Cuore nero: viaggio nella destra radicale milanese

Qual­che gior­no fa abbia­mo cono­sciu­to Mar­co Ario­li, il respon­sa­bi­le lom­bar­do di Casa­Pound, una del­le più gio­va­ni orga­niz­za­zio­ni poli­ti­che di estre­ma destra (anche se loro pre­fe­ri­sco­no far­si chia­ma­re “fasci­sti del nuo­vo mil­len­nio”). La loro appar­te­nen­za poli­ti­ca susci­ta quel misto di spa­ven­to e fasti­dio, comu­ne nei con­fron­ti di chi mani­fe­sta un pen­sie­ro e un agi­re radi­ca­li. La riven­di­ca­zio­ne fasci­sta poi, è ciò che mag­gior­men­te offen­de chi pro­prio non capi­sce cosa ci sia di tan­to affa­sci­nan­te nel ven­ten­nio, tan­to da ispi­ra­re inde­gne cele­bra­zio­ni. Abbia­mo però cer­ca­to di met­te­re da par­te i nostri giu­di­zi (o pre­giu­di­zi?), ascol­tan­do e cer­can­do di capire.

Per quan­to riguar­da CP, si trat­ta non tan­to e non solo di un riflus­so nostal­gi­co ver­so un pas­sa­to eroi­co, quan­to piut­to­sto del ten­ta­ti­vo di “svi­lup­pa­re in manie­ra orga­ni­ca un pro­get­to e una strut­tu­ra poli­ti­ca nuo­va, che pro­iet­ti nel futu­ro il patri­mo­nio idea­le e uma­no che il Fasci­smo ita­lia­no ha costrui­to con immen­so sacri­fi­cio”. Il loro sim­bo­lo è la tar­ta­ru­ga: “l’animale che per eccel­len­za rap­pre­sen­ta la longevità”.

L’as­so­cia­zio­ne nasce a Roma nel 2003, con l’oc­cu­pa­zio­ne di un edi­fi­cio che ne diver­rà la sede, da par­te di alcu­ni ragaz­zi, gui­da­ti da Simo­ne di Ste­fa­no. Oggi l’esponente di rife­ri­men­to è Gian­lu­ca Ian­no­ne, pro­ta­go­ni­sta dell’esperimento che ha poi ispi­ra­to la nasci­ta di CP, Casa Mon­tag, e “teo­ri­co del­le occu­pa­zio­ni”, oltre che fon­da­to­re del grup­po rock ZetaZeroAlfa.

L’ap­pro­do a Mila­no, recen­te, è sta­to assai tra­va­glia­to. Pri­ma come Cuo­re Nero — ma la sede di Via­le Cer­to­sa è sta­ta incen­dia­ta pri­ma del­l’i­nau­gu­ra­zio­ne, nel 2007, da anta­go­ni­sti di sini­stra — e infi­ne come Casa Pound.

Il nome è, ovvia­men­te, un tri­bu­to a Ezra Pound, uno dei gran­di poe­ti del nove­cen­to, impe­gna­to col­la­te­ral­men­te nel­lo svi­lup­po di una teo­ria eco­no­mi­ca “con­tro l’U­su­ra”. Cele­bre la sua pri­gio­nia a Pisa, dove fu pri­ma inter­na­to in un cam­po, e poi con­si­de­ra­to paz­zo gra­zie ad una peri­zia truc­ca­ta pro­prio per sal­var­gli la vita.

Al cen­tro del­la sua spe­cu­la­zio­ne eco­no­mi­ca è il cosid­det­to “mutuo socia­le”, ossia la costru­zio­ne da par­te del­lo Sta­to su ter­re­ni pub­bli­ci, di case da ven­de­re a prez­zo di costo alle fami­glie, sen­za pas­sa­re per il cap­pio del­le ban­che, l’am­bi­zio­ne è quel­la di dare una rispo­sta con­cre­ta all’e­mer­gen­za abi­ta­ti­va. Altro pun­to car­di­na­le, la sta­ta­liz­za­zio­ne del­la ban­che: da quan­do “l’e­mis­sio­ne del­la mone­ta è sta­ta scip­pa­ta alla Comu­ni­tà Nazio­na­le a favo­re di grup­pi pri­va­ti” i cit­ta­di­ni sono tenu­ti “sot­to stroz­zo”, attra­ver­so un cal­co­la­to e con­trol­la­to aumen­to del debi­to. Si trat­ta del­l’al­tri­men­ti det­to “signo­rag­gio ban­ca­rio”, tema non igno­to anche al pen­sie­ro radi­ca­le di sini­stra — fino a qual­che tem­po fa, era tema anche degli spet­ta­co­li di Bep­pe Gril­lo (anche se è con­si­de­ra­to da mol­ti una del­le mag­gio­ri bufa­le via web).

-Comun­que la si pen­si, non è faci­le nean­che riu­sci­re a par­lar­ne — si lamen­ta Mar­co, — ci ho pro­va­to nel­le scuo­la, ma il com­men­to alle mie paro­le era sem­pre lo stes­so: “por­co fasci­sta!”. L’an­ti­fa­sci­smo è un mito duro a mori­re, come dot­tri­na uni­ca pro­fes­sa­ta dai sedi­cen­ti pro­gres­si­sti di sini­stra, tol­ta la qua­le mol­to spes­so resta il nul­la. Sia­mo pur sem­pre il pae­se inca­pa­ce di fare i con­ti con la pro­pria sto­ria. -

Sen­za che que­sto signi­fi­chi rinun­cia­re all’antifascismo, va loro rico­no­sciu­to meri­to per le ini­zia­ti­ve miglio­ri, come la distri­bu­zio­ne del­la spe­sa ai pove­ri o, in Abruz­zo, la col­la­bo­ra­zio­ne nel­la rico­stru­zio­ne di Pog­gio Picen­ze, che ha spin­to il sin­da­co — di cen­tro sini­stra — ad affi­da­re loro l’or­ga­niz­za­zio­ne di una biblio­te­ca, dedi­ca­ta, ovvia­men­te, a Ezra Pound. Per l’oc­ca­sio­ne è sta­to pen­sa­to lo slo­gan: “Libri come mat­to­ni, per rico­strui­re l’Abruzzo”.

Per col­pa di un nostro inve­te­ra­to pre­giu­di­zio, restia­mo stu­pi­ti dal­la dispo­ni­bi­li­tà di Mar­co a par­lar­ci di ciò che fan­no, e di ciò che pen­sa­no. Sem­bre­rà bana­le, dea­mi­ci­sia­no, ma anche il suo entu­sia­smo stu­pi­sce: non sono mol­te le per­so­ne entu­sia­ste del loro impe­gno poli­ti­co. Chi aves­se il corag­gio di anda­re oltre l’iniziale riget­to, è pro­prio su que­sto che dovreb­be inter­ro­gar­si, su come sia pos­si­bi­le spie­ga­re que­st’im­pe­gno. Va rico­no­sciu­ta la loro capa­ci­tà di mobi­li­ta­zio­ne, spe­cial­men­te se con­fron­ta­ta con il nul­la di chi, non cre­den­do più in nul­la, nul­la fa per­ché un fram­men­to di ciò che non pia­ce cambi.

Per sfa­ta­re qual­che mito, è bene segna­la­re la loro posi­zio­ne, non comu­ne (alme­no fra le paral­le­le orga­niz­za­zio­ni poli­ti­che di destra), favo­re­vo­le alla rego­la­riz­za­zio­ne del­le cop­pie gay. Altret­tan­to degno di nota il loro anti­raz­zi­smo, lon­ta­no da ogni pos­si­bi­le “cac­cia all’im­mi­gra­to”. Anche loro, così come il mon­do civi­le, pen­sa­no che il pro­ble­ma non sia mai l’uo­mo biso­gno­so di aiu­to, ma il feno­me­no del­l’im­mi­gra­zio­ne clan­de­sti­na. Dif­fi­ci­le capi­re se die­tro ai bei discor­si cor­ri­spon­da un rea­le con­vin­ci­men­to, fa comun­que pia­ce­re sen­ti­re paro­le ragionate.

Alla fine del­la chiac­che­ra­ta emer­ge che l’incompatibilità tra le nostre posi­zio­ni e quel­le del respon­sa­bi­le di Casa Puond su mol­ti temi non ci han­no impe­di­to di ascol­ta­re e di far­ci ascol­ta­re, e per qual­che secon­do abbia­mo intra­vi­sto la pos­si­bi­li­tà di un dia­lo­go, di un con­fron­to fran­co, non vio­len­to… Non è for­se neces­sa­rio que­sto per riu­sci­re a rea­liz­za­re qual­co­sa di nuo­vo e, secon­do il mot­to di Con­fu­cio, tan­to ama­to da Pound, rin­no­va­re davvero?

