CARO SINDACO — Decima puntata, Letizia Moratti

Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to i can­di­da­ti sin­da­co per le ele­zio­ni comu­na­li di Mila­no su temi che van­no dal­le poli­ti­che gio­va­ni­li, al mon­do del lavo­ro, ai tra­spor­ti pub­bli­ci. Oggi è il tur­no del sin­da­co in cari­ca: Leti­zia Morat­ti, già elet­ta nel mag­gio 2006 pri­ma don­na sin­da­co a Mila­no, appog­gia­ta a que­sta tor­na­ta elet­to­ra­le da Pdl e Lega Nord.

1. L’Associazione SoS Rac­ket sem­bra rima­ne­re sem­pre più sola nel­la lot­ta con­tro le mafie. Gli ulti­mi even­ti riguar­dan­ti le case A.L.E.R sem­bra­no la pun­ta di un ice­berg che non si vuo­le scio­glie­re. Del piz­zo non se ne par­la ad alta voce, ma in mol­ti lo paga­no, anche nel cen­tro di Mila­no. Qual è la sua pro­po­sta di con­tra­sto in meri­to al piz­zo, al rac­ket, al com­por­ta­men­to mafio­so ormai sem­pre più impe­ran­te nel­la regio­ne Lombardia?

In que­sti anni il Comu­ne di Mila­no ha fat­to del­la lot­ta al malaf­fa­re una del­le sue prio­ri­tà met­ten­do in atto un insie­me di prov­ve­di­men­ti con­cre­ti che inten­do raf­for­za­re e amplia­re. L’Amministrazione ha asse­gna­to 88 immo­bi­li con­fi­sca­ti alla mafia a real­tà del ter­zo set­to­re, asso­cia­zio­ni gio­va­ni­li e del volon­ta­ria­to. Mila­no è sta­ta la pri­ma cit­tà in Ita­lia ad aver adot­ta­to il ‘Pat­to di Inte­gri­tà’ per la tra­spa­ren­za negli appal­ti pub­bli­ci e poter esclu­de­re le impre­se che si accor­da­no tra loro, così come quel­le che non assi­cu­ra­no rego­la­ri­tà con­tri­bu­ti­va o han­no com­piu­to rea­ti in mate­ria di sicu­rez­za sul lavo­ro. Abbia­mo mes­so a dispo­si­zio­ne del­la Pre­fet­tu­ra stru­men­ti ammi­ni­stra­ti­vi rapi­di ed effi­ca­ci per la segna­la­zio­ne del­le infil­tra­zio­ni. Il Gover­no, inol­tre, ha inse­ri­to 2 pro­po­ste lan­cia­te dal Comu­ne di Mila­no sul­le nor­ma­ti­ve anti­ma­fia in mate­ria di appal­ti pub­bli­ci: una “Whi­te List” del­le impre­se ‘puli­te’, per subap­pal­ta­re in modo sicu­ro da un elen­co di sog­get­ti vigi­la­ti e affi­da­bi­li, e una “Ban­ca Dati Nazio­na­le” con­di­vi­sa da tut­te le Pro­cu­re ita­lia­ne per veri­fi­ca­re con cer­tez­za su tut­to il ter­ri­to­rio nazio­na­le le impre­se a rischio mafia. Natu­ral­men­te abbia­mo pen­sa­to anche a Expo con­tri­buen­do a defi­ni­re misu­re ade­gua­te per ren­de­re più inci­si­vi i con­trol­li anti­ma­fia sui con­trat­ti pub­bli­ci e sui suc­ces­si­vi subap­pal­ti e sub­con­trat­ti per lavo­ri, ser­vi­zi e for­ni­tu­re. L’apprezzamento del lavo­ro svol­to in que­sti anni è sta­to testi­mo­nia­to da due impor­tan­tis­si­mi rico­no­sci­men­ti: uno rice­vu­to nel 2007 da ‘Tra­spa­ren­cy Inter­na­tio­nal’, l’Associazione con­tro la cor­ru­zio­ne isti­tui­ta nel 2004 dall’ex Segre­ta­rio Gene­ra­le del­le Nazio­ni Uni­te, Kofi Annan, e nel 2009 il pre­mio per la “Lot­ta alla cor­ru­zio­ne” dal Mini­ste­ro del­la Pub­bli­ca Ammi­ni­stra­zio­ne e l’Innovazione.

