CARO SINDACO — Settima puntata: Mattia Calise

Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to i can­di­da­ti sin­da­co per le ele­zio­ni comu­na­li di Mila­no su temi che van­no dal­le poli­ti­che gio­va­ni­li, al mon­do del lavo­ro, ai tra­spor­ti pub­bli­ci. Oggi è il tur­no di Mat­tia Cali­se, 20 anni (il più gio­va­ne tra i can­di­da­ti), stu­den­te di Scien­ze Poli­ti­che all’ Uni­ver­si­tà Sta­ta­le, can­di­da­to-por­ta­vo­ce per il Movi­men­to 5 Stel­le di Bep­pe Grillo.


1. L’Associazione SoS Rac­ket sem­bra rima­ne­re sem­pre più sola nel­la lot­ta con­tro le mafie. Gli ulti­mi even­ti acca­du­ti per le case dell’A.L.E.R. , dove un’organizzazione ha pra­ti­ca­men­te in mano le case popo­la­ri, sem­bra­no la pun­ta di un ice­berg che non si vuo­le scio­glie­re. Del piz­zo non se ne par­la ad alta voce, ma in mol­ti lo paga­no, anche nel cen­tro di Mila­no. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so ormai sem­pre più impre­gnan­te nel­la regio­ne Lombardia?

  • Allar­ga­re la coo­pe­ra­zio­ne del Comu­ne anche all’associazione Sos-Rac­ket (oggi il Comu­ne ha un ser­vi­zio “Sos con­tro rac­ket e usu­ra” in col­la­bo­ra­zio­ne con l’associazione “Sos Ita­lia Libe­ra”), e alle altre real­tà asso­cia­zio­ni­sti­che atti­ve sul tema;
  • Evi­den­zia­re nel dovu­to modo il ser­vi­zio “Sos con­tro rac­ket e usu­ra” nel sito del Comu­ne (che attual­men­te sem­bra qua­si nasco­sto), e pro­muo­ver­ne le atti­vi­tà con una cam­pa­gna infor­ma­ti­va periodica;
  • Rea­liz­za­re un tavo­lo per­ma­nen­te anti-rac­ke­t/an­ti-mafie nel Comu­ne, che pos­sa coor­di­nar­si con le real­tà già atti­ve a livel­lo loca­le e nazionale;
  • Incre­men­ta­re il nume­ro dei vigi­li di quar­tie­re dispo­ni­bi­li, anche spo­stan­do a volon­ta­ri ed ausi­lia­ri alcu­ne loro man­sio­ni (tipo il pre­si­dio di ingres­si e usci­te dal­le scuo­le), in modo da non crea­re “assen­ze” pre­de­ter­mi­na­te nel pre­si­dio del territorio;
  • Presen­ta­zio­ne al Con­si­glio Comu­na­le di tut­ti i bilan­ci del­le socie­tà par­te­ci­pa­te dal Comu­ne (che ad oggi non è obbligatorio).

2. Lei ha mai vio­la­to la legge?

Pre­mes­so che nel M5S la fedi­na pena­le puli­ta è pre­re­qui­si­to per poter­si can­di­da­re.. sicu­ra­men­te sì, anzi sareb­be un bel gio­co se cia­scu­no faces­se caso ogni gior­no ai sin­go­li det­ta­gli: le leg­gi sono tali e tan­te, pre­ten­do­no di rego­la­re ogni sin­go­lo ambi­to del­l’e­si­sten­za, e così mal coor­di­na­te che la gen­te le vio­la con­ti­nuam­ne­te anche sen­za saperlo.

Pos­so fare anche un esem­pio di vio­la­zio­ne volon­ta­ria: mi capi­ta di per­cor­re­re in bici trat­ti di mar­cia­pie­de in zone par­ti­co­lar­men­te a rischio per i cicli­sti, o in aree pedo­na­li dove pur aven­do un sen­so non sareb­be pre­vi­sta la cir­co­la­zio­ne del­le bici (nota extra testo: è da rite­ner­si posi­ti­va la spe­ri­men­ta­zio­ne di con­di­vi­sio­ne dei mar­cia­pie­di par­ti­ta in que­sti giorni).


3. Come si muo­ve a Mila­no? Mez­zi pub­bli­ci, bici­clet­ta o auto­mo­bi­le? Quan­to spen­de più o meno annual­men­te per que­sti spostamenti?

