CARO SINDACO — Seconda puntata: Armando Siri

Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to i can­di­da­ti sin­da­co per le ele­zio­ni comu­na­li di Mila­no su temi che van­no dal­le poli­ti­che gio­va­ni­li, al mon­do del lavo­ro, ai tra­spor­ti pub­bli­ci. Oggi è il tur­no di Arman­do Siri, per il Par­ti­to Ita­lia Nuo­va, nato nel set­tem­bre 2010 per ini­zia­ti­va del­lo stes­so Siri. Il suo pro­gram­ma e i suoi obiet­ti­vi sono con­te­nu­ti nel libro “L’I­ta­lia nuo­va — L’i­ni­zio”, edi­zio­ni Adm.

1.L’Associazione SoS Rac­ket sem­bra rima­ne­re sem­pre più sola nel­la lot­ta con­tro le mafie. Gli ulti­mi even­ti riguar­dan­ti le case dell’ A.L.E.R sem­bra­no la pun­ta di un ice­berg che non si vuo­le scio­glie­re. Del piz­zo non se ne par­la ad alta voce, ma in mol­ti lo paga­no, anche nel centro di Mila­no. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so ormai sem­pre più impe­ran­te nel­la regio­ne Lombardia?

Ormai trop­po spes­so e non solo al sud Ita­lia, come nar­ra­no i più famo­si roman­zi sul tema, i cit­ta­di­ni pre­fe­ri­sco­no paga­re il “piz­zo” piut­to­sto che le tas­se. Uno Sta­to che ha biso­gno di leg­gi spe­cia­li sul­la Mafia per­ché non è in gra­do di far rispet­ta­re quel­le ordi­na­rie è uno Sta­to che dichia­ra il suo fal­li­men­to e la sua debo­lez­za. Come Sin­da­co potrò dispor­re solo del­la Poli­zia Loca­le che nel mio pro­gram­ma sarà più impe­gna­ta nel­la sicu­rez­za al cit­ta­di­no che a fare le mul­te per divie­to di sosta. Nel­la rifor­ma nazio­na­le che ho in men­te lo Sta­to sarà in gra­do di eser­ci­ta­re il POTERE vero sen­za i vin­co­li di un siste­ma fal­li­men­ta­re come la “demo­cra­zia”. Li non ci sarà più spa­zio per la MAFIA. 

2. Lei ha mai vio­la­to la legge?

“Chi di voi non ha mai vio­la­to la Leg­ge, sca­gli per pri­mo la pie­tra su que­sta don­na”… con que­sta bel­lis­si­ma fra­se il più gran­de rivo­lu­zio­na­rio di tut­ti i tem­pi (Gesù) ride­sta­va il grup­po omi­ci­da che vole­va lapi­da­re l’Adultera. E all’epoca la Leg­ge era scrit­ta sul­la Pie­tra. Quan­do par­cheg­gio la mac­chi­na dove non si può, quan­do la sera mi capi­ta per fare pri­ma di pas­sa­re sul­la cor­sia pre­fe­ren­zia­le, sono con­sa­pe­vo­le di vio­la­re la “leg­ge”. Oltre a que­sto non mi sono avven­tu­ra­to. Ma se una leg­ge fos­se pale­se­men­te ingiu­sta e con­tro la mia liber­tà di espres­sio­ne paci­fi­ca , non mi farei scru­po­li a vio­lar­la e a com­bat­te­re con tut­te le for­ze per­ché sia can­cel­la­ta. Poche Leg­gi e mol­to buon sen­so sono ciò in cui cre­do. Meno “con­tro” e più “accan­to” è il mio motto.

3. Come si muo­ve a Mila­no? Mez­zi pub­bli­ci, bici­clet­ta o auto­mo­bi­le? Quan­to spen­de più o meno annual­men­te per que­sti spostamenti?

A me pia­ce mol­tis­si­mo muo­ver­mi a pie­di. In cit­tà lo fac­cio ogni vol­ta che pos­so. Altri­men­ti mi muo­vo con i mez­zi, e qual­che vol­ta in auto. L’auto la uti­liz­zo soprat­tut­to se devo poi anda­re fuo­ri cit­tà.

