IL MONDO IN UNA MACCHIA DI COLORE — Intervista all’illustratrice Valentina Grassini

Gio­va­ni arti­sti a con­fron­to ci par­la­no del loro lavo­ro e del­la pos­si­bi­li­tà di rita­gliar­si uno spa­zio crea­ti­vo e pro­fes­sio­na­le nel­l’I­ta­lia di oggi.

Valen­ti­na Gras­si­ni nasce a Mila­no, nel­l’e­sta­te del 1981. Si diplo­ma pres­so l’Istituto Magi­stra­le “Car­lo Ten­ca” di Mila­no, per poi ini­zia­re il suo per­cor­so crea­ti­vo fre­quen­tan­do un cor­so di pit­tu­ra ad olio pres­so la Scuo­la Cova di Mila­no, per poi diplo­mar­si alla Scuo­la del Fumet­to di Mila­no e segui­re un cor­so di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le di impa­gi­na­zio­ne. Negli ulti­mi anni ha lavo­ra­to come illu­stra­tri­ce, curan­do le imma­gi­ni di libri come Alla ricer­ca dei colo­ri per­du­ti (Raf­fael­lo Edi­tri­ce). Ha cura­to il colo­re di alcu­ne sto­rie del­la serie Gero­ni­mo Stil­ton (Edi­zio­ni Piem­me), e rea­liz­za­to loghi, poster e siti per diver­si enti sia pub­bli­ci che pri­va­ti. Mostre e con­cor­si arric­chi­sco­no il per­cor­so di que­sta gio­va­ne arti­sta, vin­ci­tri­ce del 1° Con­cor­so Inter­na­zio­na­le d’Illustrazione Bim­bi Volan­ti (Fon­da­zio­ne Mala­gut­ti onlus in part­ner­ship con l’Associazione Illu­stra­to­ri italiana).
Qual è la carat­te­ri­sti­ca prin­ci­pa­le del­la tua arte?
Cosa dire, sono in dif­fi­col­tà già alla pri­ma doman­da. La mia è un’arte figu­ra­ti­va. Creo dise­gni e illu­stra­zio­ni, così come li vedo io, e ciò che li fa vive­re è il colo­re.
Di cer­to nel­le tue ope­re il colo­re non man­ca, è pro­prio il colo­re che le carat­te­riz­za, che cat­tu­ra gli sguar­di…
C’è tan­to colo­re per­ché io mi espri­mo con il colo­re. Vedo, mi guar­do attor­no, e per me è la mas­sa di colo­re che crea la for­ma. Ad esem­pio quel­la sie­pe: per me è il ver­de che le dà la for­ma, sono le luci e le ombre che le dan­no il volu­me. Insom­ma vedo le cose a modo mio e poi le tra­sfe­ri­sco su tela, su un foglio: da una mac­chia di colo­re creo il mio mon­do.
Pen­si che gli stu­di sia­no fon­da­men­ta­li per riu­sci­re ad affer­mar­si o basta il talen­to?
Gli stu­di sono fon­da­men­ta­li, il solo talen­to non basta. Io non ero mol­to fer­ra­ta nel dise­gno, cer­to ero por­ta­ta, ma come un’adolescente che per ascol­ta­re le lezio­ni di filo­so­fia e sto­ria, scri­bac­chia su un foglio. Fre­quen­tan­do cor­si e scuo­le sei obbli­ga­to a fare eser­ci­zi, maga­ri anche noio­si, ma che ser­vo­no per svi­lup­pa­re la capa­ci­tà di osser­va­zio­ne e alle­na­re la mano. In più pro­vi tec­ni­che diver­se, l’insegnante ti sug­ge­ri­sce come uti­liz­za­re eco­li­ne o acque­rel­lo, tem­pe­ra o acri­li­co. Ho impa­ra­to mol­tis­si­mo a scuo­la, ma anche se può appa­ri­re la soli­ta fra­se fat­ta devo dire che “non si fini­sce mai di impa­ra­re”.
