CARO SINDACO — Quarta puntata: Marco Mantovani

Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to i can­di­da­ti sin­da­co per le ele­zio­ni comu­na­li di Mila­no su temi che van­no dal­le poli­ti­che gio­va­ni­li, al mon­do del lavo­ro, ai tra­spor­ti pub­bli­ci. Oggi è il tur­no di Mar­co Man­to­va­ni, can­di­da­to di For­za Nuo­va, 51 anni, già in cor­sa nel­le pro­vin­cia­li 2009.


1. L’Associazione SoS Rac­ket sem­bra rima­ne­re sem­pre più sola nel­la lot­ta con­tro le mafie. Gli ulti­mi even­ti riguar­dan­ti le case dell’ A.L.E.R sem­bra­no la pun­ta di un ice­berg che non si vuo­le scio­glie­re. Del piz­zo non se ne par­la ad alta voce, ma in mol­ti lo paga­no, anche nel cen­tro di Mila­no. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so ormai sem­pre più impe­ran­te nel­la regio­ne Lom­bar­dia?Innan­zi­tut­to, voglio pre­met­te­re che il rac­ket attor­no alle occu­pa­zio­ni del­le case popo­la­ri è par­ti­co­lar­men­te ripro­ve­vo­le per­ché col­pi­sce le fasce più debo­li social­men­te ed eco­no­mi­ca­men­te. Riten­go sia impor­tan­te un rigo­ro­so e capil­la­re con­trol­lo da par­te dell’ALER del­la situa­zio­ne da due pun­ti di vista: è prio­ri­ta­rio che ALER inter­ven­ga sul­le tan­te strut­tu­re fati­scen­ti e per nien­te digni­to­se per chi vi abi­ta legal­men­te ed è urgen­te che con sem­pli­ci con­trol­li incro­cia­ti veri­fi­chi che gli occu­pan­ti sia­no gli inte­sta­ta­ri del con­trat­to. E’ impor­tan­te anche recu­pe­ra­re i tan­ti allog­gi attual­men­te chiu­si per moti­vi che riten­go ingiu­sti­fi­ca­ti, costrin­gen­do le fami­glie mila­ne­si già in dif­fi­col­tà a inde­bi­tar­si ulte­rior­men­te per gli eso­si affit­ti del mer­ca­to pri­va­to o ad affi­dar­si agli usu­rai. For­za Nuo­va ha da sem­pre nei pro­pri pun­ti pro­gram­ma­ti­ci la lot­ta con­tro l’usura, com­pre­sa quel­la lega­liz­za­ta ope­ra­ta dal­le ban­che (basti guar­da­re i tas­si appli­ca­ti pro­prio sui mutui dagli isti­tu­ti di cre­di­to). Fa rife­ri­men­to alla sicu­rez­za del­la cit­tà anche un mag­gio­re con­trol­lo dei vec­chi e dei nuo­vi eser­ci­zi com­mer­cia­li il cui capi­ta­le di pro­ve­nien­za non è sem­pre ben defi­ni­to. E per que­sti, come per gli altri rea­ti, sono fon­da­men­ta­li pene seve­re e cer­te per chi vie­ne con­dan­na­to: se le for­ze dell’ordine inda­ga­no tra le note dif­fi­col­tà mate­ria­li che cono­scia­mo non è pos­si­bi­le poi che i col­pe­vo­li ven­ga­no, il più del­le vol­te, rila­scia­ti dal­la magi­stra­tu­ra con sen­ten­ze spes­so ideo­lo­gi­che. E che non ten­go­no con­to dei dan­ni alle vit­ti­me e del­la sicu­rez­za del cit­ta­di­no. Infi­ne voglio ricor­da­re che pro­prio qual­che mese fa, venu­ti a cono­scen­za che l’associazione Sos rac­ket e usu­ra era pri­va di un pun­to di rife­ri­men­to, For­za Nuo­va anche pro­po­sto al suo pre­si­den­te, Fre­dia­no Man­zi, di uti­liz­za­re la pro­pria sede milanese.


2. Lei ha mai vio­la­to la leg­ge?
Non ho con­dan­ne a mio cari­co, se que­sta è la doman­da. Come ogni per­so­na che fac­cia poli­ti­ca di stra­da, e non di salot­to, ho subi­to denun­ce per mani­fe­sta­zio­ni non auto­riz­za­te. Vi fac­cio un esem­pio: alle ele­zio­ni regio­na­li dell’anno scor­so, al nostro segre­ta­rio nazio­na­le è sta­to addi­rit­tu­ra impe­di­to di tene­re un comi­zio a soste­gno del­la nostra lista. Una cosa mai vista per nes­sun par­ti­to politico.

