CARO SINDACO — Terza puntata: Sergio Cau

Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to i can­di­da­ti sin­da­co per le ele­zio­ni comu­na­li di Mila­no su temi che van­no dal­le poli­ti­che gio­va­ni­li, al mon­do del lavo­ro, ai tra­spor­ti pub­bli­ci. Oggi l’in­ter­vi­sta a Ser­gio Cau, con­su­len­te pub­bli­ci­ta­rio mila­ne­se, pro­mo­to­re del neo­na­to Par­ti­to Iva che riu­ni­sce lavo­ra­to­ri auto­no­mi con par­ti­ta Iva di sim­pa­tie poli­ti­che diver­se ma acco­mu­na­ti dal­la delu­sio­ne per l’o­pe­ra­to svol­to dal­le diver­se for­ze poli­ti­che nei con­fron­ti dei lavo­ra­to­ri autonomi.

1. L’Associazione SoS Rac­ket sem­bra rima­ne­re sem­pre più sola nel­la lot­ta con­tro le mafie. Gli ulti­mi even­ti riguar­dan­ti le case dell’ A.L.E.R sem­bra­no la pun­ta di un ice­berg che non si vuo­le scio­glie­re. Del piz­zo non se ne par­la ad alta voce, ma in mol­ti lo paga­no, anche nel cen­tro di Mila­no. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so ormai sem­pre più impe­ran­te nel­la regio­ne Lombardia?

La solu­zio­ne più sem­pli­ce pas­sa attra­ver­so la tra­spa­ren­za del­la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne ad esem­pio con pub­bli­ca­zio­ne on line di tut­ti gli appal­ti con impor­ti supe­rio­ri ai 10.000 euro, degli elen­chi del­le pro­prie­tà immo­bi­lia­ri affit­ta­te o lascia­te sfit­te ed i ban­di di con­cor­so. Potreb­be esse­re uti­le anche la crea­zio­ne di un “fon­do di soli­da­rie­tà” per gli eser­ci­zi in dif­fi­col­tà per evi­ta­re il ricor­so all’ usura.

2. Lei ha mai vio­la­to la legge?

No che io sap­pia, a par­te qual­che con­trav­ven­zio­ne stra­da­le per divie­to di sosta, ma mai in dop­pia fila. Una comu­ni­tà si deve dare del­le rego­le che dovreb­be­ro esse­re ugua­li per tut­ti e lo Sta­to deve vigi­la­re sul fat­to che sia­no rispet­ta­te. Il pro­ble­ma è che in Ita­lia le leg­gi sono mol­te, spes­so ini­que e la ten­ta­zio­ne di infran­ger­le è dif­fu­sa anche gra­zie ad una qua­si cer­ta impunità.

3. Come si muo­ve a Mila­no? Mez­zi pub­bli­ci, bici­clet­ta o auto­mo­bi­le? Quan­to spen­de più o meno annual­men­te per que­sti spostamenti?

Mez­zi pub­bli­ci 10%

Auto 10%

Moto 20

Bici­clet­ta 30%

Pie­di 30%

In un anno spen­de­rò cir­ca 400 euro

4. Visti i dati pre­oc­cu­pan­ti sul­la dif­fu­sio­ne dell’HIV (15.000 per­so­ne secon­do la L.I.L.A.) e di gra­vi­dan­ze inde­si­de­ra­te a Mila­no, come pen­sa di pro­ce­de­re sul fron­te dell’educazione ses­sua­le nel­le scuo­le supe­rio­ri? Come si pone di fron­te ad ini­zia­ti­ve come la pre­sen­za di distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi nel­le scuo­le? Cosa pen­sa del­lo scon­tro che lo scor­so anno ha visto coin­vol­ti l’ASL di Mila­no e la Regio­ne Lom­bar­dia, riguar­dan­te le moda­li­tà con cui si tene­va­no i cor­si di edu­ca­zio­ne ses­sua­le e che han­no por­ta­to alla sospen­sio­ne degli stessi?