4. Visti i dati pre­oc­cu­pan­ti sul­la dif­fu­sio­ne dell’HIV (15.000 per­so­ne secon­do la L.I.L.A.) e di gra­vi­dan­ze inde­si­de­ra­te a Mila­no, come pen­sa di pro­ce­de­re sul fron­te dell’educazione ses­sua­le nel­le scuo­le supe­rio­ri? Come si pone di fron­te ad ini­zia­ti­ve come la pre­sen­za di distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi nel­le scuo­le? Cosa pen­sa del­lo scon­tro che lo scor­so anno ha visto coin­vol­ti l’ASL di Mila­no e la Regio­ne Lom­bar­dia, riguar­dan­te le moda­li­tà con cui si tene­va­no i cor­si di edu­ca­zio­ne ses­sua­le e che han­no por­ta­to alla sospen­sio­ne degli stessi?

Pen­so che sia uti­le e neces­sa­ria una buo­na edu­ca­zio­ne ses­sua­le a scuo­la e cre­do fer­ma­men­te che occor­ra con ogni mez­zo inco­rag­gia­re i ragaz­zi all’utilizzo del pre­ser­va­ti­vo duran­te i rap­por­ti ses­sua­li. Lo so che non è il mas­si­mo però la vita è più impor­tan­te di una sco­pa­ta li per li. Soprat­tut­to per­ché poi maga­ri l’hai fat­to con qual­cu­no che non ama­vi dav­ve­ro e se hai la sfor­tu­na di pren­der­ti una malat­tia, quan­do incon­tri l’amore del­la tua vita ti man­gi le mani per­ché non puoi più viver­lo appie­no. Il ses­so non è un tabù e se ne deve par­la­re. L’amore, al con­tra­rio del ses­so, meglio viver­lo. E le paro­le in que­sto caso sono di troppo.

5. Pri­ma del­la sua car­rie­ra poli­tica, di cosa si occupava?

Non so se la poli­ti­ca sia una “car­rie­ra”, di sicu­ro è una pas­sio­ne che ho fin da ragaz­zi­no. Sono sem­pre sta­to un po’ rivo­lu­zio­na­rio. Non so per­ché ma mol­te cose a que­sto mon­do non mi stan­no pro­prio bene. Allo­ra ho deci­so di scri­ve­re quel­lo che non mi pia­ce­va e anche quel­lo che inve­ce mi pia­ce e che Desi­de­ro. Il mio impe­gno ades­so e di far­lo vive­re e cre­sce­re nel­la real­tà. Nel frat­tem­po fac­cio anco­ra l’imprenditore nel cam­po del­le ener­gie rin­no­va­bi­li e in quel­lo editoriale.

6. Che gene­re di istru­zio­ne ha rice­vu­to dai suoi geni­to­ri e dal­le scuo­le che ha frequentato?

Da mia mam­ma ho rice­vu­to poca istru­zio­ne ma mol­to con­di­zio­na­men­to emo­ti­vo. Dicia­mo che fun­zio­no più con il lato destro del cer­vel­lo che con quel­lo sini­stro, dove destro sta per “crea­ti­vi­tà” e sini­stro sta per “logi­ca”. Dal­le scuo­le poco o nul­la. Ho sem­pre vis­su­to il mio impe­gno sco­la­sti­co in modo discon­ti­nuo e ribel­le. Men­tre ho avu­to la straor­di­na­ria for­tu­na di incon­tra­re nel mio per­cor­so mae­stri di vita da cui ho impa­ra­to mol­tis­si­me cose, sugli altri e su me stes­so. Su me stes­so natu­ral­men­te i lavo­ri sono anco­ra in corso…

7. Il rap­por­to di Tran­sa­tlan­tic Trends evi­den­zia che in Ita­lia la per­ce­zio­ne del­la per­cen­tua­le di immi­gra­zio­ne risul­ta quat­tro vol­te supe­rio­re rispet­to alla real­tà. A Mila­no, gli avve­ni­men­ti di via Pado­va o del cam­po rom di via Tri­bo­nia­no dimo­stra­no che la tem­pe­ra­tu­ra socia­le resta cal­da. Qua­li cre­de sia­no le prio­ri­tà per stem­pe­ra­re la ten­sio­ne? Come pro­get­te­rà di muo­ver­si il comu­ne e i suoi ser­vi­zi per attua­re l’integrazione con stru­men­ti alter­na­ti­vi al solo inter­ven­to del­le for­ze dell’ordine?