3. Come si muo­ve a Mila­no? Mez­zi pub­bli­ci, bici­clet­ta o auto­mo­bi­le? Quan­to spen­de più o meno annual­men­te per que­sti spo­sta­men­ti?A Mila­no mi muo­vo prin­ci­pal­men­te a pie­di e in moto. Evi­to insom­ma il più pos­si­bi­le di uti­liz­za­re l’automobile per muo­ver­mi all’interno del­la cit­tà, non solo per moti­vi di como­di­tà ma anche per non con­tri­bui­re all’inquinamento. Riten­go che, a par­ti­re dal sin­da­co, ogni sin­go­lo cit­ta­di­no deb­ba impe­gnar­si per ten­ta­re di risol­ve­re un pro­ble­ma sem­pre più gra­ve per la salu­te di tut­ti noi.

4. Visti i dati pre­oc­cu­pan­ti sul­la dif­fu­sio­ne dell’HIV (15.000 per­so­ne secon­do la L.I.L.A.) e di gra­vi­dan­ze inde­si­de­ra­te a Mila­no, come pen­sa di pro­ce­de­re sul fron­te dell’educazione ses­sua­le nel­le scuo­le supe­rio­ri? Come si pone di fron­te ad ini­zia­ti­ve come la pre­sen­za di distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi nel­le scuo­le? Cosa pen­sa del­lo scon­tro che lo scor­so anno ha visto coin­vol­ti l’ASL di Mila­no e la Regio­ne Lom­bar­dia, riguar­dan­te le moda­li­tà con cui si tene­va­no i cor­si di edu­ca­zio­ne ses­sua­le e che han­no por­ta­to alla sospen­sio­ne degli stes­si? Pur­trop­po, il fal­li­men­to dell’educazione ses­sua­le fin qui rea­liz­za­ta è dimo­stra­to dai ter­ri­bi­li nume­ri del con­ta­gio dell’Hiv e del­le gra­vi­dan­ze “inde­si­de­ra­te”. Come noto, For­za Nuo­va è con­tra­ria all’aborto che ritie­ne esse­re un omi­ci­dio. La real­tà è che que­sta dram­ma­ti­ca situa­zio­ne, per­ché di dram­ma si trat­ta, è il risul­ta­to del­la tan­to sban­die­ra­ta rivo­lu­zio­ne ses­sua­le. L’età del pri­mo rap­por­to ses­sua­le è sce­sa ver­ti­gi­no­sa­men­te: a ren­de­re più pre­oc­cu­pan­te la situa­zio­ne è il man­ca­to uti­liz­zo di meto­di di pre­ven­zio­ne. A peg­gio­ra­re ulte­rior­men­te c’è che le gio­va­ni sia­no abban­do­na­te a loro stes­se e incen­ti­va­te all’impiego del­la pil­lo­la abor­ti­va. Da quel­lo che ci risul­ta, a Mila­no ci sono con­sul­to­ri in cui alle ragaz­ze, mino­ren­ni com­pre­se, vie­ne pre­scrit­ta anche sen­za alcun con­trol­lo medi­co né infor­ma­zio­ne né assi­sten­za psi­co­lo­gi­ca. Non pos­sia­mo che esse­re dun­que favo­re­vo­li a pro­gram­mi che ren­da­no i gio­va­ni con­sa­pe­vo­li dei rischi e li avvi­ci­ni­no a com­por­ta­men­ti più respon­sa­bi­li nel­la loro ses­sua­li­tà. Noi rite­nia­mo che sia neces­sa­ria anche un’educazione sen­ti­men­ta­le, in un’epoca in cui, lo dico­no mol­ti esper­ti, sono sem­pre più dif­fu­si i rap­por­ti occa­sio­na­li anche tra i gio­va­nis­si­mi, con uno svi­li­men­to del cor­po e del­la persona.

5.Prima del­la sua car­rie­ra poli­ti­ca, di cosa si occu­pa­va? Io non fac­cio car­rie­ra, nel sen­so che non inten­do l’impegno poli­ti­co come un mestie­re. Ho inve­ce sem­pre abbi­na­to la mia pas­sio­ne e la mia mili­tan­za pri­ma agli stu­di e poi al mio lavo­ro pri­ma di dipen­den­te e poi di libe­ro professionista.