Cre­do che l’educazione ses­sua­le deb­ba ini­zia­re nel­le scuo­le di pri­mo gra­do e non tro­vo nul­la di nega­ti­vo nel­la pre­sen­za di distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi nel­le scuo­le superiori.

Riten­go comun­que che ci sia biso­gno di più infor­ma­zio­ne nel­la lot­ta all’HIV e che non sia suf­fi­cien­te la distri­bu­zio­ne di opu­sco­li o spot di qual­che prez­zo­la­to testimonial. 

Occor­re che l’argomento sia trat­ta­to in clas­se da per­so­ne com­pe­ten­ti e con­vin­cen­ti per ren­de­re l’informazione più capil­la­re e che per que­sto ci sia biso­gno anche di inve­sti­men­ti eco­no­mi­ci più mirati.

5. Pri­ma del­la sua car­rie­ra poli­ti­ca, di cosa si occupava?

La mia car­rie­ra poli­ti­ca for­se ha ini­zio ades­so, ma fino ad oggi mi sono occu­pa­to di pub­bli­ci­tà. In que­sti tem­pi sareb­be più como­do par­la­re di comu­ni­ca­zio­ne, dire che sono un crea­ti­vo, un copy wri­ter, ma in real­tà, a par­te poche occa­sio­ni, il mio lavo­ro è sem­pre sta­to fina­liz­za­to alla crea­zio­ne di valo­re per me e per l’azienda che me l’ha com­mis­sio­na­to. Sono sta­to bravo,forse, ad esal­ta­re le qua­li­tà di un pro­dot­to a vol­te sor­vo­lan­do su alcu­ni difet­ti; come il Bar­bie­re di Sta­lin pen­so che il mio com­por­ta­men­to non abbia con­se­guen­ze sul­le lor­du­re del­la socie­tà, ma non è sem­pre così: spes­so ci ritro­via­mo a fare i con­ti con qual­co­sa che abbia­mo più o meno con­sa­pe­vol­men­te seminato.

6. Che gene­re di istru­zio­ne ha rice­vu­to dai suoi geni­to­ri e dal­le scuo­le che ha frequentato?

Ho 53 anni e la scuo­la per me dal­le ele­men­ta­ri fino agli stu­di di Medi­ci­na è sem­pre sta­ta mol­to cogni­ti­va. Se hai stu­dia­to e ti ricor­di sei bra­vo e por­ti a casa un bel voto. Ho avu­to la for­tu­na di incap­pa­re in qual­che pro­fes­so­re che ave­va a cuo­re anche la “for­ma­zio­ne” del­lo stu­den­te e che non si limi­ta­va a testa­re la mia capa­ci­tà di appren­di­men­to, ma che riu­sci­va a susci­ta­re inte­res­se e mi sti­mo­la­va al con­fron­to. In sin­te­si la scuo­la oggi è trop­po uni­di­re­zio­na­le: per for­mar­si ser­vo­no ascol­to ed atten­zio­ne, ma anche il con­fron­to è uti­le per­ché nel con­trad­dit­to­rio si sco­pre quan­to il dub­bio sia pro­dut­ti­vo rispet­to alle certezze.

7. Il rap­por­to di Tran­sa­tlan­tic Trends evi­den­zia che in Ita­lia la per­ce­zio­ne del­la per­cen­tua­le di immi­gra­zio­ne risul­ta quat­tro vol­te supe­rio­re rispet­to alla real­tà. A Mila­no, gli avve­ni­men­ti di via Pado­va o del cam­po rom di via Tri­bo­nia­no dimo­stra­no che la tem­pe­ra­tu­ra socia­le resta cal­da. Qua­li cre­de sia­no le prio­ri­tà per stem­pe­ra­re la ten­sio­ne? Come pro­get­te­rà di muo­ver­si il comu­ne e i suoi ser­vi­zi per attua­re l’integrazione con stru­men­ti alter­na­ti­vi al solo inter­ven­to del­le for­ze dell’ordine?