2. Lei ha mai vio­la­to la leg­ge?

Sì, ricor­do quel­la vol­ta che ero in ritar­do per una lezio­ne all’università e ave­vo lascia­to la mac­chi­na in divie­to di sosta. Ave­vo appe­na pre­so la paten­te e il vigi­le vole­va dar­mi per for­za la mul­ta, così mi sono mes­sa a pian­ge­re e ha avu­to pietà.

3. Come si muo­ve a Mila­no? Mez­zi pub­bli­ci, bici­clet­ta o auto­mo­bi­le? Quan­to spen­de più o meno annual­men­te per que­sti spostamenti?

L’auto e anche il per­so­na­le del­la sicu­rez­za me li pago io, sen­za costa­re nul­la al Comu­ne, com­pre­sa l’auto del­la scor­ta asse­gna­ta dal mini­ste­ro dell’Interno. Ma vado anche in tram e in metro­po­li­ta­na per veri­fi­car­ne il fun­zio­na­men­to e ascol­ta­re diret­ta­men­te le esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni. Tant’è che ulti­ma­men­te, a segui­to del­le segna­la­zio­ni sui ral­len­ta­men­ti che a vol­te si veri­fi­ca­no sul­le linee del­la metro­po­li­ta­na, ho chie­sto ad Atm più con­trol­li e una mag­gio­re effi­cien­za pro­prio per garan­ti­re un ser­vi­zio più con­for­me alle esi­gen­ze di mobi­li­tà del­la città.

4. Visti i dati pre­oc­cu­pan­ti sul­la dif­fu­sio­ne dell’HIV (15.000 per­so­ne secon­do la L.I.L.A.) e di gra­vi­dan­ze inde­si­de­ra­te a Mila­no, come pen­sa di pro­ce­de­re sul fron­te dell’educazione ses­sua­le nel­le scuo­le supe­rio­ri? Come si pone di fron­te ad ini­zia­ti­ve come la pre­sen­za di distri­bu­to­ri di pre­ser­va­ti­vi nel­le scuo­le? Cosa pen­sa del­lo scon­tro che lo scor­so anno ha visto coin­vol­ti l’ASL di Mila­no e la Regio­ne Lom­bar­dia, riguar­dan­te le moda­li­tà con cui si tene­va­no i cor­si di edu­ca­zio­ne ses­sua­le e che han­no por­ta­to alla sospen­sio­ne degli stes­si?

Io cre­do sia impor­tan­te per i gio­va­nis­si­mi pro­muo­ve­re un’educazione appro­pria­ta in tema di con­trac­ce­zio­ne e pro­te­zio­ne e che fac­cia capi­re che i rap­por­ti ses­sua­li sono l’espressione di un lega­me che nasce da un sen­ti­men­to di affet­to e di amo­re. Sono sta­ti que­sti i pre­sup­po­sti che ci han­no spin­to, come Asses­so­ra­to alla Salu­te, a pro­muo­ve­re un’indagine tra le ragaz­ze tra i 13 e i 18 anni che ha con­fer­ma­to la qua­si tota­le disin­for­ma­zio­ne sul­le malat­tie ses­sual­men­te tra­smis­si­bi­li: le ragaz­ze non fre­quen­ta­no i con­sul­to­ri e fan­no fati­ca a par­la­re di intimità.Così la scor­sa esta­te abbia­mo rea­liz­za­to un pro­get­to, Salu­teIn­for­ma­Mi,insie­me con il cir­cui­to del­le pale­stre del­la Get Fit e con la Fon­da­zio­ne Poli­cli­ni­co, per la “comu­ni­ca­zio­ne” del­la pre­ven­zio­ne alla cit­tà (Lam­bra­te, via Stel­vio, via Caglie­ro, via Meda, via Ceni­sio, via Pira­ne­si, via Fal­co­ne). Il ser­vi­zio, mes­so a dispo­si­zio­ne all’interno del­le pale­stre, riguar­da­va temi cen­tra­li: sport, cor­ret­ta ali­men­ta­zio­ne, abuso/consumo di alcol, fumo, stress e ses­sua­li­tà. Anche lo spor­tel­lo del Poli­cli­ni­co, il Labo­ra­to­rio di Intel­li­gen­za Ses­sual­men­te Tra­smis­si­bi­le, su nostra sol­le­ci­ta­zio­ne, ha poten­zia­to i suoi ser­vi­zi crean­do un cen­tro di ascol­to a carat­te­re medi­co-psi­co­lo­gi­co dedi­ca­to ai gio­va­ni dai 14 ai 24 anni per l’informazione, lo scree­ning e la cura del­le mts, ad acces­so ano­ni­mo e gra­tui­to con medi­ci e psi­co­lo­gi­ci di gio­va­ne età per faci­li­ta­re l’approccio e la comu­ni­ca­zio­ne e la confidenza.