Come stu­den­te l’an­nua­le mi costa 170€, più i 10 del­la tes­se­ra elet­tro­ni­ca.. Sò che il prez­zo pie­no annua­le sareb­be di 300€, e il men­si­le 30€; al pro­po­si­to cre­do che — data l’in­ci­den­za ridot­ta dei costi di gestio­ne elet­tro­ni­ca — ci sareb­be­ro gli estre­mi per por­ta­re il costo men­si­le esat­ta­men­te a 1/12 del­l’an­nua­le se gesti­to via web (quin­di 25€ a prez­zo pie­no); per muo­ver­mi in cit­tà uti­liz­zo qua­si esclu­si­va­men­te mez­zi pub­bli­ci e nel­le gior­na­te non pio­vo­se la bicicletta.

Spen­do quin­di 170€ di abbo­na­men­to Atm e cir­ca 50€ in mate­ria­le di con­su­mo e manu­ten­zio­ne bici.


4. Visti i dati pre­oc­cu­pan­ti sul­la dif­fu­sio­ne dell’HIV (15.000 per­so­ne secon­do la L.I.L.A.) e di gra­vi­dan­ze inde­si­de­ra­te a Mila­no, come pen­sa di pro­ce­de­re sul fron­te dell’educazione ses­sua­le nel­le scuo­le supe­rio­ri? Come si pone di fron­te ad ini­zia­ti­ve come la pre­sen­za di distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi nel­le scuo­le? Cosa pen­sa del­lo scon­tro che lo scor­so anno ha visto coin­vol­ti l’ASL di Mila­no e la Regio­ne Lom­bar­dia, riguar­dan­te le moda­li­tà con cui si tene­va­no i cor­si di edu­ca­zio­ne ses­sua­le e che han­no por­ta­to alla sospen­sio­ne degli stessi?

A fron­te del vuo­to infor­ma­ti­vo-edu­ca­ti­vo che si è venu­to a crea­re nel­le scuo­le medie e supe­rio­ri da quan­do l’A.S.L. ha sospe­so gran par­te dei pro­get­ti e quin­di anche quel­li rela­ti­vi all’ edu­ca­zio­ne ses­sua­le, pro­fes­sio­ni­sti pri­va­ti e asso­cia­zio­ni del pri­va­to socia­le han­no pro­po­sto alle scuo­le i loro inter­ven­ti che non sem­pre sono sta­ti all’ altez­za del­le aspet­ta­ti­ve. Io inter­ver­rei ripri­sti­nan­do e incre­men­tan­do tut­ti i pro­get­ti di pre­ven­zio­ne che si sono dimo­stra­ti vali­di nel tem­po mol­ti dei qua­li già pro­po­sti in pas­sa­to dal­la A.S.L.

Sono sta­ti atti­vi nel­le scuo­le per vari anni pro­get­ti rela­ti­vi all’educazione sessuale,alle pro­ble­ma­ti­che riguar­dan­ti l’alcool, le sostan­ze stu­pe­fa­cen­ti e i distur­bi dell’alimentazione. Que­ste atti­vi­tà edu­ca­ti­ve e for­ma­ti­ve impor­tan­tis­si­me per gli stu­den­ti non ci sono qua­si più; l A.S.L. ha fat­to tagli enor­mi e ingiu­sti­fi­ca­bi­li. Le con­se­guen­ze di una scar­sa o erra­ta infor­ma­zio­ne è spes­so un com­por­ta­men­to incon­sa­pe­vo­le che por­ta alle note e dram­ma­ti­che con­se­guen­ze (con­ta­gio HIV, gra­vi­dan­ze indesiderate,etc).

Sono favo­re­vo­le alla distri­bu­zio­ne di pro­fi­lat­ti­ci, anche nel­le scuo­le. Nel 2008 e 2009 come rap­pre­sen­tan­te d’istituto del Liceo Machia­vel­li di Piol­tel­lo mi sono bat­tu­to per l’introduzione dei distri­bu­to­ri di pro­fi­lat­ti­ci nei ples­si sco­la­sti­ci e da allo­ra non ho mai smes­so di soste­ne­re l’iniziativa.

Pen­so che scon­tri di que­sto gene­re por­ti­no solo dan­ni alla popo­la­zio­ne. Il pro­ble­ma avreb­be potu­to esse­re risol­to con un miglio­ra­men­to del ser­vi­zio e non con la sop­pres­sio­ne del­lo stesso.

Io avrei cer­ca­to di capi­re per qua­le moti­vo par­te dell’utenza ave­va rite­nu­to non ido­neo l’intervento e soprat­tut­to avrei sti­mo­la­to pres­so le aree com­pe­ten­ti una even­tua­le revi­sio­ne del pro­get­to per offri­re un ser­vi­zio più adeguato.

5. Pri­ma del­la sua car­rie­ra poli­ti­ca di cosa si occupava?

Dicia­mo pure cosa con­ti­nue­rò a fare: per noi la poli­ti­ca non è un lavo­ro alter­na­ti­vo ad un altro lavo­ro, è un ser­vi­zio tem­po­ra­neo alla col­let­ti­vi­tà. Sono uno stu­den­te uni­ver­si­ta­rio, stu­dio Scien­ze Poli­ti­che in Statale.