6. Che gene­re di istru­zio­ne ha rice­vu­to dai suoi geni­to­ri e dal­le scuo­le che ha fre­quen­ta­to? Rispet­to del­le rego­le e for­za di soste­ne­re le pro­prie idee fino in fon­do: que­sto mi ha sem­pre det­to mio padre. Così è sta­to quan­do ero stu­den­te negli anni ’70 e sono sta­to costret­to a cam­bia­re per ben quat­tro vol­te il liceo pro­prio in vir­tù del­la mia mili­tan­za nel Fron­te del­la gio­ven­tù. E non solo ho dovu­to anda­re da un isti­tu­to all’altro ma per un cer­to perio­do mi sono dovu­to allon­ta­na­re dal­la mia fami­glia e far­mi ospi­ta­re da alcu­ni paren­ti. Que­sto è quel­lo che ricor­do del­la scuo­la di quel perio­do: l’impossibilità di espri­me­re libe­ra­men­te le mie opi­nio­ni sen­za rischia­re anche la vita come suc­ces­so, fino alle estre­me con­se­guen­ze, ad alcu­ni miei ami­ci. Mia madre inve­ce mi ha inse­gna­to l’importanza di non rin­ne­ga­re le pro­prie radi­ci, anche se umi­li, e nel­lo stes­so tem­po del­la deter­mi­na­zio­ne a miglio­ra­re sem­pre la pro­pria con­di­zio­ne sen­za uni­for­mar­si al pen­sie­ro comu­ne. Sen­za schiac­cia­re chi non ha la pos­si­bi­li­tà di far­lo e difen­den­do i più debo­li. Le sono gra­to anche un pre­cet­to che ha carat­te­riz­za­to tut­ta la mia espe­rien­za poli­ti­ca e pro­fes­sio­na­le e che mi ha per­mes­so di fare tan­te espe­rien­ze impor­tan­ti: non ave­re alcun pregiudizio.

7. Il rap­por­to di Tran­sa­tlan­tic Trends evi­den­zia che in Ita­lia la per­ce­zio­ne del­la per­cen­tua­le di immi­gra­zio­ne risul­ta quat­tro vol­te supe­rio­re rispet­to alla real­tà. A Mila­no, gli avve­ni­men­ti di via Pado­va o del cam­po rom di via Tri­bo­nia­no dimo­stra­no che la tem­pe­ra­tu­ra socia­le resta cal­da. Qua­li cre­de sia­no le prio­ri­tà per stem­pe­ra­re la ten­sio­ne? Come pro­get­te­rà di muo­ver­si il comu­ne e i suoi ser­vi­zi per attua­re l’integrazione con stru­men­ti alter­na­ti­vi al solo inter­ven­to del­le for­ze dell’ordine? Non cono­sco l’associazione Tran­sa­tlan­tic trends ma soprat­tut­to non cono­sco la meto­do­lo­gia uti­liz­za­ta per fare que­sta sti­ma. Non so se la per­ce­zio­ne dei cit­ta­di­ni sia supe­rio­re alla real­tà ma di sicu­ro la per­cen­tua­le uffi­cia­le di stra­nie­ri nel nostro Pae­se è supe­rio­re a quan­to il nostro siste­ma pos­sa soste­ne­re sen­za arri­va­re al col­las­so. Voglio riba­di­re che For­za Nuo­va non è con­tro gli immi­gra­ti ma con­tro l’immigrazione sel­vag­gia sfrut­ta­ta dal­le mul­ti­na­zio­na­li che pos­so­no così otte­ne­re for­za lavo­ro a bas­so costo e ridur­re anche i dirit­ti e la digni­tà dei lavo­ra­to­ri ita­lia­ni. Ci sono anche le orga­niz­za­zio­ni non gover­na­ti­ve e “cari­ta­te­vo­li”, Cari­tas com­pre­sa, a lucra­re sul­la pel­le degli stra­nie­ri otte­nen­do ingen­ti finan­zia­men­ti pub­bli­ci che potreb­be­ro inve­ce esse­re uti­liz­za­ti per miglio­ra­re la qua­li­tà del­la vita dei cit­ta­di­ni ita­lia­ni social­men­te debo­li. For­za Nuo­va inol­tre ritie­ne che i cit­ta­di­ni stra­nie­ri deb­ba­no esse­re aiu­ta­ti, per dav­ve­ro, nel­le loro ter­re d’origine per non sra­di­car­li dal­la pro­pria cul­tu­ra e dal­le pro­prie tra­di­zio­ni, per non distrug­ge­re inte­re fami­glie e non impo­ve­ri­re ulte­rior­men­te l’economia dei sin­go­li Pae­si di pro­ve­nien­za. Il fal­li­men­to del mul­ti­cul­tu­ra­li­smo che For­za Nuo­va com­bat­te da sem­pre, è sta­to pub­bli­ca­men­te ammes­so di recen­te anche da lea­der di Sta­ti demo­cra­ti­ci e pro­gres­si­sti come la Ger­ma­nia e la Gran Bre­ta­gna. Anche loro han­no alla fine con­ve­nu­to che di inte­gra­zio­ne si può par­la­re solo quan­do i cit­ta­di­ni stra­nie­ri accet­ti­no total­men­te le rego­le e i prin­ci­pi fon­dan­ti del Pae­se che li ospi­ta. Le esplo­sio­ni di con­flit­ti inte­ret­ni­ci in alcu­ni quar­tie­ri di Mila­no sono avve­nu­te solo per­ché non è sta­to gover­na­to il feno­me­no dell’immigrazione dall’amministrazione comu­na­le che ha lascia­to nasce­re e cre­sce­re, e nel caso di Tri­bo­nia­no addi­rit­tu­ra inco­rag­gian­do, quar­tie­ri ghet­to pri­vi di qual­sia­si lega­li­tà: lì gli ita­lia­ni sono sta­ti com­ple­ta­men­ti abban­do­na­ti da chi li avreb­be dovu­ti tute­la­re. E ora chie­de il loro voto a que­ste ele­zio­ni. L’unica rispo­sta data sono sta­ti i mili­ta­ri, che non pos­so­no fare nul­la per garan­ti­re il con­trol­lo del ter­ri­to­rio: quel­lo è com­pi­to del sin­da­co e dei suoi asses­so­ri. In via Pado­va sareb­be basta­to, per esem­pio, veri­fi­ca­re le tan­te denun­ce fat­te dai cit­ta­di­ni del­la zona di inte­ri palaz­zi gesti­ti da cri­mi­na­li, ita­lia­ni e stra­nie­ri, lascia­ti libe­ri di det­ta­re leg­ge su tut­to e su tut­ti. Anzi, baste­reb­be far­li anche ora, visto che la situa­zio­ne non è mai migliorata.

8. Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà mila­ne­si sono pen­do­la­ri, fuo­ri sede o pro­ve­nien­ti da altri pae­si (Era­smus). Viven­do a Mila­no con­tri­bui­sco­no in vario modo a ren­de­re più ric­ca la cit­tà. Pur­trop­po, rispet­to alle gran­di cit­tà euro­pee Mila­no risen­te di un defi­cit nel set­to­re del tra­spor­to pub­bli­co, soprat­tut­to nel­le fasce not­tur­ne e nel­le zone peri­fe­ri­che e i prez­zi dei taxi sono asso­lu­ta­men­te proi­bi­ti­vi. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to mila­ne­se? Come pen­sa di agi­re sul­le poli­ti­che gio­va­ni­li e di inte­gra­zio­ne? Non è ovvia­men­te pos­si­bi­le esau­ri­re que­sto capi­to­lo in poche righe: le poten­zia­li­tà e le dif­fi­col­tà degli uni­ver­si­ta­ri sono infi­ni­te. Pur­trop­po la situa­zio­ne è poco sod­di­sfa­cen­te da tut­ti i pun­ti di vista per col­pa del­la caren­za di pro­gram­ma­zio­ne del­la clas­se poli­ti­ca ita­lia­na e anche lom­bar­da. A dif­fe­ren­za di altri Sta­ti, euro­pei e non solo, non ci sono strut­tu­re e infra­strut­tu­re ade­gua­te, non ci sono resi­den­ze suf­fi­cien­ti, non ci sono cam­pus, non ci sono addi­rit­tu­ra aule, non ci sono attrez­za­tu­re. Non c’è nean­che un ade­gua­to soste­gno al dirit­to di stu­dio dei gio­va­ni meno abbien­ti che rischia­no sem­pre più spes­so di dover inter­rom­pe­re il pro­prio per­cor­so for­ma­ti­vo. Su que­sti pun­ti il nuo­vo Sin­da­co dovrà agi­re di con­cer­to con le Uni­ver­si­tà, con le altre isti­tu­zio­ni e ovvia­men­te con le rap­pre­sen­tan­ze degli studenti.