Giu­sep­pe Argen­tie­ri e Filip­po Bernasconi

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33 Commenti su Cuore nero: viaggio nella destra radicale milanese

  1. “Cuo­re nero: viag­gio nel­la destra radi­ca­le mila­ne­se” ovve­ro come far­si intor­ta­re dai fasci­sti.

    sì, per­chè a leg­ge­re que­sto arti­co­lo sem­bra qua­si che il dichia­rar­si fasci­sti sia poco più che espri­me­re una pre­fe­ren­za per una squa­dra di cal­cio. sono fasci­sti, ma sono tol­le­ran­ti. sono fasci­sti ma non sono omo­fo­bi, né raz­zi­sti, né vio­len­ti, né nul­la che pos­sa in qual­che modo riman­da­re a qua­lun­que trat­to per il qua­le pro­cla­mar­si fasci­sti in ita­lia è — che io sap­pia — rea­to.
    mi pren­do la bri­ga di fare un com­men­to del gene­re per­chè tro­vo l’ar­ti­co­lo di una inge­nui­tà disar­man­te e depi­stan­te. non sem­bra esser­ci il mini­mo fil­tro cri­ti­co nel rife­ri­re dichia­ra­zio­ni d’in­ten­ti e idea­li. limi­tar­si a rife­ri­re le paro­le del diret­to inte­res­sa­to, limi­tan­do­si ad aggiun­ge­re un laco­ni­co “Dif­fi­ci­le capi­re se die­tro ai bei discor­si cor­ri­spon­da un rea­le con­vin­ci­men­to”, non è gior­na­li­smo. non è eti­co e non è corretto.

    il gior­no del­l’i­nau­gu­ra­zio­ne del­lo spa­zio (che ora sem­bra cul­tu­ra­le), io e un mio ami­co deci­dia­mo di fare un pas­sag­gio in vola­ta in bici­clet­ta davan­ti, per vede­re quan­ta e qua­le gen­te fos­se anda­ta a cele­bra­re un even­to del gene­re.
    su suo­lo pub­bli­co, sen­za ban­die­re, sen­za nul­la di pro­vo­ca­to­rio addos­so — a meno che non si con­si­de­ri tale una mac­chi­na foto­gra­fi­ca digi­ta­le — il mio ami­co ed io ci fer­mia­mo qual­che metro oltre il paci­fi­co radu­no di gen­te cui piac­cio­no gli anfi­bi, la pel­le nera (per le giac­che, s’in­ten­de) e la dop­pio mal­to (cosa che mi ci acco­mu­na).
    ora, per sfa­ta­re qual­che mito, avvie­ne un fat­to che vi stu­pi­rà: venia­mo accer­chia­ti da 3 aute­de­fi­ni­ti­si fasci­sti, ci vie­ne chie­sto di scen­de­re dal­le bici e — nel­l’or­di­ne — di can­cel­la­re tut­te le foto dal­la mac­chi­na foto­gra­fi­ca, con­se­gnar loro la sche­da di memo­ria, con­se­gnar loro la mac­chi­na diret­ta­men­te. al mio tran­quil­lo e rei­te­ra­to rifiu­to a pie­gar­mi a una cosa del gene­re, per sfa­ta­re qual­che mito, venia­mo minac­cia­ti fisi­ca­men­te e ripe­tu­ta­men­te. e, quan­do dico loro che pro­ba­bil­men­te i poli­ziot­ti che igna­ri chiac­chie­ra­va­no all’al­tro lato del­la stra­da sareb­be­ro sta­ti inte­res­sa­ti a vede­re l’at­tua­zio­ne del­le di loro minac­ce, giu­sto per sfa­ta­re qual­che mito mi fan­no una bel­la foto pri­mo pia­no e poi però rovi­na­no tut­to rica­den­do nel soli­to cli­ché per cui mi dico­no “ora la tua foto la met­tia­mo in bache­ca e se ti bec­chia­mo in giro fai una brut­ta fine”.

    da qui, capi­re­te, il mio anonimato.

    ora, quel­li era­no di casa pound e, vi assi­cu­ro, non era­no tan­to in vena di discu­te­re di idea­li di tol­le­ran­za o di argo­men­ta­re le pro­prie posi­zio­ni ideo­lo­gi­che e culturali.

    per la cro­na­ca: io e il mio ami­co sia­mo sta­ti gli uni­ci ad anda­re lì davan­ti, que­sti orset­ti pound che ave­te amo­re­vol­men­te descrit­to han­no impe­di­to a qua­lun­que gior­na­li­sta di ripren­de­re la mani­fe­sta­zio­ne, han­no chiu­so tut­ta la via, han­no tol­le­ran­te­men­te can­ta­to fac­cet­ta nera, ci han­no — con gra­zia — pro­fe­tiz­za­to un futu­ro non lon­ta­no in cui noi pre­sun­ti “comu­ni­sti, fro­ci, zin­ga­ri” (o qual­co­sa del gene­re) non l’a­vrem­mo più “fat­ta fran­ca”.
    pro­ba­bil­men­te per­chè non gli abbia­mo chie­sto di par­lar­ci del­le loro idee, né gli abbia­mo offer­to l’op­por­tu­ni­tà di ave­re un po’ di visi­bi­li­tà gra­tis e sen­za impe­gno o di mostrar­si più avan­za­ti di quan­to non siano.

    a fare mar­chet­te sono buo­ni tutti.

  2. gen­ti­le g,
    la tua cri­ti­ca si svi­lup­pa in due moment: il pri­mo s’im­per­nia attor­no alla dife­sa del­la leg­ge Scel­ba, sul­la qua­le, secon­do la tua let­tu­ra, noi svi­co­le­rem­mo, ammor­bi­den­do inge­nua­men­te i trat­ti fasci­sti dei fasci­sti, il secon­do inve­ce è inte­ra­men­te occu­pa­to dal­l’e­pi­so­dio che vi vede pro­ta­go­ni­sti (ai fasci­sti e a te), sor­ta di rac­con­to (con) mora­le.
    Essen­do que­sto arti­co­lo sta­to scrit­to a quat­tro mani, mi limi­to qui a rispon­de­re per me, ovve­ro per quan­to con­cer­ne la mia por­zio­ne d’in­ten­ti.
    Sul pri­mo pun­to: io non cre­do che la leg­ge Scel­ba ser­va a qual­co­sa, né tan­to­me­no che sia giu­sta. Que­sto per un moti­vo mol­to sem­pli­ce: le dichia­ra­te fina­li­tà anti­de­mo­cra­ti­che del fasci­smo, dav­ve­ro d’an­tan, devo­no esse­re leci­ta­men­te dibat­tu­te, su spa­zio pub­bli­co, da chiun­que le voglia discu­te­re, o pro­por­re. Lo spa­zio poli­ti­co dev’es­se­re, per esse­re tale, per­ver­so: ovve­ro tut­to deve veni­re in super­fi­cie, e non resta­re iste­ri­ca­men­te a mace­ra­re nel­l’in­con­scio col­let­ti­vo. Per un moti­vo, alme­no, mol­to sem­pli­ce: per­ché non si pen­si che sia que­sto il male asso­lu­to, o il peri­co­lo più gran­de per la socie­tà, per le per­so­ne, per la demo­cra­zia. Per­ché non è così, per­ché ciò che è real­men­te peri­co­lo­so oggi, ma que­sta riba­di­sco è una mia let­tu­ra del­le cose, non è ciò che rin­chiu­dia­mo nel spa­zio ras­si­cu­ran­te del­l’il­le­ga­li­tà, ma quan­to è sot­to gli occhi di tut­ti, libe­ro e lega­liz­za­to, e ideo­lo­gi­ca­men­te bea­ti­fi­ca­to.
    Anco­ra sul pri­mo pun­to: se tu doves­si scri­ve­re sul­la poli­zia, che fare­sti? Par­le­re­sti di Aldo­vran­di (ne scel­go uno, fra gli altri) oppu­re scri­ve­re­sti di quan­ti rischia­no la vita, ogni gior­no, per “la nostra sicu­rez­za”? Pro­ba­bil­men­te scri­ve­re­sti, con gran­de enfa­si, di Aldo­vran­di pro­prio per­ché in quel­la situa­zio­ne la poli­zia ha fat­to pre­ci­sa­men­te “ciò che non avreb­be dovu­to fare”, e cioè non ha tute­la­to la sicu­rez­za dei cit­ta­di­ni, ma ne ha addi­rit­tu­ra ucci­so uno. Eppu­re, ovvia­men­te, così si fini­sce — a meno che non ci si con­si­de­ri anar­chi­ci, e nemi­ci dei pie­di piat­ti — per non ren­de­re giu­sti­zia di chi è nel­le stra­de quo­ti­dia­na­men­te a tute­la­re l’or­di­ne, e la giu­sti­zia, con uno sti­pen­dio da fame, ecc. Tut­to ciò che abbia­mo rac­con­ta­to dei fasci­sti non è pre­ci­sa­men­te ciò che loro, in quan­to tali, non dovreb­be­ro fare? Ovvio che fasci­sti lo resta­no, e con orgo­glio. Ma cosa vuol dire esse­re fasci­sti oggi? Abbia­mo cer­ca­to di non cir­co­scri­ve­re i con­fi­ni del­la rispo­sta, ma di lascia­re spa­zio alla curio­si­tà del let­to­re.
    Sul secon­do pun­to: quan­to a te è suc­ces­so è ingiu­sti­fi­ca­bi­le, ma non pro­va nul­la. Hai incon­tra­to per­so­ne, cer­to vio­len­te, che non vole­va­no esse­re foto­gra­fa­te, pun­to. Che poi fos­se­ro fasci­sti è asso­lu­ta­men­te rela­ti­vo, e anzi spie­ga­bi­le col fat­to che la pre­ce­den­te inau­gu­ra­zio­ne, come abbia­mo scrit­to, è fini­ta coi bot­ti. Non so se mi spie­go: si è dato fuo­co, anzi si è mes­sa una bom­ba, in quel­la che sareb­be diven­ta­ta la loro sede; ovvia­men­te la bom­ba ha fat­to sal­ta­re anche appar­ta­men­ti non stret­ta­men­te coin­vol­ti (se non erro un nego­zio) con il loro spa­zio. Ora, io mi sen­to di giu­sti­fi­ca­re una cer­ta for­ma di para­no­ia, deri­van­te da que­sto epi­so­dio, tu no? E non deri­va for­se, l’e­pi­so­dio stes­so, da quel­la stes­sa men­ta­li­tà per la qua­le è que­sto fasci­smo il male assoluto? 

