CARO SINDACO — Ottava puntata: Giuseppe Lo Cicero

Innan­zi­tut­to per­ché non voglia­mo iden­ti­fi­car­ci con nes­su­na fazio­ne poli­ti­ca ma con tut­te le per­so­ne (indi­pen­den­te dal loro cre­do poli­ti­co) che non si ritro­va­no nel­l’at­tua­le siste­ma dei par­ti­ti.per poter com­pe­te­re e col­la­bo­ra­re ad un livel­lo pari­ta­rio con i pae­si nostri allea­ti come Ger­ma­nia, Fran­cia, Inghil­te­ra, Sta­ti Uniti 


1. L’Associazione SoS Rac­ket sem­bra rima­ne­re sem­pre più sola nel­la lot­ta con­tro le mafie. Gli ulti­mi even­ti riguar­dan­ti le case dell’ A.L.E.R sem­bra­no la pun­ta di un ice­berg che non si vuo­le scio­glie­re. Del piz­zo non se ne par­la ad alta voce, ma in mol­ti lo paga­no, anche nel cen­tro di Mila­no. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so ormai sem­pre più impe­ran­te nel­la regio­ne Lombardia?
Il pri­mo pun­to del nostro pro­gram­ma sia a livel­lo regio­na­le che a livel­lo nazio­na­le è la lot­ta alla cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta. Alcu­ni mesi fa quan­do mi era venu­to l’idea di crea­re un par­ti­to ave­vo invia­to una mail a Fre­dia­no Man­zi (fon­da­to­re di SoS Rac­ket) per pro­por­lo come nostro can­di­da­to sin­da­co, in quan­to pen­sa­vo fos­se la per­so­na più adat­ta a con­tra­sta­re il feno­me­no mafia a Milano.
Pur­trop­po a Mila­no l’amministrazione pub­bli­ca ha sem­pre fat­to fin­ta che la mafia non esi­stes­se (non ulti­ma la signo­ra Morat­ti), favo­ren­do in que­sto modo l’infiltrazione mafio­sa sul ter­ri­to­rio. Noi pro­po­nia­mo una col­la­bo­ra­zio­ne con tut­te le orga­niz­za­zio­ni atti­ve nel­la lot­ta alla mafia per indi­vi­dua­re una stra­te­gia comu­ne da adot­ta­re per sra­di­ca­re que­sto feno­me­no una vol­ta per tut­te dal nostro territorio.
Inol­tre pro­po­nia­mo una poli­ti­ca per la sicu­rez­za che pos­sa dare mag­gio­re fidu­cia a tut­ti i cit­ta­di­ni. Que­sto innan­zi­tut­to attra­ver­so le seguen­ti misure:
Isti­tu­zio­ne del vigi­le di quartiere
Isti­tu­zio­ne dei comi­ta­ti di quar­tie­re, sul model­lo di Lon­dra, in cui i cit­ta­di­ni pos­sa­no par­te­ci­pa­re per discu­te­re dei pro­ble­mi rela­ti­vi alla sicurezza
Isti­tu­zio­ne di nume­ri ver­di per la denun­cia anche ano­ni­ma di crimini.
Que­ste misu­re han­no lo sco­po di dare un sen­so di mag­gio­re sicu­rez­za a tut­ti i cit­ta­di­ni e quin­di favo­ri­re la denun­cia dei cri­mi­ni da par­te del­la col­let­ti­vi­tà. Oltre a que­ste pro­po­nia­mo pro­ce­du­re più sicu­re per l’assegnazione degli appal­ti, per scon­giu­ra­re che que­ste vada­no in mano alla cri­mi­na­li­tà. Tra l’altro pre­ve­dia­mo un mag­gio­re tra­spa­ren­za nell’assegnazione degli appal­ti con la publi­ca­zio­ne di tut­ti i det­ta­gli sul sito del comu­ne. Que­sta sem­pli­ce misu­ra ser­ve, inol­tre, a scon­giu­ra­re che tan­gen­ti pos­sa­no esse­re paga­ti ai poli­ti­ci per l’assegnazione degli appalti.
2. Lei ha mai vio­la­to la legge?
Il nostro par­ti­to pone mol­ta enfa­si sull’onestà dei pro­pri can­di­da­ti. Cia­scun can­di­da­to deve fir­ma­re l’accettazione di un codi­ce eti­co e il suo com­por­ta­men­to deve esse­re tale da non met­te­re mai in dub­bio l’imp
egno fina­liz­za­to al bene dei cittadini.
Per­so­nal­men­te ho qual­che mul­ta per sosta vie­ta­ta ma non ho nes­su­na con­dan­na pena­le nè alcun pro­ces­so in corso.
3. Come si muo­ve a Mila­no? Mez­zi pub­bli­ci, bici­clet­ta o auto­mo­bi­le? Quan­to spen­de più o meno annual­men­te per que­sti spostamenti? 
