CARO CANDIDATO — Parte terza: Vittorio Agnoletto

Inde­ci­si sul voto? Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to per voi i can­di­da­ti pre­si­den­te per la Regio­ne Lom­bar­dia, sui temi uni­ver­si­tà, lavo­ro, gio­va­ni. Il pros­si­mo a rispon­der­ci è Vit­to­rio Agno­let­to, can­di­da­to per la Fede­ra­zio­ne del­la Sini­stra.

Ini­zia­mo par­lan­do di ISTRUZIONE. La Regio­ne Lom­bar­dia finan­zia sia la scuo­la pub­bli­ca che la scuo­la pri­va­ta. Su un finan­zia­men­to regio­na­le di cir­ca 50 milio­ni di euro, 25 milio­ni ven­go­no ero­ga­ti alle scuo­le pub­bli­che (cir­ca un milio­ne di stu­den­ti) e 50 milio­ni alle scuo­le pri­va­te (cir­ca cen­to mila stu­den­ti). L’impressione è che tale leg­ge, nata per crea­re una liber­tà di scel­ta dell’istruzione, fini­sca per ren­de­re le scuo­le pri­va­te anco­ra più eli­ta­rie. Qua­le è la sua opi­nio­ne in meri­to? I finan­zia­men­ti con­ti­nue­ran­no ad esse­re ero­ga­ti nel modo cor­ren­te?
Noi abbia­mo sem­pre pro­po­sto di abro­ga­re gli odio­si pri­vi­le­gi con­ces­si agli isti­tu­ti pri­va­ti e rispar­mia­re cir­ca 30 milio­ni di euro, da uti­liz­za­re nel­le scuo­le pub­bli­che. È intol­le­ra­bi­le che la scuo­la pri­va­ta rice­va in Lom­bar­dia sov­ven­zio­ni così alte e in par­te indi­pen­den­ti dal red­di­to del­le fami­glie: un nucleo che gua­da­gna 200mila euro l’anno non dovreb­be rice­ve­re age­vo­la­zio­ni di que­sto tipo, men­tre in tan­te scuo­le pub­bli­che sap­pia­mo che man­ca anche la car­ta! Que­sto è un pun­to salien­te del mio pro­gram­ma elet­to­ra­le: vor­rei abo­li­re il buo­no scuo­la, la dote scuo­la e i finan­zia­men­ti alle scuo­la pri­va­te.
Inol­tre costrui­rei con le scuo­le un pia­no straor­di­na­rio di dirit­to allo stu­dio, per garan­ti­re la qua­li­tà dell’insegnamento la lot­ta alla disper­sio­ne rispon­den­do alle esi­gen­ze di una popo­la­zio­ne sem­pre più ete­ro­ge­nea per pro­ve­nien­za socia­le, reli­gio­sa e nazio­na­le.
Anco­ra, occor­re garan­ti­re l’inserimento e la pie­na inte­gra­zio­ne di tut­ti disa­bi­li ed assi­cu­ra­re con un pia­no straor­di­na­rio l’agibilità e la sicu­rez­za del­le scuo­le.
Infi­ne, pro­pon­go libri sco­la­sti­ci, tra­spor­ti, musei gra­tui­ti alme­no per gli stu­den­ti fino a 16 anni.

In Lom­bar­dia ci sono cir­ca 13 Uni­ver­si­tà, 7 del­le qua­li sono a Mila­no. Pen­sa di “usu­frui­re” del sape­re acca­de­mi­co, dei suoi bre­vet­ti e dei suoi cer­vel­li per gui­da­re la Lom­bar­dia nel futu­ro?
Cer­ta­men­te, è quel­lo il baci­no dal qua­le attin­ge­re per costrui­re un’altra Lom­bar­dia, pur­ché que­gli stes­si cer­vel­li non sia­no con­tem­po­ra­nea­men­te al ser­vi­zio di inte­res­si e pro­fit­ti pri­va­ti con­flig­gen­ti con l’interesse pubblico.