    Giu­sep­pe

  3. Leg­go que­sto bell’articolo, e, dato che ho il pia­ce­re di cono­sce­re per­so­nal­men­te i due auto­ri, mi per­met­to di lascia­re una mia pic­co­la rifles­sio­ne al riguar­do, par­ten­do dal com­men­to di “G”. Sen­za voler iro­niz­za­re sul­la spia­ce­vo­le vicen­da nar­ra­ta (for­se uti­liz­za­re l’iniziale per fir­ma­re un com­men­to su un blog è un po’ troppo…o for­se sto sot­to­va­lu­tan­do i poten­ti mez­zi del­le Arma­te Nere di risi­kia­na memo­ria), non pos­so che con­di­vi­de­re il rilie­vo che fa Giu­sep­pe: pur­trop­po – dato il cli­ma pro­pria­men­te para­noi­co che aleg­gia intor­no a cer­to movi­men­ti­smo poli­ti­co, sia di destra che di sini­stra – devi ammet­te­re, caro “G”, che il fat­to di anda­re ad una mani­fe­sta­zio­ne del gene­re con una mac­chi­na foto­gra­fi­ca, e tan­to più dopo gli epi­so­di cri­mi­no­si (e direi ter­ro­ri­sti­ci) occor­si in occa­sio­ne del­la inau­gu­ra­zio­ne del­la sede mila­ne­se di Cuo­re Nero, e scat­ta­re alle­gra­men­te del­le foto­gra­fie, non è pro­prio “oppor­tu­no”: e ciò puoi spie­gar­te­lo sem­pli­ce­men­te con­si­de­ran­do il sen­so del­la brut­ta minac­cia che han­no rivol­to a te ed al tuo ami­co, ovve­ro “foto­gra­fa­re per sche­da­re”, e per poi “ran­del­la­re”. Una pra­ti­ca disdi­ce­vo­le ma in voga, pur­trop­po, sia a destra che a sini­stra. Mi potrei pre­sta­re per un espe­ri­men­to: fare un giro in giac­ca e cra­vat­ta nel mez­zo di una mani­fe­sta­zio­ne dei cen­tri socia­li o del­la sini­stra anta­go­ni­sta, scat­tan­do foto ai par­te­ci­pan­ti. Cre­do che la rea­zio­ne sareb­be la stes­sa, maga­ri sen­za nem­me­no il pre­av­vi­so di una minac­cia. Pur­trop­po, ripe­to, que­sta è l’aria che avve­le­na la mili­tan­za poli­ti­ca in Ita­lia, o per­lo­me­no quel­la di area “radi­ca­le”, sia a destra che a sini­stra. Qual è la cau­sa di tut­to ciò? Il discor­so è com­pli­ca­to, e arri­va lon­ta­no: dagli anni di piom­bo, e pri­ma da quel­li del­la guer­ra civi­le, e pri­ma anco­ra dagli anni insan­gui­na­ti che furo­no il pre­lu­dio dell’avvento del fasci­smo (quel­lo vero, sto­ri­co). Per sta­re sull’argomento dell’articolo, pren­den­do ad esem­pio i mili­tan­ti di area neo­fa­sci­sta, il discor­so è dupli­ce: vi è cer­to un pro­fon­do disprez­zo per l’avversario, ma esso, o per­lo­me­no la sua inten­si­tà, deri­va in lar­ga par­te dal livo­re con cui la con­tro­par­te poli­ti­ca guar­da a que­ste per­so­ne. L’ossessione anti­fa­sci­sta del­la sini­stra ita­lia­na è un sen­ti­men­to ance­stra­le: è un misto di ran­co­re, pro­ba­bil­men­te moti­va­to dal fat­to di non esse­re riu­sci­ti – nel tem­po — ad estir­pa­re com­ple­ta­men­te il virus del fasci­smo, a sra­di­car­ne la pian­ta ideo­lo­gi­ca, e di cie­co disgu­sto. Un disgu­sto con cui si arri­va a nega­re al “fasci­sta” (o al pre­sun­to tale) ogni bar­lu­me di digni­tà, per­si­no di uma­ni­tà. E pur­trop­po, anche dal com­men­to di “G”, que­sta visio­ne fran­ca­men­te mani­chea tra­spa­re in modo piut­to­sto evi­den­te: il fasci­sta è cat­ti­vo. Dun­que, quan­do dice cose buo­ne, o men­te, oppu­re le dice, ovvia­men­te, con un secon­do fine. Que­sto è sin­to­ma­ti­co: il fat­to è che, per una par­te del­la sini­stra, ammet­te­re che, su alcu­ni temi eti­ci e per­si­no eco­no­mi­ci, il pen­sie­ro neo­fa­sci­sta sia anco­ra più “rivoluzionario”(in qual­che caso qua­si egua­li­ta­ri­sta) di quel­lo del­la pro­pria par­te poli­ti­ca, rap­pre­sen­ta uno smac­co insop­por­ta­bi­le. Que­sto, ovvia­men­te, sen­za voler cela­re le pro­fon­de dif­fe­ren­ze che vi sono tra le oppo­ste visio­ni poli­ti­che. Il fat­to che però non si voglia vede­re un ter­re­no di dia­lo­go (come han­no fat­to i due auto­ri di que­sto arti­co­lo) nem­me­no quan­do que­sto potreb­be effet­ti­va­men­te esser­ci, è un segna­le mol­to nega­ti­vo. E che da la misu­ra del­la chiu­su­ra men­ta­le di cer­te aree poli­ti­che ed ideologiche.