6. In qua­li scuo­le ha rice­vu­to la sua edu­ca­zio­ne? 6. Che gene­re di istru­zio­ne ha rice­vu­to dai suoi geni­to­ri e dal­le scuo­le che ha frequentato?

Scuo­le pub­bli­che. Dai miei geni­to­ri ho rice­vu­to un’istruzione basa­ta sul rispet­to degli altri, sul­la crea­ti­vi­tà e sul­la deter­mi­na­zio­ne nel por­ta­re a ter­mi­ne progetti.


7. Il rap­por­to di Tran­sa­tlan­tic Trends evi­den­zia che in Ita­lia la per­ce­zio­ne del­la per­cen­tua­le di immi­gra­zio­ne risul­ta quat­tro vol­te supe­rio­re rispet­to alla real­tà. A Mila­no, gli avve­ni­men­ti di via Pado­va o del cam­po rom di via Tri­bo­nia­no dimo­stra­no che la tem­pe­ra­tu­ra socia­le resta cal­da. Qua­li cre­de sia­no le prio­ri­tà per stem­pe­ra­re la ten­sio­ne? Come pro­get­te­rà di muo­ver­si il comu­ne e i suoi ser­vi­zi per attua­re l’integrazione con stru­men­ti alter­na­ti­vi al solo inter­ven­to del­le for­ze dell’ordine?

  • Asse­gna­re spa­zi del Comu­ne come luo­ghi d’aggregazione per le varie comu­ni­tà etni­che for­ma­te­si, che ovvia­men­te sia­no zone cri­me-free moni­to­ra­te, ma in modo collaborativo;
  • Rea­liz­za­re un tavo­lo per­ma­nen­te (strut­tu­ra­to in sot­to-tavo­li per ognu­na del­le 9 zone) per l’integrazione, coin­vol­gen­do ele­men­ti di tut­te le etnie presenti;
  • Intro­dur­re il prin­ci­pio del­la pre­sen­za di per­so­na­le mul­tiet­ni­co, sia nei ser­vi­zi ai cit­ta­di­ni che nel­le for­ze di poli­zia loca­le, per supe­ra­re le bar­rie­re di lin­gua e mentalità;

8. Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà mila­ne­si sono pen­do­la­ri o si tra­sfe­ri­sco­no a Mila­no o nel­le zone limi­tro­fe, oppu­re sono stu­den­ti di altri pae­si, gli “era­smus”. Arri­van­do a Mila­no “fan­no gira­re l’economia” con le loro spe­se sia di neces­si­tà che di diver­ti­men­to. Inol­tre, rispet­to alle gran­di cit­tà euro­pee Mila­no risen­te di un defi­cit nel set­to­re del tra­spor­to pub­bli­co, soprat­tut­to nel­le fasce not­tur­ne e nel­le zone peri­fe­ri­che e i prez­zi dei taxi sono asso­lu­ta­men­te proi­bi­ti­vi. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to mila­ne­se? Come pen­sa di agi­re sul­le poli­ti­che gio­va­ni­li e di integrazione?

Per quan­to riguar­da poli­ti­che gio­va­ni­li e integrazione:

va pro­gram­ma­ta una gestio­ne di par­te del­l’e­di­li­zia pub­bli­ca, da met­te­re al ser­vi­zio degli stu­den­ti a prez­zi age­vo­la­ti; se pen­sia­mo poi ai tan­ti edi­fi­ci pub­bli­ci inu­ti­liz­za­ti e impro­dut­ti­vi che potreb­be­ro diven­ta­re “sta­zio­ni di stu­dio”, ren­de­rem­mo pos­si­bi­le per uno stu­den­te ave­re basi d’ap­pog­gio sia per dor­mi­re che per stu­dia­re, maga­ri mini­ma­li­ste, ma fun­zio­na­li. Le noti­zie recen­tis­si­me sul Pio Alber­go Tri­vul­zio dan­no l’i­dea di quel che il Comu­ne potreb­be fare a favo­re degli stu­den­ti — inve­sten­do nel futu­ro — e non dei pri­vi­le­gia­ti pos­ses­so­ri di red­di­ti sontuosi. 