5. Pri­ma del­la sua car­rie­ra poli­ti­ca, di cosa si occu­pa­va?

Come tan­ti ragaz­zi ho comin­cia­to pre­sto a lavo­ra­re per­ché vole­vo esse­re, a tut­ti i costi, indi­pen­den­te eco­no­mi­ca­men­te dal­la mia fami­glia. Non vole­vo esse­re la clas­si­ca figlia di papà. Lavo­ra­vo e stu­dia­vo. E due gior­ni dopo la lau­rea, ho fat­to gli esa­mi come assi­sten­te in dirit­to comu­ni­ta­rio euro­peo con il pro­fes­sor Fau­sto Pocar. Poi mi sono mes­sa a lavo­ra­re per l’Assicurazione di mio padre, ma l’ho lascia­ta subi­to per­ché vole­vo inno­va­re. Mio padre ovvia­men­te non ave­va tan­ta voglia di far­lo. Così, a 23 anni, mi sono lan­cia­ta da sola e ce l’ho fat­ta. Ho fon­da­to la mia socie­tà, la Gpa. Ho costrui­to la mia espe­rien­za pro­fes­sio­na­le negli ambi­ti che mi han­no sem­pre appas­sio­na­ta, la finan­za e le assi­cu­ra­zio­ni, insie­me con la comu­ni­ca­zio­ne. All’inizio ave­vo un assi­sten­te part time ma pra­ti­ca­men­te face­vo tut­to da sola. Con­se­gna­vo anche le let­te­re e i pac­chi. Ave­vo anche un socio che però pri­ma d’impegnarsi diret­ta­men­te ha aspet­ta­to per vede­re se ero capa­ce di cam­mi­na­re da sola. Quan­do gli ho dimo­stra­to che la socie­tà face­va uti­le que­sto socio mi ha rag­giun­to e, lavo­ran­do insie­me per 20 anni, sia­mo diven­ta­ti il secon­do grup­po nel bro­ke­rag­gio assi­cu­ra­ti­vo del mer­ca­to ita­lia­no. Sono sta­ta vice­pre­si­den­te del­la Fede­ra­zio­ne del Ter­zia­rio Avan­za­to e pre­si­den­te dell’Associazione Ita­lia­na Bro­kers di Assi­cu­ra­zio­ni e Rias­si­cu­ra­zio­ni. E sono sta­ta la pri­ma don­na a rive­sti­re la cari­ca di Pre­si­den­te del­la Rai dove sono riu­sci­ta a por­ta­re i con­ti in ordi­ne. E oggi voglio pro­se­gui­re con lo stes­so entu­sia­smo e la stes­sa pas­sio­ne a lavo­ra­re per la mia cit­tà, Mila­no, dove sono nata e cre­sciu­ta, dove ho stu­dia­to, for­ma­to la mia fami­glia e lavo­ra­to. Poter lavo­ra­re per ren­der­la sem­pre più bel­la e far sì che si crei­no più oppor­tu­ni­tà per tut­ti sen­za dimen­ti­ca­re nessuno.