Alla luce dei recen­ti avve­ni­men­ti del Nord Afri­ca que­sta per­ce­zio­ne appa­ri­rà anco­ra più mar­ca­ta. Sicu­ra­men­te avre­mo un mag­gio­re flus­so in entra­ta e anche se ormai anche qui non c’è più lavo­ro per tut­ti, ma non si pos­so­no alza­re muri a pro­te­zio­ne del nostro orti­cel­lo. Io apprez­zo i valo­ri del Cri­stia­ne­si­mo, ma sono con­tro la dif­fu­sa mora­le per­be­ni­sta . Se mi è pos­si­bi­le aiu­ta­re il pros­si­mo, da qua­lun­que par­te arri­vi, lo fac­cio volen­tie­ri . Non di meno sono con­vin­to del­la neces­si­tà di aiu­ta­re i migran­ti a casa loro. Lascia­re il pro­prio con­te­sto socio­cul­tu­ra­le per pover­tà e biso­gno non è cer­ta­men­te posi­ti­vo, ma spes­so si fug­ge da mise­ria, tiran­nia poli­ti­ca o reli­gio­sa. Biso­gna fare il pos­si­bi­le per acco­glier­li e l’importante è che chi arri­va qui pos­sa fare qual­co­sa che lo aiu­ti a miglio­ra­re il pro­prio sta­to. Non pos­sia­mo per­met­te­re che flus­si incon­trol­la­ti di migran­ti ven­ga­no qui per delin­que­re o fare pro­se­li­ti per il fon­da­men­ta­li­smo reli­gio­so. Gli emi­gra­ti devo­no accet­ta­re i nostri usi e costu­mi, ma soprat­tut­to devo­no esse­re mes­si in con­di­zio­ne di vive­re una vita digni­to­sa, non in ghet­ti e con un lavo­ro che per­met­ta loro di non sen­tir­si un peso per la comu­ni­tà ospitante.Il lavo­ro del­le for­ze dell’ordine è spes­so inu­ti­le ‚chi vie­ne sor­pre­so anche in fla­gran­te a com­met­te­re rea­ti vie­ne subi­to rilasciato.Io avrei una solu­zio­ne in alter­na­ti­va alle car­ce­ri comu­ni­tà di lavo­ro dove chi ha infran­to le rego­le (maga­ri per ragio­ni di pura soprav­vi­ven­za) impa­ri un mestie­re e ripa­ghi la comu­ni­tà del dan­no subito.

8. Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà mila­ne­si sono pen­do­la­ri, fuo­ri sede o pro­ve­nien­ti da altri pae­si (era­smus). Viven­do a Mila­no con­tri­bui­sco­no in vario modo a ren­de­re più ric­ca la cit­tà. Pur­trop­po, rispet­to alle gran­di cit­tà euro­pee Mila­no risen­te di un defi­cit nel set­to­re del tra­spor­to pub­bli­co, soprat­tut­to nel­le fasce not­tur­ne e nel­le zone peri­fe­ri­che e i prez­zi dei taxi sono asso­lu­ta­men­te proi­bi­ti­vi. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to mila­ne­se? Come pen­sa di agi­re sul­le poli­ti­che gio­va­ni­li e di integrazione?