9. Qual è la sua visio­ne di Mila­no? Qua­li bene­fi­ci socia­li e ambien­ta­li por­te­rà l’Expo ai cit­ta­di­ni mila­ne­si e ai suoi visi­ta­to­ri? Secon­do For­za Nuo­va l’Expo non por­te­rà alcun bene­fi­cio ai cit­ta­di­ni. Gli uni­ci a trar­ne van­tag­gio saran­no i soli­ti noti che potran­no sta­re in vetri­na, sep­pu­re più appan­na­ta del pre­vi­sto: i costrut­to­ri e tut­to il loro entou­ra­ge eco­no­mi­co e poli­ti­co, finan­zie­ri ed archi­star. Oltre il già denun­cia­to gran­de rischio del­le infil­tra­zio­ni mala­vi­to­se in un imper­di­bi­le affa­re miliar­da­rio. Per le pic­co­le impre­se, gli arti­gia­ni e gli ope­rai ita­lia­ni non ci saran­no van­tag­gi: le fet­te del­la tor­ta andran­no sbri­cio­la­te in appal­ti e subap­pal­ti dif­fi­ci­li da rin­trac­cia­re e con­trol­la­re, il più del­le vol­te vin­ti da coo­pe­ra­ti­ve nate per l’occasione e soli­te uti­liz­za­re mano­do­pe­ra stra­nie­ra a bas­so costo e al di fuo­ri del­le rego­le. Ai mila­ne­si rimar­ran­no cemen­to e pochi faz­zo­let­ti di ver­de sbia­di­to ma pre­sen­ta­ti come mae­sto­si boschi cit­ta­di­ni o lus­su­reg­gian­ti eso­ti­ci “giar­di­ni ver­ti­ca­li”. Già oggi la nuo­va Fie­ra di Rho Pero accu­sa dif­fi­col­tà a riem­pi­re gli spa­zi e gli alber­ghi nati attor­no come fun­ghi sono vuo­ti: cosa suc­ce­de­rà alle nuo­ve cat­te­dra­li nel deser­to dopo il 2015, quan­do fini­rà l’esposizione internazionale?

10. Da una sti­ma fat­ta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comu­ne di Mila­no cir­co­la­no 800 mila vet­tu­re e di que­ste cir­ca 30 mila sono non cata­liz­za­te (3.8%). Le mac­chi­ne più moder­ne, che rispon­do­no alle diret­ti­ve euro­pee più seve­re in ter­mi­ne di inqui­na­men­to, in Ita­lia sono meno di una su tre, men­tre a Mila­no sono cir­ca il 42 per cen­to. Eppu­re, Mila­no ha supe­ra­to i limi­ti di PM10 per ben 35 vol­te nei soli pri­mi 38 gior­ni di quest’anno. Per entra­re nel­la cer­chia dei bastio­ni si paga l’Ecopass. Alcu­ni stu­di indi­ca­no che un S.U.V die­sel di ulti­ma gene­ra­zio­ne (euro 4, euro 5, che quin­di non paga l’Ecopass) inqui­na alme­no quan­to un euro 2 ben­zi­na, che inve­ce deve paga­re l’Ecopass. Si potreb­be giun­ge­re alla sfor­tu­na­ta con­clu­sio­ne che chi ha i sol­di per com­pra­re una mac­chi­na nuo­va non paga l’Ecopass, chi non ha que­sti sol­di inve­ce lo paga. Entram­bi fan­no gira­re l’economia, entram­bi inqui­na­no. Cosa inten­de fare Lei? Come sta andan­do que­sto Pro­get­to “Eco”?Come già det­to, il pro­ble­ma inqui­na­men­to è un serio pro­ble­ma per la salu­te di tut­ti e che va risol­to. Non può esse­re cer­to Mila­no da sola a far­lo, visto che è l’intera pia­nu­ra pada­na a esse­re sof­fo­ca­ta dal­le pol­ve­ri sot­ti­li. Io riten­go che l’Ecopass sia un com­ple­to fal­li­men­to, uti­le solo per fare cas­sa. Ovvia­men­te non è giu­sto che chi non è nel­le con­di­zio­ni eco­no­mi­che di rin­no­va­re l’auto ven­ga oltre­mo­do svan­tag­gia­to e per di più sen­za nep­pu­re un moti­vo, visto che i risul­ta­ti dell’Ecopass sono, sul pia­no del­la ridu­zio­ne del­lo smog, com­ple­ta­men­te inu­ti­li. Io pen­so che si deb­ba inter­ve­ni­re con urgen­za e sen­za ten­ten­na­men­ti per miglio­ra­re i mez­zi di tra­spor­to pub­bli­ci: pur­trop­po si è per­so trop­po tem­po. Biso­gna inve­sti­re su auto­bus più pic­co­li e meno inqui­nan­ti. Biso­gna pro­get­ta­re linee di col­le­ga­men­to più bre­vi: non è pos­si­bi­le che ci sia­no trat­te che van­no da un capo all’altro del­la cit­tà accu­mu­lan­do così ritar­di e disgui­di di ogni gene­re. Biso­gna imple­men­ta­re le cor­se. E ovvia­men­te con­cen­trar­si sul­le metro­po­li­ta­ne: le linee attual­men­te in fun­zio­ne e le poche cor­se pre­vi­ste in futu­ro riman­go­no una ver­go­gna per una cit­tà con le dimen­sio­ni di Mila­no. Ovvia­men­te il capo­luo­go deve coor­di­nar­si con i comu­ni vici­ni dai qua­li ogni gior­no arri­va­no miglia­ia e miglia­ia di pen­do­la­ri.

