150° anniversario dell’Italia unita: una piccola riflessione

“Viva l’Italia, l’Italia libe­ra­ta, l’Italia del val­zer e l’Italia del caf­fè, l’Italia deru­ba­ta e col­pi­ta al cuo­re, viva l’Italia, l’Italia che non muo­re, viva l’Italia pre­sa a tra­di­men­to, l’Italia assas­si­na­ta dai gior­na­li e dal cemen­to l’Italia con gli occhi asciut­ti nel­la not­te scu­ra, viva l’Italia, l’Italia che non ha pau­ra..” Una del­le par­ti­co­la­ri­tà che ren­de mera­vi­glio­sa ed emo­zio­nan­te la poe­sia è quel­la intrin­se­ca pos­si­bi­li­tà che ha ogni let­to­re che vi si acco­sti di ren­der­la atti­nen­te alla pro­pria quo­ti­dia­ni­tà o ai pro­pri sen­ti­men­ti. Per­so­nal­men­te ho sem­pre cre­du­to che i can­tau­to­ri fos­se­ro i poe­ti con­tem­po­ra­nei e, ascol­tan­do que­ste paro­le scrit­te nel lon­ta­no ’79 da De Gre­go­ri, non mi è riu­sci­to di tro­var­ne di più adat­te per descri­ve­re la sen­sa­zio­ne dell’avvicinarsi di que­sto discus­so 150esimo anni­ver­sa­rio dell’Unità d’Italia. Come sem­pre più spes­so acca­de, i dibat­ti­ti ven­go­no svi­lup­pa­ti in manie­ra da ren­der­li super­fi­cia­li e ridur­li a mere con­trap­po­si­zio­ni. In que­sta sta­gio­ne poli­ti­ca che sem­bra sedi­men­ta­ta da un tem­po infi­ni­to sugli stes­si temi (scan­da­li ses­sua­li, giu­sti­zia, cor­ru­zio­ne ecc…) sui qua­li si con­fron­ta­no gli stes­si vol­ti, final­men­te il 17 Mar­zo offre un pun­to di rifles­sio­ne per lo meno idea­le e che può esse­re di inte­res­se comu­ne. Infat­ti, ben­ché anni­ver­sa­ri, com­me­mo­ra­zio­ni, incon­tri sul­le ori­gi­ni del­le isti­tu­zio­ni sono le occa­sio­ni che soli­ta­men­te sol­le­ti­ca­no la curio­si­tà e la pas­sio­ne prin­ci­pal­men­te di chi si occu­pa di sto­ria, qui non si trat­ta di una ricor­ren­za qua­lun­que, ben­sì del 150esimo anno dal­la nasci­ta del­la nazio­ne in cui abi­tia­mo. Dal mio pun­to di vista le discus­sio­ni su que­sta data sono curio­se: tem­po fa quan­do pen­sa­vo al 150esimo non avrei cer­to pre­vi­sto una pole­mi­ca simi­le, non imma­gi­na­vo che all’alba del 17 i miei con­cit­ta­di­ni into­nas­se­ro l’inno di Mame­li dai bal­co­ni, ma mi aspet­ta­vo l’iter tra­di­zio­na­le: festa nazio­na­le, le per­so­ne più inte­res­sa­te avreb­be­ro par­te­ci­pa­to agli incon­tri o avreb­be­ro let­to qual­che libro sul risor­gi­men­to che sareb­be sicu­ra­men­te sta­to edi­to per l’occasione, e le per­so­ne meno inte­res­sa­te avreb­be­ro accol­to la gior­na­ta pen­san­do­ci pochi secon­di, sor­ri­den­do e maga­ri guar­dan­do il pro­gram­ma tele­vi­si­vo di appro­fon­di­men­to con ogni pro­ba­bi­li­tà in palin­se­sto su Rai tre o su Rete 4. Inve­ce in que­sti gior­ni abbia­mo assi­sti­to a pole­mi­che, Mini­stri del­lo sta­to ita­lia­no che sono inde­ci­si se cele­bra­re il 150esimo anni­ver­sa­rio dell’istituzione di cui sono i rap­pre­sen­tan­ti, grup­pi su face­book pro e con­tro e anche con­si­de­ra­zio­ni su quan­to sia giu­sto con­si­de­ra­re que­sto 17 Mar­zo diver­sa­men­te dal 17 Mar­zo dell’anno pas­sa­to. Nel con­fron­to poli­ti­co, la