I taxi­sti appar­ten­go­no (e non solo a Mila­no) ad una casta par­ti­co­la­re: sono lavo­ra­to­ri auto­no­mi, ma non mol­to ben dispo­sti a regi­mi di libe­ra con­cor­ren­za. Per­chè non dare auto­riz­za­zio­ni a coo­pe­ra­ti­ve stu­den­te­sche che si fac­cia­no cari­co, con un prez­zo equo, di copri­re fasce not­tur­ne e zone peri­fe­ri­che con un ser­vi­zio Taxi maga­ri giran­do in cop­pia su ogni vei­co­lo per mag­gio­re sicu­rez­za?! Per miglio­ra­re il tra­spor­to mila­ne­se occor­re agi­re sul­la sosti­tu­zio­ne dei mez­zi vec­chi e inqui­nan­ti — e ce ne sono anco­ra mol­ti — e sul­la flui­di­fi­ca­zio­ne del traf­fi­co. Le poli­ti­che gio­va­ni­li devo­no esser indi­riz­za­te prin­ci­pal­men­te sul­la pos­si­bi­li­tà di tro­va­re un lavo­ro (anche auto­no­mo) al ter­mi­ne degli stu­di. Cer­to non ci si può dimen­ti­ca­re di dare un soste­gno alla Cul­tu­ra e allo Sport con even­ti e mani­fe­sta­zio­ni meno “gla­mour” ma più par­te­ci­pa­ti­ve. La cul­tu­ra non è solo un bene di con­su­mo ma deve gene­ra­re partecipazione.

9. Qual è la sua visio­ne di Mila­no? Qua­li bene­fi­ci socia­li e ambien­ta­li por­te­rà l’Expo ai cit­ta­di­ni mila­ne­si e ai suoi visitatori?

Mila­no è una bel­lis­si­ma cit­tà, non in ter­mi­ni este­ti­ci, ma in ter­mi­ni di poten­zia­li­tà dovu­te alla ric­chez­za di cul­tu­re autoc­to­ne e inter­na­zio­na­li che vi ope­ra­no. L’Expo può esse­re una buo­na occa­sio­ne per dire al resto del Mon­do: ecco noi “mila­ne­si” abbia­mo impie­ga­to que­sta non tra­scu­ra­bi­le risor­sa eco­no­mi­ca pub­bli­ca per tro­va­re solu­zio­ni ad alcu­ni pro­ble­mi mon­dia­li come quel­lo del­le risor­se ali­men­ta­ri. Ad oggi inve­ce mi sem­bra che si par­li anco­ra mol­to di spon­sor, padi­glio­ni, ter­re­ni, infra­strut­tu­re da appal­ta­re e sia­mo anco­ra lon­ta­ni dal­lo svi­lup­po di quel­le ini­zia­ti­ve che dovreb­be­ro inte­res­sa­re tut­ta la cit­ta­di­nan­za se non il mondo.

Il Glo­bal deve diven­ta­re Glo­cal per dare dei frut­ti tan­gi­bi­li. Altri­men­ti anche que­sta occa­sio­ne sarà solo aria frit­ta pre­sto dimen­ti­ca­ta che lasce­rà con­ten­ti solo i pro­prie­ta­ri dei ter­re­ni EXPO e i pochi “for­tu­na­ti” che si saran­no aggiu­di­ca­ti gli appal­ti milionari.

10. Da una sti­ma fat­ta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comu­ne di Mila­no cir­co­la­no 800 mila vet­tu­re e di que­ste cir­ca 30 mila sono non cata­liz­za­te (3.8%). Le mac­chi­ne più moder­ne, che rispon­do­no alle diret­ti­ve euro­pee più seve­re in ter­mi­ne di inqui­na­men­to, in Ita­lia sono meno di una su tre, men­tre a Mila­no sono cir­ca il 42 per cen­to. Eppu­re, Mila­no ha supe­ra­to i limi­ti di PM10 per ben 35 vol­te nei soli pri­mi 38 gior­ni di quest’anno. Per entra­re nel­la cer­chia dei bastio­ni si paga l’Ecopass. Alcu­ni stu­di indi­ca­no che un S.U.V die­sel di ulti­ma gene­ra­zio­ne (euro 4, euro 5, che quin­di non paga l’Ecopass) inqui­na alme­no quan­to un euro 2 ben­zi­na, che inve­ce deve paga­re l’Ecopass. Si potreb­be giun­ge­re alla sfor­tu­na­ta con­clu­sio­ne che chi ha i sol­di per com­pra­re una mac­chi­na nuo­va non paga l’Ecopass, chi non ha que­sti sol­di inve­ce lo paga. Entram­bi fan­no gira­re l’economia, entram­bi inqui­na­no. Cosa inten­de fare Lei? Come sta andan­do que­sto Pro­get­to “Eco”?