  4. Per­met­te­te­mi due accen­ni ad un argo­men­to che, da libe­ra­le (volen­do radi­ca­le) di destra, e con un pic­co­lo pas­sa­to di mili­tan­za poli­ti­ca mi sta mol­tis­si­mo a cuo­re. Con­si­de­ran­do le posi­zio­ni espres­se dai mili­tan­ti, sem­pre per sta­re sull’argomento dell’articolo, di “Casa Pound” (ma potrem­mo gene­ra­liz­za­re ai grup­pi del­la “destra radi­ca­le” o sem­pli­ce­men­te neo­fa­sci­sta), tor­na alla ribal­ta un que­si­to anti­co: che cosa è di destra? Dal mio pun­to di vista, il con­cet­to di “destra” in Ita­lia è con­di­zio­na­to, in nega­ti­vo, dal mio pun­to di vista, da due figu­re: Mus­so­li­ni (per ieri) e Ber­lu­sco­ni (per oggi). Entram­be figu­re che non pro­ven­go­no, pro­pria­men­te, da ambien­ti di destra, né che pro­pu­gna­no idee (e par­lan­do di idee mi rife­ri­sco solo al pri­mo dei due…) che pos­so­no, a mio avvi­so, con­si­de­rar­si effet­ti­va­men­te “di destra”.
    Chiu­do, pole­mi­ca­men­te, con una bat­tu­ta di Jean Marie Le Pen, per­so­nag­gio che riten­go pes­si­mo, ma di cui ho tro­va­to genia­le, con­cet­tual­men­te, que­sta fra­se: «Io? A par­te il fat­to che per me Mus­so­li­ni è un ex socia­li­sta, voi in Ita­lia non ave­te anco­ra capi­to chi sono dav­ve­ro. Il Fron­te nazio­na­le ha fat­to eleg­ge­re ara­bi, ebrei, neri. Io non sono un raz­zi­sta. Sono un nazio­na­li­sta fran­ce­se». Ipse dixit.

    Nic­co­lò

  5. scu­sa­te se non argo­men­to filo­so­fi­ca­men­te, ma non amo spre­ca­re il mio tem­po, per­do­na­te­mi se non mi met­to a discu­te­re con voi i pro ed i con­tro del­la leg­ge scel­ba o del­le mera­vi­glio­se sor­ti e pro­gres­si­ve del­la demo­cra­zia.
    ma ho il difet­to di esse­re una per­so­na prag­ma­ti­ca e qui mi sem­bra che stia­te ten­den­do la mano a gen­te che, se i rap­por­ti di for­za fos­se­ro diver­si non si fareb­be trop­pi pro­ble­mi a schiaf­far­vi nei forni. 

    non è nem­me­no un pro­ble­ma di schie­ra­men­ti poli­ti­ci è pro­prio un pro­ble­ma dar­wi­nia­no di intel­li­gen­za e di sopravvivenza.

    un anti­fa­sci­sta

  6. ho aspet­ta­to appo­si­ta­men­te qual­che set­ti­ma­na a scri­ver­vi. Vole­vo far­vi i com­pli­men­ti, i com­pli­men­ti per aver fat­to cam­pa­gna elet­to­ra­le (dan­do­gli visi­bi­li­tà) per il bloc­co stu­den­te­sco. Sot­to ele­zio­ni dei pri­mi 5 post sul blog, 3 era­no dedi­ca­ti ai fasci­sti (i bra­vi ragaz­zi di cpi, la libre­ria, il sim­bo­lo di bs tra quel­li in cor­sa per il cnsu — che si pote­va benis­si­mo omet­te­re come ave­te omes­so demos alle scor­se ele­zio­ni per aiu­ta­re su).

    Un con­si­glio, però: il pia­no sul qua­le i discor­si ven­go­no pra­ti­ca­ti, non è l’O­lim­po o un caf­fè vien­ne­se e nem­me­no un salot­to roma­no in cui ognu­no espri­me le pro­prie opi­nio­ni in liber­tà e sen­za con­se­guen­ze pra­ti­che.… i discor­si sono sem­pre pra­ti­ca­ti all’in­ter­no di rap­por­ti di for­za, schie­ra­ti nel­lo scon­tro dal­l’u­na o dal­l’al­tra par­ta, che se ne sia coscien­ti o meno. Il sape­re ser­ve per pren­de­re posi­zio­ne, si for­ma sem­pre all’in­ter­no di un rap­por­to di pote­re (visto che al filo­so­fo auto­re del­l’ar­ti­co­lo pia­ce spac­ciar­si per la Arendt dei pove­ri, un pò di Fou­cault non gli farà dispiacere). 

    Se io doves­si scri­ve­re un arti­co­lo su bs avrei mil­le moti­vi per elo­giar­li, uno di que­sti è la loro capa­ci­tà di legit­ti­mar­si gra­zie a refe­ren­ti impor­tan­ti e attra­ver­so ope­ra­zio­ni cul­tu­ra­li mol­to effi­ca­ci (mol­te del­le qua­li pas­sa­no anche gra­zie a gen­te come gli auto­ri del­l’ar­ti­co­lo, san­so­net­ti e la concia).

    Un con­si­glio però mi va di dar­lo, per­chè mi sem­bra che gli auto­ri sia­no in asso­lu­ta buo­na fede: pen­sa­te alle con­se­guen­ze poli­ti­che di quel­lo che deci­de­te di scri­ve­re, cer­ca­te di esse­re meno ingenui.

  7. Non mi è del tut­to chia­ro il con­si­glio dell’anonimo qui sopra. Cosa ritie­ne avreb­be­ro dovu­to aggiun­ge­re all’articolo, per mostrar­si meno inge­nui? Sareb­be­ro sta­ti meno inge­nui se, per esem­pio, aves­se­ro usa­to in chiu­su­ra la bril­lan­te con­si­de­ra­zio­ne dell’anonimo “anti­fa­sci­sta” «se i rap­por­ti di for­za fos­se­ro diver­si non si fareb­be trop­pi pro­ble­mi a schiaf­far­vi nei for­ni» (per chi non aves­se let­to il com­men­to l’anonimo si rife­ri­va ai fasci­sti, occor­re spe­ci­fi­car­lo per­ché si trat­ta di una bana­li­tà appic­ci­ca­bi­le ovvia­men­te su qual­sia­si estre­mi­smo)? Più chia­ro mi sem­bra il sug­ge­ri­men­to di ridur­re la pre­sen­za o alme­no eli­mi­na­re i rife­ri­men­ti ico­no­gra­fi­ci degli anta­go­ni­sti duran­te la cam­pa­gna elet­to­ra­le. In que­sto caso è la reda­zio­ne inte­ra a pec­ca­re di inge­nui­tà, rite­nen­do che sia da favo­ri­re l’approfondimento, incu­rio­si­re l’elettorato sul­le pro­po­ste: l’elettore vero (quel­lo che ser­ve) è quel­lo che va gui­da­to, non con­fu­so pre­sen­tan­do­gli trop­pe cose su cui riflet­te­re. D’altronde tut­ti san­no che quel prin­ci­pio per cui in demo­cra­zia la vera liber­tà del voto esi­ste solo se c’è la con­sa­pe­vo­lez­za nel­la scel­ta, è un prin­ci­pio del­la destra libe­ra­le (e quin­di fa schi­fo).
    L’anonimo sag­gio ha ragio­ne, non sia­mo nell’Olimpo, nep­pu­re in un caf­fè vien­ne­se. Ma se non si pun­ta in quel­la dire­zio­ne, se non si cer­ca di col­ma­re que­sta distan­za, se non si dimo­stra mai la volon­tà di con­si­de­ra­re let­to­ri ed elet­to­ri (spe­cie se si trat­ta di stu­den­ti uni­ver­si­ta­ri!) come per­so­ne con cui poter discu­te­re one­sta­men­te e per­cor­re­re le zone gri­gie con fidu­cia, sen­za la pau­ra di esse­re sopraf­fat­ti o l’ansia di (con)vincere, signi­fi­ca neces­sa­ria­men­te che la con­si­de­ra­zio­ne che si ha del­la demo­cra­zia è quel­la di una cam­pa­gna pro­mo­zio­na­le, nul­la di più. Chi ha fir­ma­to que­sto arti­co­lo sta dan­do quel cre­di­to alla demo­cra­zia e all’intelligenza degli stu­den­ti che l’anonimo vor­reb­be nega­re. Pro­prio per que­sta fidu­cia e que­sto ragio­na­to corag­gio io vor­rei inve­ce indi­riz­za­re il mio plau­so ai due ragaz­zi e alla reda­zio­ne, sen­za per que­sto muta­re la mia con­si­de­ra­zio­ne for­te­men­te nega­ti­va del grup­po di Casa Pound.