recen­te isti­tu­zio­ne del­la festa del­la Lom­bar­dia il 29 mag­gio, data del­la bat­ta­glia di Legna­no, ha pale­sa­to l’ipocrisia che c’era alla base di ogni rimo­stran­za del grup­po poli­ti­co più avver­so. Quell’ostinato ostru­zio­ni­smo si è dimo­stra­to chia­ra­men­te per quel­lo che è: un mero stru­men­to per por­ta­re avan­ti quel­la lot­ta poli­ti­ca in cui si chie­de da sem­pre mag­gio­re atten­zio­ne ver­so le real­tà loca­li con­tro quel­lo Sta­to cen­tra­le visto come oppres­so­re se non addi­rit­tu­ra come pro­fit­ta­to­re. La cosa che col­pi­sce non è che un par­ti­to che miri a sepa­rar­si da uno Sta­to che repu­ta inef­fi­cien­te non ne cele­bri la per­si­sten­za, ma che da mol­ti que­sta con­dot­ta poli­ti­ca non ven­ga rite­nu­ta asso­lu­ta­men­te fuo­ri luo­go. Gli anni­ver­sa­ri sono momen­ti in cui una comu­ni­tà, una fami­glia, un grup­po, cele­bra il fat­to di esi­ste­re dopo tem­po, nono­stan­te le dif­fi­col­tà incon­tra­te. I pochi o mol­ti che avreb­be­ro pre­fe­ri­to non pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne il fat­to che quest’anno si pre­sen­ti una ricor­ren­za impor­tan­te per l’Italia, sono spin­ti da un moti­vo ben pre­ci­so: non vor­reb­be­ro far par­te di que­sta Nazio­ne, non sono orgo­glio­si del Pae­se in cui vivo­no. Cri­ti­ca­re il nostro Pae­se non risul­ta un’impresa dif­fi­ci­le, c’è chi sostie­ne che addi­rit­tu­ra il deni­gra­re i ser­vi­zi inef­fi­cien­ti e le per­so­ne che deten­go­no respon­sa­bi­li­tà, a ragio­ne o a tor­to, è qua­si anch’esso dive­nu­to par­te del costu­me nazio­na­le. Ingiu­sto sareb­be nascon­de­re i mol­ti pro­ble­mi che col­pi­sco­no l’Italia, ma è altre­sì impos­si­bi­le deci­de­re di non far più par­te del­la cit­ta­di­nan­za. Il non vota­re, il lascia­re che gli even­ti ci sci­vo­li­no addos­so non ci ren­de meno par­te­ci­pi del­la Nazio­ne: ne sia­mo par­te anche quan­do dicia­mo che ci voglia­mo sepa­ra­re. Da Mila­no recar­si a Lon­dra può costa­re meno che rag­giun­ge­re Bolo­gna, il che dà l’illusione di poter esse­re “qual­co­sa d’altro”, ma pro­prio quel­le per­so­ne che han­no vis­su­to l’esperienza di lavo­ra­re, stu­dia­re, tra­scor­re­re una vacan­za all’estero potran­no testi­mo­nia­re come sia­mo nel pro­fon­do genui­na­men­te ita­lia­ni. Sia­mo ita­lia­ni nei gusti e nel modo di espri­mer­ci. Ce ne accor­gia­mo anche solo quan­do, istin­ti­va­men­te, elo­gia­mo un mez­zo pub­bli­co o cri­ti­chia­mo una pie­tan­za para­go­nan­do­la a ciò a cui sia­mo abi­tua­ti. Quan­do cer­chia­mo la com­pa­gnia di altri ita­lia­ni o quan­do maga­ri li evi­tia­mo. Sia­mo ita­lia­ni anche se non ci pia­ce. Sia­mo ita­lia­ni, abbia­mo un gran­de pas­sa­to, una sto­ria che, come tut­te le sto­rie, con le sue luci e le sue ombre meri­ta di esse­re rac­con­ta­ta, soprat­tut­to a chi tut­to­ra ne fa par­te. Ritor­nan­do a De Grgo­ri, “Viva l’Italia con le ban­die­re, Viva l’Italia che resi­ste”. Anco­ra, dopo 150 anni, nono­stan­te tutto.

Ste­fa­no Vallieri

Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.