Ho sem­pre pen­sa­to che il tema dell’immigrazione sia lega­to mol­to alla per­ce­zio­ne di “stes­se con­di­zio­ni” di vita nel­la real­tà di cui i cit­ta­di­ni ita­lia­ni e anche quel­li mila­ne­si han­no biso­gno per sen­tir­si sicu­ri. Non è cor­ret­to par­la­re di immi­gra­zio­ne ed extra­co­mu­ni­ta­ri. Cre­do che nes­sun mila­ne­se e nes­sun ita­lia­no mostre­reb­be “insof­fe­ren­za” se 3000 cana­de­si e cit­ta­di­ni USA venis­se­ro a vive­re a Mila­no, nono­stan­te immi­gra­ti extra­co­mu­ni­ta­ri. Qui il tema è la “pover­tà” e il “degra­do”. Non pos­sia­mo peren­ne­men­te vive­re nel Sen­so di Col­pa e nell’espiazione del pec­ca­to per esse­re arri­va­ti ad un livel­lo di “igie­ne” e orga­niz­za­zio­ne cit­ta­di­na che voglia­mo non solo con­ser­va­re ma anche miglio­ra­re per sen­tir­ci meglio. Ognu­no ha il com­pi­to di con­tri­bui­re a que­sto. Com­pre­se le popo­la­zio­ni stra­nie­re che ven­go­no a Mila­no. Non pos­sia­mo con­sen­ti­re che ci sia­no per­so­ne che pos­sa­no pen­sa­re di veni­re in Ita­lia o a Mila­no a fare quel­lo che voglio­no sen­za rispet­ta­re la real­tà che tro­va­no. Cre­do che que­sto suc­ce­da a casa di ognu­no. Io vado a casa di qual­cu­no e mi ade­guo, altri­men­ti se non mi pia­ce me ne vado. Il Sin­da­co con i suoi pote­ri diret­ti può fare poco, ma quel­lo che sicu­ra­men­te farei di con­cer­to (per for­za) con gli altri orga­ni del­lo Sta­to è ripri­sti­na­re con­di­zio­ni di con­vi­ven­za con gli stan­dard del­la nostra cit­tà e del nostro Pae­se: chi non li accet­ta e non con­tri­bui­sce ad ade­guar­si se ne tor­na da dove è venu­to. Que­sto lo dico sen­za pre­giu­di­zio e sen­za recri­mi­na­zio­ne. E’ un dato di real­tà. Nes­su­no deve pre­ten­de­re nul­la dal­la col­let­ti­vi­tà se pri­ma non pre­ten­de mol­to da se stes­so. Que­sto vale per tut­ti, immi­gra­ti e mila­ne­si. Chi è a posto con que­sto sen­ti­re con­tri­bui­sce ad un’evoluzione armo­ni­ca dell’esistenza.

8. Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà mila­ne­si sono pen­do­la­ri, fuo­ri sede o pro­ve­nien­ti da altri pae­si (era­smus). Viven­do a Mila­no con­tri­bui­sco­no in vario modo a ren­de­re più ric­ca la cit­tà. Pur­trop­po, rispet­to alle gran­di cit­tà euro­pee Mila­no risen­te di un defi­cit nel set­to­re del tra­spor­to pub­bli­co, soprat­tut­to nel­le fasce not­tur­ne e nel­le zone peri­fe­ri­che e i prez­zi dei taxi sono asso­lu­ta­men­te proi­bi­ti­vi. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to mila­ne­se? Come pen­sa di agi­re sul­le poli­ti­che gio­va­ni­li e di integrazione?

