Intervista a Ferruccio Pinotti

Nell’ufficio più impor­tan­te del nuo­vo e altis­si­mo grat­ta­cie­lo del­la Regio­ne sie­de un memor domi­ni, un reli­gio­so lai­co di Comu­nio­ne e Libe­ra­zio­ne che ha scel­to di vive­re in pover­tà, obbe­dien­za e casti­tà, come sug­ge­ri­sce lo sta­tu­to del movi­men­to fon­da­to da don Lui­gi Gius­sa­ni. E’ Rober­to For­mi­go­ni, ultra­de­cen­na­le pre­si­den­te del­la Lom­bar­dia e lea­der di Cl, il grup­po reli­gio­so che coniu­ga affla­to evan­ge­li­co e fiu­to per gli affa­ri. Così, men­tre l’associazione impren­di­to­ria­le Com­pa­gnia del­le Ope­re coor­di­na oltre 34.000 impre­se sot­to l’abbraccio reli­gio­so di Cl, il pote­re poli­ti­co gesti­sce appal­ti, indi­riz­za fon­di pub­bli­ci e fab­bri­ca con­ven­zio­ni sani­ta­rie. In manie­ra non sem­pre inec­ce­pi­bi­le, come denun­cia l’ultimo libro di Fer­ruc­cio Pinot­ti – gior­na­li­sta clas­se ’59, già auto­re di alcu­ni sag­gi sui pote­ri for­ti – “La lob­by di Dio”, inchie­sta che met­te ai rag­gi X il movi­men­to reli­gio­so più poten­te nell’Italia di oggi. 

Leg­gen­do la Lob­by di Dio sem­bra che il pote­re in Lom­bar­dia non pos­sa esi­ste­re indi­pen­den­te­men­te da Comu­nio­ne e Libe­ra­zio­ne. E’ dav­ve­ro così?

Per cer­ti ver­si è pro­prio così. La Lom­bar­dia è sta­ta la regio­ne-labo­ra­to­rio di Cl, il suo cen­tro poli­ti­co ed uma­no. E’ qui che il movi­men­to è nato nel 1954 ed ha rag­giun­to l’estensione mas­si­ma, anche se ormai col­ti­va inte­res­si nazio­na­li ed inter­na­zio­na­li. In Lom­bar­dia Comu­nio­ne e Libe­ra­zio­ne gesti­sce un pote­re enor­me, dal­la poli­ti­ca, alla sani­tà, fino agli appal­ti pub­bli­ci. La spin­ta di Cl e del suo model­lo orga­niz­za­ti­vo riguar­da anche la scuo­la – con una costan­te cre­sci­ta dell’istruzione pri­va­ta – l’energia, i tra­spor­ti, i pro­get­ti per l’Expo del 2015. Una serie di aree mol­to vaste che dan­no il segno del pote­re di Cl e del suo brac­cio eco­no­mi­co, la Com­pa­gnia del­le Opere.

Pro­prio la nasci­ta del­la Com­pa­gnia del­le Ope­re negli anni ’80 può esse­re con­si­de­ra­to come il momen­to di svol­ta per Comu­nio­ne e Liberazione?

Cer­ta­men­te si: dal 1986/87 si regi­stra un net­to cam­bio di pas­so. La pre­ce­den­te espe­rien­za poli­ti­ca coor­di­na­ta da For­mi­go­ni, quel­la del Movi­men­to Popo­la­re, non era riu­sci­ta ad inci­de­re for­te­men­te nel­la socie­tà e a pren­de­re cor­po. La Com­pa­gnia del­le Ope­re – che per cer­ti ver­si potrem­mo defi­ni­re una Con­fin­du­stria con­fes­sio­na­le – pro­po­ne inve­ce un model­lo vin­cen­te di lob­by­ing e netw

orking mol­to coe­si, una sor­ta di caval­lo di tro­ia per la con­qui­sta del pote­re. Suc­ces­si­va­men­te, nel 1995, con l’avvento di For­mi­go­ni a capo del­la regio­ne segue un altro momen­to impor­tan­te. Il neo-pre­si­den­te aggre­ga i suoi uomi­ni e li piaz­za in tut­te le pol­tro­ne-chia­ve del­la Regio­ne, facen­do cre­sce­re ulte­rior­men­te il movimento.