Vie­ne spes­so rim­pro­ve­ra­to all’università di esse­re un micro­co­smo chiu­so, distan­te dal mon­do del lavo­ro e sle­ga­ta alla real­tà cit­ta­di­na. Qua­li stra­te­gie inten­de ela­bo­ra­re per favo­ri­re l’integrazione degli stu­den­ti nel­la vita del­la cit­tà?
Il mon­do dell’università deve cer­ta­men­te dia­lo­ga­re con quel­lo dell’impresa sen­za esser­ne suc­cu­be. Riten­go infat­ti che il mon­do del­la ricer­ca oggi sia trop­po con­di­zio­na­to dal busi­ness, men­tre le bor­se di stu­dio regio­na­li sono pres­so­ché ine­si­sten­ti: inve­sti­re sul­la ricer­ca e sui ricer­ca­to­ri è un pri­mo pas­so per usci­re da que­sto micro­co­smo spes­so iso­la­to; anche in que­sto caso sareb­be suf­fi­cien­te ade­guar­si a quan­to pre­ve­de l’Unione Euro­pea per gli inve­sti­men­ti nel­la ricerca.

In Lom­bar­dia ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da anni. A Mila­no, in una zona peri­fe­ri­ca come quel­la di Maciac­chi­ni una stan­za sin­go­la costa in media 500 euro al mese, soli­ta­men­te in nero. A Ber­li­no, in Ale­xan­der Pla­tz, una stan­za sin­go­la costa cir­ca 230 euro al mese con con­trat­to. Cosa inten­de fare in meri­to a tale pro­ble­ma?
È effet­ti­va­men­te una del­le cro­ci degli stu­den­ti. L’edilizia popo­la­re stu­den­te­sca è com­ple­ta­men­te sot­to poten­zia­ta: la Regio­ne dovreb­be inve­sti­re diret­ta­men­te in que­sto set­to­re, ne sono con­vin­to. Inve­ce la regio­ne ha recen­te­men­te sot­trat­to 500 milio­ni all’edilizia popo­la­re e li ha inve­ce desti­na­ti alla costru­zio­ne del nuo­vo palaz­zo del­la regio­ne, con tan­to di eli­por­to e di giar­di­no pen­si­le per il gover­na­to­re e i suoi ospi­ti. E nes­su­no vigi­la sull’enorme, ver­go­gno­so mer­ca­to degli affit­ti in nero: una pra­ti­ca da debel­la­re asso­lu­ta­men­te, a mag­gior ragio­ne per­ché col­pi­sce gli studenti.

Sta­ge, tiro­ci­ni, con­trat­ti a pro­get­to. Oggi un gio­va­ne, lau­rea­to o meno, si deve per­met­te­re di poter lavo­ra­re gra­tis per un tem­po inde­ter­mi­na­to pri­ma di poter ave­re una busta paga. Cosa ne pen­sa di que­sta situa­zio­ne? E’ ine­vi­ta­bi­le?
Mi è capi­ta­to spes­so, anche nell’ultimo perio­do. Ovvia­men­te non mi voglio para­go­na­re ai tan­ti gio­va­ni che ven­go­no sfrut­ta­ti quo­ti­dia­na­men­te: die­tro la for­mu­la del­lo sta­ge e del tiro­ci­nio spes­so c’è un vero e pro­prio sfrut­ta­men­to. Ed è scan­da­lo­so. Ma inve­ce di aumen­ta­re i con­trol­li il gover­no ha for­te­men­te ridot­to il nume­ro degli ispet­to­ri del lavoro.

La Regio­ne Lom­bar­dia potreb­be deci­de­re di non appal­ta­re i pro­pri ser­vi­zi a quel­le azien­de che usa­no que­sti esca­mo­ta­ge. Cosa ne pen­sa di que­sta pro­po­sta?
Mi sem­bra un’ottima pro­po­sta, la Regio­ne dovreb­be dare il buon esem­pio e sti­pu­la­re con­trat­ti digni­to­si con tut­ti i suoi lavo­ra­to­ri o collaboratori.

Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà lom­bar­de sono pen­do­la­ri. Il pro­ble­ma del­lo smog a Mila­no è oggi sul­le pri­me pagi­ne di tut­ti i gior­na­li. Una solu­zio­ne auspi­ca­ta è il poten­zia­men­to dei MEZZI PUBBLICI. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to lom­bar­do?
Vor­rem­mo inve­sti­re sul tra­spor­to pub­bli­co soste­ni­bi­le, a Mila­no e in tut­ta la regio­ne, miglio­ran­do le con­di­zio­ni di viag­gio dei pen­do­la­ri. Vor­rem­mo un’area metro­po­li­ta­na con ser­vi­zi inte­gra­ti e più cen­tri; dicia­mo stop al siste­ma “Mila­no-cen­tri­co” e alle peri­fe­rie degra­da­te o sen­za ser­vi­zi, ver­de pub­bli­co, luo­ghi di cul­tu­ra. Occor­re un pia­no stra­te­gi­co del­la mobi­li­tà che lasci ai limi­ti ester­ni dell’area le auto, con par­cheg­gi di inter­scam­bio gra­tui­ti dove un siste­ma coor­di­na­to di tram, metro­po­li­ta­ne e tre­ni con­du­ca ver­so il cen­tro. Va attua­to infi­ne il pia­no del­le gron­de su fer­ro, cioè i col­le­ga­men­ti tra­sver­sa­li tra i pae­si dell’hinterland.