Come nasco­no i tuoi per­so­nag­gi? Che tec­ni­ca usi?
I miei per­so­nag­gi nasco­no da me, esco­no dal­la mati­ta così come ven­go­no crea­ti nel­la mia men­te, e tra­mi­te il pen­nel­lo e i colo­ri, li fac­cio vive­re. Non uso nes­su­na tec­ni­ca par­ti­co­la­re, mi lascio sem­pli­ce­men­te tra­spor­ta­re dal­le mie emo­zio­ni.
In que­sti anni hai svi­lup­pa­to tec­ni­che e sti­li nuo­vi?
Come det­to pri­ma, non si fini­sce mai di impa­ra­re, e quin­di è logi­co ave­re un per­cor­so. Ado­ro spe­ri­men­ta­re dif­fe­ren­ti tec­ni­che con mate­ria­li diver­si (ges­so, sab­bia, col­la­ge…) e lavo­ra­re su illu­stra­zio­ni con par­ti­co­la­ri gam­me cro­ma­ti­che per pro­va­re le sen­sa­zio­ni e le emo­zio­ni che tra­smet­to­no. C’è sta­to un perio­do in cui ho lavoar­to sul bian­co e nero, tec­ni­ca che mi ha per­mes­so di appro­fon­di­re l’importanza di luci e ombre per crea­re volu­me, per con­fe­ri­re una per­so­na­li­tà, una deter­mi­na­ta carat­te­ri­sti­ca o posa a un sog­get­to. Ora la uso solo se è estre­ma­men­te neces­sa­rio, pre­fe­ri­sco gio­ca­re con i colo­ri. Inol­tre, non por­to mai avan­ti gli stes­si per­so­nag­gi, non sono una fumet­ti­sta. Ulti­ma­men­te pren­do in pre­sti­to dal­le favo­le, per­so­nag­gi già esi­sten­ti come la Sire­net­ta o Bian­ca­ne­ve, e ispi­ran­do­mi a loro do sfo­go alla mia fan­ta­sia.
Quin­di le favo­le influen­za­no le tue ope­re. Qual è la tua pre­fe­ri­ta?
Sì, le favo­le m’ispirano mol­to. Non ne ho una pre­fe­ri­ta, ma i fra­tel­li Grimm sono al pri­mo posto nel­le mie scel­te. Ho rap­pre­sen­ta­to tan­to anche Pinoc­chio di Col­lo­di: è pie­no di per­so­nag­gi inte­res­san­ti, come Man­gia­fuo­co e la bale­na.
Hai un pit­to­re o illu­stra­to­re pre­fe­ri­to che in qual­che modo influen­za la tua arte? Qual­che mae­stro o cor­ren­te arti­sti­ca che ti pia­ce e segui?
Anche qui, non ho un pre­fe­ri­to. Osser­vo mol­to il lavo­ro degli illu­stra­to­ri e fumet­ti­sti con­tem­po­ra­nei, soprat­tut­to quel­li fran­ce­si. Ogni vol­ta che visi­to un Pae­se diver­so dall’Italia, fac­cio una capa­ti­na in libre­ria per vede­re come lavo­ra­no gli illu­stra­to­ri del luo­go. Ogni pae­se influen­za la mano. Riguar­do ai pit­to­ri del pas­sa­to, mi pia­ce mol­to Van Gogh, per i suoi colo­ri e movi­men­ti. Ma per rima­ne­re fol­go­ra­ti, biso­gna vede­re i suoi qua­dri dal vivo! Anche le tavo­loz­ze degli impres­sio­ni­sti mi piac­cio­no, ma ulti­ma­men­te sono più sul­la Pop-Art. Comun­que ogni vol­ta che vado in una cit­tà e c’è una mostra di pit­tu­ra, non me la per­do di cer­to!
Spes­so c’è un po’ di con­fu­sio­ne fra pit­to­re e illu­stra­to­re, potre­sti spie­ga­re la dif­fe­ren­za effet­ti­va tra que­ste due figu­re?