Dopo il suc­ces­so poli­ti­co di Rober­to For­mi­go­ni quan­to e come è cam­bia­ta Comu­nio­ne e Liberazione?

Secon­do me è cam­bia­ta mol­to. Nei pro­get­ti di don Gius­sa­ni era qual­co­sa di diver­so da ciò che è diven­ta­ta. Cer­ta­men­te Cl ha dato spa­zio fin dall’inizio alla dimen­sio­ne eco­no­mi­ca, socia­le e civi­le, ma non era un polo di lob­by­ing così for­te e capil­la­re. Que­sta muta­zio­ne è dovu­ta a For­mi­go­ni, che ha costi­tui­to attor­no alla Regio­ne un nucleo di per­so­ne e di pote­re capa­ce di annul­la­re pro­gres­si­va­men­te l’originaria cari­ca valo­ria­le del movi­men­to. Oggi Cl è il net­work lob­bi­sti­co che rico­no­scia­mo nei repor­ta­ge dal mee­ting di Rimi­ni, un incon­tro più simi­le al forum eco­no­mi­co di C

ernob­bio che a quel­lo di un’associazione di stam­po religioso.

Il pote­re di Cl ha un rife­ri­men­to poli­ti­co pre­ci­so oppu­re si muo­ve seguen­do le diver­se con­giun­tu­re politiche?

L’approccio di Cl è sem­pre sta­to tra­sver­sa­le, in movi­men­to insie­me alla real­tà socia­le. Segue chiun­que rap­pre­sen­ti il pote­re. Negli anni ’70 ed ’80 il rife­ri­men­to natu­ra­le era la Demo­cra­zia Cri­stia­na. In segui­to, è toc­ca­to ai socia­li­sti e infat­ti il rap­por­to di dia­lo­go fra For­mi­go­ni e Mar­tel­li non è mani sta­to segre­to. Oggi è Sil­vio Ber­lu­sco­ni il pun­to di rife­ri­men­to uffi­cia­le. Il rap­por­to fra Cl e il Pre­mier dura da mol­to tem­po; Ber­lu­sco­ni ha finan­zia­to Cl e Cl lo ha soste­nu­to elet­to­ral­men­te. In pas­sa­to sono sta­te regi­stra­te del­le scher­ma­glie fra la Lega Nord e Cl ma recen­te­men­te le dif­fe­ren­ti posi­zio­ni si sono avvi­ci­na­te se non sovrap­po­ste. Il pro­get­to è quel­lo comu­ne del­la destrut­tu­ra­zio­ne del­lo Sta­to ita­lia­no, seb­be­ne attra­ver­so for­mu­le diver­se: la Lega pun­ta ad un fede­ra­li­smo spin­to, di tipo poli­ti­co, men­tre Cl vuo­le raggiunger

e un livel­lo di sus­si­dia­rie­tà capa­ce di allon­ta­na­re il più pos­si­bi­le i con­trol­li del­lo Sta­to dal­la socie­tà civile.

Ma non pos­sia­mo tra­scu­ra­re gli otti­mi rap­por­ti di Cl anche con set­to­ri mol­to impor­tan­ti del­la sini­stra. Pier­lui­gi Ber­sa­ni è un rife­ri­men­to sto­ri­co del movi­men­to. Il segre­ta­rio del Pd, da sem­pre ospi­te al mee­ting di Rimi­ni, rap­pre­sen­ta il pote­re del­le coo­pe­ra­ti­ve ros­se, cen­tro eco­no­mi­co di sini­stra in pie­na sin­to­nia affa­ri­sti­ca con la Com­pa­gnia del­le Ope­re. Un’affinità con­fer­ma­ta per­fi­no dal Pre­si­den­te di Coop Ita­lia, Vin­cen­zo Tassinari.

