Fascisti in libreria. La cultura di destra tra banche, ebrei e poteri occulti.

Chi cer­cas­se la “Libre­ria Rit­ter” su inter­net dif­fi­cil­men­te intui­reb­be il suo rea­le ambi­to di inte­res­se. Osser­van­do il sito infat­ti è ben nasco­sta, alme­no ad una pri­ma occhia­ta, ogni allu­sio­ne al mon­do dell’estre­ma destra. La pri­ma impres­sio­ne è quel­la di una sem­pli­ce libre­ria spe­cia­liz­za­ta in ambi­to mili­ta­re, dove i testi più com­pro­met­ten­ti sono inse­ri­ti in sot­to­ca­te­go­rie ambi­gue, tra nomi edul­co­ra­ti come “Etno­na­zio­na­li­smo” o il gene­ri­co “Sti­li di vita”.

Giun­ti fisi­ca­men­te sul posto, vie­ne qual­che sospet­to. Non una sola inse­gna annun­cia la pre­sen­za del­la libre­ria, e solo seguen­do una minu­sco­la tar­ghet­ta si giun­ge in una sor­ta di gara­ge adi­bi­to a sala con­fe­ren­ze. Osser­van­do poi i libri sugli scaf­fa­li, ogni dub­bio cade: X Mas, Repub­bli­ca Socia­le, cele­bra­zio­ni degli Ultrà e addi­rit­tu­ra libri di Fau­ris­son e Irving (i teo­ri­ci del nega­zio­ni­smo), oltre a testi più spe­cia­li­sti­ci in nume­ro­se lin­gue straniere.

La nostra visi­ta è avve­nu­ta duran­te una con­fe­ren­za di Mario Bor­ghe­zio, l’europarlamentare leghi­sta e “crip­to­fa­sci­sta”, noto per aver disin­fet­ta­to una nige­ria­na in tre­no, aver par­te­ci­pa­to all’incendio di un cam­po rom (a suo dire acci­den­ta­le) e altre azio­ni det­ta­te da quel­la che lui chia­ma “una natu­ra ruspan­te e boschiva”.

La sala, pic­co­la ma gre­mi­ta, era com­po­sta da gio­va­ni con la testa rasa­ta (pochi), uomi­ni di mez­za età con l’aria da intel­let­tua­le (abba­stan­za) e anzia­ni nostal­gi­ci affet­ti da un prin­ci­pio di Alz­hei­mer (mol­ti, spe­cie tra chi pone­va doman­de). Chi, memo­re dei comi­zi di Bor­ghe­zio visti in tv, si imma­gi­na uno spro­lo­quio rivol­to alle pri­me fasce di alfa­be­tiz­za­zio­ne, deve però ricre­der­si. Il discus­so avvo­ca­to tori­ne­se è quel­lo che si sareb­be det­to un intel­let­tua­le di destra, snoc­cio­la testi e auto­ri con faci­li­tà, facen­do sfog­gio di let­tu­re nume­ro­se anche se limi­ta­te alla let­te­ra­tu­ra anta­go­ni­sta (di destra ovvia­men­te). Il pub­bli­co a vol­te lo segue, a vol­te un po’ meno.

Il tema è inte­res­san­te: il mon­dia­li­smo (ossia la glo­ba­liz­za­zio­ne nel ger­go del­la destra radi­ca­le), visto come il gene­ra­le appiat­ti­men­to su alcu­ni model­li cul­tu­ra­li domi­nan­ti. Le tesi, un po’ biz­zar­re: il feno­me­no glo­ba­le non sareb­be frut­to sem­pli­ce­men­te del pro­gres­so tec­no­lo­gi­co e dei nuo­vi mez­zi di comu­ni­ca­zio­ne, ma di un dise­gno ordi­to a tavo­li­no dal Nuo­vo Ordi­ne Mon­dia­le, com­po­sto dal­le soli­te lob­by giu­dai­che. Una man­cia­ta di ban­chie­ri ebrei con­trol­le­reb­be il pote­re eco­no­mi­co e quin­di poli­ti­co, reg­gen­do le sor­ti del pia­ne­ta duran­te segre­tis­si­me riu­nio­ni tenu­te a Geru­sa­lem­me o a New York. Da nota­re che la pri­ma par­te del­la con­fe­ren­za, dove l’attacco è rivol­to a Sta­ti Uni­ti e ban­che, avreb­be tro­va­to ampi con­sen­si anche tra l’estrema sinistra.