A Mila­no mi sono sem­pre mos­so con i mez­zi pub­bli­ci di gior­no e in auto­mo­bi­le la sera visto che ad un cer­to ora­rio i mez­zi smet­to­no di anda­re. Mi sareb­be pia­ciu­to uti­liz­za­re mag­gior­men­te la bici­clet­ta ma pur­trop­po a Mila­no l’utilizzo di tale mez­zo è mol­to disa­ge­vo­le per non dire peri­co­lo­so. Infat­ti, in man­can­za di piste cicla­bi­li, i cicli­sti sono costret­ti ad anda­re in stra­da con il rischio di esse­re tra­vol­ti da qual­che auto e a respi­ra­re l’aria alta­men­te inqui­na­ta di Milano.
Noi pro­po­nia­mo nel nostro pro­gram­ma per Mila­no di man­te­ne­re aper­ta la metro­po­li­ta­na per 24 ore alme­no il vener­di e il saba­to sera. Inol­tre pro­po­nia­mo la costru­zio­ne di un siste­ma di piste cicla­bi­li in cit­tà per per­met­te­re final­men­te a tut­ti i cicli­sti di spo­star­si in cit­tà sen­za pericoli.
Non ho mai cal­co­la­to la mia spe­sa annua per i spo­sta­men­ti e quin­di non pos­so rispon­de­re a que­sta domanda.
4. Visti i dati pre­oc­cu­pan­ti sul­la dif­fu­sio­ne dell’HIV (15.000 per­so­ne secon­do la L.I.L.A.) e di gra­vi­dan­ze inde­si­de­ra­te a Mila­no, come pen­sa di pro­ce­de­re sul fron­te dell’educazione ses­sua­le nel­le scuo­le supe­rio­ri? Come si pone di fron­te ad ini­zia­ti­ve come la pre­sen­za di distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi nel­le scuo­le? Cosa pen­sa del­lo scon­tro che lo scor­so anno ha visto coin­vol­ti l’ASL di Mila­no e la Reg
ione Lom­bar­dia, riguar­dan­te le moda­li­tà con cui si tene­va­no i cor­si di edu­ca­zio­ne ses­sua­le e che han­no por­ta­to alla sospen­sio­ne degli stessi?
Sono nato e cre­sciu­to in Sve­zia dove l’educazione ses­sua­le vie­ne inse­gna­ta dai pri­mi anni di scuo­la sen­za imba­raz­zi. Gli inse­gnan­ti ci mostra­va­no diver­si tipi di con­trac­cet­ti­vi e spie­ga­va­no van­tag­gi e svan­tag­gi esi­sten­ti tra di loro.
Pur­trop­po in Ita­lia la chie­sa ha sem­pre impe­di­to l’insegnamento dell’educazione ses­sua­le a scuo­la favo­ren­do così la dif­fu­zio­ne di malat­tie e gra­vi­dan­ze inde­si­de­ra­te. Ovvia­men­te i ragaz­zi han­no voglia di esplo­ra­re e spe­ri­men­ta­re la pro­pria ses­sua­li­tà men­tre l’orientamento del­la poli­ti­ca su que­sto tema ha sem­pre segui­to l’orientamento del­la chie­sa cat­to­li­ca vol­ta ad impe­di­re qual­sia­si rap­por­to prematrimoniale.
Sono con­vin­to che la scuo­la deve inse­gna­re ai ragaz­zi ad affron­ta­re la vita da adul­ti. Cioè li deve pre­pa­ra­re al mon­do lavo­ra­ti­vo e li deve inse­gna­re quei valo­ri di con­vi­ven­za civi­le neces­sa­ria ad una socie­tà moder­na. Ai ragaz­zi deve quin­di esse­re inse­gna­to a scuo­la l’importanza dell’uso del pre­ser­va­ti­vo nei rap­por­ti occa­sio­na­li. Sono ovvia­men­te a favo­re dei distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi a scuo­la ad un prez­zo mol­to bas­so in modo tale da incen­ti­var­ne l’uso.
Pur­trop­po l’insegnamento non rien­tra tra le com­pe­ten­ze del comu­ne. Ma pen­so che il comu­ne pos­sa comun­que fare mol­to di piu’ per infor­ma­re i ragaz­zi su temi impor­tan­ti come ses­so, dro­ga, alcool etc.
5.Prima del­la sua car­rie­ra poli­ti­ca, di cosa si occupava?
Qua­le car­rie­ra poli­ti­ca? Io non sono un poli­ti­co, sono un sem­pli­ce cit­ta­di­no indi­gna­to davan­ti agli abu­si e la cor­ru­zio­ne dei poli­ti­ci. Il moti­vo per il qua­le ho deci­so di for­ma­re un par­ti­to e pre­sen­tar­mi alle ele­zio­ni comu­na­li di Mila­no è che non ho nes­su­na fidu­cia nei poli­ti­ci attua­li. Sia Morat­ti che Pisa­pia sono sta­ti toc­ca­ti per­so­nal­men­te dagli ulti­mi scan­da­li poli­ti­ci e que­sto dimo­stra come tut­ti appar­ten­ga­no allo stes­so siste­ma poli­ti­co fat­to di ami­ci­zie e favo­ri. Sono tut­to­ra un revi­so­re con­ta­bi­le, lau­rea­to in eco­no­mia e commercio.