6. Che gene­re di istru­zio­ne ha rice­vu­to dai suoi geni­to­ri e dal­le scuo­le che ha frequentato?

Ho fre­quen­ta­to il Col­le­gio del­le Fan­ciul­le dove ho avu­to la for­tu­na di ave­re dei pro­fes­so­ri che mi han­no fat­to ama­re le loro mate­rie. Era una bel­la scuo­la, face­va­mo mol­to sport e ado­ra­vo stu­dia­re soprat­tut­to in giar­di­no. Poi a 21 anni mi sono lau­rea­ta in Scien­ze Poli­ti­che alla Sta­ta­le. Pre­met­to che non ero pro­prio una sec­chio­na. Dicia­mo il giu­sto. Per­ché mi pia­ce­va anche diver­tir­mi, bal­la­re e usci­re con gli ami­ci. I miei, però, era­no mol­to ma mol­to seve­ri con me, soprat­tut­to mio padre. Mia madre era più com­pren­si­va e mi “copri­va” quan­do rien­tra­vo più tar­di. Lo era­no più con me che con mia sorel­la Bea­tri­ce. Comun­que da papà, con la sua espe­rien­za da par­ti­gia­no, ho impa­ra­to l’importanza dell’impegno civi­le e del rispet­to e da mia madre l’importanza dell’amore e la tena­cia a non smet­te­re mai di sognare.

7. Il rap­por­to di Tran­sa­tlan­tic Trends evi­den­zia che in Ita­lia la per­ce­zio­ne del­la per­cen­tua­le di immi­gra­zio­ne risul­ta quat­tro vol­te supe­rio­re rispet­to alla real­tà. A Mila­no, gli avve­ni­men­ti di via Pado­va o del cam­po rom di via Tri­bo­nia­no dimo­stra­no che la tem­pe­ra­tu­ra socia­le resta cal­da. Qua­li cre­de sia­no le prio­ri­tà per stem­pe­ra­re la ten­sio­ne? Come pro­get­te­rà di muo­ver­si il comu­ne e i suoi ser­vi­zi per attua­re l’integrazione con stru­men­ti alter­na­ti­vi al solo inter­ven­to del­le for­ze dell’ordine?

Mila­no è una cit­tà mul­tiet­ni­ca, vota­ta all’accoglienza e al rispet­to dell’identità del­la per­so­na. A Mila­no gli immi­gra­ti sono 212mila, il 16,1% dei resi­den­ti, con un aumen­to negli ulti­mi anni dell’80%. Signi­fi­ca che Mila­no è una cit­tà che sa acco­glie­re. Ma uno dei pun­ti fon­da­men­ta­li che deve ave­re chia­ro chi sce­glie di veni­re nel­la nostra cit­tà è il rispet­to del­le rego­le. In que­sti anni, infat­ti, abbia­mo mes­so in cam­po una stra­te­gia che ha agi­to sia sul raf­for­za­men­to del­la sicu­rez­za, sia sull’integrazione di chi rispet­ta la leg­ge. Per l’immigrazione e per l’accoglienza abbia­mo spe­so una media di 20 milio­ni di euro l’anno. Abbia­mo rea­liz­za­to nume­ro­si pro­get­ti di gover­nan­ce del feno­me­no migra­to­rio, e abbia­mo finan­zia­to tan­tis­si­me real­tà che ci aiu­ta­no per le miglio­ra­re l’integrazione: isti­tu­zio­ni, asso­cia­zio­ni, pri­va­to socia­le, cen­tri edu­ca­ti­vi, cen­tri di cul­tu­ra e for­ma­zio­ne. Abbia­mo aper­to un dia­lo­go con le Asso­cia­zio­ni, le par­roc­chie, le scuo­le, i cir­co­li cul­tu­ra­li e spor­ti­vi che già ope­ra­no sul ter­ri­to­rio. Cito, per esem­pio, il Tavo­lo per­ma­nen­te con le asso­cia­zio­ni di via Pado­va; il pro­get­to “Start” nato per imple­men­ta­re le atti­vi­tà di pri­ma acco­glien­za, di inse­ri­men­to sco­la­sti­co e di inse­gna­men­to dell’italiano agli stra­nie­ri. Abbia­mo rea­liz­za­to la Map­pa­tu­ra del­la cit­tà con par­ti­co­la­re riguar­do alla situa­zio­ne demo­gra­fi­ca, allo sta­to giu­ri­di­co degli immo­bi­li, alle atti­vi­tà com­mer­cia­li e alle tipo­lo­gie di con­trol­li effet­tua­ti fino ad oggi. Anche la nuo­va poli­ti­ca abi­ta­ti­va, che si rea­liz­ze­rà con il nuo­vo Pia­no di Gover­no del Ter­ri­to­rio, mira a supe­ra­re il con­cet­to di quar­tie­ri ghet­to per pro­muo­ve­re solu­zio­ni urba­ni­sti­che e socia­li più moderne.