Per­ché allo­ra Bor­ghe­zio, che si pro­po­ne come intel­let­tua­le soste­ni­to­re di bat­ta­glie anta­go­ni­ste, appog­gia Ber­lu­sco­ni e fa pro­pa­gan­da da caser­ma? La doman­da, posta dal pub­bli­co, rice­ve una rispo­sta allar­man­te, for­se la chia­ve di let­tu­ra del suc­ces­so del­la Lega: La pro­pa­gan­da si fa per otte­ne­re il con­sen­so, dicen­do alla gen­te quel­lo che vuo­le sen­tir­si dire; poi fra di noi pos­sia­mo dir­ci cosa pen­sia­mo realmente.”

Filip­po Bernasconi

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2 Commenti su Fascisti in libreria. La cultura di destra tra banche, ebrei e poteri occulti.

  1. L’ar­ti­co­lo mi è pia­ciu­to, è inte­res­san­te e ben scrit­to, ma voglio esse­re pole­mi­co.
    Sia­mo in demo­cra­zia. Quin­di c’è liber­tà di espri­me­re il pro­prio pen­sie­ro. Si pos­so­no apri­re libre­rie di estre­ma destra, si pos­so­no soste­ne­re tesi nega­zio­ni­ste o sul Nuo­vo Ordi­ne Mon­dia­le..
    L’i­po­cri­sia non è un rea­to e dun­que si può adot­tar­la come pras­si se lo si dei­sde­ra, se per es. si è con­vin­ti che sia poli­ti­ca­men­te effi­ca­ce. Tra l’al­tro mi sem­bra che in mol­ti ambien­ti la mas­si­ma fina­le di Bor­ghe­zio sia leg­ge.
    Esi­sto­no riu­nio­ni simi­li di mol­ti tipi di asso­cia­zio­ne, c’è chi denun­cia com­plot­ti pla­ne­ta­ri e chi li ordi­sce. Esi­ste tut­to un mon­do som­mer­so di gen­te che si dedi­ca, con­vin­ta­men­te, a cose del gene­re negli scan­ti­na­ti di Mila­no. E che con­ti­nui­no se gli fa pia­ce­re. Per ora non mi sem­bra però che le linee gui­da del gover­no Ber­lu­sco­ni, comun­que la si pen­si su di esso, segua­no l’im­po­sta­zio­ne di Borghezio.

  2. L’at­ti­vi­tà del gover­no Ber­lu­sco­ni non è solo poli­ti­ca, è anche cul­tu­ra­le. Ed è que­st’ul­ti­ma che mi pre­oc­cu­pa e mi spa­ven­ta, per­chè è tesa alla crea­zio­ne arti­fi­cio­sa di un sen­ti­men­to di odio xeno­fo­bo e divi­sio­ne in cate­go­rie (buo­ni-cat­ti­vi ad esem­pio) all’in­ter­no di una opi­nio­ne pub­bli­ca nar­co­tiz­za­ta e pilo­ta­ta dagli immen­si mez­zi a dispo­si­zio­ne del pre­mier. Qui non c’è oppo­si­zio­ne che ten­ga, c’è un domi­nan­te pen­sie­ro uni­co pro­pu­gna­to ogni gior­no, in ogni occa­sio­ne, da gior­na­li­sti asser­vi­ti, da talk show pome­ri­dia­ni per casa­lin­ghe, da quo­ti­dia­ni di fami­glia, da tele­gior­na­li con­trol­la­ti nem­me­no dal par­ti­to ma dal capo in per­so­na.
    A.Turco

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