    Ste­fa­no (uhuh)

  8. la dif­fe­ren­za che sfug­ge alle ani­me bel­le qui pre­sen­ti è quel­la che esi­ste fra con­cet­ti libre­schi e real­ta con­cre­ta.
    la real­tà con­cre­ta, come ricor­da­va il com­men­ta­to­re sopra è fat­ta di rap­por­ti di pote­re rea­li, alcu­ni di que­sti sono favo­re­vo­li al plu­ra­li­smo altri han­no come uni­co sco­po quel­lo di era­di­ca­re il plu­ra­li­smo, cpi rien­tra in que­st ulti­ma defi­ni­zio­ne e le sue azio­ni lo domo­stra­no sen­z’om­bra di dub­bio alcu­no: piaz­za navo­na l’ab­bia­mo vista tut­ti, ma potrei pas­sa­re ore e gior­ni a riper­cor­re­re la sto­ria del­le aggres­sio­ni poli­ti­che di cpi(qualcuno si ricor­da di radio popo­la­re ?) o a scio­ri­na­re i cur­ri­cu­lum giu­di­zia­ri dei suoi sim­pa­tiz­zan­ti (fra tut­ti i due fra­tel­li todisco)tuttavia non cre­do che que­sto potreb­be far­vi sin­ce­ra­men­te cam­bia­re idea visto che, in cuor mio, cre­do che abbia­te chia­ra­men­te scel­to la par­te dove sta­re.
    di cio che dico sia pro­va il fat­to che il con­cet­to di anti­fa­sci­smo vie­ne implii­ta­men­te asso­cia­to ad un non pre­ci­sa­to estre­mi­smo poli­ti­co di sini­stra, sia nel­l’ar­ti­co­lo che nei com­men­ti; nul­la di piu lon­ta­no dal rea­le l’an­ti­fa­sci­smo coni­ste sem­pli­ce­men­te nel pre­ser­va­re le rego­le del­la dia­let­ti­ca nel­la plu­ra­li­tà, rego­le che non pre­scri­vo­no da NESSUNA PARTE la tol­le­ran­za per gli intol­le­ran­ti (fisto che mi sem­bra amia­te le matur­ba­zio­ni filo­so­fi­che pro­va­te a rileg­ger­vi pop­per).
    in paro­le pove­re l’an­ti­fa­sci­smo divi­de il cam­po del poli­ti­co in due par­ti, chi ama esse­re coman­da­to a bac­chet­ta e chi pre­fe­ri­sce resta­re auto­no­mo ed indi­pen­den­te è la dif­fe­ren­za sostan­zia­le fra una poli­ti­ca che si reg­ge su un prin­ci­pio di con­fron­to con una che si rifà alla misti­ca fune­sta del­le pic­co­le patrie.
    det­to que­sto riba­di­sco che dal­la mia par­te non vi con­ce­deo nem­me­no il bene­fi­cio del­la buo­na­fe­de, per­che sie­te adul­ti e vac­ci­na­ti e per­ché sono per­fet­ta­men­te con­vin­to che non si trat­ti di un pro­ble­ma di col­lo­ca­zio­ne poli­ti­ca ma di un incom­pe­ten­za di base che, nel vostro caso spe­ci­fi­co, si espli­ca nel non ave­re nem­me­no remo­ta­men­te idea del dove la demo­cra­zia stia di casa.
    sie­te con­vin­ti di esse­re tol­le­ran­ti, ma la vostra come quel­la di con­cia e san­so­net­ti è una tol­le­ran­za a sen­so uni­co, che elo­gia i figlioc­ci sce­mi del pote­re nel­la spe­ran­za di ingra­ziar­si il pote­re mede­si­mo.
    cio che piu mi man­da fuo­ri dai gan­ghe­ri è la vostra pre­te­sa di esse­re par­tio­lar­men­te inno­va­ti­vi “libe­ra­li” addi­rit­tu­ra (come se non fose­ro mai esi­sti­ti anti­fa­sci­sti libe­ra­li), in real­ta sate reci­tan­do un copio­ne mol­to piu vec­chio di voi stes­si, con ruo­li che abia­mo gia visto nel perio­do 38–45: era­no oppres­si anche loro dal regi­me, ma con­vin­ti che la soler­zia nel­l’ob­be­di­re gli avreb­be garan­ti­to un posto pri­vi­le­gia­to nel momen­to del casti­go, si chia­ma­va­no Kapò e, iro­nia del­la sor­te, alla fine son fini­ti nei for­ni pure loro.

    sem­pre l’an­ti­fa­sci­sta di prima

  9. Sono il coau­to­re del­l’ar­ti­co­lo e vor­rei inter­ve­ni­re anch’io nel­la que­rel­le.
    Rac­con­to bre­ve­men­te la gene­si del pez­zo. Ci sia­mo det­ti: si sa che il fasci­sta è per defi­ni­zio­ne brut­to, spor­co e cat­ti­vo; E’ anco­ra così per tut­ti, o maga­ri qual­cu­no col tem­po si è un po’ evo­lu­to? Navi­gan­do su inter­net abbia­mo pri­ma incon­tra­to i fasci­sti di For­za Nuo­va, che ripro­du­co­no in pie­no i più bas­si ste­reo­ti­pi nei loro con­fron­ti: sto­ri­ca­men­te igno­ran­ti fino all’in­ve­ro­si­mi­le (nega­zio­ni­sti, hitle­ria­ni etc.), più cle­ri­ca­li di un san­fe­di­sta, raz­zi­sti e teo­ri­ci del body-buil­ding come argo­men­ta­zio­ne poli­ti­ca.
    Con­ti­nuan­do a navi­ga­re abbia­mo tro­va­to una sigla diver­sa, alme­no appa­ren­te­men­te, dal­l’i­dea pre­gres­sa che ave­va­mo e abbia­mo deci­so di par­la­re con il respon­sa­bi­le. L’ar­ti­co­lo ripor­ta quel­lo che ci ha rac­con­ta­to (in par­te, visti i limi­ti di spa­zio).
    Visto il pol­ve­ro­ne susci­ta­to ho rilet­to l’ar­ti­co­lo, cer­can­do le infa­mi trac­ce di apo­lo­gia, e mi per­met­to di elen­car­le: la per­so­na con cui abbia­mo par­la­to era cor­te­se e dispo­ni­bi­le; Casa Pound vuo­le crea­re il mutuo socia­le, idea per me poco rea­liz­za­bi­le del­la qua­le spie­ghia­mo i ter­mi­ni; i fasci­sti in que­stio­ne sono anda­ti in Abruz­zo ad aiu­ta­re i ter­re­mo­ta­ti, dichia­ra­no di non esse­re con­tra­ri alle unio­ni omo­ses­sua­li e agli immi­gra­ti in quan­to per­so­ne (lo pen­se­ran­no dav­ve­ro? chi lo sa). Qui il nostro lavo­ro è fini­to, chi è inte­res­sa­to può leg­ge­re qual­co­sa che dif­fi­cil­men­te gli capi­te­rà di incon­tra­re altro­ve, gli altri non sono tenu­ti. Dal pun­to di vista gior­na­li­sti­co non ho nient’altro da aggiun­ge­re.
    Rispon­do ora alle obie­zio­ni più poli­ti­che, ini­zian­do bre­ve­men­te dall’ultimo com­men­to pru­den­te­men­te ano­ni­mo (non si sa mai). La pub­bli­ca­zio­ne sul blog in pros­si­mi­tà del­le ele­zio­ni è del tut­to casua­le, e anti­ci­pa l’uscita sul car­ta­ceo (avve­nu­ta dopo il voto). Spe­ro non abbia con­tri­bui­to al bril­lan­te 3% otte­nu­to dal Bloc­co, tra l’altro mai cita­to nell’articolo.
    L’articolo sul­la libre­ria Rit­ter, scrit­to solo da me, mi sem­bra non fac­cia fare una gran figu­ra ai fasci­sti (a meno che non sia apo­lo­gia dire che san­no leg­ge­re). Sul­la pre­te­sa poi che avrem­mo dovu­to cen­su­ra­re la pre­sen­za del Bloc­co tra i can­di­da­ti, sten­do un velo pie­to­so.
    Ven­go al ful­cro del­le argo­men­ta­zio­ni “anti-arti­co­lo”: l’idea vie­ne pri­ma del fat­to. Ossia, visto che il fasci­smo è sba­glia­to, qual­sia­si fat­to (o affer­ma­zio­ne) che può far vede­re i fasci­sti in un’ottica miglio­re o anche solo diver­sa, è tabu. Non si con­te­sta, per esem­pio, l’idea in sé di mutuo socia­le, ma il dirit­to di par­la­re con loro e sen­ti­re cos’hanno da dire. Non è sba­glia­to tan­to il con­te­nu­to del­le loro affer­ma­zio­ni, è sba­glia­to che pos­sa­no par­la­re, o che si ripor­ti cosa dico­no.
    Libe­ris­si­mi di pen­sar­la così, mi spia­ce però dire che non sono d’accordo. Pen­sa­re che le pro­prie idee vada­no custo­di­te in un pia­ne­ta Ipe­ru­ra­nio lon­ta­no da ogni influen­za ester­na, e che ogni con­tat­to con il sor­di­do nemi­co sia pec­ca­mi­no­so, è un atteg­gia­men­to men­ta­le con il qua­le non ave­vo più a che fare da quan­do ho smes­so di fre­quen­ta­re il cate­chi­smo. Riven­di­co il dirit­to di cono­sce­re le opi­nio­ni di tut­ti, e non pen­so con que­sto di esser­mi schie­ra­to con loro.
    Appren­do poi che non sarem­mo in un salot­to roma­no dove ci si può espri­me­re in liber­tà, ben­sì all’interno di rap­por­ti di for­za tra buo­ni e cat­ti­vi, un po’ come nei film di John Way­ne. Insom­ma, uno scon­tro tra uomi­ni duri, non roba per inge­nuot­ti come me e il mio ami­co.
    Ma non è for­se l’atteggiamento di chi le argo­men­ta­zio­ni dell’altro non le vuo­le nean­che sen­ti­re, nem­me­no se glie­le rac­con­ta­no, che ha crea­to que­sti bloc­chi con­trap­po­sti?
    F. Ber­na­sco­ni