Uno dei quat­tro pun­ti del mio bre­ve e chia­ro pro­gram­ma per Mila­no è l’estensione 24h su 24h del tra­spor­to pub­bli­co e la libe­ra­liz­za­zio­ne degli ora­ri di aper­tu­ra di nego­zi ban­che e uffi­ci pub­bli­ci. Così come suc­ce­de in altre gran­di cit­tà del mon­do. Oltre a que­sto mi impe­gno a for­ni­re la rete inter­net gra­tui­ta wifi a tut­ti i resi­den­ti in cit­tà con una dero­ga agli stu­den­ti che sono qui per stu­dia­re. Chi è più gio­va­ne e stu­dia deve esse­re inco­rag­gia­to, ma non deve mai per­de­re il con­tat­to con la real­tà che per quel che riguar­da la socie­tà occi­den­ta­le è in pro­fon­do muta­men­to. Negli anni 80 ai gio­va­ni si dice­va che il diplo­ma non era suf­fi­cien­te per tro­va­re lavo­ro e che ci vole­va la lau­rea, negli anni 90 la lau­rea non basta­va più e ci vole­va il master, nel 2000 il master non basta­va più e ci vole­va lo sta­ge gra­tis, ades­so nel 2011 cosa dicia­mo? Il pun­to è che non pos­sia­mo esse­re tut­ti col­ti ma disoc­cu­pa­ti. Il nostro Pae­se e la nostra cul­tu­ra ci pre­di­spo­ne a talen­ti e capa­ci­tà straor­di­na­rie lega­te alla crea­ti­vi­tà. A mio pare­re quel­la è la dire­zio­ne da intra­pren­de­re per poter sen­tir­si rea­liz­za­ti nel futu­ro. Il cam­po mani­fat­tu­rie­ro, dell’artigianato, dell’agricoltura, del­le ener­gie rin­no­va­bi­li, del desi­gn. Chi l’ha det­to che un sar­to o un alle­va­to­re o un agri­col­to­re o viti­col­to­re, o fale­gna­me deb­bo­no esse­re per for­za igno­ran­ti? Maga­ri un sar­to ha stu­dia­to sto­ria dell’arte e sa 3 lin­gue, un fale­gna­me e un deco­ra­to­re inta­glia­to­re chi ha det­to che non deve esse­re lau­rea­to? Tut­te que­ste pro­fes­sio­ni che noi vedia­mo con gli occhi del pas­sa­to, pos­so­no riac­qui­sta­re digni­tà in que­sto tem­po e for­se sono la chia­ve del nostro futu­ro. Sen­za toglie­re spa­zio alle inven­zio­ni e alla ricer­ca in cui per cul­tu­ra e tra­di­zio­ne non abbia­mo nul­la da invi­dia­re a nessuno.

9. Qual è la sua visio­ne di Mila­no? Qua­li bene­fi­ci socia­li e ambien­ta­li por­te­rà l’Expo ai cit­ta­di­ni mila­ne­si e ai suoi visitatori?

L’Expo por­ta imme­dia­ti van­tag­gi sul­le infra­strut­tu­re e sicu­ra­men­te la pre­sen­za di mol­ti visi­ta­to­ri ita­lia­ni e stra­nie­ri por­te­rà ric­chez­za in cit­tà. Tut­to sta­rà a come si orga­niz­ze­rà l’evento. Non è faci­le accon­ten­ta­re tut­ti, non lo è mai sta­to, nep­pu­re l’Expò 2015 ci riu­sci­rà. Ma è di asso­lu­ta impor­tan­za che qual­co­sa di buo­no riman­ga anche il gior­no dopo. Quan­do tut­to sarà con­clu­so. Que­sta è la sfi­da, per me.

10. Da una sti­ma fat­ta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comu­ne di Mila­no cir­co­la­no 800 mila vet­tu­re e di que­ste cir­ca 30 mila sono non cata­liz­za­te (3.8%). Le mac­chi­ne più moder­ne, che rispon­do­no alle diret­ti­ve euro­pee più seve­re in ter­mi­ne di inqui­na­men­to, in Ita­lia sono meno di una su tre, men­tre a Mila­no sono cir­ca il 42 per cen­to. Eppu­re, Mila­no ha supe­ra­to i limi­ti di PM10 per ben 35 vol­te nei soli pri­mi 38 gior­ni di quest’anno. Per entra­re nel­la cer­chia dei bastio­ni si paga l’Ecopass. Alcu­ni stu­di indi­ca­no che un S.U.V die­sel di ulti­ma gene­ra­zio­ne (euro 4, euro 5, che quin­di non paga l’Ecopass) inqui­na alme­no quan­to un euro 2 ben­zi­na, che inve­ce deve paga­re l’Ecopass. Si potreb­be giun­ge­re alla sfor­tu­na­ta con­clu­sio­ne che chi ha i sol­di per com­pra­re una mac­chi­na nuo­va non paga l’Ecopass, chi non ha que­sti sol­di inve­ce lo paga. Entram­bi fan­no gira­re l’economia, entram­bi inqui­na­no. Cosa inten­de fare Lei? Come sta andan­do que­sto Pro­get­to “Eco”?