Sul fron­te tra­spor­to pubblico:

non vedo alter­na­ti­ve al miglio­ra­men­to del tra­spor­to mila­ne­se, se non attra­ver­so il poten­zia­men­to del tra­spor­to pub­bli­co e del­la mobi­li­tà cicla­bi­le. Ovvia­men­te al poten­zia­men­to del tra­spor­to pub­bli­co – come incre­men­to fre­quen­ze, pro­lun­ga­men­to ora­ri, e fles­si­bi­li­tà dimen­sio­na­le dei mez­zi — dev’es­ser asso­cia­ta un’a­de­gua­ta esten­sio­ne e dife­sa del­le cor­sie pre­fe­ren­zia­li. La mag­gior par­te dei fon­di extra che deri­ve­ran­no dal fisco fede­ra­le e dall’ IMU, andreb­be­ro inve­sti­ti nel­la “bat­ta­glia del tra­spor­to urba­no”, che va asso­lu­ta­men­te vinta.


9. Qual è la sua visio­ne di Mila­no? Qua­li bene­fi­ci socia­li e ambien­ta­li por­te­rà l’Expo ai cit­ta­di­ni mila­ne­si e ai suoi visitatori?

Mila­no era una cit­tà dove ci si tra­sfe­ri­va volen­tie­ri per tro­va­re lavo­ro, per stu­dia­re e in gene­ra­le per cer­ca­re for­tu­na, una cit­tà ricet­ti­va e dal­le gran­di oppor­tu­ni­tà, un avam­po­sto a livel­lo tec­no­lo­gi­co e cul­tu­ra­le per tut­ta Ita­lia. Era defi­ni­ta capi­ta­le mora­le — anche da Mon­ta­nel­li — per­ché di fat­to sem­pre davan­ti a Roma in mol­te­pli­ci campi.

Nel 2011 Mila­no è in decli­no, con un gio­co di paro­le pur­trop­po ben cal­zan­te, può esse­re for­se la capi­ta­le amo­ra­le d’Italia, dove si spe­cu­la sul­la pel­le di chi più ha biso­gno d’assistenza, dove chi vi si tra­sfe­ri­sce ci mori­rà anzi­tem­po per l’ambiente noci­vo, bloc­ca­to nel traf­fi­co e all’ombra di grat­ta­cie­li inutili.

Il gover­no del­la cit­tà igno­ra gli inte­res­si pri­ma­ri del­la cit­ta­di­nan­za, non la con­sul­ta né la coin­vol­ge nel­le scel­te, sem­pre più fre­quen­te­men­te glie­le impo­ne a bene­fi­cio dei soli­ti costrut­to­ri, del­le soli­te lobbies.

Mila­no si è tra­sfor­ma­ta in una cit­tà vetri­na e tem­po­ra­nea, buo­na per fare shop­ping oppu­re per la set­ti­ma­na del­la moda, ma con poche pro­spet­ti­ve per il futu­ro e per le pros­si­me gene­ra­zio­ni; reste­rà così — pri­va di pro­spet­ti­ve — anche dopo la fiam­ma­ta dell’Expo, nel­la qua­le — sot­to la gui­da “accor­ta” di chi non ha mos­so un dito per evi­ta­re il nuo­vo scan­da­lo di affit­to­po­li — ver­ran­no bru­cia­te enor­mi risor­se, sen­za toc­ca­re i pro­ble­mi strut­tu­ra­li del­la cit­tà, anzi peggiorandoli.

10. Secon­do Phil­li­pe Dave­rio, la costi­tu­zio­ne urba­ni­sti­ca e sto­ri­ca del­la cit­tà di Mila­no è mol­to più simi­le a cit­tà euro­pee come Lio­ne, che Ber­li­no o Pari­gi. Ciò impo­ne una evo­lu­zio­ne del­la cit­tà non solo tra­mi­te deci­sio­ni poli­ti­che ed eco­no­mi­che in meri­to ma anche inte­gra­ti­ve al pas­sa­to e al futu­ro di qua­le cit­tà si vor­rà co-costrui­re insie­me con i cit­ta­di­ni. Qua­le è la sua visio­ne di Mila­no? Qua­li bene­fi­ci socia­li e ambien­ta­li por­te­rà l’Expo ai cit­ta­di­ni mila­ne­si e ai suoi visitatori?

Mila­no, come mol­tis­si­me real­tà ita­lia­ne, è una cit­tà con una pre­ci­sa fisio­no­mia sto­ri­ca carat­te­riz­zan­te che non va stra­vol­ta. I grat­ta­cie­li ultra moder­ni non sono con­so­ni allo sti­le archi­tet­to­ni­co urba­no. Cer­che­rei di adot­ta­re azio­ni fina­liz­za­te al recu­pe­ro di fab­bri­ca­ti vetu­sti e di aree dismes­se, badan­do con atten­zio­ne alla spe­sa a fron­te di mino­ri introi­ti dovu­ti alla ridu­zio­ne del con­su­mo di ter­ri­to­rio. Badan­do sicu­ra­men­te più alla qua­li­tà del­la con­di­vi­sio­ne degli spa­zi comu­ni, più che all’e­ste­ti­ca futu­ri­sti­ca di nuo­vi mostri in cemen­to arma­to che andreb­be­ro delo­ca­liz­za­ti in aree peri­fe­ri­che dismes­se. La Mila­no che vor­rei ha le piaz­ze a dispo­si­zio­ne del­la vita extra lavo­ra­ti­va del­le fami­glie, spa­zi di sva­go, luo­ghi di incon­tro, aree a ver­de, mobi­li­tà age­vo­la­ta per mez­zi non inqui­nan­ti, piste ciclabili.