  10. Sono “ragaz­zi del­l’e­stre­ma destra” ma voglio­no la pace nel mon­do, si defi­ni­sco­no fasci­sti ma sono anti­raz­zi­sti e a favo­re del­le unio­ni omo­ses­sua­li (fos­se­ro sta­ti anche anti­fa­sci­sti si sareb­be­ro pic­chia­ti da soli ma avreb­be­ro avu­to più con­sen­si… biso­gne­reb­be dir­glie­lo), ma scu­sa­te: per­chè si defi­ni­sco­no fasci­sti allo­ra? Per­chè non si auto­no­mi­na­no “il movi­men­to del­la mar­mot­ta del­la cioc­co­la­ta” “la com­pa­gnia del vole­mo­se tut­ti bene” o ” l’al­le­gra bri­ga­ta per la pace nel mon­do”?
    Pri­ma di tut­to mi dispia­ce ma non pos­so che dare ragio­ne alle cri­ti­che pre­ce­den­ti. One­sta­men­te tro­vo ver­go­gno­so que­sto arti­co­lo per una serie di ragio­ni.
    Loro si defi­ni­sco­no fascisti,spesso si com­por­ta­no da fasci­sti (eccet­to in uni­ver­si­tà dove a quan­to pare stan­no cer­can­do una legit­ti­ma­zio­ne che cer­ti gior­na­li non esi­ta­no a dar­gli), ma in que­sto discu­ti­bi­le arti­co­lo ven­go­no sem­pli­ce­men­te defi­ni­ti ” i ragaz­zi del­l’e­stre­ma destra”, cosa che mi sem­bra quan­to­me­no ridut­ti­va…
    I miei pre­giu­di­zi nei con­fron­ti dei “nipo­ti­ni” del­le per­so­ne che han­no fato sbat­te­re mio non­no in cam­po di con­cen­tra­men­to, che han­no pic­chia­to a san­gue mio zio (ma come i miei paren­ti in mol­ti han­no subi­to con­se­gue­ze di que­sto tipo), me li ten­go ben stret­ti.
    Cose del lon­ta­no pas­sa­to? Scu­sa­te ma a quan­do risa­le la mor­te di un ragaz­zo accol­tel­la­to sui Navi­gli? Piaz­za Navo­na? L’ag­gres­sio­ne a Save­rio Fer­ra­ri? Le let­te­re di minac­cia ad un con­si­glie­re di rifon­da­zio­ne? Le col­tel­la­te ad un altro?
    Esse­re anti­fa­sci­sti oggi eqi­va­le ad esse­re comu­ni­sti? Ho ami­ci che rab­bri­vi­di­re­be­ro a saper­lo… Stu­pi­da io che pen­sa­vo fos­se uno dei valo­ri fon­dan­ti del­la nostra costi­tu­zio­ne (ma for­se fra poco diver­rà comu­ni­sta anche quel­la e in par­te lo è già diven­ta­ta per qual­cu­no), e che è un valo­re tal­men­te for­te che mol­te per­so­ne ci sono mor­te per riba­dir­lo (fino a non mol­to tem­po fa peral­tro).
    Con i fasci­sti non si dia­lo­ga, mai, piaz­za Navo­na (ma anche la sto­ria del fascio) dovreb­be inse­gnar­lo a tut­ti, e pro­prio non capi­sco come si pos­sa fare lo stes­so erro­re più vol­te (maso­chi­smo?).
    Non tut­te le opi­nio­ni sono legit­ti­me, ci sono deter­mi­na­te cose (come le idee raz­zi­ste, ses­si­ste, legit­ti­ma­zio­ne di stu­pri, omi­ci­di o il fasci­smo) che non pos­so­no e non devo­no poter esse­re sdo­ga­na­te. Non è una que­stio­ne di tem­pi, non è nem­me­no una que­stio­ne esclu­si­va­men­te mora­le, è una que­stio­ne di “benes­se­re” del­la socie­tà. Oggi si ten­de ad appiat­ti­re qual­sia­si cosa, fasci­smo = comu­ni­smo, clan­de­sti­no = migran­te, si può par­la­re di qual­sia­si cosa e costrui­re opi­nio­ni irre­mo­vi­bi­li sem­za sape­re nul­la del­la que­stio­ne (e anti­ci­pe­rò parec­chie cri­ti­che dicen­do che sì, ho ben pre­sen­te qua­l’è la real­tà dei fasci­sti a Mila­no e in Ita­lia, for­se anche meglio di alcu­ni di loro), oggi si pen­sa che sono tut­ti ugua­li, che tan­to il fasci­smo è una posi­zio­ne come un’al­tra. NO, cavo­lo. Non si trat­ta di “pre­giu­di­zi” (la paro­la usa­ta in que­sto con­te­sto mi ha fat­to arrab­bia­re non poco), si trat­ta di sani­tà men­ta­le. Si trat­ta di dif­fi­da­re di gen­te che di gior­no è gen­ti­le e ami­che­vo­le e di not­te aspet­ta con altri 2 ami­ci e un col­tel­lo che tu sia solo, che in uni­ver­si­tà sem­bra un pia­cio­ne ami­che­vo­le e si met­te davan­ti all’u­sci­ta del­le scuo­le supe­rio­ri a spa­ven­ta­re i ragaz­zi­ni.
    Ecco quì il mio sfo­go, mi sono sen­ti­ta mol­to ama­reg­gia­ta e in par­te ho spie­ga­to i moti­vi.
    Nota­te bene che non dico che non avre­ste dovu­to pub­bli­ca­re un arti­co­lo sul­l’e­str­re­ma destra milanese,ben ven­ga­no pez­zi di appro­fon­di­men­to su una situa­zio­ne così poco cono­sciu­ta, sem­pli­ce­men­te avre­ste sicu­ra­men­te dovu­to sce­glie­re tem­pi (lon­ta­ni dal­le ele­zio­ni) e modi (in manie­ra un pò meno con­di­scen­den­te e ami­che­vo­le, un pò meno ver­go­gno­sa­men­te suc­cu­be) diversi.Potete non esse­re dac­cor­do con quan­to ho scrit­to ma cre­do che sen­tir­si più vici­ni ai fasci­sti sia una cosa parec­chio inquie­tan­te che vi dovreb­be quan­to­me­no fare riflettere.

  11. Sono l’ul­ti­ma com­men­ta­tri­ce, ho scor­da­to di scri­ve­re che l’a­no­ni­ma­to per quan­to mi riguar­da (dato che ho let­to qual­che iro­nia sul­la cosa) è dovu­to al fat­to che i “cari ami­ci di Casa Povnd ” non sono sem­pre così dia­lo­gan­ti con chi non la pen­sa come loro, e gene­ral­men­te il loro disap­pun­to lo espri­mo­no con il col­tel­lo e non con la paro­la saga­ce. Essen­do­mi cara la pel­le pre­fe­ri­sco espri­mer­mi anonimamente.