Mol­ti stu­den­ti si tra­sfe­ri­sco­no in Lom­bar­dia da tut­te le regio­ni d’Italia e mol­ti sono i ragaz­zi stra­nie­ri nel nostro Pae­se per ragio­ni di stu­dio. Come pen­sa di agi­re sul­le poli­ti­che gio­va­ni­li e di inte­gra­zio­ne?
I cir­cui­ti ricrea­ti­vi pub­bli­ci non sono finan­zia­ti a dove­re: è impor­tan­te che l’offerta cul­tu­ra­le per i gio­va­ni sia eco­no­mi­ca ed acces­si­bi­le. A que­sto pro­po­si­to, allar­ga­re ai gio­va­ni anche non stu­den­ti (mol­to pro­ba­bil­men­te lavo­ra­to­ri pre­ca­ri o simi­li) gli scon­ti o gli ingres­si gra­tui­ti a mostre, gal­le­rie, spet­ta­co­li sareb­be un’ottima cosa.

Chiu­de dopo 13 anni di atti­vi­tà socia­le ANTIMAFIA l’Associazione SoS Rac­ket. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so nel­la regio­ne Lom­bar­dia?
Dopo i recen­ti casi di tan­gen­ti e cor­ru­zio­ne, è emer­so un chia­ro siste­ma di col­lu­sio­ni, clien­te­le e favo­ri. Noi sia­mo gli uni­ci “puli­ti”, è evi­den­te che que­ste logi­che sono tra­sver­sa­li ai par­ti­ti “for­ti” e que­ste pra­ti­che sono favo­ri­te dall’assenza di una vera oppo­si­zio­ne e da pra­ti­che con­so­cia­ti­ve: quan­do la mag­gio­ran­za e quel­la che dovreb­be esse­re l’opposizione cer­ca­no inve­ce un accor­do sugli affa­ri, è più faci­le che trion­fi il malaf­fa­re. Per­so­nal­men­te da sem­pre sono vici­no all’impegno di Libe­ra e di don Ciot­ti con­tro tut­te le mafie: riten­go che il con­tra­sto alla cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta deb­ba esse­re una prio­ri­tà del pros­si­mo ese­cu­ti­vo lom­bar­do in vista dell’Expo e dell’enorme giro d’affari che com­por­te­rà. Il rischio è che le col­lu­sio­ni tra mafie, poli­ti­ca e impren­di­to­ri cre­sca­no in modo espo­nen­zia­le. Cer­to non è un buon segna­le che la com­mis­sio­ne nomi­na­ta dal­la Regio­ne per sor­ve­glia­re la tra­spa­ren­za degli appal­ti in occa­sio­ne dell’Expo abbia al suo inter­no un indagato!