Expo… A mio pare­re è un’e­nor­me ope­ra­zio­ne spe­cu­la­ti­va immo­bi­lia­re, di dif­fi­ci­lis­si­ma valu­ta­zio­ne come bene­fi­ci ai cit­ta­di­ni e alle impre­se loca­li. Si ipo­tiz­za­no costo­se ope­re effi­me­re del­la dura­ta di pochis­si­mi anni, per far poi spa­zio alle ini­zia­ti­ve immo­bi­lia­ri del­le soli­te fami­glie (già da anni atti­ve nel­l’ac­qui­si­zio­ne dei ter­re­ni da riven­de­re a peso d’o­ro), con enor­me caren­za di tra­spa­ren­za sino al pro­ba­bi­le inter­ven­to del­la magi­stra­tu­ra, come nei trop­pi nume­ro­si casi in cui vi sono enor­mi quan­ti­tà di dena­ro pubblico.


11. Da una sti­ma fat­ta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comu­ne di Mila­no cir­co­la­no 800 mila vet­tu­re e di que­ste cir­ca 30 mila sono non cata­liz­za­te quin­di il 3.8 %. In Ita­lia su un tota­le di 32 milio­ni e mez­zo di mac­chi­ne la sti­ma è che le non cata­liz­za­te sia­no cir­ca otto milio­ni e 100 mila quin­di qua­si il 25 per cen­to. Se poi andia­mo a par­la­re del­le mac­chi­ne più moder­ne, quel­le imma­tri­co­la­te dopo il 2000, e quin­di mac­chi­ne che rispon­do­no alle diret­ti­ve euro­pee più seve­re in ter­mi­ne di inqui­na­men­to, la euro tre e la euro 4, in Ita­lia si sti­ma che meno di una mac­chi­na su tre sia­no con que­ste carat­te­ri­sti­che a Mila­no inve­ce sono cir­ca il 42 per cen­to quin­di qua­si una su due. Eppu­re per entra­re nel­la cer­chia dei bastio­ni si paga l’Ecopas. Non tut­ti però devo­no paga­re, solo chi ha un’automobile infe­rio­re all’euro 4, deve paga­re. Eppu­re, alcu­ni stu­di scien­ti­fi­ci che un S.U.V. di ulti­ma gene­ra­zio­ne (euro 4, 5) inqui­na, per quan­ti­tà di PM10 rila­scia­ti, tan­to quan­to se non di più di un euro 2. Insom­ma sem­bre­reb­be qua­si che chi ha i sol­di per pagar­si la mac­chi­na nuo­va non paga l’Ecopas, chi non ha que­sti sol­di inve­ce lo paga. Eppu­re inqui­na­no ugual­men­te entram­bi. A ciò si aggiun­ge che nei pri­mi 50 gior­ni del 2011, Mila­no ha supe­ra­to i limi­ti di PM10 per ben 35 nei soli pri­mi 38 gior­ni dell’anno. Cosa inten­de fare Lei? Come sta andan­do que­sto Pro­get­to “Eco”?

Sì, con­di­vi­do l’i­dea del­l’i­nef­fi­ca­cia del­l’E­co­pass, basta gira­re in cen­tro alle 8,30 del mat­ti­no per ren­der­si con­to che non fun­zio­na: ci sono mura­glie di mac­chi­ne di gros­sa cilin­dra­ta bloc­ca­te nel traf­fi­co, dal­le tar­ghe recen­ti e che pos­so­no evi­den­te­men­te cir­co­la­re libe­ra­men­te. Oltre alla non riso­lu­zio­ne del pro­ble­ma loca­le, se andas­si­mo a vede­re l’im­pron­ta eco­lo­gi­ca lascia­ta nel­la pro­du­zio­ne di que­ste auto nuo­ve, le con­si­de­ra­zio­ni sareb­be­ro anco­ra più preoccupanti.