  12. cio che non mi capa­ci­to di com­pren­de­re è per­che tut­to que­sto stu­po­re nei con­fron­ti di que­sti loschis­si­mi figu­ri, non ave­te sco­per­to l’a­me­ri­ca ave­te sem­pli­ce­men­te sco­per­to i ter­zo­po­si­zio­ni­sti: paro­le “di sini­stra” e pra­ti­che poli­ti­che da fasci­sti, que­sto modo di fare non l han­no inven­ta­to i “ragaz­zi” di cpi ma risa­le agli anni 60 ed era fra l’al­tro con­di­vi­so da altri “ragaz­zi” qua­li Mam­bro e Fio­ra­van­ti, par­ti­ti da posi­zio­ni “dia­lo­gan­ti” e fini­ti ad esse­re il peg­gior grup­po di fuo­co dell estre­ma destra ita­lia­na e i respo­sna­bi­li del­la peg­gio­re stra­ge del­la sto­ria repub­bli­ca­na.
    guar­da caso il padre ideo­lo­gi­co di CPI è Gabrie­le Adi­nol­fi che, se ave­ste stu­dia­to la metà di quan­to vi pia­ce­reb­be, sapre­ste che è uno dei peg­gio­ri relit­ti del­lo stra­gi­smo nero con impu­ta­zio­ni che risal­go­no ai NAR e alla stra­ge di bolo­gna e se è vero che la mela non cade mai lon­ta­no dal­l’al­be­ro anche il suo del­fi­no Ian­no­ne ha sul grop­po­ne un paio di aggres­sio­ni a spran­ga­te a ragaz­zi­ni (ovvia­men­te in die­ci).
    que­sto poi per tace­re di quel­li che fino all’al­tro ieri era­no i refe­ren­ti mila­ne­si di cpi dove fra tut­ti spic­ca­va Todi­sco figlio del­la peg­gior fec­cia nazi­skin degli anni 80 non­che spac­cia­to­re plu­ri­pre­giu­di­ca­to.
    il dram­ma e che voi non sie­te nem­me­no capa­ci di fare inchie­ste di appro­fon­di­men­to, sie­te sta­ti tal­men­te tan­to alie­na­ti da quel­lo che oggi vie­ne defi­ni­to come “infor­ma­zio­ne” da non sape­re più in cosa con­si­ste l’ap­pro­fon­di­men­to vero, fate quat­tro chiac­chie­re con un caz­zo­ne qua­lun­que, mes­so li appo­sta per far­vi una buo­na impres­sio­ne e coni­de­ra­te con­clu­so il vostro lavo­ro. Cio che è piu gra­ve è che o vi man­ca­no pro­prio gli stru­men­ti intel­let­tua­li per appro­fon­di­re (ma non cre­do) oppu­re, coscen­ti del fat­to che per qua­lun­que noti­zia, oggi in ita­lia, non val­ga la pena appro­fon­di­re e sostan­zial­men­te ci sia anche il rischio di far­si male, tan­to vale smet­te­re di pro­dur­re infor­ma­zio­ne e pro­dur­re intrattenimento. 

    per quan­to riguar­da poi le pra­ti­che poli­ti­che, dove sta l’in­no­va­zio­ne ? l’o­pe­ra­to di cpi è sem­pli­ce­men­te una copia (con diec anni di ritar­do) del­le espe­rien­ze dei cen­tri socia­li, uti­liz­zan­do finan­zia­men­ti da par­te di pdl e affi­ni e con una tor­bi­ti­dà poli­ti­ca dav­ve­ro inquie­tan­te.
    voglio­no il mutuo socia­le ? si ma chi sta a san siro con gli occu­pan­ti, chi ha sem­pre appog­gia­to i movi­men­ti REALI per la lot­ta per la casa ?
    han­no sco­per­to le riven­di­ca­zio­ni stu­den­te­sche ? si ma chi si è pre­so le legna­te dal­la cele­re duran­te l’on­da chi i pro­ces­si ?
    sono anda­ti all’a­qui­la ? ma pen­sa te che bra­vi ragaz­zi cono­sco gen­te che c’è sta­ta 10 vol­te tan­to che ha fat­to 100 vol­te il lavo­ro sen­za un tra­fi­let­to sen­za che nes­su­no pseu­do-gior­na­li­sta si stu­pis­se o ci scri­ves­se sopra anche due righe, un po come gia det­to per ser­vi­li­smo, un po per­ché non sta­te facen­do infor­ma­zoi­ne ma intrat­te­ni­men­to, il fasci­sta “buo­no” è un po come un orso bal­le­ri­no o una don­na bar­bu­ta una caz­za­ta cir­cen­se che intrat­tie­ne sen­za lasciar trop­po spa­zio al pensiero.

  13. per quan­to riguar­da l’a­no­ni­ma­to come gia det­to da altri è un esi­gen­za di auto-tute­la per­che nes­su­no mi assi­cu­ra che un doma­ni voi non vi tro­via­te coi vostri ami­chet­ti die­tro ad una bir­ra e ven­ga men­zio­na­ta que­sta con­ver­sa­zio­ne, visto che non ho par­ti­co­la­re pia­ce­re a far­mi sbu­del­la­re a col­tel­la­te da qual­che mer­do­so degli irri­du­ci­bi­li pre­fe­ri­sco rima­ne­re anonimo. 

    chiu­do con un pic­co­lo espe­ri­men­to men­ta­le per mostra­vi la dif­fe­ren­za fra fasci­sti ed anti­fa­sci­sti.
    oggi voi ave­te ogget­ti­va­men­te scrit­to un arti­co­lo ese­cra­bi­le, che sdo­ga­na i neo­fa­sci­sti e nes­su­no per que­sto vi tor­ce­rà un capel­lo, para­dos­sal­men­te anche se ave­ste scrit­to un bell arti­co­lo di con­dan­na dei csoa(che cre­do a sto pun­to dopo que­sta bor­da­ta di pole­mi­che sarà il vostro pros­si­mo obiet­ti­vo) nes­su­no vi avreb­be fat­to un caz­zo di nien­te.
    e se inve­ce ave­ste scrit­to un arti­co­lo cri­ti­co nei con­fron­ti di cpi ?
    sap­pia­mo entram­bi che i vostri nomi e le vostre foto sareb­be­ro fini­ti su quel­la ipo­te­ti­ca bache­ca di cui par­la­va il pri­mo com­men­ta­to­re, e sap­pia­mo entram­bi che non sare­ste mai sta­ti tan­to corag­gio­si da usci­re con un arti­co­lo del genere. 

    vi lascio con que­sta con­sa­pe­vo­lez­za altri, miglio­ri di voi, fan­no infor­ma­zio­ne voi riem­pi­te del­le pagi­ne per­che è piu igie­ni­co non sve­glia­re il can che dorme. 

    sem­pre l’an­ti­fa­sci­sta di prima

  14. non si può dire tut­to in una volta

    che fare dopo que­sta “bor­da­ta di pole­mi­che”?
    devo dire che la cosa che più mi ha scon­cer­ta­to è la bana­li­tà del nostro stes­so arti­co­lo, e lo dico sin­ce­ra­men­te, la pover­tà dei con­cet­ti ivi espres­si è real­men­te incre­di­bi­le, e si può ridur­re a un assai sem­pli­ce “il fasci­sta non è cat­ti­vo (per defi­ni­zio­ne)”.
    evi­den­te­men­te que­sto è indi­ge­ri­bi­le, e anzi vele­no­so.
    ma è dav­ve­ro così?
    intan­to, mi pre­me fare qual­che pre­ci­sa­zio­ne:
    1) non fac­cia­mo apo­lo­gia di fasci­smo, non sia­mo fasci­sti, e non pen­sia­mo che il duce sia sta­to un padre del­la patria di cui esse­re orgo­glio­si, o al qua­le sia dove­ro­so richia­mar­si.
    2) il rife­ri­men­to alla vio­len­za ter­ro­ri­sti­ca degli anni ’70/80 è quan­to­me­no fuor­vian­te. è vero, mol­ti sono i fuo­riu­sci­ti di quel perio­do che anco­ra s’at­teg­gia­no a guru, o a pun­ti di rife­ri­men­to per gio­va­ni leve, ma que­sto vale sia a destra che a sini­stra.
    3) lo stes­so discor­so vale per altri e più recen­ti epi­so­di di vio­len­za, fac­cio un esem­pio: risa­le al ’97 l’ag­gres­sio­ne a “ato­mo” tinel­li, con­si­glie­re di rifon­da­zio­ne da par­te di cosid­det­ti fasci­sti, in real­tà qua­si tut­ti pro­ve­nien­ti dall’ msi e dal­la fiam­ma tri­co­lo­re, fra loro anche il figlio di la rus­sa. ora, tut­ti quel­li del­l’m­si sono ter­ro­ri­sti? fasci­sti che non devo­no ave­re nes­su­na legit­ti­ma­zio­ne? sareb­be qua­si bana­le ricor­da­re che mis­si­no è sta­to anche pao­lo bor­sel­li­no, o — più recen­te­men­te — gioac­chi­no gen­chi.
    4) pre­ci­so, inol­tre, che ad aggre­di­re save­rio fer­ra­ri sono sta­ti mili­tan­ti di for­za nuo­va, e non di casa­pound, ma mi ren­do con­to di quan­to pos­sa appa­ri­re sofi­sti­ca que­st’af­fer­ma­zio­ne. ma sono neces­sa­ri rilie­vi più cir­co­stan­zia­ti, tenen­do con­to che la stes­sa casa­pound quan­te ne fa, tan­te ne subi­sce.
    5) tut­ti par­la­no di cosa è suc­ces­so a piaz­za navo­na. bene, non che sia esau­sti­vo, e, anzi, il tito­lo stes­so lascia parec­chio a desi­de­ra­re, ma vi invi­to a vede­re que­sto video (che andreb­be visto inte­ra­men­te nel­le sue par­ti): http://www.youtube.com/watch?v=koX2_nI-BSI

