Coccodrillo n.4 — Commemorazioni improbabili: Augusto Minzolini


E’ sta­to sot­trat­to all’af­fet­to dei suoi cari Augu­sto Min­zo­li­ni, diret­to­re del tg1. La scom­par­sa, per tut­ti improv­vi­sa, lascia orfa­no quel gior­na­li­smo libe­ro da ogni tipo di influen­za ester­na, spe­cie quel­la del­la veri­tà.

La fine è giun­ta nel­la tar­da mat­ti­na­ta. L’in­do­mi­to gior­na­li­sta sta­va regi­stran­do il suo ulti­mo edi­to­ria­le, dal tito­lo “Meglio un mor­to in casa che un magi­stra­to alla por­ta”, quan­do è sta­to col­to da un malo­re. — Non cre­de­vo che le toghe ros­se por­tas­se­ro pure sfi­ga — , si è lamen­ta­to di fron­te ai soccorritori.

Dif­fi­ci­le non com­muo­ver­si ricor­dan­do il lavo­ro soler­te cro­ni­sta, sem­pre atten­to a non lascia­re lo spet­ta­to­re pri­vo di una nota di colo­re. Chi non ricor­da, nel­la rubri­ca Fan­ta­sto­ria, il ser­vi­zio sul­la pove­ra gat­ti­na Lai­ka, abban­do­na­ta dai comu­ni­sti nel­lo spa­zio pri­ma del­le vacan­ze esti­ve; oppu­re l’intervista a Nan­do, taxi­sta roma­no, in gra­do di reci­ta­re “Meno male che Sil­vio c’è” ruttando.

Impor­tan­te però, per non dimen­ti­ca­re Augu­sto, men­zio­na­re anche le sue inchie­ste più scot­tan­ti, come quel­la su “Di Pie­tro unto­re”, in cui si denun­cia come l’ex magi­stra­to non abbia anco­ra fat­to la vari­cel­la e sia sog­get­to ad her­pes. Insie­me a Fel­tri fir­mò anche il dos­sier “Ai comu­ni­sti non gli tira”, in cui pro­po­ne­va di colo­ra­re il Via­gra di ros­so, per Min­zo­li­ni il colo­re dell’impotenza.

Ne par­la con le lacri­me agli occhi la mae­stra Lui­gi­na, che ne accom­pa­gnò l’istruzione all’istituto Ser­vi del Signo­re (quan­do si dice “il desti­no nel nome”). — Già da pic­co­lo era capa­ce di sor­pren­de­re tut­ti nel­le inter­ro­ga­zio­ni di sto­ria -, ricor­da com­mos­sa — sem­bra ieri quan­do indi­vi­duò le cau­se del­la guer­ra di Tro­ia “nell’indebita inge­ren­za di pet­te­go­lez­zi scan­da­li­sti­ci nell’informazione poli­ti­ca greca” — .

Iro­nia del­la sor­te, sareb­be usci­to fra pochi gior­ni con le edi­zio­ni Gio­chi Pre­zio­si il Min­zo­no­po­ly, un Mono­po­ly dove al posto di “Par­co del­la Vit­to­ria” e “Via­le dei Giar­di­ni” si può gio­ca­re con “Cor­so Cra­xi” e “Vico­lo Licio Gel­li”, e i pedag­gi ven­go­no paga­ti in tan­gen­ti attra­ver­so con­ti svizzeri.

Una­ni­me il cor­do­glio del mon­do poli­ti­co, secon­do Sil­vio Ber­lu­sco­ni — Era vera­men­te impa­reg­gia­bi­le, pen­sa­te che guar­dan­do il tg1 anch’io mi ero con­vin­to di non esse­re mai anda­to a puttane! -.

Men­tre Il Gior­na­le di Fel­tri, come sem­pre un pò sopra le righe, tito­la “Mori­re così, che caz­zo di sfi­ga”.

Uni­ca voce fuo­ri dal coro quel­la di Gior­da­no, diret­to­re di Stu­dio Aper­to – Final­men­te ci sia­mo libe­ra­ti di que­sto imi­ta­to­re -, chio­sa stiz­zi­to il giornalista.

For­se però il modo miglio­re per ricor­dar­lo è con le paro­le del suo edi­to­ria­le d’ad­dio ai tele­spet­ta­to­ri del tg1

Non pian­ge­te per me, ami­ci da casa,

la mor­te non è altro che un apo­stro­fo nero

tra le paro­le “Con­flit­to d’interessi”

Filip­po Bernasconi

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