Un fal­li­men­to? Asso­lu­ta­men­te si, l’inquinamento non si com­bat­te in que­sto modo, il nome Eco­pass è infat­ti ingan­ne­vo­le e tec­ni­ca­men­te erra­to, il pro­get­to “pilo­ta” par­ti­to a Lon­dra nel 2003 con in nome di Con­ge­stion Char­ge era infat­ti vol­to a com­bat­te­re il pro­ble­ma del traf­fi­co, di cui l’inquinamento atmo­sfe­ri­co è solo una del­le tan­te con­se­guen­ze; a Mila­no con il ter­mi­ne eco si è dato il via ad una serie di ecce­zio­ni (in par­ti­co­la­re quel­la da te cita­ta per i model­li di auto nuo­ve) ren­den­do vano lo spi­ri­to di sca­ri­ca­re dal traf­fi­co il cen­tro cit­tà e anche quel­lo di esse­re “eco” su due pun­ti: il pri­mo per­ché con­sen­te di inqui­na­re a paga­men­to e il secon­do per­ché come si sa il bilan­cio in ter­mi­ni di co2 e di inqui­na­men­to del pro­ces­so di fab­bri­ca­zio­ne di un auto di nuo­va gene­ra­zio­ne cor­ri­spon­de a cir­ca 10 anni di uti­liz­zo di un model­lo precedente.

Per com­bat­te­re l’inquinamento kil­ler del­la nostra cit­tà ci si deve con­cen­tra­re su due dif­fe­ren­ti pia­ni: quel­lo a bre­ve ter­mi­ne, come ad esem­pio il fat­to di miglio­ra­re la flui­di­tà del traf­fi­co — che ha un’in­ci­den­za diret­ta sul­l’in­qui­na­men­to: sareb­be sen­sa­to inve­sti­re in un pro­get­to “no sosta in dop­pia fila”, pri­ma infor­man­do, poi ammo­nen­do e infi­ne agen­do in manie­ra infles­si­bi­le con un’a­zio­ne com­bi­na­ta di con­trol­li, mul­te e rimo­zio­ni velo­ci, e quel­lo a lun­go ter­mi­ne, come ad esem­pio la sosti­tu­zio­ne del­le cal­da­ie a naf­ta negli edi­fi­ci (13% cir­ca del­le emis­sio­ni), sosti­tuen­do i mez­zi di tra­spor­to die­sel (che con le con­ti­nue soste sono respon­sa­bi­li del 52% cir­ca del­le emis­sio­ni PM10 tota­li) e con un svi­lup­po dei siste­mi di tra­spor­to pub­bli­co inter­con­nes­so ad un pia­no di mobi­li­tà ciclabile.

L’i­ni­qui­tà tra chi ha più sol­di e chi ne ha meno si risol­ve­reb­be mol­to facil­men­te come avvie­ne in altre Nazio­ni, dove mul­te e pass sono gra­dua­te in fun­zio­ne del red­di­to. Vi imma­gi­na­te – giu­sto per fare un esem­pio – che mul­ta si bec­che­reb­be il con­sor­te del­l’at­tua­le sindaco?


12. Sem­pre per quan­to riguar­da l’inquinamento ave­te inten­zio­ne di aumen­ta­re la sal­va­guar­dia del­la salu­te con­trol­lan­do anche il PM100 anche se l’Europa non lo richie­de ma stu­di scien­ti­fi­ci ammet­to­no la sua esi­sten­za e il suo pote­re cancerogeno?

Sì, pen­so sia impor­tan­te dispor­re del­la mag­gior quan­ti­tà di infor­ma­zio­ni pos­si­bi­li, al con­tra­rio di quel­lo che avvie­ne oggi da par­te del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne Pub­bli­ca, dove i rap­por­ti scien­ti­fi­ci che già oggi dimo­stra­no i deva­stan­ti effet­ti del­lo smog mila­ne­se sul­la nostra aspet­ta­ti­va di vita ven­go­no nasco­sti nei cas­set­ti dei ses­san­ten­ni. Il prof. Mase­ra, deca­no del­la lot­ta alle leu­ce­mie infan­ti­li, quan­do gli chie­se­ro se l’in­qui­na­men­to potes­se esse­re una cau­sa dei quat­tro casi con­tem­po­ra­nei di lue­ce­mia alla scuo­la Cor­ri­do­ni, rispo­se sem­pli­ce­men­te “non lo so per cer­to, quel­lo che è cer­to è che Mila­no per i bam­bi­ni è un ambien­te osti­le”. Tut­to andreb­be con­trol­la­to per poi agi­re con­sa­pe­vol­men­te ed agi­re sul serio


13. Lei beve l’acqua del rubi­net­to di casa sua?

Sì, solo acqua di rubinetto.