11. Sem­pre per quan­to riguar­da l’inquinamento ave­te inten­zio­ne di aumen­ta­re la sal­va­guar­dia del­la salu­te con­trol­lan­do anche il PM100?
L’Europa non lo richie­de ma stu­di scien­ti­fi­ci ammet­to­no la sua esi­sten­za e il suo pote­re can­ce­ro­ge­no… Tra gli inqui­nan­ti ci sono il Pm10, il Pm 2,5, il bios­si­do di azo­to, il black car­bon uti­liz­za­to come para­me­tro nel­le uni­ver­si­tà ame­ri­ca­ne da oltre die­ci anni. Insom­ma, i valo­ri da tene­re in con­si­de­ra­zio­ne sono sicu­ra­men­te supe­rio­ri alle rile­va­zio­ni che ven­go­no oggi effet­tua­te: ed è pos­si­bi­le avva­ler­si del­la pre­zio­sa col­la­bo­ra­zio­ne del­la comu­ni­tà scien­ti­fi­ca che si occu­pa di inqui­na­men­to con cogni­zio­ne di cau­sa. Un buon sin­da­co si attor­nia di buo­ni tec­ni­ci e non di ami­ci con­su­len­ti . Un buon sin­da­co deve dar­si del­le prio­ri­tà e io pen­so che que­sto del­la qua­li­tà dell’aria che respi­ria­mo sia al pri­mo posto: sono in aumen­to le malat­tie respi­ra­to­rie, sono in impen­na­ta le aller­gie. Non è pos­si­bi­le non dare rispo­ste serie e in tem­pi velo­ci. Si devo­no pren­de­re deci­sio­ni con­di­vi­se e con­cre­te e non inu­ti­li e demagogiche.

12. Lei beve l’acqua del rubi­net­to di casa sua? Sì, bevo rego­lar­men­te acqua del rubi­net­to. E’ un altro modo per ren­der­si respon­sa­bi­li del­la sal­va­guar­dia dell’ambiente: si limi­ta la pro­du­zio­ne di pla­sti­ca e si ridu­ce l’inquinamento atmo­sfe­ri­co deri­van­te dal­la distri­bu­zio­ne del­le bot­ti­glie che, come per tut­te le altre mer­ci, pur­trop­po avvie­ne qua­si esclu­si­va­men­te su gomma.

13.A Mila­no ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da mol­ti anni. Altre inve­ce ven­go­no date agli ami­ci degli ami­ci o a gen­te che si può per­met­te­re ben oltre ciò che inve­ce paga (il caso di Affit­to­po­li, Tri­vul­zio &C .). Secon­do i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affit­ti per gli stu­den­ti a Mila­no han­no subi­to un rin­ca­ro del 10%. Una came­ra sin­go­la arri­va a costa­re fino a 750 euro. Qua­le potreb­be esse­re la pri­ma azio­ne in meri­to a tale pro­ble­ma? Le sti­me par­la­no di 60mila allog­gi sfit­ti a Mila­no: è da anni, tan­ti anni, che lo sen­to dire. E che sen­to chie­de­re e pro­por­re solu­zio­ni per indur­re i pro­prie­ta­ri di allog­gi a met­ter­li sul mer­ca­to. Inve­ce si è costrui­to anco­ra di più, sem­pre e solo edi­li­zia pri­va­ta, facen­do cre­sce­re quin­di il pro­ble­ma. Intan­to le abi­ta­zio­ni degli enti e del­le Fon­da­zio­ni, come recen­te­men­te è tor­na­to alla ribal­ta, sono rima­ste inva­ria­bil­men­te nel­le dispo­ni­bi­li­tà di per­so­ne ad alto red­di­to e teno­re di vita. Una gran­de ver­go­gna. La vicen­da ha toc­ca­to anche un can­di­da­to a Palaz­zo Mari­no, pro­prio quel­lo che dovreb­be difen­de­re i dirit­ti dei più debo­li, Giu­lia­no Pisa­pia: la sua com­pa­gna è da più di 20 anni affit­tua­ria di un gran­de appar­ta­men­to in cen­tro a Mila­no a un prez­zo infe­rio­re addi­rit­tu­ra a quel­lo che uno stu­den­te è costret­to a paga­re per un sem­pli­ce posto let­to o una fami­glia per un bilo­ca­le in peri­fe­ria. Per quan­to riguar­da i patri­mo­ni immo­bi­lia­ri del­le isti­tu­zio­ni quin­di è neces­sa­ria la mas­si­ma tra­spa­ren­za abbi­na­ta a ser­ra­ti con­trol­li anche fisca­li, visto che non ci si può affi­da­re alla mora­li­tà dei sin­go­li. Per il mer­ca­to pri­va­to biso­gna inve­ce pen­sa­re ad incen­ti­vi che da una par­te con­sen­ta­no ai pic­co­li pro­prie­ta­ri di otte­ne­re un red­di­to ade­gua­to e dall’altra a stu­den­ti e fasce socia­li debo­li di paga­re un affit­to accet­ta­bi­le. Un’amministrazione seria non lo fa solo inve­sten­do sol­di ma anche ponen­do­si come media­to­re di garan­zia tra le parti.