8. Mol­ti degli stu­den­ti che fre­quen­ta­no le uni­ver­si­tà mila­ne­si sono pen­do­la­ri, fuo­ri sede o pro­ve­nien­ti da altri pae­si (Era­smus). Viven­do a Mila­no con­tri­bui­sco­no in vario modo a ren­de­re più ric­ca la cit­tà. Pur­trop­po, rispet­to alle gran­di cit­tà euro­pee Mila­no risen­te di un defi­cit nel set­to­re del tra­spor­to pub­bli­co, soprat­tut­to nel­le fasce not­tur­ne e nel­le zone peri­fe­ri­che e i prez­zi dei taxi sono asso­lu­ta­men­te proi­bi­ti­vi. Come inten­de agi­re per miglio­ra­re il tra­spor­to mila­ne­se? Come pen­sa di agi­re sul­le poli­ti­che gio­va­ni­li e di inte­gra­zio­ne?

Per il tra­spor­to nel­le fasce not­tur­ne abbia­mo mes­so le basi per lo svi­lup­po di una rete che pone Mila­no al livel­lo del­le altre gran­di cit­tà euro­pee. Mi rife­ri­sco al Radio­bus, un ser­vi­zio not­tur­no atti­vo dal­le 22 alle di 2 di not­te in 8 zone del­la cit­tà che copri­rà altri 16 quar­tie­ri. E per favo­ri­re un diver­ti­men­to not­tur­no più sicu­ro, dal­le 2 alle 5 del mat­ti­no, c’è il Bus By Night, che pia­ce mol­to ai gio­va­ni: negli ulti­mi due anni e mez­zo oltre 53mila ragaz­zi ne han­no usu­frui­to. E’ acces­si­bi­le sen­za pre­no­ta­zio­ne da 10 capi­li­nea indi­vi­dua­ti nel­le aree dove è con­cen­tra­to il mag­gior nume­ro di loca­li. Il ser­vi­zio del bike­sha­ring è dispo­ni­bi­le sino le 24. Sui tra­spor­ti in gene­ra­le abbia­mo inve­sti­to mol­to per incre­men­ta­re la rego­la­ri­tà del­le fre­quen­ze sia sul­le linee di super­fi­cie, che è aumen­ta­ta da 74,70% nel 2010 a 80,11% quest’anno, sia sul­le metro­po­li­ta­ne dove è cre­sciu­ta da 94% a 97%. E in 3 anni, dal 2008 a oggi, i pas­seg­ge­ri di Atm, tra metro­po­li­ta­ne e mez­zi di super­fi­cie, sono aumen­ta­ti di 61 milio­ni. Oggi sono 680 milio­ni, i cit­ta­di­ni che ogni anno usa­no i mez­zi pub­bli­ci per muo­ver­si in cit­tà con il prez­zo del bigliet­to più bas­so in Ita­lia e che non vie­ne aumen­ta­to da 10 anni. Meri­to anche del model­lo inno­va­ti­vo di mobi­li­tà urba­na soste­ni­bi­le basa­to sull’offerta inte­gra­ta dei mez­zi pub­bli­ci: dal­le metro­po­li­ta­ne ai mez­zi di super­fi­cie, dal bike-sha­ring al car-sha­ring, ai par­cheg­gi di inter­scam­bio. Infi­ne vor­rei ricor­da­re che dopo 20 anni sia­mo tor­na­ti a inve­sti­re nel­le metro­po­li­ta­ne con 2 nuo­ve linee e il pro­lun­ga­men­to di quel­le esi­sten­ti. Stia­mo lavo­ran­do anche sull’incremento del­le cor­sie riser­va­te ai mez­zi pub­bli­ci, oggi la nostra cit­tà ne con­ta cir­ca 186,4 km.

9. Qual è la sua visio­ne di Mila­no? Qua­li bene­fi­ci socia­li e ambien­ta­li por­te­rà l’Expo ai cit­ta­di­ni mila­ne­si e ai suoi visitatori?

