EDITORIALE marzo 2009

Il vesco­vo eme­ri­to di Pisto­ia, Simo­ne Sca­tiz­zi, ha dichia­ra­to che ”la osten­ta­ta e dichia­ra­ta omo­ses­sua­li­tà impe­di­sce l’am­mi­ni­stra­zio­ne del­la comunione”.

L’uscita del pre­la­to lascia in boc­ca quel sen­so di stu­pi­di­tà oleo­sa che ti sto­ma­ca per giorni.

Se però ci fer­mia­mo un atti­mo a riflet­te­re, la con­clu­sio­ne non è che una: il vesco­vo ha ragio­ne. E non solo, ha ragio­ne pro­prio in nome di quel­la lai­ci­tà del­lo sta­to, che tute­la l’indipendenza dal­la Chie­sa, ma anche del­la Chie­sa.

Poco impor­ta quin­di se è di moda un cat­to­li­ce­si­mo liqui­do, dove i dog­mi van­no e ven­go­no, scel­ti maga­ri attra­ver­so pri­ma­rie tra i fedeli.

Disgra­zia­ta­men­te infat­ti la reli­gio­ne, per chi ci cre­de, è una veri­tà rive­la­ta, dove non c’è discus­sio­ne ma al mas­si­mo inter­pre­ta­zio­ne (basa­ta sui testi, non su quel­lo che “ci si sen­te den­tro”). E un’interpretazione “pro-gay” del cat­to­li­ce­si­mo è sem­pli­ce­men­te folle.

Chi sba­glia quin­di? Sba­glia chi non sce­glie. Sba­glia chi pre­ten­de si pos­sa esse­re con­tem­po­ra­nea­men­te cat­to­li­ci e rispet­to­si dei dirit­ti uma­ni in sen­so moder­no; chi vor­reb­be pra­ti­ca­re l’omosessualità e allo stes­so tem­po rice­ve­re l’eucarestia, cioè la vera car­ne del figlio di quel Dio che con­si­de­ra l’omosessualità “cosa abo­mi­ne­vo­le” (Levi­ti­co 20:13)

Chi rispet­ta i gay quin­di deve esse­re ateo? No, basta che non si dica cat­to­li­co, rinun­cian­do a tut­to quel gran varie­tà reli­gio­so fat­to di bat­te­si­mi, comu­nio­ni e pran­zi che a noi ita­lia­ni pia­ce tan­to. E finia­mo­la per favo­re con cer­ti fan­ta-cat­to­li­ce­si­mi fai da te, che rie­sco­no nell’impresa di offen­de­re sia chi cre­de sia chi non crede.

Filip­po Bernasconi

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2 Commenti su EDITORIALE marzo 2009

  1. “E un’interpretazione “pro-gay” del cat­to­li­ce­si­mo è sem­pli­ce­men­te fol­le.“
    sai com’è… le reli­gio­ni non sono immo­bi­li..
    e quel­lo che tu chia­mi fol­le è una del­le pos­si­bi­li evoluzioni..

  2. Le reli­gio­ni nasco­no da un atto di Fede nei con­fron­ti di una veri­tà rive­la­ta. L’u­ni­ca evo­lu­zio­ne pos­si­bi­le è costi­tui­ta dal­la diver­sa inter­pre­ta­zio­ne del­la stes­sa fon­te sacra, ben diver­sa dal­la libe­ra evo­lu­zio­ne che può ave­re un’i­dea fon­da­ta sul solo ragio­na­men­to. A meno che ovvia­men­te non ci si voglia inven­ta­re un cul­to fat­to in casa, secon­do le pro­prie esi­gen­ze. Ma allo­ra non chia­mia­mo­lo cat­to­li­ce­si­mo.
    Filip­po Bernasconi

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