1214. A Mila­no ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da mol­ti anni. Altre inve­ce ven­go­no date agli ami­ci degli ami­ci o a gen­te che si può per­met­te­re ben oltre ciò che inve­ce paga (il caso di Affit­to­po­li, Tri­vul­zio &C .). In una zona peri­fe­ri­ca come quel­la di Maciac­chi­ni una stan­za sin­go­la costa in media 500 euro al mese “soli­ta­men­te” in nero. A Ber­li­no, in Ale­xan­der Pla­za, una stan­za sin­go­la costa cir­ca 230 euro al mese con con­trat­to. Inol­tre, secon­do i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affit­ti per gli stu­den­ti a Mila­no han­no subi­to un rin­ca­ro del 10%. Una came­ra sin­go­la arri­va a costa­re fino a 750 euro. Qua­le potreb­be esse­re la pri­ma azio­ne in meri­to a tale pro­ble­ma? Cosa dob­bia­mo aspet­tar­ci da Lei se ver­rà elet­to su que­sto tema?

Le pri­me azio­ni dovreb­be­ro esse­re quel­le di asse­gna­re gli allog­gi vuo­ti di pro­prie­tà pub­bli­ca, e sfa­vo­ri­re chi tie­ne sfit­ti gli allog­gi pri­va­ti. I tem­pi sareb­be­ro matu­ri, soprat­tut­to come risor­se infor­ma­ti­che, per met­te­re in rete doman­da e offer­ta con tut­te le infor­ma­zio­ni rela­ti­ve, anche quan­to si paga d’af­fit­to nel­le varie zone. Lo scan­da­lo di affit­to­po­li e del Pat è sem­pli­ce­men­te l’ennesimo esem­pio abu­so di una clas­se poli­ti­ca auto­re­fe­ren­zia­le e ormai total­men­te distac­ca­ta dagli inte­res­si dei cit­ta­di­ni; come direb­be­ro Stel­la e Riz­zo: una vera e pro­pria Casta. E men­tre assi­stia­mo a que­sto scan­da­lo 20.000 cit­ta­di­ni sono in lista di atte­sa per otte­ne­re un’abitazione popolare.


15. Lei ha mai lavo­ra­to sen­za rice­ve­re denaro?

No.


16. Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elettorale?

Il MoVi­men­to rac­co­glie­rà qual­che miglia­io di euro nei ban­chet­ti o con dona­zio­ni tra­mi­te Pay­pal o boni­fi­ci. Non riu­scia­mo a imma­gi­na­re di anda­re oltre i 10.000 €, cifre ben diver­se dal milio­ne di euro mes­so in cam­po da Pisa­pia (più la rac­col­ta fon­di richie­sta ai simpatizzanti/votanti) per con­tra­sta­re i milio­ni del­la Morat­ti. La mag­gior par­te dei sim­pa­tiz­zan­ti col­la­bo­re­rà e darà una mano in modo volon­ta­rio e gra­tui­to. Chiun­que voglia dare il suo con­tri­bu­to è gra­di­to e può con­tat­tar­ci per far­lo. Voglia­mo soprat­tut­to fare que­sta rivo­lu­zio­ne: LA POLITICA FUORI DAL CIRCUITO DEI SOLDI E I SOLDI FUORI DAL CIRCUITO DELLA POLITICA. Que­sta è la nostra vera spe­cia­li­tà: costrui­re una par­te­ci­pa­zio­ne di tut­ti come respon­sa­bi­li­tà con­di­vi­sa ver­so una comu­ni­tà da rico­strui­re. Una comu­ni­tà di tut­ti: per noi soli nien­te, per noi tut­ti tut­to.


17. Negli ulti­mi die­ci anni le biblio­te­che rio­na­li han­no ridot­to l’orario di aper­tu­ra ren­den­do­li simi­li agli ora­ri di un spor­tel­lo del­le poste. Pochis­si­me biblio­te­che riman­go­no aper­te la sera. Per visi­ta­re il Lou­vre di Pari­gi si spen­de un ter­zo di quel­lo che vie­ne a costa­re l’entrata a Palaz­zo Rea­le. Le asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li mila­ne­si non poli­ti­ca­men­te schie­ra­te sono al col­las­so. I pic­co­li tea­tri rischia­no di chiu­de­re ogni gior­no. Qual è la sua pro­po­sta cul­tu­ra­le per Milano?

Aumen­ta­re gli stan­zia­men­ti per la cul­tu­ra in gene­ra­le, recu­pe­ran­do fon­di ad esem­pio dal par­co auto comu­na­li.

Vedrei poi ora­ri lun­ghi, le scuo­le aper­te 24 ore, mol­tis­si­mo acces­so libe­ro in tut­ti gli spa­zi pub­bli­ci, scuo­le, uni­ver­si­tà, tea­tri e biblio­te­che; meno vigi­li e più volon­ta­ri in ogni luo­go che fac­cia vive­re la cul­tu­ra e gli spa­zi di discus­sio­ne sul­la vita del­la cit­tà, Mila­no cit­tà aper­ta alla cul­tu­ra anche con il wi-fi e le con­nes­sio­ni alle biblio­te­che on line. 