Mila­no è una gran­de area metro­po­li­ta­na, nata gra­zie all’ingegno dei suoi cit­ta­di­ni, e costi­tui­sce uno dei prin­ci­pa­li nodi dell’economia mon­dia­le, in ter­mi­ni di mer­ca­to, di ser­vi­zi all’impresa e di eccel­len­ze tec­no­lo­gi­che e scien­ti­fi­che. Per me ammi­ni­strar­la è sta­to ed è un gran­de ono­re. E’ anche un atto d’amore ver­so una cit­tà che mi ha dato tan­to e a cui ho volu­to resti­tui­re qual­co­sa: la pros­si­ma Espo­si­zio­ne Uni­ver­sa­le. L’Expo del 2015 sarà un pro­get­to per la nostra cit­tà, per l’Italia e per il mon­do. Abbia­mo sot­to­scrit­to già oltre 70 accor­di di col­la­bo­ra­zio­ne con cit­tà, pro­vin­ce, mini­ste­ri e asso­cia­zio­ni e 21 Pae­si han­no già con­fer­ma­to la pro­pria par­te­ci­pa­zio­ne. Mila­no ha fir­ma­to per una Expo anco­ra più ver­de di quan­to pre­vi­sto. Ci saran­no le ser­re bio­cli­ma­ti­che che illu­stra­no i cli­mi e le col­tu­re del mon­do del mon­do. Ricor­do che l’Esposizione Uni­ver­sa­le por­te­rà a Mila­no cir­ca 20 milio­ni di visi­ta­to­ri. Sarà una sfi­da mon­dia­le che muo­ve­rà un giro d’affari, in ter­mi­ni di pro­du­zio­ne aggiun­ti­va, di 69 miliar­di di euro, crean­do, tra il 2011 e il 2020 media­men­te cir­ca 61mila nuo­vi posti di lavo­ro ogni anno. Expo 2015 por­te­rà il nostro siste­ma infra­strut­tu­ra­le ai livel­li del­le gran­di capi­ta­li euro­pee. Mi rife­ri­sco alle nuo­ve con­nes­sio­ni del­la Fie­ra di Rho-Pero, alla Bre­be­mi, alla Pede­mon­ta­na, alla Tan­gen­zia­le Est ester­na di Mila­no, ai col­le­ga­men­ti fer­ro­via­ri con Mal­pen­sa, al trat­to lom­bar­do dell’alta velo­ci­tà fer­ro­via­ria Mila­no-Tori­no e Milano–Bologna. E anco­ra al poten­zia­men­to del siste­ma metro­po­li­ta­no mila­ne­se che è già una realtà.

10. Da una sti­ma fat­ta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comu­ne di Mila­no cir­co­la­no 800 mila vet­tu­re e di que­ste cir­ca 30 mila sono non cata­liz­za­te (3.8%). Le mac­chi­ne più moder­ne, che rispon­do­no alle diret­ti­ve euro­pee più seve­re in ter­mi­ne di inqui­na­men­to, in Ita­lia sono meno di una su tre, men­tre a Mila­no sono cir­ca il 42 per cen­to. Eppu­re, Mila­no ha supe­ra­to i limi­ti di PM10 per ben 35 vol­te nei soli pri­mi 38 gior­ni di quest’anno. Per entra­re nel­la cer­chia dei bastio­ni si paga l’Ecopass. Alcu­ni stu­di indi­ca­no che un S.U.V die­sel di ulti­ma gene­ra­zio­ne (euro 4, euro 5, che quin­di non paga l’Ecopass) inqui­na alme­no quan­to un euro 2 ben­zi­na, che inve­ce deve paga­re l’Ecopass. Si potreb­be giun­ge­re alla sfor­tu­na­ta con­clu­sio­ne che chi ha i sol­di per com­pra­re una mac­chi­na nuo­va non paga l’Ecopass, chi non ha que­sti sol­di inve­ce lo paga. Entram­bi fan­no gira­re l’economia, entram­bi inqui­na­no. Cosa inten­de fare Lei? Come sta andan­do que­sto Pro­get­to “Eco”?

