mie for­ze per­ché non si veri­fi­chi­no infil­tra­zio­ni mafio­se negli appal­ti pubblici.

In Lom­bar­dia, la SANITA’ costa meno in con­fron­to alle altre regio­ni. Ma se alla spe­sa socia­le aggiun­gia­mo il tic­ket e il costo a vol­te proi­bi­ti­vo dei far­ma­ci, la spe­sa divie­ne in linea con il resto dell’Italia. Solo che in Lom­bar­dia ci sono mol­te cli­ni­che pri­va­te che attin­go­no al dena­ro pub­bli­co. Qua­le è la sua poli­ti­ca sul­la sani­tà? Cam­bie­rà qual­co­sa?
Il vero pro­ble­ma del­la Lom­bar­dia è la rete dei ser­vi­zi socio­sa­ni­ta­ri che è debo­le e va irro­bu­sti­ta ed este­sa. Qui infat­ti, nono­stan­te la scel­le­ra­ta spe­re­qua­zio­ne fra pub­bli­co e pri­va­to, abbia­mo ospe­da­li eccel­len­ti, ma spes­so fuo­ri dal­le loro mura non tro­via­mo ser­vi­zi ade­gua­ti sul ter­ri­to­rio. Per que­sto pro­pon­go un pia­no per dif­fon­de­re la rete ter­ri­to­ria­le dei ser­vi­zi a par­ti­re dall’assistenza domi­ci­lia­re e dal­la medi­ci­na di ter­ri­to­rio, svi­lup­pan­do ser­vi­zi oggi insuf­fi­cien­ti con l’obiettivo di una vera inte­gra­zio­ne sociosanitaria.

Secon­do i dati regio­na­li, la Lom­bar­dia spen­de il 4,6 per cen­to dell’intero bilan­cio sani­ta­rio per la cura del­la salu­te men­ta­le. In Euro­pa, la stes­sa spe­sa si atte­sta in media intor­no al 8–9 per cen­to. Nel caso fos­se elet­to, si ade­gue­reb­be allo stan­dard euro­peo o cre­de che la spe­sa attua­le sia con­so­na alle neces­si­tà degli uten­ti del­le strut­tu­re sani­ta­rie lom­bar­de?
Non è affat­to con­so­na. Non è accet­ta­bi­le che nel­la patria del­la Leg­ge Basa­glia la cura dei mala­ti psi­chia­tri­ci sia affi­da­ta, come acca­de oggi, solo agli ospe­da­li. La rete dei ser­vi­zi ter­ri­to­ria­li deve tor­na­re ad occu­par­si di loro.

Se fos­se elet­to Gover­na­to­re del­la Lom­bar­dia qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavo­ro?
Per i gio­va­ni, la spe­ri­men­ta­zio­ne regio­na­le del red­di­to mini­mo di inse­ri­men­to. Per l’università, la costi­tu­zio­ne di un fon­do di garan­zia regio­na­le per ero­ga­re pre­sti­ti d’onore agli stu­den­ti meri­te­vo­li. Per il lavo­ro, la spe­ri­men­ta­zio­ne di un model­lo di fle­x­se­cu­ri­ty, sul model­lo di pae­si del Nord Euro­pa simi­li alla Lom­bar­dia, tale per cui chi per­de il posto di lavo­ro pos­sa con­ta­re su un sus­si­dio pari al 90 per cen­to del sala­rio e pos­sa ritro­va­re il posto entro un anno.

Ed ora, qual­che doman­da più personale…

Lei ha mai vio­la­to la leg­ge?
No. Al mas­si­mo ho pre­so qual­che mul­ta con la macchina.

Quan­to Le costa l’abbonamento dei mez­zi pub­bli­ci?
Non ho l’abbonamento ai mez­zi pub­bli­ci. Mi muo­vo in mac­chi­na e quan­to più mi è pos­si­bi­le a piedi. 
E un pac­chet­to di pro­fi­lat­ti­ci?
Non uso i profilattici. 
Cosa face­va pri­ma di entra­re in poli­ti­ca?
L’insegnante.

In qua­li scuo­le ha rice­vu­to la sua edu­ca­zio­ne?
In scuo­le rigo­ro­sa­men­te pub­bli­che. Ho fat­to l’istituto tec­ni­co a Sesto san Gio­van­ni e poi mi sono iscrit­to a filo­so­fia alla Sta­ta­le di Mila­no. Pur­trop­po non ho ter­mi­na­to il cor­so. Mi man­ca­no tre esa­mi alla laurea.

Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elet­to­ra­le?
Non più di 500 mila euro, una cifra di gran lun­ga infe­rio­re a quel­la che ha a dispo­si­zio­ne Formigoni. 

a cura di Denis Trivellato
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1 Commento su CARO CANDIDATO — Parte quarta: Filippo Penati

  1. Ma una doman­da a Pena­ti su come si sen­ta ad esse­re il can­di­da­to “por­ta gire­vo­le”, trom­ba­to in Pro­vin­cia ci ripro­va in Regio­ne, e poi chis­sà, ci ripro­ve­rà anche per il Comune?

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