Uno dei quat­tro pun­ti del mio pro­gram­ma è la coper­tu­ra tota­le del­la rete stra­da­le cit­ta­di­na con asfal­to cata­li­ti­co capa­ce di assor­bi­re fino al 50% degli agen­ti inqui­nan­ti e pol­ve­ri sot­ti­li emes­se dal­le auto­mo­bi­li. Già mol­te gran­di cit­tà come San Fran­ci­sco, Shan­gai, Mon­treal e altre lo han­no fat­to. Tra l’altro que­sto asfal­to è made in Ita­ly. Natu­ral­men­te è un po’ più costo­so ma ne vale la pena. Le risor­se arri­ve­ran­no con l’introduzione di un bol­li­no annua­le (modi sviz­ze­ra) di 150 euro per la sosta in cit­tà. Que­sto bol­li­no por­te­rà all’abolizione del­le stri­sce colo­ra­te e la dimi­nu­zio­ne dell’attività del­la poli­zia loca­le sul divie­to di sosta che rimar­rà solo per intral­cio o peri­co­lo. Del resto se ci pen­sia­mo abbia­mo per 20 anni finan­zia­to con sol­di pub­bli­ci l’incentivo all’acquisto dell’automobile per soste­ne­re il mer­ca­to del lavo­ro e l’economia. Ma vi sem­bra nor­ma­le che con i nostri sol­di (maga­ri quel­li del­le mul­te) lo Sta­to incen­ti­vi l’acquisto dell’auto per poi chie­de­re a chi la com­pra di tener­la in gara­ge?? Le auto fan­no par­te del­la nostra vita, dob­bia­mo impe­gnar­ci affin­ché il loro uti­liz­zo sia il più armo­ni­co pos­si­bi­le con la nostra salu­te e l’ambiente. Cre­do che il rifa­ci­men­to del man­to stra­da­le sia un buon com­pro­mes­so. Natu­ral­men­te l’Ecopass vie­ne abo­li­to e ho in pro­gram­ma la costru­zio­ne di mag­gio­ri par­cheg­gi sot­ter­ra­nei con super­fi­ci ver­di. L’auto e l’ambiente deb­bo­no cer­ca­re di anda­re d’accordo. E i sol­di degli incen­ti­vi se pro­prio ci devo­no esse­re ser­va­no per rea­liz­za­re tec­no­lo­gie puli­te dav­ve­ro alla por­ta­ta di tut­ti. Pen­so all’auto elet­tri­ca e a quel­lo che la ricer­ca ci met­te­rà a dispo­si­zio­ne da qui a pochi anni.

11. Sem­pre per quan­to riguar­da l’inquinamento ave­te inten­zio­ne di aumen­ta­re la sal­va­guar­dia del­la salu­te con­trol­lan­do anche il PM100? L’Europa non lo richie­de ma stu­di scien­ti­fi­ci ammet­to­no la sua esi­sten­za e il suo pote­re cancerogeno…

Vive­re in cit­tà non è come vive­re in cam­pa­gna tra gli albe­ri e la natu­ra. L’uomo è peren­ne­men­te alla ricer­ca di un com­pro­mes­so tra como­di­tà e salu­te. Ogni cosa che si potrà fare in que­sta dire­zio­ne sarà fat­ta sen­za tra­scu­ra­re nulla.

12. Lei beve l’acqua del rubi­net­to di casa sua?

Ops… non sono qua­si mai a casa. Però mi è capi­ta­to spes­so, soprat­tut­to la notte.

13. A Mila­no ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da mol­ti anni. Altre inve­ce ven­go­no date agli ami­ci degli ami­ci o a gen­te che si può per­met­te­re ben oltre ciò che inve­ce paga (il caso di Affit­to­po­li, Tri­vul­zio &C .). Secon­do i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affit­ti per gli stu­den­ti a Mila­no han­no subi­to un rin­ca­ro del 10%. Una came­ra sin­go­la arri­va a costa­re fino a 750 euro. Qua­le potreb­be esse­re la pri­ma azio­ne in meri­to a tale problema?