In Lom­bar­dia, la SANITA’ costa meno in con­fron­to alle altre regio­ni. Ma se alla spe­sa socia­le aggiun­gia­mo il tic­ket e il costo a vol­te proi­bi­ti­vo dei far­ma­ci, la spe­sa divie­ne in linea con il resto dell’Italia. Solo che in Lom­bar­dia ci sono mol­te cli­ni­che pri­va­te che attin­go­no al dena­ro pub­bli­co. Qua­le è la sua poli­ti­ca sul­la sani­tà? Cam­bie­rà qual­co­sa?
Par­tia­mo dal pre­sup­po­sto che per noi la salu­te non è una mer­ce né un mer­ca­to. La sani­tà lom­bar­da, sen­za nega­re le eccel­len­ze di mol­te strut­tu­re, riflet­te la visio­ne del cen­tro­de­stra, che inve­ce va ver­so la tota­le pri­va­tiz­za­zio­ne del ser­vi­zio pub­bli­co. Non dimen­ti­chia­mo le 80mila car­tel­le cli­ni­che truc­ca­te e gon­fia­te per otte­ne­re rim­bor­si ille­ci­ti pari a 18 milio­ni di euro di sol­di pub­bli­ci, paga­ti dai cit­ta­di­ni lom­bar­di. Ricor­do che le inchie­ste han­no coin­vol­to impor­tan­ti cli­ni­che pri­va­te come il San Raf­fae­le, il San Car­lo, San Dona­to, San Giu­sep­pe, San­t’Am­bro­gio e la fami­ge­ra­ta San­ta Rita.
Per quan­to riguar­da il rap­por­to pubblico/privato, basti dire che nel 2000 il 30 per cen­to del­la spe­sa per la sani­tà in Lom­bar­dia anda­va alle strut­tu­re pri­va­te e il 70 al pub­bli­co, men­tre nel 2008 si è arri­va­ti al 38 per cen­to ai pri­va­ti e al 62 alla sani­tà pub­bli­ca. Il nostro pro­get­to è quel­lo di inver­ti­re total­men­te que­sta ten­den­za e, in par­ti­co­la­re, voglia­mo ridur­re i tem­pi d’attesa, rilan­cia­re i con­sul­to­ri pub­bli­ci, l’istituzione di un fon­do regio­na­le per la non auto­suf­fi­cien­za, l’eliminazione del­le tarif­fe a pre­sta­zio­ne (il siste­ma che ha por­ta­to gli imbro­gli al bilan­cio pub­bli­co di cui sopra).

Secon­do i dati regio­na­li, la Lom­bar­dia spen­de il 4,6 per cen­to dell’intero bilan­cio sani­ta­rio per la cura del­la salu­te men­ta­le. In Euro­pa, la stes­sa spe­sa si atte­sta in media intor­no al 8–9 per cen­to. Nel caso fos­se elet­to, si ade­gue­reb­be allo stan­dard euro­peo o cre­de che la spe­sa attua­le sia con­so­na alle neces­si­tà degli uten­ti del­le strut­tu­re sani­ta­rie lom­bar­de?
Da medi­co riten­go essen­zia­le ade­guar­si agli stan­dard euro­pei; in Lom­bar­dia la sani­tà sta diven­tan­do solo un gros­so affa­re per spe­cu­la­to­ri sen­za scru­po­li, occor­re inver­ti­re que­sto trend nega­ti­vo e tor­na­re a pen­sa­re la salu­te come un dirit­to di tut­ti i cit­ta­di­ni. Sul­la salu­te men­ta­le ci voglio­no for­ti inve­sti­men­ti, così come acca­de nel resto d’Europa, le fami­glie non pos­so­no esse­re lascia­te sole con pro­ble­ma­ti­che così deli­ca­te. Per non par­la­re del­le ret­te anche di 1.500 euro/mese che le fami­glie spes­so paga­no per un paren­te anzia­no o non auto­suf­fi­cien­te rico­ve­ra­to pres­so una strut­tu­ra sani­ta­ria; in teo­ria dovreb­be­ro paga­re i comu­ni con sol­di pro­ve­nien­ti dal­la regio­ne, in pra­ti­ca paga­no le famiglie.

Se fos­se elet­to Gover­na­to­re del­la Lom­bar­dia qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavo­ro?
Il bloc­co dei buo­ni scuo­la agli isti­tu­ti pri­va­ti per desti­na­re il dena­ro pub­bli­co al dirit­to allo stu­dio. Un pia­no allog­gi per gli stu­den­ti. Age­vo­la­zio­ni sui tra­spor­ti, le men­se e l’offerta cul­tu­ra­le per i giovani.

Ed ora qual­che doman­da più per­so­na­le…
Lei ha mai vio­la­to la leg­ge?

Se per vio­la­re la leg­ge s’intende mani­fe­sta­re il pro­prio dis­sen­so con­tro orga­ni­smi ille­git­ti­mi come il G8 o con­tro ope­re inu­ti­li come la Tori­no-Lio­ne, o con­tro l’allargamento di una base mili­ta­re, o (vado indie­tro con la memo­ria…) con­te­sta­re il ret­to­re di un’università o inter­rom­pe­re una tra­smis­sio­ne tele­vi­si­va in diret­ta per denun­cia­re le spe­cu­la­zio­ni del­le mul­ti­na­zio­na­li far­ma­ceu­ti­che sul­la pel­le del­le per­so­ne sie­ro­po­si­ti­ve, beh, si, allo­ra for­se l’ho fat­to. Ma ho la fedi­na pena­le puli­ta, per intenderci.