  15. 6) sia chia­ro, una vol­ta per tut­te: non sia­mo fasci­sti, dire quel­lo che abbia­mo det­to è real­men­te, pro­fon­da­men­te, ter­ri­bil­men­te bana­le: il fasci­sta non è col­pe­vo­le in quan­to tale: ovve­ro, ciò che un fasci­sta affer­ma meri­ta cri­ti­che e non cen­su­re. sia chia­ro anche che con­si­de­ra­re oggi l’an­ti­fa­sci­smo un mito data­to (cosa che per altro l’ar­ti­co­lo non fa, visto che ci defi­nia­mo anti­fa­sci­sti, addi­rit­tu­ra…) non signi­fi­ca rin­ne­ga­re quel­le che furo­no le lot­te par­ti­gia­ne, libe­ra­li, comu­ni­ste, cat­to­li­che, e insom­ma la resi­sten­za tut­ta, ma cer­ca­re di spin­ge­re la com­pren­sio­ne del­le cose un po’ più in là, affer­man­do che non è più quel­lo il peri­co­lo che stia­mo cor­ren­do; e che, come è dove­ro­so chiu­de­re la sta­gio­ne del ter­ro­ri­smo che fu, tan­to più lo è il rico­no­sce­re che non c’è più real­tà che sia oggi com­pren­si­bi­le a par­ti­re dai richia­mi al fasci­smo, né all’an­ti­fa­sci­smo che fu.
    così pen­sa­re che di que­sti tem­pi a mila­no ogni mani­fe­sta­zio­ne del­l’u­no e del­l’al­tro deb­ba esse­re o impe­di­ta, o boi­cot­ta­ta, o tra­sfor­ma­ta in ris­sa dai rispet­ti­vi par­te­ci­pan­ti, dal­le rispet­ti­ve tifo­se­rie, è quan­to di più avvi­len­te si pos­sa imma­gi­na­re, non­ché di con­for­me alle logi­che del pote­re, di quel­lo vero.
    ecco per­ché par­la­re di casa­pound può ave­re sen­so, ed ecco che aver scrit­to fon­da­men­tal­men­te del­le bana­li­tà sul­la stes­sa dovreb­be far incaz­za­re di più loro — la cui ori­gi­na­li­tà even­tua­le è tut­ta da dimo­stra­re, ovvia­men­te — che altri, ai qua­li pre­me sem­pli­ce­men­te che non si par­li di loro, per­ché non han­no il dirit­to di paro­la, e per­ché con loro non si dia­lo­ga, ecc.
    le cose sono più com­ples­se, e lo sono al pun­to che un even­tua­le bivac­co di mani­po­li oggi potreb­be benis­si­mo sede­re sugli scran­ni par­la­men­ta­ri e pure esse­re impo­ten­te; e tro­vo più pro­fi­cuo a que­sto pro­po­si­to discu­te­re del­l’in­so­ste­ni­bi­le inno­cen­za di un sem­pli­ce ipad, piut­to­sto che del­l’in­co­sti­tu­zio­na­li­tà del fasci­smo, o del­la man­ca­ta abro­ga­zio­ne del­la legi­sla­zio­ne fasci­sta (anche dopo il 1948) piut­to­sto che di mam­bro o fio­ra­van­ti; insom­ma di come fun­zio­ni l’e­co­no­mia, di come lo stra­vol­gi­men­to dei prin­ci­pi del­la costi­tu­zio­ne sia comin­cia­to con la stes­sa, tan­to per fare due esem­pi, che ovvia­men­te richie­do­no stu­dio, luci­do e disin­can­ta­to.
    7) cosa fare dopo que­sta bor­da­ta di pole­mi­che. “bor­da­ta”? le pole­mi­che ben ven­ga­no, non sono quel­le che stu­pi­sco­no, sem­mai l’e­mo­ti­vi­tà del­le stes­se, l’in­ca­pa­ci­tà di affron­ta­re cer­ti pro­ble­mi a fred­do, nean­che nel­le uni­ver­si­tà, dove sareb­be bel­lo poter­si par­la­re sem­pre e in ogni caso – ma ben ven­ga ciò che fac­cia­mo qui, ben ven­ga­no que­sti toni, piut­to­sto che nien­te, piut­to­sto che meno di que­sto. vor­rei anche ras­si­cu­ra­re l’ ”anti­fa­sci­sta di pri­ma” che se anche par­le­re­mo dei cen­tri socia­li non lo fare­mo ani­ma­ti da uno spi­ri­to di vigliac­ca e bilio­sa ven­det­ta con­do­mi­nia­le (per­ché poi?), anche se ulte­rior­men­te ras­si­cu­ra­ti dal­la cer­tez­za che “para­dos­sal­men­te” non ci ver­reb­be “tor­to un capello”. 

    vi rin­gra­zio per i con­si­gli di let­tu­ra, e anche per aver sdo­ga­na­to il ricor­so alla filo­so­fia, che evi­den­te­men­te non è solo una mia prerogativa.

  16. un’ul­te­rio­re pre­ci­sa­zio­ne:
    sia­mo sicu­ri che far par­la­re dei neo­fa­sci­sti (di qua­lun­que spe­cie) in un’as­sem­blea, o met­ter­li sot­to le luci di un riflet­to­re — per quan­to pic­co­lo — sia dav­ve­ro far loro un favo­re? o non è piut­to­sto il con­tra­rio? non han­no tut­to o qua­si da per­de­re in un con­fron­to aper­to a tut­ti, dove con­ta­no le idee e non la for­za? del­le due l’u­na: o si cre­de que­sto e li si lascia par­la­re, o si cre­de il con­tra­rio e allo­ra li si cen­su­ra, dele­git­ti­man­do la loro stes­sa liber­tà di parola.

  17. sta­te sul­la luna, dav­ve­ro non sape­te con chi ave­te a che fare, eter­na­men­te alla ricer­ca di un aurea medio­cri­tas in cui tut­to si con­fon­de e si mesco­la in un pasto­ne sen­za sen­so.
    a con­ti fat­ti sta­te soste­nen­do la soli­ta stan­ca vetu­sta teo­ria degli oppo­sti estre­mi­smi (in cui for­se alcu­ni sono piu oppo­sti di altri) che tor­na mol­to como­da ai vostri refe­ren­ti den­tro pd ed su.
    pen­sa­te di esse­re in gra­do di por­vi ad un “livel­lo supe­rio­re” ma la vostra inge­nui­tà rischia di costa­re cara a mol­ti, for­nen­do un age­vo­le caval­lo di tro­ia a per­so­nag­gi inqualificabili

    mi dispia­ce dover ammet­te­re che non c’è ne mar­gi­ne di dia­lo­go ne di trat­ta­ti­va visto che con­ti­nua­te a soste­ne­re idea­li aberranti. 

    per quel che mi riguar­da sie­te rubri­ca­ti nel­lo stes­so spa­zio men­ta­le del­la con­cia e di san­so­net­ti, spe­ro sia­te in gra­do di assu­mer­vi le respon­sa­bi­li­tà di ciò che sta­te facen­do e degli allea­ti che vi sta­te scegliendo

    uno (quel­lo di pri­ma) che a dif­fe­ren­za vostra e anco­ra antifascista. 

    ps i vostri ami­chet­ti han­no anche il pas­sa­tem­po di scri­ve­re not­te­tem­po sui muri dell anpi baro­na ame­ni­tà qua­li “par­ti­gia­ni infami”

  18. ないのも彼に画が、大きい兄弟子たち念本科時の鍼灸の先生は王伟仲でしょう?」何のシソの葉はうなずいて、別の顔をこっそり笑って、沈惜凡もっと好奇。李介続く「我々に鍼灸課、ツボは、頭から話を始めて、たとえば明と璇玑、彼から押し番号と、男と女というしかない、1匹のマーカーを話しながら、つぼはあなたの身につけながら。その後、「胴四肢、男子から順番に服を脱いで、肩の光、光太もも、坦胸露背のような感じで、お笑い。

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