6. Che gene­re di istru­zio­ne ha rice­vu­to dai suoi geni­to­ri e dal­le scuo­le che ha frequentato?
Pen­so di aver rice­vu­to una edu­ca­zio­ne simi­le a quel­la di mol­ti miei coe­ta­nei. Le dif­fe­ren­ze for­se deri­va­no dal fat­to che sono secon­do­ge­ni­to in una fami­glia di set­te figli. Ho quin­di avu­to l’esempio dei miei geni­to­ri che si sono sem­pre fat­ti in quat­tro per non far man­ca­re nien­te ai pro­pri figli. Mi han­no inse­gna­to a rispet­ta­re il pros­si­mo e che l’onestà alla lun­ga sem­pre paga. Sono nato in Sve­zia e ho fre­quen­ta­to la scuo­la dell’obbligo sve­de­se e suc­ces­si­va­men­te il liceo ita­lia­no. Ho stu­dia­to Eco­no­mia e Com­mer­cio all’università cat­to­li­ca di Mila­no. Ho quin­di avu­to la for­tu­na di assi­mi­la­re due cul­tu­re mol­to diver­se tra di loro quel­la ita­lia­na e quel­la svedese.

7. Il rap­por­to di Tran­sa­tlan­tic Trends evi­den­zia che in Ita­lia la per­ce­zio­ne del­la per­cen­tua­le di immi­gra­zio­ne risul­ta quat­tro vol­te supe­rio­re rispet­to alla real­tà. A Mila­no, gli avve­ni­men­ti di via Pado­va o del cam­po rom di via Tri­bo­nia­no dimo­stra­no che la tem­pe­ra­tu­ra socia­le resta cal­da. Qua­li cre­de sia­no le prio­ri­tà per stem­pe­ra­re la ten­sio­ne? Come pro­get­te­rà di muo­ver­si il comu­ne e i suoi ser­vi­zi per attua­re l’integrazione con stru­men­ti alter­na­ti­vi al solo inter­ven­to del­le for­ze dell’ordine?
Il pro­ble­ma a Mila­no non è nel nume­ro di immi­gra­ti rispet­to alla popo­la­zio­ne­ma piut­to­sto nel bas­so livel­lo di inte­gra­zio­ne degli immi­gra­ti nel­la socie­tà. In altri pae­si euro­pei il feno­me­no dell’immigrazione esi­ste già dagli anni 50 e 60, quan­do era­no gli ita­lia­ni ad emi­gra­re, prin­ci­pal­men­te in Ger­ma­nia ed in Sviz­ze­ra, ma anche in sud e nor­da­me­ri­ca. Gli immi­gra­ti han­no quin­di avu­to più tem­po per inte­grar­si in que­ste soce­tà e a appren­de­re i valo­ri del pae­se ospi­tan­te. In Ita­lia poi i mez­zi di infor­ma­zio­ne han­no dipin­to l’immigrazione come sino­ni­mo di delin­quen­za, per cui mol­ti ita­lia­ni han­no adi­rit­tu­ra pau­ra ad avvi­ci­nar­si ad uno straniero.
Noi pen­sia­mo da un lato che la socie­tà Ita­lia­na non sia in gra­do di acco­glie­re altri immi­gra­ti e quin­di sia­mo a favo­re di misu­re che ne limi­ta­no l’afflusso. Que­sto in quan­to l’Italia è in cri­si eco­no­mi­ca e mol­ti gio­va­ni ita­lia­ni, anche neo­lau­rea­ti, sono attual­men­te disoc­cu­pa­ti. Non vedo quin­di come pos­sia­mo dedi­ca­re risor­se agli imm­mi­gra­ti quan­do non abbia­mo risor­se suf­fi­cien­ti per noi.
Tut­ta­via il nostro par­ti­to rico­no­sce nel pro­prio sta­tu­to il prin­ci­pio di ugua­glian­za di tut­ti i cit­ta­di­ni. Per que­sto moti­vo sia­mo a favo­re di poli­ti­che che favo­ri­sca­no l’integrazione di tut­ti gli immi­gra­ti attual­men­te resi­den­ti in Italia.
Per stem­pe­ra­re la ten­sio­ne esi­sten­te tra immi­gra­ti e ita­lia­ni dovrem­mo innan­zi­tut­to favo­ri­re l’integrazione degli immi­gra­ti nel­la nostra socie­tà. Pen­so che il comu­ne, insie­me con i ser­vi­zi socia­li, pos­sa lavo­ra­re per favo­ri­re l’integrazione degli immi­gra­ti, pro­po­nen­do cor­si sui valo­ri del­la socie­tà ita­lia­na e favo­ren­do l’inserimento degli stra­nie­ri che trop­po spes­so sono costret­ti a delin­que­re per tira­re avan­ti nel nostro pae­se. La socie­tà ita­lia­na può impa­ra­re mol­to da mol­te cul­tu­re stra­nie­re a pat­to di saper acco­glie­re gli stra­nie­ri che arrivano.