I mila­ne­si come gli altri abi­tan­ti di gran­di o pic­co­le cit­tà afflit­te da pro­ble­mi di smog, si stan­no stan­can­do di fare sacri­fi­ci per acqui­sta­re auto che dopo pochi anni risul­ta­no non più eco­lo­gi­che. Esi­ste la tec­no­lo­gia per pro­dur­re auto vera­men­te eco­lo­gi­che, ma il mer­ca­to non lo per­met­te. Per­so­nal­men­te ho rispol­ve­ra­to la vec­chia bici­clet­ta, ma capi­sco che non tut­ti pos­so­no rag­giun­ge­re il posto di lavo­ro in bici. Occor­re incre­men­ta­re la rete di piste cicla­bi­li, ed aumen­ta­re il nume­ro di distri­bu­to­ri con rica­ri­che per moto­ri elet­tri­ci, ad idro­ge­no e a meta­no. Con le nuo­ve linee metro­po­li­ta­ne ci sarà un poten­zia­men­to dei mez­zi pub­bli­ci che non è suf­fi­cien­te a mio pare­re, men­tre l’ Eco­pass non dovrà esse­re paga­to dai resi­den­ti ma este­so alla cir­con­val­la­zio­ne ester­na. Abbia­mo biso­gno di flui­di­fi­ca­re il traf­fi­co e san­zio­na­re seve­ra­men­te i “dop­pio­fi­li­sti” , ma soprat­tut­to abbia­mo biso­gno di adot­ta­re poli­ti­che pre­ven­ti­ve serie. Abbia­mo il CNR, abbia­mo otti­me uni­ver­si­tà come il Poli­tec­ni­co, per­ché non tenia­mo in mag­gio­re con­si­de­ra­zio­ne le loro ricer­che varan­do prov­ve­di­men­ti effi­ca­ci e ci limi­tia­mo alle inu­ti­li e fol­clo­ri­sti­che dome­ni­che a piedi?!

11. Sem­pre per quan­to riguar­da l’inquinamento ave­te inten­zio­ne di aumen­ta­re la sal­va­guar­dia del­la salu­te con­trol­lan­do anche il PM100? L’Europa non lo richie­de ma stu­di scien­ti­fi­ci ammet­to­no la sua esi­sten­za e il suo pote­re cancerogeno…

Tut­ti i mez­zi tec­no­lo­gi­ci che pos­sa­no con­trol­la­re i vari livel­li di inqui­na­men­to sono auspi­ca­bi­li da una ammi­ni­stra­zio­ne che abbia vera­men­te a cuo­re la salu­te dei cittadini.

12. Lei beve l’acqua del rubi­net­to di casa sua?

Sì, la bevo, ma a mio figlio com­pro dell’acqua mine­ra­le che arri­va da Alpi Lom­bar­de, meno tra­spor­to, meno inqui­na­men­to. Cer­to sareb­be bel­lo fidar­si dell’ ARPA…

13.A Mila­no ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da mol­ti anni. Altre inve­ce ven­go­no date agli ami­ci degli ami­ci o a gen­te che si può per­met­te­re ben oltre ciò che inve­ce paga (il caso di Affit­to­po­li, Tri­vul­zio &C .). Secon­do i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affit­ti per gli stu­den­ti a Mila­no han­no subi­to un rin­ca­ro del 10%. Una came­ra sin­go­la arri­va a costa­re fino a 750 euro. Qua­le potreb­be esse­re la pri­ma azio­ne in meri­to a tale problema?