Cl e la Com­pa­gnia del­le Ope­re sem­bra­no esse­re par­ti­co­lar­men­te lega­te al tes­su­to pro­dut­ti­vo del­la Lom­bar­dia. E’ dav­ve­ro pos­si­bi­le espor­ta­re il loro approc­cio affa­ri­sti­co nel resto d’Italia?

Il siste­ma Cl è espor­ta­bi­lis­si­mo, come han­no già dimo­stra­to le car­te giu­di­zia­rie. In Cala­bria, ad esem­pio, l’inchiesta “Why Not” ha rive­la­to che il pote­re del­la Com­pa­gnia del­le Ope­re si rami­fi­ca in tut­ta Ita­lia, sen­za distin­zio­ni. L’appropriazione siste­ma­ti­ca di fon­di pub­bli­ci nazio­na­li ed euro­pei, il lob­by­ing orga­ni­co, i lega­mi poli­ti­ci e di ami­ci­zia, sono pras­si mol­to dif­fu­se. In que­sti mesi, per esem­pio, il tea­tro di feno­me­ni simi­li è Bolo­gna, ex roc­ca­for­te ros­sa, dove la Com­pa­gnia del­le Ope­re si è inse­ri­ta nel busi­ness degli stu­den­ta­ti e Cl si sta dif­fon­den­do mol­to rapidamente.

Un capi­to­lo del libro è dedi­ca­to alla dimen­sio­ne psi­co­lo­gi­ca di chi ade­ri­sce a Comu­nio­ne e Liberazione.

Per trat­ta­re que­sto tema ho fat­to ricor­so soprat­tut­to alle testi­mo­nian­ze diret­te. Ho inter­vi­sta­to alcu­ni Memo­res Domi­ni mol­to sod­di­sfat­ti del­la loro espe­rien­za, men­tre altre per­so­ne, come Bru­no Ver­ga­ni, han­no moti­va­to la loro scel­ta di abban­do­na­re il grup­po dei reli­gio­si lai­ci di Cl. Le testi­mo­nian­ze di chi ha lascia­to la vita dei Memo­res Domi­ni dipin­go­no una real­tà piut­to­sto com­ples­sa, fat­ta di sog­get­ti che inten­do­no ade­ri­re ad un idea­le tota­le, ma che poi si ritro­va­no a subi­re mani­po­la­zio­ni e pres­sio­ni psi­co­lo­gi­che. In ogni caso, esi­ste cer­ta­men­te uno scar­to mol­to for­te fra la base, moti­va­ta dal pun­to di vista valo­ria­le, e il ver­ti­ce del movi­men­to, che espri­me ora­mai un atteg­gia­men­to piut­to­sto cinico.

Dal pun­to di vista meto­do­lo­gi­co come hai impo­sta­to il tuo lavo­ro d’inchiesta?

E’ sta­to un lavo­ro mol­to fati­co­so che ho cer­ca­to di svol­ge­re secon­do cri­te­ri anglo­sas­so­ni. Nien­te gos­sip, nes­su­na fon­te debo­le, uti­liz­zo ocu­la­to del web. Ho ope­ra­to mol­to sul cam­po, cer­can­do di svi­lup­pa­re anche una ricer­ca socio­lo­gi­ca, dun­que rea­liz­zan­do tan­tis­si­me inter­vi­ste. In que­sta fase un team di vari gior­na­li­sti mi ha aiu­ta­to a fare il pun­to del feno­me­no Cl con cor­ri­spon­den­ze da tut­te le par­ti d’Italia. Un altro fron­te del­le inda­gi­ni, a cui ho dedi­ca­to un capi­to­lo mol­to deli­ca­to, ha riguar­da­to l’analisi del­le car­te pro­ces­sua­li che coin­vol­go­no la Com­pa­gnia del­le Ope­re e gli uomi­ni di Cl. Infi­ne, ho con­sul­ta­to la scar­sa let­te­ra­tu­re già esi­sten­te. Unen­do tut­ti gli ele­men­ti a mia dispo­si­zio­ne ho costrui­to un qua­dro che tut­ta­via rima­ne par­zia­le; il tema è vasto e si pre­sta ad ulte­rio­ri inchie­ste giornalistiche.