Sto ela­bo­ran­do un pia­no cre­di­bi­le dal pun­to di vista eco­no­mi­co e finan­zia­rio (per­ché altri­men­ti è solo dema­go­gia) e soprat­tut­to che sia com­pa­ti­bi­le con i pote­ri del Sin­da­co per crea­re una sor­ta di age­vo­la­zio­ne a tut­ti i pro­prie­ta­ri che deci­do­no di affit­ta­re le loro case a prez­zi infe­rio­ri a quel­li di mer­ca­to. Pen­so ad incen­ti­vi sull’ICI e su altre impo­ste comu­na­li. C’è un modo per tra­dur­re un minor costo degli affit­ti che non deb­ba esse­re pena­liz­zan­te per i pro­prie­ta­ri e su cui maga­ri la col­let­ti­vi­tà può fare un inve­sti­men­to rinun­cian­do ad inca­me­ra­re impo­ste. Sarò più pre­ci­so, ma que­sto è l’obiettivo. Per quan­to riguar­da il Tri­vul­zio mi sem­bra un pes­si­mo spettacolo.

14. Lei ha mai lavo­ra­to sen­za rice­ve­re denaro?

Sì, in più di un’occasione. Qual­che vol­ta è sta­to tem­po per­so altre vol­te è sta­ta un’esperienza mol­to uti­le e formativa.

15. Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elettorale?

Cir­ca 100 mila euro, dipen­de­rà però dal­la gene­ro­si­tà degli ami­ci che mi sostengono..

16. Negli ulti­mi die­ci anni le biblio­te­che rio­na­li han­no ridot­to l’orario di aper­tu­ra ren­den­do­li simi­li agli ora­ri di un spor­tel­lo del­le poste. Pochis­si­me biblio­te­che riman­go­no aper­te la sera. Per visi­ta­re il Lou­vre di Pari­gi si spen­de tan­to quan­to anda­re al Palaz­zo Rea­le. Le asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li mila­ne­si sono al col­las­so. I pic­co­li tea­tri rischia­no di chiu­de­re ogni gior­no. Qual è la sua pro­po­sta cul­tu­ra­le per Milano?

Pen­so che le biblio­te­che rio­na­li deb­ba­no esse­re aper­te anche la sera. Que­sto è un ser­vi­zio lega­to all’istruzione e alla pos­si­bi­li­tà di acces­so alla “cul­tu­ra” che l’organizzazione socia­le è giu­sto che garan­ti­sca. Per quan­to con­cer­ne l’attività di asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li e pic­co­li tea­tri cre­do che occor­ra un esa­me di real­tà anche in que­sto ambi­to. La cul­tu­ra esi­ste se cia­scu­no la fa esi­ste­re. Se io met­to su uno spet­ta­co­lo in cui cre­do, devo met­te­re in con­to che que­sto ha sen­so se poi ho gli spet­ta­to­ri che ven­go­no a veder­lo, spar­go­no la voce, lo apprez­za­no e mol­te altre per­so­ne riem­pio­no la sala. Ma se non è così rischio di far­lo per me stes­so o per pochi, ma a quel pun­to non pos­so sfi­la­re i sol­di dal­la tasca del signor Ros­si al qua­le non impor­ta nul­la del mio spet­ta­co­lo per con­sen­ti­re al signor Bian­chi di veder­lo. La cosa deve fun­zio­na­re per­ché ha sen­so, altri­men­ti non è col­pa del Comu­ne: è un dato di real­tà che non ci sia richie­sta suf­fi­cien­te di cul­tu­ra. Allo­ra cia­scun cit­ta­di­no fac­cia una rifles­sio­ne in que­sto sen­so. Quel­lo che il Comu­ne la socie­tà orga­niz­za­ta deve fare è con­sen­ti­re alle orga­niz­za­zio­ni più pic­co­le di poter pub­bli­ciz­za­re gli even­ti age­vo­la­re dicia­mo così le start-up affin­ché que­ste pos­sa­no ave­re alme­no la pos­si­bi­li­tà di esse­re visi­bi­li. Poi la scel­ta sta ad ognu­no se par­te­ci­par­vi o meno.