Per quan­to riguar­da i quar­tie­ri a rischio sono asso­lu­ta­men­te con­tra­rio a misu­re di copri­fuo­co come inve­ce pre­di­spo­sto dal­la giun­ta Morat­ti. Tali misu­re sono, infat­ti, pena­liz­zan­ti per tut­ti i cit­ta­di­ni del quar­tie­re, non solo per i stra­nie­ri. Noi pro­po­nia­mo mag­gio­re sicu­rez­za dei quar­tie­ri con un mag­gio­re uti­liz­zo di tele­ca­me­re e con l’istituzione del vigi­le di quar­tie­re. Noi per­se­guia­mo un obiet­ti­vo vol­to a mini­miz­za­re la delin­quen­za e il cri­mi­ne in cit­tà indi­pen­den­te­men­te dal­la nazio­na­li­tà del colpevole.
8. Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà mila­ne­si sono pen­do­la­ri, fuo­ri sede o pro­ve­nien­ti da altri pae­si (Era­smus). Viven­do a Mila­no con­tri­bui­sco­no in vario modo a ren­de­re più ric­ca la cit­tà. Pur­trop­po, rispet­to alle gran­di cit­tà euro­pee Mila­no risen­te di un defi­cit nel set­to­re del tra­spor­to pub­bli­co, soprat­tut­to nel­le fasce not­tur­ne e nel­le zone peri­fe­ri­che e i prez­zi dei taxi sono asso­lu­ta­men­te proi­bi­ti­vi. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to mila­ne­se? Come pen­sa di agi­re sul­le poli­ti­che gio­va­ni­li e di integrazione? 
Nel nostro pro­gram­ma ho pro­po­sto diver­si pun­ti per miglio­ra­re il tra­spo­pr­to pub­bli­co di Mila­no. Innan­zi­tut­to i mez­zi pub­bli­ci dovreb­be­ro svol­ge­re un ser­vi­zio con­ti­nua­to per 24 ore alme­no il vener­dì e il saba­to sera come avvie­ne oggi­gior­no nel­la mag­gior par­te del­le cit­tà europee.
Inol­tre dob­bia­mo miglio­ra­re la rete del­la metro­po­li­ta­na per poter rag­giun­ge­re non solo tut­ti i quar­tie­ri di Mila­no ma anche tut­ta la pro­vin­cia. In tal modo mol­ti stu­den­ti potreb­be­ro vive­re in peri­fe­ria dove i costi degli affit­ti sono mol­to inferiori.
Pre­ve­dia­mo inol­tre di inter­ve­ni­re sui prez­zi per per­met­te­re a stu­den­ti e pen­sio­na­ti di poter uti­liz­za­re i mez­zi ad un prez­zo ragionevole.
Voglia­mo anche lavo­ra­re insie­me con le orga­niz­za­zio­ni per i disa­bi­li per stu­dia­re come rimuo­ve­re tut­te le odio­se bar­rie­re archi­tet­to­ni­che che non per­met­to­no ai disa­bi­li di muo­ver­si age­vol­men­te in città.
Per quan­to riguar­da l’integrazione degli stu­den­ti stra­nie­ri, io per­so­nal­men­te pen­so che l’insegnamento uni­ver­si­ta­rio deb­ba esse­re svol­ta in ingle­se. La cono­scen­za dell’inglese è fon­da­men­ta­le per affron­ta­re con suc­ces­so il mon­do del lavo­ro e gli stu­den­ti ita­lia­ni sono mol­to indie­tro rispet­to ai ragaz­zi fran­ce­si e tede­schi. In un mon­do glo­ba­le la cono­scen­za dell’inglese è fon­da­men­ta­le in ogni set­to­re e se i gio­va­ni non cono­sco­no bene que­sta lin­gua sono già taglia­ti fuo­ri da mol­te oppor­tu­ni­tà di lavoro.
9. Qual è la sua visio­ne di Mila­no? Qua­li bene­fi­ci socia­li e ambien­ta­li por­te­rà l’Expo ai cit­ta­di­ni mila­ne­si e ai suoi visitatori?
Sono sem­pre sta­to con­tra­rio all’Expo che pen­so sia una mani­fe­sta­zio­ne sopra­va­lu­ta­ta ed ecces­si­va­men­te costo­sa per i cit­ta­di­ni. L’expo non è una mani­fe­sta­zio­ne di inte­res­se mon­dia­le che pos­sa giu­sti­fi­ca­re gli inve­sti­men­ti che si stan­no facen­do in tem­pi di cri­si. Insom­ma non stia­mo par­lan­do di un even­to come le Olim­pia­di o i mon­dia­li di cal­cio. Basti pen­sa­re che sia­mo riu­sci­ti a strap­pa­re l’organizzazione dell’evento ad una cit­tà come Izmir, con tut­to il dovu­to rispetto.