Qua­le è sta­to l’atteggiamento degli uomi­ni di Cl men­tre inda­ga­vi, e qua­li sono sta­te le loro reazioni?

Mi sarei aspet­ta­to mag­gio­re dispo­ni­bi­li­tà al dia­lo­go, inve­ce mi sono tro­va­to spes­so davan­ti a un muro di gom­ma. Ho invia­to del­le doman­de al pre­si­den­te For­mi­go­ni, ho chie­sto ripe­tu­ta­men­te la sua dispo­ni­bi­li­tà per un’intervista, gli ho anti­ci­pa­to le pagi­ne del libro che lo riguar­da­no, ma non ho rice­vu­to nes­su­na rispo­sta. Per quan­to riguar­da le rea­zio­ni, sono sta­te di vario tipo: da alcu­ni espo­nen­ti di Cl mi sono arri­va­ti per­fi­no dei com­pli­men­ti per aver trat­ta­to temi deli­ca­ti con sen­so di respon­sa­bi­li­tà, men­tre altre per­so­ne si sono irri­ta­te per le cri­ti­che. Però non c’è sta­ta nes­su­na que­re­la, anche per­ché nel libro non ho mai usa­to, a dif­fe­ren­za di quan­to fan­no altri gior­na­li­sti, un tono aggres­si­vo, offen­si­vo o di dileggio.

Tu hai lavo­ra­to per diver­si anni negli Sta­ti Uni­ti, alla Cnn e all’International Herald Tri­bu­ne. Come ha influi­to nel tuo lavo­ro in Ita­lia il perio­do tra­scor­so all’estero?

La mia espe­rien­za tra­scor­sa mi ha influen­za­to mol­to e posi­ti­va­men­te. Ho sem­pre let­to le inchie­ste dei gior­na­li­sti anglo­sas­so­ni, rico­no­scen­do la loro capa­ci­tà di orga­niz­za­re il lavo­ro in manie­ra più strut­tu­ra­ta, sen­za volon­tà pro­ta­go­ni­sti­che o di coin­vol­gi­men­to poli­ti­co. La scuo­la anglo­sas­so­ne met­te il lavo­ro di inchie­sta al ser­vi­zio del let­to­re, al qua­le ven­go­no for­ni­ti dati ed ele­men­ti cono­sci­ti­vi per for­mu­la­re un pun­to di vista. Il mio libro può esse­re con­si­de­ra­to sot­to mol­ti aspet­ti un testo cri­ti­co nei con­fron­ti di Cl, ma di cer­to non è un’inchiesta costrui­ta a prio­ri. Insom­ma, ho volu­to offri­re ai let­to­ri cifre, fat­ti ed even­ti mol­to pre­ci­si, tut­to l’occorrente per capi­re qual­co­sa in più di Comu­nio­ne e Liberazione.

Gre­go­rio Romeo

Lui­gi Sere­nel­li

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1 Commento su Intervista a Ferruccio Pinotti

  1. Com­pli­men­ti!,
    Fer­ruc­cio Pinot­ti è dav­ve­ro uno dei miglio­ri gior­na­li­sti in cir­co­la­zio­ne (“nel libro non ho mai usa­to, a dif­fe­ren­za di quan­to fan­no altri gior­na­li­sti, un tono aggres­si­vo, offen­si­vo o di dileg­gio”), da leg­ge­re anche tut­ti gli altri suoi libri (Fra­tel­li d’I­ta­lia, L’Un­to del Signo­re) —
    ps. Ma qual­cu­no non ave­va det­to che CL era tal­men­te poten­te da impe­di­re qua­lun­que pub­bli­ca­zio­ne a sé avver­sa?
    E inve­ce… Da leg­ge­re anche que­sto articolo(dal Foglio!) http://www.ilfoglio.it/soloqui/7079

    Giu­sep­pe

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