Non cer­ta­men­te la costru­zio­ne di altri alloggi…dobbiamo pri­ma recu­pe­ra­re quel­la ingen­te patri­mo­nio immo­bi­lia­re fat­to di vec­chi palaz­zi e fab­bri­che in disu­so che stan­no andan­do in malo­ra. Abbia­mo scuo­le pro­fes­sio­na­li per mura­to­ri e geo­me­tri per­ché non fac­cia­mo fare pra­ti­ca a que­sti stu­den­ti e comin­cia­mo a rica­va­re mini allog­gi per affit­ti calmierati?!

14. Lei ha mai lavo­ra­to sen­za rice­ve­re denaro?

Beh, come ho det­to al pun­to 5 mi è capi­ta­to poche vol­te. Devo esse­re vera­men­te con­vin­to di far­lo per una buo­na cau­sa e comun­que non è faci­le tro­va­re il tem­po quan­do devi già cor­re­re dal­la mat­ti­na alla sera per il pane quo­ti­dia­no. Se si tro­vas­se il tem­po per riflet­te­re mol­ti nostri com­por­ta­men­ti cambierebbero…Naturalmente fac­cio par­te di asso­cia­zio­ni no pro­fit ma que­sto è un altro discorso…

15. Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elettorale?

Per­so­nal­men­te ho con­si­de­ra­to una spe­sa fra 1.000 e 5.000 euro. Per la lista ogni can­di­da­to potrà deci­de­re per sé, ci sarà chi spen­de­rà pochi euro per i “san­ti­ni” e chi potrà per­met­ter­si i mani­fe­sti. Non pun­tia­mo sul­la pub­bli­ci­tà nono­stan­te i miei tra­scor­si pro­fes­sio­na­li, ma cer­che­re­mo di ave­re spa­zio per spie­ga­re sul­la stam­pa e sul­le tv loca­li le nostre aspi­ra­zio­ni ed i programmi.

Oggi le per­so­ne non ne pos­so­no più di slo­gan e di pro­mes­se mai man­te­nu­te. Noi sia­mo per lo più libe­ri pro­fes­sio­ni­sti sen­za iscri­zio­ne ad Albi di cate­go­ria. C’è fra noi anche qual­che pic­co­lo impren­di­to­re, ma fare pro­fit­to per noi non è cer­ta­men­te un delit­to. Sia­mo, come si dice, pro­fes­sio­ni­sti del pro­blem sol­ving e voglia­mo dare alla ammi­ni­stra­zio­ne del­la cit­tà le nostre espe­rien­ze e il nostro prag­ma­ti­smo. Una buca nell’asfalto fa cade­re sia l’elettore di sini­stra che quel­lo di destra: noi sia­mo per copri­re le buche pri­ma che fac­cia­no dan­ni irreparabili.

16. Negli ulti­mi die­ci anni le biblio­te­che rio­na­li han­no ridot­to l’orario di aper­tu­ra ren­den­do­li simi­li agli ora­ri di un spor­tel­lo del­le poste. Pochis­si­me biblio­te­che riman­go­no aper­te la sera. Per visi­ta­re il Lou­vre di Pari­gi si spen­de tan­to quan­to anda­re al Palaz­zo Rea­le. Le asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li mila­ne­si sono al col­las­so. I pic­co­li tea­tri rischia­no di chiu­de­re ogni gior­no. Qual è la sua pro­po­sta cul­tu­ra­le per Milano?