14. Lei ha mai lavo­ra­to sen­za rice­ve­re dena­ro? No, il lavo­ro deve esse­re remu­ne­ra­to, in pro­por­zio­ne alla pro­fes­sio­na­li­tà e all’impegno pro­fu­si. Se no, non stia­mo par­lan­do di lavo­ro, ma di sfrut­ta­men­to. O di volon­ta­ria­to, ma que­sto è appun­to un altro argomento.

15. Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elet­to­ra­le? Spen­de­re­mo per la cam­pa­gna elet­to­ra­le tut­to quel­lo che rac­co­glie­re­mo tra i mili­tan­ti e sim­pa­tiz­zan­ti di For­za Nuo­va, in base alle loro pos­si­bi­li­tà. Si trat­te­rà, nel­le miglio­re del­le ipo­te­si, di poche miglia­ia di euro. Quan­to ci ser­ve per stam­pa­re volan­ti­ni e mani­fe­sti. Tut­to il resto è affi­da­to alla mili­tan­za poli­ti­ca, come nel­la tra­di­zio­ne del nostro partito.

16. Negli ulti­mi die­ci anni le biblio­te­che rio­na­li han­no ridot­to l’orario di aper­tu­ra ren­den­do­li simi­li agli ora­ri di un spor­tel­lo del­le poste. Pochis­si­me biblio­te­che riman­go­no aper­te la sera. Per visi­ta­re il Lou­vre di Pari­gi si spen­de tan­to quan­to anda­re al Palaz­zo Rea­le. Le asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li mila­ne­si sono al col­las­so. I pic­co­li teatri rischia­no di chiu­de­re ogni gior­no. Qual è la sua pro­po­sta cul­tu­ra­le per Mila­no?Cono­sco il pro­ble­ma del­le biblio­te­che rio­na­li anche per­ché un nostro gio­va­ne respon­sa­bi­le, stu­den­te e lavo­ra­to­re, è tra colo­ro che ne garan­ti­sco­no l’apertura sera­le. Sono sem­pre di meno e sem­pre più a rischio nono­stan­te svol­ga­no un impor­tan­te ruo­lo socia­le oltre che cul­tu­ra­le, pro­prio per­ché col­lo­ca­te nel­le peri­fe­rie. Que­sta pro­gres­si­va dismis­sio­ne con­fer­ma l’assoluto disin­te­res­se dell’attuale ammi­ni­stra­zio­ne comu­na­le del­le neces­si­tà del ter­ri­to­rio e dei suoi abi­tan­ti gio­va­ni e meno gio­va­ni. Ma è un gra­ve erro­re anche in ter­mi­ni stra­te­gi­ci rispet­to alla sicu­rez­za per­ché toglie pun­ti di vita­li­tà e sen­ti­nel­le impor­tan­ti con­tro ogni tipo di devian­za. Non vor­rei che fos­se la stes­sa cosa che sta suc­ce­den­do con i mer­ca­ti comu­na­li coper­ti, lascia­ti volu­ta­men­te mori­re con il pro­po­si­to di ven­de­re le aree ai pri­va­ti. Pur­trop­po tut­to ciò che fa cul­tu­ra, in sen­so stret­to o lato, e che soprat­tut­to non com­por­ti gran­di even­ti e gros­si flus­si di dena­ro è desti­na­to a esse­re così mal­trat­ta­to da que­sta ammi­ni­stra­zio­ne. Un buon sin­da­co dovrà inver­ti­re la ten­den­za auto distrut­ti­va del­la città.