17. Le uni­ver­si­tà pri­va­te mila­ne­si sono sta­te ulti­ma­men­te sede di visi­te par­la­men­ta­ri, gover­na­ti­ve e da par­te dei mem­bri del gover­no comu­na­le. San Raf­fae­le, Cat­to­li­ca, Boc­co­ni e Iulm sem­bra­no richia­ma­re sem­pre più i salot­ti buo­ni del­la bor­ghe­sia mila­ne­se e del­la rap­pre­sen­tan­za comu­na­le. Le uni­ver­si­tà sta­ta­li qua­li l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di, la Bicoc­ca e il Poli­tec­ni­co, soprat­tut­to le pri­me due, non sono sta­te degne di que­sta pas­se­rel­la. Eppu­re tra isti­tu­ti ed enti pub­bli­ci dovreb­be esser­ci una coe­sio­ne mag­gio­re. Cosa ne pen­sa e cosa farà in merito?

Io da Sin­da­co non farò distin­zio­ne. Darò la mede­si­ma atten­zio­ne a tut­ti gli Ate­nei e a tut­ti gli Isti­tu­ti. Natu­ral­men­te non inten­do fare la pas­se­rel­la, mi met­te­rò in ascol­to di quan­to mi si vuol comu­ni­ca­re e con fran­chez­za dirò quel­lo che pos­so e non pos­so fare. Nei casi in cui io pos­sa fare qual­co­sa che con­tri­bui­sca ad un miglio­ra­men­to “per­ce­pi­to” dagli stu­den­ti e dall’insieme dei cit­ta­di­ni che usu­frui­sco­no e vivo­no la scuo­la lo farò con con­vin­zio­ne, vigo­re e for­za di volon­tà fino al rag­giun­gi­men­to degli obiettivi.

18. Se fos­se elet­to “Sin­da­co di Mila­no”, qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavo­ro?

Inter­net Wifi gra­tui­to per­ché riten­go che l’accesso all’informazione del­la rete sia ormai indi­spen­sa­bi­le per acce­de­re alla cono­scen­za da una par­te e dall’altra per capi­re quan­to in fon­do la coscien­za di cia­scu­no fac­cia la dif­fe­ren­za per la real­tà, che natu­ral­men­te si vive nel­la vita vera e non sul web.

Tra­spor­ti fun­zio­nan­ti 24h su 24h, libe­ra­liz­za­zio­ne degli ora­ri dei nego­zi e dei ser­vi­zi pub­bli­ci, come suc­ce­de nel­le gran­di capi­ta­li del mon­do, com­pre­sa l’apertura del­le biblioteche.

Per il lavo­ro sono mol­to one­sto, il Sin­da­co può fare ben poco, ma il PIN che è un Nuo­vo Pun­to di Vista non solo a Mila­no si pro­po­ne una Rivo­lu­zio­ne per un’Italia Nuo­va dove l’opportunità di un lavo­ro non sarà solo un enun­cia­to sen­za sen­so e pri­vo di real­tà scrit­to nel­la Costi­tu­zio­ne, ma sarà una real­tà nel­la Vita Vera. Sia­mo appe­na par­ti­ti e arri­ve­re­mo fino alla rea­liz­za­zio­ne di que­sto Desi­de­rio. La Rivo­lu­zio­ne ini­zia a Mila­no e Cre­sce in tut­ta Italia.

Denis Tri­vel­la­to

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6 Commenti su CARO SINDACO — Seconda puntata: Armando Siri

  1. Non l’ho mai sen­ti­to e visto, però il pro­gram­ma sul sito inter­net non sem­bra male!
    Quel­lo di Pisa­pia è lun­go 90 pagi­ne, ma come dice Siri in un suo video, come fa il sin­da­co a pro­met­te­re tut­te que­ste cose? Mica è un capo di governo!

  2. Con tut­ti sti poli­ti­ci vec­chi e quel­li gio­va­ni che sono dei bam­boc­ci alme­no que­sto ha le idee chia­re. Spe­ro solo abbia le pal­le per far­la sta rivoluzione!

  3. Che se si va sul sito del suo par­ti­to sono pro­po­ste cose assur­de, come un capo di sta­to a vita che abbia anche pote­re legi­sla­ti­vo.
    Que­sto tizio è pazzo

  4. beh hai let­to male, io ho let­to che il pote­re è del Popo­lo che deci­de che quan­do non gli sta più bene lo man­da a casa sen­za tan­ti ritua­li. Ho capi­to che più che fare leg­gi biso­gne­reb­be abo­lir­ne un sac­co com­ple­ta­men­te inu­ti­li che si con­trad­di­co­no l’u­na con l’al­tra. Sarà pazzo…ma mi sem­bra una buo­na idea.

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