Con la moti­va­zio­ne di situa­zio­ni più urgen­ti si taglia­no risor­se alla Cul­tu­ra per­ché come dico­no i nostri mini­stri con La Divi­na Com­me­dia non ci puoi fare un pani­no. Que­sto è senz’altro vero, ma ricor­do a loro che se ben gesti­ta la Cul­tu­ra si ripa­ga da sola gra­zie all’indotto che gene­ra. Una biblio­te­ca non avrà mai un bilan­cio in atti­vo e così i tan­ti, pic­co­li tea­tri, ma se esi­ste la doman­da di cul­tu­ra, chiu­der­li non è la rispo­sta ai biso­gni dei cit­ta­di­ni. Il Comu­ne dovreb­be inve­ce ado­pe­rar­si per tro­va­re anco­ra più spon­sor pri­va­ti per que­ste strut­tu­re se non si tro­vas­se­ro altre risor­se, maga­ri con tagli alle spe­se super­flue. E noi sia­mo con­vin­ti che ce ne sia­no mol­te di spe­se super­flue. La mia pro­po­sta cul­tu­ra­le per Mila­no pri­vi­le­ge­rà le ini­zia­ti­ve cul­tu­ra­li pro­dot­te dal­la stes­sa cit­tà per dare spa­zio ai nostri arti­sti e maga­ri qual­che con­tri­bu­to eco­no­mi­co a chi ne abbia vera­men­te biso­gno. Le gran­di mostre che comun­que por­ta­no indot­to dovran­no esse­re spon­so­riz­za­te da azien­de pri­va­te. Per­so­nal­men­te ho pro­va­to diver­se vol­te a far­mi pro­mo­to­re di ini­zia­ti­ve cul­tu­ra­li spon­so­riz­za­te ma non ho mai tro­va­to inte­res­se da par­te dei respon­sa­bi­li del Comu­ne. For­se sono inte­res­sa­ti solo ai gran­di bud­get ma non mi sem­bra che rac­col­ga­no molto .

17. Le uni­ver­si­tà pri­va­te mila­ne­si sono sta­te ulti­ma­men­te sede di visi­te par­la­men­ta­ri, gover­na­ti­ve e da par­te dei mem­bri del gover­no comu­na­le. San Raf­fae­le, Cat­to­li­ca, Boc­co­ni e Iulm sem­bra­no richia­ma­re sem­pre più i salot­ti buo­ni del­la bor­ghe­sia mila­ne­se e del­la rap­pre­sen­tan­za comu­na­le. Le uni­ver­si­tà sta­ta­li qua­li l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di, la Bicoc­ca e il Poli­tec­ni­co, soprat­tut­to le pri­me due, non sono sta­te degne di que­sta pas­se­rel­la. Eppu­re tra isti­tu­ti ed enti pub­bli­ci dovreb­be esser­ci una coe­sio­ne mag­gio­re. Cosa ne pen­sa e cosa farà in merito?

Cre­do che gli ammi­ni­stra­to­ri del­la cit­tà deb­ba­no ave­re a cuo­re soprat­tut­to le isti­tu­zio­ni pub­bli­che per­ché è pro­prio del­la qua­li­tà di que­ste che devo­no rispon­de­re ai cit­ta­di­ni ed ai con­tri­buen­ti. Le scuo­le pri­va­te non devo­no esse­re però osteg­gia­te soprat­tut­to se con­tri­bui­sco­no con cor­si spe­cia­li­sti­ci a gene­ra­re figu­re pro­fes­sio­na­li che col­la­bo­re­ran­no allo svi­lup­po eco­no­mi­co di tut­to il distretto.

18. Se fos­se elet­to “Sin­da­co di Mila­no”, qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavoro?

Sicu­ra­men­te vor­rei incon­tra­re subi­to le par­ti ed ascol­ta­re le loro richieste.

Nel pro­gram­ma per Mila­no che pub­bli­che­re­mo per metà Mar­zo ci saran­no sicu­ra­men­te mag­gio­ri det­ta­gli dei nostri pro­po­ni­men­ti per Gio­va­ni e Lavoro.

Su que­sti temi abbia­mo biso­gno di con­fron­tar­ci con le par­ti in cau­sa e que­sto prin­ci­pio del con­fron­to — anche duro ma aper­to — è alla base del la nostra visio­ne del­la politica.

Denis Tri­vel­la­to

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.