17. Le uni­ver­si­tà pri­va­te mila­ne­si sono sta­te ulti­ma­men­te sede di visi­te par­la­men­ta­ri, gover­na­ti­ve e da par­te dei mem­bri del gover­no comu­na­le. San Raf­fae­le, Cat­to­li­ca, Boc­co­ni e Iulm sem­bra­no richia­ma­re sem­pre più i salot­ti buo­ni del­la bor­ghe­sia mila­ne­se e del­la rap­pre­sen­tan­za comu­na­le. Le uni­ver­si­tà sta­ta­li qua­li l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di, la Bicoc­ca e il Poli­tec­ni­co, soprat­tut­to le pri­me due, non sono sta­te degne di que­sta pas­se­rel­la. Eppu­re tra isti­tu­ti ed enti pub­bli­ci dovreb­be esser­ci una coe­sio­ne mag­gio­re. Cosa ne pen­sa e cosa farà in meri­to? Come noto un sin­da­co può inter­ve­ni­re ben poco in tema di uni­ver­si­tà, la cui com­pe­ten­za è fon­da­men­tal­men­te gover­na­ti­va nel pie­no rispet­to del­le sin­go­le auto­no­mie. Da pre­ci­sa­re che io non riten­go che la que­stio­ne sia­no le pas­se­rel­le o meno. Le uni­ver­si­tà, stu­den­ti, per­so­na­le e docen­ti, han­no biso­gno di altro, a par­ti­re da ser­vi­zi fun­zio­na­li e da oppor­tu­ni­tà rea­li. Per que­sto le eccel­len­ze del­le uni­ver­si­tà, pub­bli­che e pri­va­te, devo­no par­te­ci­pa­re con le loro cono­scen­ze e con il loro appor­to al pro­gres­so del­la cit­tà. E a loro van­no garan­ti­ti gli stru­men­ti per una rego­la­re e digni­to­sa vita sco­la­sti­ca e lavo­ra­ti­va. E cioè, come si dice­va pri­ma, le aule, gli allog­gi, i ser­vi­zi di acco­glien­za e di orien­ta­men­to, i trasporti.

18. Se fos­se elet­to “Sin­da­co di Mila­no”, qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavo­ro? Ripe­to, un sin­da­co può fare poco in mate­ria di uni­ver­si­tà e anche di lavo­ro. Ma nel­lo stes­so tem­po può fare tan­to. Un buon sin­da­co è col­let­to­re atten­do del­le doman­de, è inter­lo­cu­to­re sol­le­ci­to alle pro­po­ste, è por­ta­vo­ce e rap­pre­sen­tan­te del­le istan­ze con­cre­te nel­le sedi oppor­tu­ne. Ai cit­ta­di­ni deve dare strut­tu­re sul ter­ri­to­rio, dal­la peri­fe­ria al cen­tro, per nasce­re, cre­sce­re, svi­lup­pa­re le pro­prie aspi­ra­zio­ni, invec­chia­re con sicu­rez­za e digni­tà. Ai gio­va­ni deve dare oppor­tu­ni­tà di for­mar­si e poter com­pe­te­re in un mer­ca­to dei sape­ri e del lavo­ro non più solo ristret­to ai con­fi­ni del­la cit­tà, del­la regio­ne, del­la nazio­ne. Le pri­me tre azio­ni per i gio­va­ni mi aspet­to mi ven­ga­no sol­le­ci­ta­te dai gio­va­ni: tut­to il nostro pro­gram­ma sta cre­scen­do così, ascol­tan­do per stra­da le per­so­ne. E i gio­va­ni sono un ele­men­to fon­da­men­ta­le di For­za Nuova.

Denis Tri­vel­la­to
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8 Commenti su CARO SINDACO — Quarta puntata: Marco Mantovani

  1. For­se For­za Nuo­va non sareb­be in gra­do di ammi­ni­stra­re una cit­tà come Mila­no ma sicu­ra­men­te una pre­sen­za di “mili­tan­ti” nel con­si­glio comu­na­le fareb­be bene a tut­ta la cit­tà.
    Sia­mo stan­chi del­le soli­te fac­ce, dei soli­ti par­ti­ti, del­le soli­te chiac­che­re!
    La cric­ca se la can­ta e se la suo­na c’è biso­gno di qual­cu­no fuo­ri dagli sche­mi che fac­cia da con­trol­lo­re e per quel­lo che leg­go e vedo in giro per Mila­no for­za­nuo­va ha le car­te in rego­la per un com­pi­to del genere.

  2. Non ho mai avu­to dub­bi sul­l’in­te­gri­tà per­so­na­le poli­ti­ca e mora­le di Mar­co Man­to­va­ni, spe­ro diven­ti la “nostra voce” fuo­ri dal coro.… Non resta che votar­lo. (Nono)

  3. Io voto Man­to­va­ni!
    Basta Eco­pass
    Basta Mul­te
    Basta cen­tro tira­to a luci­do e peri­fe­rie lascia­te a morire!

  4. Final­men­te una voce fuo­ri dal coro…
    Io ho vota­to Lega dal 1997 ma ades­so basta darò il mio voto a For­za Nuo­va, nel­la spe­ran­za che pos­sa­no adem­pi­re alle pro­mes­se fat­te, e mai man­te­nu­te, da LEGA E PDL!!!

  5. anch’io vota­vo lega. tan­te pro­mes­se e basta. que­sta vol­ta nn mi ture­rò il naso votan­do la morat­ti. un voto in più per for­za nuova

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