Lontano dagli occhi

Due anni di “emer­gen­za rom”


Mag­gio 2010. Sono pas­sa­ti due anni esat­ti da quan­do il mini­stro Maro­ni ha dichia­ra­to l’“emer­gen­za noma­di”. In segui­to ai roghi di Pon­ti­cel­li, il mini­stro ave­va infat­ti stan­zia­to un milio­ne di euro per fron­teg­gia­re una “situa­zio­ne di estre­ma cri­ti­ci­tà cau­sa­ta dal­la pre­sen­za di nume­ro­si extra­co­mu­ni­ta­ri irre­go­la­ri e noma­di”. Sono segui­ti i cen­si­men­ti, pro­po­ste discu­ti­bi­li come la pos­si­bi­li­tà di rile­va­re le impron­te digi­ta­li ai mino­ri e gli sgom­be­ri. Nume­ro­sis­si­mi e rei­te­ra­ti, tan­to che nel­la sola cit­tà di Mila­no i noma­di coin­vol­ti sono sta­ti cen­ti­na­ia. Recen­te­men­te, la cro­na­ca si è con­cen­tra­ta in par­ti­co­la­re sul­l’in­se­dia­men­to in via Tri­bo­nia­no, per i recen­ti scon­tri con le for­ze del­l’or­di­ne. “L’in­se­dia­men­to di via Tri­bo­nia­no è un pugno nel­lo sto­ma­co” Com­men­ta Mau­ri­zio Paga­ni, vice pre­si­den­te del­l’as­so­cia­zio­ne Ope­ra Noma­di. “E’ un gran­de ghet­to socia­le, abi­ta­to da cir­ca set­te­cen­to per­so­ne. Il gros­so sba­glio è far pas­sa­re l’ idea che tut­ti i cam­pi sia­no così per giu­sti­fi­ca­re una nuo­va moda­li­tà d’ap­proc­cio, non più basa­ta sul rico­no­sci­men­to dei cam­pi come sedi di dimo­re, ma come una siste­ma­zio­ne tem­po­ra­nea”. L’ot­ti­ca in cui si inse­ri­sce tale atteg­gia­men­to è la stes­sa che gui­da gli sgom­be­ri degli inse­dia­men­ti abu­si­vi, così come i pre­pa­ra­ti­vi per la chiu­su­ra di quat­tro cam­pi mila­ne­si auto­riz­za­ti. Sono pas­si ver­so l’e­li­mi­na­zio­ne di tut­ti e dodi­ci i cam­pi comu­na­li, alcu­ni pre­sen­ti a Mila­no da decen­ni, in vista del make-over cit­ta­di­no pre-Expo.

Entro la fine del 2010 qua­si mil­le per­so­ne saran­no i sog­get­ti di un tra­slo­co for­za­to. Resta da chia­ri­re la meta.

“Fino a tre, quat­tro anni fa” Con­ti­nua Paga­ni: “Sul­la stam­pa i dati sul­l’en­ti­tà degli inse­dia­men­ti zin­ga­ri appa­ri­va­no deci­sa­men­te gon­fia­ti, per far per­ce­pi­re la situa­zio­ne come una vera emer­gen­za”. Ora inve­ce è in cor­so il feno­me­no oppo­sto, si ten­de a mini­miz­za­re, a dimi­nui­re il nume­ro degli inse­dia­men­ti, così che le risor­se ven­ga­no indi­riz­za­te ai pochi che il comu­ne rico­no­sce. Gli altri ven­go­no come “can­cel­la­ti”.

Si sta dif­fon­den­do una moda bipar­ti­san: chiu­de­re i cam­pi noma­di. L’i­dea recla­miz­za­ta è chiu­de­re i “ghet­ti” per offri­re siste­ma­zio­ni miglio­ri, che offra­no anche una miglio­re inte­gra­zio­ne. “In real­tà si trat­ta di una cam­pa­gna di carat­te­re dema­go­gi­co” Osser­va Paga­ni. Al di là del­le moti­va­zio­ni di carat­te­re socio­lo­gi­co e cul­tu­ra­le e quel­le più banal­men­te venia­li, il vice­pre­si­den­te del­l’as­so­cia­zio­ne pone anche del­le per­ples­si­tà di carat­te­re pra­ti­co: “Anche dove la popo­la­zio­ne rom si è sta­bi­li­ta in rego­la­ri abi­ta­zio­ni sus­si­sto­no gra­vi feno­me­ni di emar­gi­na­zio­ne, si pen­si per esem­pio alla zona del por­to di Geno­va o a via Pado­va qui a Mila­no. Non è tan­to il tet­to che hai sul­la testa, quan­to la qua­li­tà del­la vita”.

Mau­ri­zio par­la anche del­la gestio­ne auto­ri­ta­ria con cui vie­ne trat­ta­ta la cosid­det­ta emer­gen­za. Par­ten­do dal pre­sup­po­sto che far rispet­ta­re un rego­la­men­to è un pun­to di par­ten­za fon­da­men­ta­le, pone l’ac­cen­to sul­le moda­li­tà, in par­ti­co­la­re sul­le pra­ti­che, a vol­te mol­to vio­len­te, che accom­pa­gna­no gli sgom­be­ri. “Spes­so lo sgom­be­ro vero e pro­prio vie­ne pre­an­nun­cia­to dal­l’ar­ri­vo del­la poli­zia, che attua una serie di pra­ti­che inti­mi­da­to­rie, tra cui la minac­cia di toglie­re i bam­bi­ni alle fami­glie”. E il rischio di sot­tra­zio­ne dei bam­bi­ni, per moti­vi più o meno vali­di, è in effet­ti elevatissimo.

Infat­ti la que­stio­ne mino­ri è uno degli aspet­ti che desta mag­gio­re pre­oc­cu­pa­zio­ne. Alla doman­da se il dirit­to allo stu­dio dei bam­bi­ni vie­ne in qual­che modo con­si­de­ra­to quan­do si pren­de la deci­sio­ne di sgom­be­ra­re un cam­po Mau­ri­zio Paga­ni rispon­do in modo deci­so: “Asso­lu­ta­men­te no”.



Lau­ra Carli

Ope­ra Noma­di è una “asso­cia­zio­ne con fina­li­tà di soli­da­rie­tà socia­le e di tute­la dei dirit­ti”, nata a Bol­za­no nel 1963 e dive­nu­ta poi nazio­na­le. Da allo­ra si occu­pa di sot­trar­re all’emarginazione e inse­ri­re nel­la col­let­ti­vi­tà grup­pi di Rom e Sin­ti, pro­muo­ven­do la loro par­te­ci­pa­zio­ne atti­va alla vita poli­ti­ca, socia­le e cul­tu­ra­le tra­mi­te vari pro­get­ti, tra i qua­li un cor­so di sar­to­ria e uno di cuci­na e la pre­sen­za di edu­ca­to­ri e media­to­ri cul­tu­ra­li nel­le scuo­le per segui­re l’educazione dei minori.

Con­tat­ti: www.operanomadimilano.org

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.