Spostarsi a Milano. Sopra o sotto?

Men­tre aspet­tia­mo l’Expo 2015 Mila­no Vulcano Febbraio16 si tra­sfor­ma cam­bian­do velo­ce­men­te aspet­to. Per qual­che anno biso­gne­rà ave­re pazien­za e sop­por­ta­re i can­tie­ri aper­ti che osta­co­la­no la mobi­li­tà e il traf­fi­co cit­ta­di­ni. Tra i vari lavo­ri, a crea­re più disa­gio sono sicu­ra­men­te quel­li per la linea del­la metro 5. Tut­ta la zona nord che com­pren­de Via­le Zara, Via­le Mar­che, Via­le Ful­vio Testi e Via­le Sar­ca è da evi­ta­re negli ora­ri di pun­ta. Anzi, è da evi­ta­re più o meno sempre.

Chiu­so Via­le Zara, tut­te le auto si river­sa­no in altre pic­co­le vie che non reg­go­no il traf­fi­co, e il ner­vo­si­smo cre­sce tra le code. La metro apri­rà nel 2012. Anco­ra due anni di incaz­za­tu­re. Mesi pri­ma dell’apertura dei can­tie­ri sono sta­ti distri­bui­ti volan­ti­ni a tut­ti i resi­den­ti del­la zona, trac­cian­do i cam­bia­men­ti dei flus­si di entra­ta ed usci­ta dal­la cit­tà in modo da evi­ta­re ingor­ghi e pos­si­bi­li inci­den­ti. For­tu­na­ta­men­te non sono sta­ti regi­stra­ti inci­den­ti, ma per il traf­fi­co non c’è solu­zio­ne. Pun­tual­men­te la zona 9 di Mila­no si riem­pie di auto, a tal pun­to che con­vie­ne lasciar­la lì e ripren­der­la il mat­ti­no dopo, pro­se­guen­do a piedi.

Sem­bra che il comu­ne abbia capi­to solo negli ulti­mi due anni le poten­zia­li­tà e la como­di­tà di una cit­tà ben ser­vi­ta dal­le linee metro­po­li­ta­ne. Infat­ti sono pre­vi­ste altre 2 linee, incre­di­bi­le ma vero. Come avrà nota­to l’attento let­to­re, abbia­mo 3 linee e si sta pre­pa­ran­do la linea 5. Il sal­to di nume­ro non è dovu­to ad un erro­re, ma al fat­to che esi­ste già un pro­get­to per la linea 4 (S.Cristoforo Fs- Aero­por­to Lai­na­te). E anche uno per la linea 6 (Bisce­glie – Via­le Tibal­di). I tem­pi di rea­liz­za­zio­ne sono rela­ti­vi, sia­mo di fron­te più ad un’utopia che alla real­tà.

For­se con­vie­ne pren­de­re altri mez­zi: negli ulti­mi tem­pi il comu­ne ha pro­mos­so il bike sha­ring con il sup­por­to dell’ ATM. Ci han­no illu­so par­lan­do­ci di nuo­ve piste cicla­bi­li, e il risul­ta­to è sca­den­te. Ci sono dei per­cor­si che sono anco­ra più rischio­si che star­se­ne fer­mi in mez­zo alla stra­da. Un esem­pio è la pista cicla­bi­le Lore­to-Mon­te Rosa, dove, tra inter­ru­zio­ni, lavo­ri in cor­so e par­cheg­gi sel­vag­gi, è impos­si­bi­le peda­la­re al sicu­ro. E’ da cam­bia­re, pri­ma di tut­to, nuovo-gestore-trasporti-milano_articleimagela men­ta­li­tà dei mila­ne­si: abbia­mo una cit­tà costrui­ta com­ple­ta­men­te in pia­nu­ra, la bici­clet­ta deve esse­re il mez­zo del futu­ro, ma per ades­so si pen­sa solo a costrui­re mac­chi­ne più gros­se e inu­ti­li. Muo­ver­si a Mila­no resta in que­sto modo dif­fi­ci­le, soprat­tut­to per gli uni­ver­si­ta­ri che non han­no la pro­pria sede in Festa del Per­do­no, facil­men­te rag­giun­gi­bi­le da due linee del­la metro. Un esem­pio lam­pan­te sono i ragaz­zi di Via Noto (tra­ver­sa di Via Ripa­mon­ti), costret­ti ad inse­gui­re ogni gior­no il miti­co tram 24, del qua­le tut­ti potreb­be­ro rac­con­ta­re un aned­do­to avve­nu­to nel­le ore di mas­si­mo affol­la­men­to duran­te il perio­do di lezio­ne. La bef­fa fina­le per loro è il fat­to che il pro­get­to del­la Linea 6 pre­ve­de­rà una fer­ma­ta pro­prio in Via Noto!

Per elu­de­re il traf­fi­co biso­gne­reb­be vola­re. E qual­cu­no ha tro­va­to una solu­zio­ne mol­to simi­le: un inge­gne­re e un geo­lo­go, Mas­si­mo Grec­chiGof­fre­do Mug­gia­ti, stan­no dan­do vita ad un pro­get­to che ha dell’assurdo. E’ una funi­via lun­ga diciot­to chi­lo­me­tri che per­cor­re la cit­tà da Lina­te alla Fie­ra a Rho, con tan­to di pilo­ni (alti una novan­ti­na di metri) e giar­di­ni pen­si­li per abbel­li­re le sta­zio­ni (130 metri di altez­za). Costo tota­le del pro­get­to? Nove­cen­to milio­ni di euro! For­se è solo una voce spar­sa per l’etere, eppu­re il sito esi­ste e sem­bra serio, con tan­to di per­cor­so e fer­ma­te : http://www.altaviamilano.it/ Resta solo da imma­gi­na­re le rea­zio­ni dei mila­ne­si, soprat­tut­to di quel­li che apren­do le fine­stre vedreb­be­ro pas­sa­re una funi­via sopra la testa. Non ci resta che pren­de­re sci e scar­po­ni e fer­mar­si alle “col­li­net­te di S.Siro” spe­ran­do in una bel­la nevi­ca­ta. Alme­no si spe­ra che lì non ci sia traffico.

 

Danie­le Colombi

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