In secon­do luo­go, come già avve­nu­to in occa­sio­ne di Ita­lia 90 si rischia di costrui­re cat­te­dra­li nel deser­to che una vol­ta fini­ta la mani­fe­sta­zio­ne ver­ran­no abban­do­na­te e lascia­te nel degra­do. Inol­te i nume­ro­si lavo­ri neces­sa­ri per l’evento han­no già atti­ra­to l’attenzione del­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta come dimo­stra­no i recen­ti arresti.
Noi se vin­cia­mo le ele­zio­ni fare­mo ovvia­men­te di tut­to per ren­de­re la mani­fe­sta­zio­ne un suc­ces­so, per mostra­re al mon­do le capa­ci­tà orga­niz­za­ti­ve dei mila­ne­si e per mostra­re al mon­do inte­ro la bel­lez­za del­la nostra cit­tà. Mol­ti stra­nie­ri non cono­sco­no Mila­no dato che i turi­sti rara­men­te pas­sa­no dal­la nostra cit­tà. L’expo diven­ta quin­di un’opportunità per pro­muo­ve­re l’immagine di Milano.
Pen­so inol­tre che l’Expo pos­sa esse­re una gran­de oppor­tu­ni­tà per mol­ti gio­va­ni stu­den­ti che pos­sa­no lavo­ra­re e tro­va­re un impie­go alme­no tem­po­ra­neo nell’organizzazione dell’evento.
10. Da una sti­ma fat­ta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comu­ne di Mila­no cir­co­la­no 800 mila vet­tu­re e di que­ste cir­ca 30 mila sono non cata­liz­za­te (3.8%). Le mac­chi­ne più moder­ne, che rispon­do­no alle diret­ti­ve euro­pee più seve­re in ter­mi­ne di inqui­na­men­to, in Ita­lia sono meno di una su tre, men­tre a Mila­no sono cir­ca il 42 per cen­to. Eppu­re, Mila­no ha supe­ra­to i limi­ti di PM10 per ben 35 vol­te nei soli pri­mi 38 gior­ni di quest’anno. Per entra­re nel­la cer­chia dei bastio­ni si paga l’Ecopass. Alcu­ni stu­di indi­ca­no che un S.U.V die­sel di ulti­ma gene­ra­zio­ne (euro 4, euro 5, che quin­di non paga l’Ecopass) inqui­na alme­no quan­to un euro 2 ben­zi­na, che inve­ce deve paga­re l’Ecopass. Si potreb­be giun­ge­re alla sfor­tu­na­ta con­clu­sio­ne che chi ha i sol­di per com­pra­re una mac­chi­na nuo­va non paga l’Ecopass, chi non ha que­sti sol­di inve­ce lo paga. Entram­bi fan­no gira­re l’economia, entram­bi inqui­na­no. Cosa inten­de fare Lei? Come sta andan­do que­sto Pro­get­to “Eco”?
Come det­to in pre­ce­den­za nel nostro pro­gram­ma ponia­mo mol­ta enfa­si sul pro­ble­ma dell’inquinamento a Mila­no. Pen­so che uno dei com­pi­ti di un sin­da­co sia di sal­va­guar­da­re la salu­te dei pro­pri cit­ta­di­ni e quin­di il pro­ble­ma dell’inquinamento dovreb­be esse­re una prio­ri­tà per cia­scun can­di­da­to sindaco.
Nel nostro pro­gram­ma pro­po­nia­mo diver­se solu­zio­ni al pro­ble­ma dell’inquinamento dell’aria. Innan­zi­tut­to voglia­mo disin­cen­ti­va­re l’utilizzo dell’auto a Mila­no tra­mi­te l’estensione dell’ecopass a tut­te le vet­tu­re inqui­nan­ti (sola­men­te auto elet­tri­che e simi­li saran­no esen­ta­ti) e il miglio­ra­men­to dei tra­spor­ti pub­bli­ci. Nel­la cer­chia in cui l’ecopass è atti­vo non è neces­sa­rio uti­liz­za­re l’auto in quan­to il tra­spor­to pub­bli­co è già ades­so abba­stan­za effi­cien­te e con i miglio­ra­men­ti che pro­po­nia­mo non ser­vi­rà affat­to uti­liz­za­re l’auto in cen­tro. Quin­di chi vor­rà entra­re all’interno del­la cer­chia dei bastio­ni con l’auto dovrà pagare.
Voglia­mo inol­tre incen­ti­va­re l’utilizzo di mez­zi non inqui­nan­ti come le bici­clet­te costruen­do piste cicla­bi­li in cit­tà e in pro­vin­cia. A Mila­no esi­sto­no mol­te stra­de lar­ghe in cui c’è suf­fi­cien­te spa­zio per costrui­re anche piste ciclabili.
Pro­po­nia­mo inol­tre di con­ver­ti­re il par­co auto del comu­ne di Mila­no in mez­zi elet­tr­ci non inqui­nan­ti. Per quan­to riguar­da il tra­spor­to pub­bli­co pre­ve­dia­mo di con­ver­ti­re i pull­man inqui­nan­ti con mez­zi ali­men­ta­ti a biodiesel.