Oddio, non vor­rei sba­glia­re, ma il pit­to­re dipin­ge su tela, ha un’opera da espor­re, mas­si­ma liber­tà, e crea quel­lo che vuo­le. L’illustratore, come dice la paro­la, illu­stra e soli­ta­men­te il suo lavo­ro è com­mis­sio­na­to, e ver­rà poi stam­pa­to o uti­liz­za­to per qual­co­sa come una pub­bli­ci­tà, la coper­ti­na di un libro, un logo… in que­sto caso hai una cer­ta liber­tà, ma con un tema o un sog­get­to defi­ni­to e deci­so da altri: i dato­ri di lavo­ro.
Cosa hai fat­to o stai facen­do per riu­sci­re a tro­va­re il tuo tram­po­li­no di lan­cio?
Ho col­la­bo­ra­to con gran­di e pic­co­le case edi­tri­ci, e le espe­rien­ze lavo­ra­ti­ve ti fan­no sem­pre cre­sce­re… e pos­so solo dire che “Chi semi­na rac­co­glie”, e noi illu­stra­to­ri semi­nia­mo sem­pre!
Secon­do la tua espe­rien­za qua­li sono in Ita­lia i prin­ci­pa­li pro­ble­mi che deve affron­ta­re un gio­va­ne illu­stra­to­re emer­gen­te?
All’inizio è più dif­fi­ci­le per­ché gli edi­to­ri non ti cono­sco­no, per que­sto biso­gna crear­si un port­fo­lio e por­tar­lo in giro, e spe­dir­lo a pos­si­bi­li clien­ti. I pro­ble­mi sono quel­li di qua­lun­que altro libe­ro pro­fes­sio­ni­sta: all’inizio è sem­pre più dif­fi­ci­le ma poi pian pia­no ci si fa un nome e si impa­ra a con­fron­tar­si col mon­do del lavo­ro.
Cosa con­si­glie­re­sti a un gio­va­ne illu­stra­to­re alle pri­me armi che vor­reb­be ini­zia­re a lan­ciar­si in que­sto mon­do?
Di armar­si di tan­ta pazien­za e buo­na volon­tà. Come dice­vo, l’inizio è sem­pre dif­fi­ci­le. Oggi­gior­no gra­zie a Inter­net è più faci­le far­si cono­sce­re, quin­di è impor­ta­te apri­re una pagi­na web con i pro­pri lavo­ri da mostra­re agli edi­to­ri; par­te­ci­pa­re ai con­cor­si, man­da­re in giro il pro­prio port­fo­lio e fare tan­ti col­lo­qui. Inol­tre è dav­ve­ro uti­le anda­re alle fie­re spe­cia­liz­za­te come quel­la di Bolo­gna Fie­ra del libro per ragaz­zi. E infi­ne… con­ti­nua­re a dise­gna­re e dise­gna­re!
Un’ultima doman­da. Cono­sci Liu Bolin?
No, chi è?
E’ un arti­sta cine­se che, ispi­ran­do­si al mime­ti­smo degli ani­ma­li, pit­tu­ra il suo cor­po come lo sfon­do, diven­tan­do­ne par­te inte­gran­te. Con que­sto gesto vuo­le sot­to­li­nea­re il disin­te­res­se per l’arte in Cina. Cosa ne pen­si, potreb­be esse­re uti­le anche in Ita­lia?
Bel­la idea, ma per far scat­ta­re la mol­la, deve esser­ci inte­res­se anche da par­te del­le per­so­ne, non solo del­lo Sta­to. Comun­que di ini­zia­ti­ve ce ne sono tan­te, come il recen­te pro­get­to graf­fi­ti a Mila­no, dopo il pro­ces­so a Bross. Cer­to all’estero le mani­fe­sta­zio­ni e gli even­ti in que­sto cam­po, come in tan­ti altri, sono sem­pre di più. Chis­sà per­ché?
http://valenina17.interfree.it/

Valen­ti­na Meschia

Imma­gi­ni di Valen­ti­na Gras­si­ni:
“Il giu­di­ce e il ladro”, acri­li­co su tela, 50x50
“Vuoi un po’ di tè?” acri­li­co su tela, 70x70

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