Quan­to Le costa l’abbonamento dei mez­zi pub­bli­ci?
Il men­si­le urba­no costa cir­ca 47 euro, io in gene­re viag­gio con i mez­zi pub­bli­ci e acqui­sto il car­net da 9,2 euro. Noi come Fede­ra­zio­ne del­la Sini­stra pro­po­nia­mo, per taglia­re i costi, un bigliet­to uni­co inte­gra­to che val­ga per tut­ta la provincia.

E un pac­chet­to di pro­fi­lat­ti­ci?
Trop­po, que­sto è poco ma sicu­ro: 12–18 euro per un pac­chet­to da sei pre­ser­va­ti­vi è un costo inso­ste­ni­bi­le, soprat­tut­to per i più gio­va­ni. Da anni chie­do che i prez­zi ven­ga­no abbas­sa­ti e soprat­tut­to che i pro­fi­lat­ti­ci sia­no resi dispo­ni­bi­li gra­tui­ta­men­te e che, come avvie­ne in Fran­cia, nel­le scuo­le supe­rio­ri e nel­le uni­ver­si­tà vi sia­no distri­bu­to­ri auto­ma­ti­ci a prez­zi cal­mie­ra­ti. Sareb­be il pri­mo prov­ve­di­men­to per fare dav­ve­ro pre­ven­zio­ne nel­la lot­ta all’Aids, tra le altre cose: è inde­cen­te che il cen­tro­de­stra adot­ti un atteg­gia­men­to total­men­te ideo­lo­gi­co su que­sti temi. Oggi in Ita­lia vivo­no 150.000 per­so­ne sie­ro­po­si­ti­ve; abbia­mo dei far­ma­ci per pro­lun­ga­re la vita, ma non abbia­mo nes­su­na tera­pia in gra­do di distrug­ge­re il virus; per que­sto la pre­ven­zio­ne resta fondamentale.

Cosa face­va pri­ma di entra­re in poli­ti­ca?
Sono un medi­co, ho lavo­ra­to nel cam­po del­la lot­ta all’Aids, sono sta­to tra i fon­da­to­ri e poi pre­si­den­te del­la Lega ita­lia­na per la lot­ta con­tro l’Aids e, pri­ma anco­ra, sono sta­to medi­co del lavo­ro in alcu­ne fab­bri­che del mila­ne­se. Fini­ta l’esperienza al par­la­men­to euro­peo sono tor­na­to al mio lavo­ro di medi­co, sono appe­na rien­tra­to da una mis­sio­ne in Mozam­bi­co fina­liz­za­ta a veri­fi­ca­re lo sta­to dei pro­gram­mi di pre­ven­zio­ne in un Pae­se che ha 3 milio­ni di sie­ro­po­si­ti­vi su 20 milio­ni di abitanti.

In qua­li scuo­le ha rice­vu­to la sua edu­ca­zio­ne?
Liceo clas­si­co Ber­chet e Uni­ver­si­tà degli Stu­di di Mila­no, facol­tà di medi­ci­na e spe­cia­liz­za­zio­ne in medi­ci­na del lavoro.

Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elet­to­ra­le?
Mi vie­ne da ridere…La mia cam­pa­gna è dav­ve­ro low cost, le spe­se sono ridot­te al mini­mo, for­tu­na­ta­men­te mi avval­go del­la dispo­ni­bi­li­tà di tan­te per­so­ne che han­no voglia di dar­mi una mano; anzi, col­go l’occasione per rin­gra­ziar­li. Comun­que per esse­re pre­ci­si tut­to rien­tre­rà nel costo com­ples­si­vo del­la cam­pa­gna del­la Fede­ra­zio­ne del­la Sini­stra che in tota­le, inten­do per la cam­pa­gna del pre­si­den­te, del­la lista e dei can­di­da­ti non spen­de­rà più di 50.000 euro; quel­lo che un sin­go­lo can­di­da­to di un gran­de par­ti­to spen­de da solo in 3–4 gior­ni. Sareb­be inte­res­san­te anda­re a chie­de­re ad esem­pio a Pena­ti e a For­mi­go­ni da dove ven­go­no tut­ti quei soldi…Come pote­te vede­re non abbia­mo gran­di spa­zi con car­tel­lo­ni enor­mi, né costo­si spot tele­vi­si­vi; con­tia­mo sul volon­ta­ria­to e spe­ria­mo che ci sia anco­ra abba­stan­za curio­si­tà da par­te dei cit­ta­di­ni per anda­re ad infor­mar­si sui diver­si programmi. 

a cura di Denis Trivellato
Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.