Oltre alle misu­re di limi­ta­zio­ne dell’inquinamento pro­dot­to dal­le auto pre­ve­dia­mo di dota­re ogni tet­to di ogni edi­fi­cio publi­co di pan­nel­li sola­ri per con­tri­bui­re alla pro­du­zio­ne di ener­gia elet­tri­ca puli­ta per l’amministrazione pubblica.
11. Sem­pre per quan­to riguar­da l’inquinamento ave­te inten­zio­ne di aumen­ta­re la sal­va­guar­dia del­la salu­te con­trol­lan­do anche il PM100? 
Ovvia­men­te! Come det­to pen­so che ogni sin­da­co abbia l’obbligo di sal­va­guar­da­re la salu­te dei pro­pri cit­ta­di­ni. Quin­di ogni misu­ra che pos­sa mostra­re la qua­li­tà dell’aria deve esse­re moni­to­ra­ta e devo­no esse­re intra­pre­se del­le azio­ni per miglio­rar­ne il livel­lo. Noi ci ponia­mo obiet­ti­vi par­ti­co­lar­men­te impe­gna­ti­vi per miglio­ra­re l’aria dei cit­ta­di­ni. Ovvia­men­te vor­rem­mo eli­mi­na­re del tut­to il PM2,5 PM10 e PM100 ma sare­mo comun­que sod­di­sfat­ti se sare­mo riu­sci­ti a dimez­zar­ne le quan­ti­tà in 5 anni.
Ovvia­men­te non ci ponia­mo solo l’obiettivo di ridur­re l’inquinamento ma anche quel­lo di ridur­re o azze­ra­re il car­bon foot­print dell’amministrazione comunale.
12. Lei beve l’acqua del rubi­net­to di casa sua?
Bevo l’acqua del rubi­net­to in tut­ta Euro­pa e Nord Ame­ri­ca tran­ne che in Ita­lia. In Ita­lia non esi­sto­no dati cer­ti sul­la qua­li­tà dell’acqua pota­bi­le e quin­di pre­fe­ri­sco acqui­sta­re l’acqua. Ho in pre­vi­sio­ne di acqui­sta­re un fil­tro per l’acqua per poter bere più tran­quil­la­men­te l’acqua del rubi­net­to, ma come det­to al momen­to bevo l’acqua in bottiglia.
13. A Mila­no ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da mol­ti anni. Altre inve­ce ven­go­no date agli ami­ci degli ami­ci o a gen­te che si può per­met­te­re ben oltre ciò che inve­ce paga (il caso di Affit­to­po­li, Tri­vul­zio &C .). Secon­do i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affit­ti per gli stu­den­ti a Mila­no han­no subi­to un rin­ca­ro del 10%. Una came­ra sin­go­la arri­va a costa­re fino a 750 euro. Qua­le potreb­be esse­re la pri­ma azio­ne in meri­to a tale problema?
Pur­trop­po rispet­to agli stu­den­ti euro­pei gli ita­lia­ni sono for­te­men­te svan­tag­gia­ti. Non esi­sto­no bor­se di stu­dio o que­ste sono comun­que mol­to limi­ta­te e gli appar­ta­men­ti costa­no un occhio del­la testa. Il risul­ta­to è che non tut­ti si pos­so­no per­met­te­re di stu­dia­re all’università. Io vor­rei una uni­ver­si­tà più moder­na in cui gli stu­den­ti con mag­gio­re meri­to pos­sa­no otte­ne­re bor­se di stu­dio che pos­sa­no copri­re i costi del­le ret­te e i costi degli affitti.
A lun­go ter­mi­ne vor­rei costrui­re cam­pus uni­ver­si­ta­ri sul­lo sti­le ame­ri­ca­no ed euro­peo in cui gli stu­den­ti pos­sa­no ave­re dirit­to ad un pic­co­lo appar­ta­men­to, ad un prez­zo modi­co. Comun­que una pri­ma azio­ne facil­men­te attua­bi­le potreb­be esse­re quel­la di isti­tui­re del­le bor­se di stu­dio per i stu­den­ti mag­gior­men­te meritevoli.
Un’altra idea potreb­be esse­re quel­la di uti­liz­za­re gli appar­ta­men­ti sfit­ti o pos­se­du­ti dagli enti e che sono in mano agli ami­ci dei poli­ti­ci. Uno degli obiet­ti­vi del nostro par­ti­to è la pro­mo­zio­ne di una poli­ti­ca più tra­spa­ren­te. Un caso come affit­to­po­li non sareb­be potu­to suc­ce­de­re per­chè gli elen­chi sareb­be­ro sta­ti publi­ca­ti su inter­net alla dispo­si­zio­ne di tut­ti. Inve­ce in Ita­lia la poli­ti­ca ha sem­pre cer­ca­to di nascon­de­re tut­to (basta cer­ca­re di leg­ge­re un bilan­cio del comu­ne di Mila­no per vede­re come si cer­ca di nascon­de­re l’informazione ver­so i cit­ta­di­ni) per poter pro­teg­ge­re tut­ti colo­ro che godo­no di bene­fi­ci particolari.