18. Le uni­ver­si­tà pri­va­te mila­ne­si sono sta­te ulti­ma­men­te sede di visi­te par­la­men­ta­ri, gover­na­ti­ve, e da par­te dei mem­bri del gover­no comu­na­le. San Raf­fae­le, Cat­to­li­ca, Boc­co­ni e Iulm sem­bra­no richia­ma­re sem­pre di più quei salot­ti buo­ni del­la bor­ghe­sia mila­ne­se e del­la rap­pre­sen­tan­za comu­na­le. Le uni­ver­si­tà sta­ta­li qua­li la Sta­ta­le, la Bicoc­ca e il Poli­tec­ni­co, con una mag­gio­re accen­tua­zio­ne per le pri­me due, non sono sta­te degne di que­sta pas­sa­rel­la. Eppu­re tra isti­tu­ti ed enti pub­bli­ci dovreb­be esser­ci una coe­sio­ne mag­gio­re. Cosa ne pen­sa e cosa farà in merito?

Chi vie­ne elet­to deve lavo­ra­re per il bene del­la cit­ta­di­nan­za e non per­de­re il suo tem­po in visi­te di cor­te­sia e altre sce­neg­gia­te buo­ne solo per aumen­ta­re il pro­prio pote­re e pre­sti­gio: io sarò il ter­mi­na­le di tut­ti quel­li che vor­ran­no por­ta­re il loro con­tri­bu­to, sen­za pre­clu­sio­ni, e con lo stes­so spi­ri­to andrò ovun­que sarà sen­sa­to che io vada nel­l’in­te­res­se del­la cit­ta­di­nan­za, non degli inte­res­si privati.


19. Se fos­se elet­to “Sin­da­co di Mila­no”, qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavoro?

Gio­va­ni: cen­si­men­to di tut­ti gli spa­zi pub­bli­ci nei diver­si quar­tie­ri di Mila­no, uti­liz­za­bi­li come luo­ghi di ritro­vo e per ini­zia­ti­ve culturali/affini; loro aper­tu­ra con per­so­na­le volon­ta­rio la sera fino alle 23–24 nei gior­ni feria­li. Sono com­pre­si i tan­tis­si­mi semin­ter­ra­ti ALER e simi­li lascia­ti inu­ti­liz­za­ti: da met­te­re a dispo­si­zio­ne di asso­cia­zio­ni, grup­pi cul­tu­ra­li anche di comu­ni­tà di immi­gra­ti, ecc. 

Uni­ver­si­tà: met­te­rei a dispo­si­zio­ne degli spa­zi che le Uni­ver­si­tà potran­no affi­da­re a grup­pi di stu­den­ti che dovran­no far­se­ne cari­co per adi­bir­li a luo­ghi di ricer­ca pro­prio sul tema scuo­la e lavo­ro; si potreb­be anche apri­re una sot­to­scri­zio­ne pub­bli­ca per pre­mia­re la ricer­ca del­l’u­ni­ver­si­tà che meglio farà una pro­po­sta sigla­ta da pro­fes­so­ri e stu­den­ti insie­me, per affron­ta­re la famo­sa cri­si: se aspet­tia­mo che il sape­re ven­ga dai poli­ti­ci sia­mo fini­ti. Il sape­re è dove si stu­dia, e dare agli stu­den­ti il com­pi­to di risol­ve­re la cri­si che li col­pi­sce è il pri­mo pas­so per coin­vol­ger­li e tro­var­li in segui­to pron­ti anche ad agire. 

Lavo­ro: il Comu­ne di Mila­no deve pren­der­si in mano il più pos­si­bi­le l’in­ter­me­dia­zio­ne doman­da-offer­ta, non deve lasciar fare solo ai pri­va­ti, è que­stio­ne essen­zia­le per i suoi cit­ta­di­ni. E deve vie­ta­re, anche nel­le ex-muni­ci­pa­liz­za­te da lui con­trol­la­te, l’e­ster­na­liz­za­zio­ne dei ser­vi­zi attra­ver­so cooperative. 

Andreb­be poi dato ad ogni gio­va­ne mila­ne­se la pos­si­bi­li­tà, alme­no una vol­ta nel­la vita, di acce­de­re ad un ser­vi­zio di con­su­len­za fisca­le eco­no­mi­ca e giu­ri­di­ca che per­met­ta loro di rea­liz­za­re 1 Pro­get­to che han­no a cuo­re per la loro vita. 


Denis Tri­vel­la­to

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