14. Lei ha mai lavo­ra­to sen­za rice­ve­re denaro? 
Non ho mai fat­to atti­vi­tà di volon­ta­ria­to. Nel cor­so del mio perio­do uni­ver­si­ta­rio ho fat­to diver­si lavo­ri per gua­da­gna­re qual­co­si­na e quin­di gra­va­re il meno pos­si­bi­le sui miei genitori.
15. Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elettorale?
Nul­la. Pri­ma di tut­to per­chè sia­mo un par­ti­to nuo­vo e quin­di abbia­mo pochis­si­me risor­se. Noi sia­mo con­vin­ti che la nostra for­za stia nel­le nostre idee. Se le idee sono buo­ne sare­mo pre­mia­ti dagli elet­to­ri altri­men­ti sce­glie­ran­no un can­di­da­to con idee miglio­ri del­le nostre. Per pro­muo­ve­re le nostre idee fare­mo lar­go uso di inter­net che è gra­tis e rag­giun­ge la mag­gior par­te dei cit­ta­di­ni milanesi.
Sen­to par­la­re di enor­mi quan­ti­tà di sol­di spe­si per la cam­pa­gna poli­ti­ca di un sin­go­lo can­di­da­to e mi chie­do come può ammi­ni­stra­re i sol­di dei con­tri­buen­ti una per­so­na che per­met­te tale spre­co, ma evi­den­te­men­te in Ita­lia sia­mo abi­tua­ti a questo.
16. Negli ulti­mi die­ci anni le biblio­te­che rio­na­li han­no ridot­to l’orario di aper­tu­ra ren­den­do­li simi­li agli ora­ri di un spor­tel­lo del­le poste. Pochis­si­me biblio­te­che riman­go­no aper­te la sera. Per visi­ta­re il Lou­vre di Pari­gi si spen­de tan­to quan­to anda­re al Palaz­zo Rea­le. Le asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li mila­ne­si sono al col­las­so. I pic­co­li tea­tri rischia­no di chiu­de­re ogni gior­no. Qual è la sua pro­po­sta cul­tu­ra­le per Milano?
In tut­ta Ita­lia la cul­tu­ra sta moren­do. A Lon­dra mol­ti musei sono gra­tui­ti e fan­no a gara per pro­por­re mostre inte­res­san­ti. A Mila­no pur­trop­po esi­sto­no pochi spa­zi in cui fare atti­vi­tà cul­tu­ra­li. Non esi­sto­no gal­le­rie in cui espor­re le ope­re dei gio­va­ni arti­sti ed i tea­tri non rice­vo­no il soste­gno di cui han­no biso­gno. Inol­tre l’ingresso ai musei è ecces­si­va­men­te caro. A tut­to ciò si aggiun­ge la scar­sa valo­riz­za­zio­ne del­le biblio­te­che che inve­ce dovreb­be­ro fun­ge­re da cen­tro cul­tu­ra­le di quartiere.
Quan­do ero in uni­ver­si­tà anda­vo la sera alla biblio­te­ca di Bono­la per­chè era l’unica biblio­te­ca del­la zona a rima­ne­re aper­ta anche la sera.
Il comu­ne di Mila­no spen­de un sac­co di sol­di in atti­vi­tà cul­tu­ra­li ma in que­ste atti­vi­tà non sono ade­gua­ta­men­te coin­vol­ti i cit­ta­di­ni milanesi.
Noi pro­po­nia­mo di dedi­ca­re mag­gio­ri spa­zi all’arte e alla cul­tu­ra coin­vol­gen­do mag­gior­men­te i cit­ta­di­ni e le uni­ver­si­tà. Per esem­pio si potrebb­be lavo­ra­re insie­me con Bre­ra per espor­re i lavo­ri dei gio­va­ni arti­sti per le vie cit­ta­di­ne oppu­re pre­di­spor­re ras­se­gne di tea­tro gra­tui­ti. Sarei anche favo­re­vo­le alla pro­ie­zio­ne in piaz­za duo­mo del­la pri­ma del­la sca­la che pen­so deb­ba esse­re un’evento per tut­ti i mila­ne­si e non solo per i VIP.
Vor­rei coin­vol­ge­re i stu­den­ti e i cit­ta­di­ni nel­la pro­get­ta­zio­ne del­la cit­tà e nel miglio­ra­men­to degli spa­zi comu­ni, nel­le pro­get­ta­zio­ne del­le mostre, dei con­cer­ti e nel­le atti­vi­tà sportive.
17. Le uni­ver­si­tà pri­va­te mila­ne­si sono sta­te ulti­ma­men­te sede di visi­te par­la­men­ta­ri, gover­na­ti­ve e da par­te dei mem­bri del gover­no comu­na­le. San Raf­fae­le, Cat­to­li­ca, Boc­co­ni e Iulm sem­bra­no richia­ma­re sem­pre più i salot­ti buo­ni del­la bor­ghe­sia mila­ne­se e del­la rap­pre­sen­tan­za comu­na­le. Le uni­ver­si­tà sta­ta­li qua­li l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di, la Bicoc­ca e il Poli­tec­ni­co, soprat­tut­to le pri­me due, non sono sta­te degne di que­sta pas­se­rel­la. Eppu­re tra isti­tu­ti ed enti pub­bli­ci dovreb­be esser­ci una coe­sio­ne mag­gio­re. Cosa ne pen­sa e cosa farà in merito?
Come det­to inten­do coin­vol­ge­re mag­gior­men­te i cit­ta­di­ni nel­la gestio­ne dell’amministrazione pub­bli­ca e in que­sto ruo­lo ovvia­men­te le uni­ver­si­tà dovran­no svol­ge­re un ruo­lo fon­da­men­ta­le. Pen­so per esem­pio di coin­vol­ge­re gli stu­den­ti di archi­tet­tu­ra e i loro docen­ti in pro­get­ti di miglio­ra­men­to del­la cit­tà, ma ovvia­men­te è pos­si­bi­le coin­vol­ge­re i stu­den­ti di ogni per­cor­so di stu­dio. Mi ven­go­no in men­te i stu­den­ti di inge­gne­ria che pos­so­no col­la­bo­ra­re nel pro­get­to di ren­de­re Mila­no più ver­de. Ma anche agli stu­den­ti di sto­ria dell’arte che potreb­be­ro dare una mano ad alle­sti­re mostre, inge­gne­ri potreb­be­ro par­te­ci­pa­re in diver­si altri pro­get­ti di miglio­ra­men­to e auto­ma­zio­ne del­la cit­tà, stu­den­ti di eco­no­mia potreb­be­ro con­tri­bui­re in pro­get­ti di mar­ke­ting del­la cit­tà per incre­men­ta­re il turi­smo etc.
Mi sono sem­pre lamen­ta­to del fat­to che le uni­ver­si­tà ita­lia­ne sono trop­po teo­ri­che. Vor­rei quin­di dare una oppor­tu­ni­tà agli stu­den­ti di appli­ca­re le loro cono­scen­ze (come avvie­ne all’estero) a ser­vi­zio del­la ricer­ca e al ser­vi­zio del­la città.
18. Se fos­se elet­to “Sin­da­co di Mila­no”, qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavoro?
Innan­zi­tut­to inten­do con­vo­ca­re i rap­pre­sen­tan­ti dei gio­va­ni, dei pen­sio­na­ti, di green­pea­ce, asso­cia­zio­ni anti­ma­fia, asso­cia­zio­ni di geni­to­ri etc per capi­re come miglio­ra­re la cit­tà insie­me. Come indi­ca­to in pre­ce­den­za nel nostro pro­gram­ma è fon­da­men­ta­le la col­la­bo­ra­zio­ne di tut­ti i cit­ta­di­ni. Come pri­ma cosa quin­di inten­do ascol­ta­re i pro­blem dei cit­ta­di­ni, e le loro pro­po­ste di solu­zio­ne. Non si pos­so­no pro­por­re del­le solu­zio­ni sen­za sen­ti­re i cit­ta­di­ni che ne saran­no impattati.
A Mila­no pur­trop­po non esi­sto­no strut­tu­re per i gio­va­ni per il tem­po libe­ro. Ho inten­zio­ne di uti­liz­za­re alcu­ne del­le aree dismes­se di Mila­no per costrui­re dei cen­tri di aggre­ga­zio­ne in cui i ragaz­zi pos­sa­no pra­ti­ca­re sport, atti­vi­tà cul­tu­ra­li (sale di pro­va muscia­li a prez­zi acces­si­bi­li, o pal­chi in cui alle­sti­re con­cer­ti). Que­ste strut­tu­re dovreb­be­ro anche infor­ma­re i ragaz­zi sul mon­do del lavo­ro e sul mon­do degli “adul­ti”. Strut­tu­re di que­sto tipo esi­sto­no in mol­te cit­tà euro­pee ma non in Ita­lia dove non si è mai dato atten­zio­ne alle esi­gen­ze dei giovani.
Per il lavo­ro non pos­so fare mol­to ma inten­do libe­ra­liz­za­re l’orario di aper­tu­ra dei nego­zi. Que­sto dareb­be la pos­si­bli­tà a mol­ti stu­den­ti uni­ver­si­ta­ri di lavo­ra­re part time cosi come avvie­ne in Ame­ri­ca e nel resto d’europa. Inol­tre, come det­to, vor­rei coin­vol­ge­re i stu­den­ti nei pro­get­ti di miglio­ra­men­to del­la cit­tà. Que­sto aiu­te­reb­be a pre­pa­ra­re meglio i stu­den­ti per il mon­do del lavoro.
Denis Tri­vel­la­to
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