Con Eco­pass e le altre misu­re strut­tu­ra­li, il poten­zia­men­to del tra­spor­to pub­bli­co e il tele­ri­scal­da­men­to, Mila­no è diven­ta­ta un model­lo vir­tuo­so di impe­gno con­tro l’inquinamento. Sia­mo sta­ti i pri­mi, in Ita­lia, a pro­muo­ve­re l’uso di mez­zi meno inqui­nan­ti. Secon­do le ulti­me sta­ti­sti­che, nei dodi­ci mesi del 2010 sono sta­ti regi­stra­ti, in tota­le, 86 supe­ra­men­ti, rispet­to la soglia, del Pm10 come media gior­na­lie­ra. Il risul­ta­to più bas­so in asso­lu­to dal 2002. E per la pri­ma vol­ta anche la con­cen­tra­zio­ne media in cit­tà di Pm10 è risul­ta­ta infe­rio­re al valo­re di 40 micro­gram­mi al metro cubo, limi­te pre­vi­sto dal­la nor­ma­ti­va a par­ti­re dal gen­na­io 2005. Inol­tre sono cala­ti sia il traf­fi­co, del 16% in area Eco­pass e del 7% in cit­tà. Per il futu­ro l’obiettivo è quel­lo di pro­se­gui­re e poten­zia­re le misu­re strut­tu­ra­li già mes­se in atto, poten­zian­do il rin­no­vo dei mez­zi pub­bli­ci con mez­zi eco­lo­gi­ci per eli­mi­na­re il traf­fi­co inqui­nan­te e raf­for­za­re la disin­cen­ti­va­zio­ne del traffico.

11. Sem­pre per quan­to riguar­da l’inquinamento ave­te inten­zio­ne di aumen­ta­re la sal­va­guar­dia del­la salu­te con­trol­lan­do anche il PM100? L’Europa non lo richie­de ma stu­di scien­ti­fi­ci ammet­to­no la sua esi­sten­za e il suo pote­re cancerogeno…

Cer­to, se può con­tri­bui­re a vin­ce­re la lot­ta allo smog e tute­la­re la salu­te dei cit­ta­di­ni. La nostra poli­ti­ca ambien­ta­le si è avva­le di misu­re strut­tu­ra­li in tre aree d’intervento: il poten­zia­men­to del tra­spor­to pub­bli­co, il disin­cen­ti­vo al traf­fi­co dei mez­zi inqui­nan­ti e il tele­ri­scal­da­men­to. La qua­li­tà del­l’a­ria di Mila­no con­ti­nua a miglio­ra­re. I posi­ti­vi effet­ti di Eco­pass comin­cia­no a veder­si e i dati lo dimo­stra­no. Stia­mo inol­tre con­trol­lan­do la fra­zio­ne misu­ra­ta più fine del par­ti­co­la­to atmo­sfe­ri­co, il PM2,5 la cui con­cen­tra­zio­ne media su dodi­ci mesi del 2010 è risul­ta­ta la più bas­sa. Era 37 µg/m³ nel 2007, anno in cui a Mila­no sono comin­cia­te le rile­va­zio­ni di que­sta fra­zio­ne di par­ti­co­la­to, ed è sta­ta di 25 µg/m³ nel 2010. Aggiun­go che il limi­te di 25 µg/m³ entre­rà in vigo­re solo nel 2015, e Mila­no lo ha già rispet­ta­to, in anti­ci­po di 4 anni.

12. Lei beve l’acqua del rubi­net­to di casa sua?

Si, per­ché l’acqua di Mila­no rag­giun­ge stan­dard di qua­li­tà ed eco­no­mi­ci­tà ine­gua­glia­ti non solo in Ita­lia ma in tut­ta Euro­pa. Pro­prio il 22 mar­zo scor­so, in occa­sio­ne del­la Gior­na­ta mon­dia­le dell’Acqua, abbia­mo inau­gu­ra­to un ero­ga­to­re d’ac­qua liscia, gasa­ta e fre­sca in via Les­so­na, a Quar­to Oggia­ro, a dispo­si­zio­ne degli abi­tan­ti del quar­tie­re. I nostri con­trol­li sono seve­ri e offro­no una tota­le garan­zia di sicu­rez­za. Ogni anno ven­go­no effet­tua­te sull’acqua di Mila­no 180mila ana­li­si chi­mi­che e micro­bio­lo­gi­che. Peral­tro non abbia­mo nes­su­na inten­zio­ne di aumen­ta­re le tarif­fe rela­ti­ve all’ac­qua che reste­rà pub­bli­ca al costo attua­le, 0.60 euro al metro cubo, men­tre sale a 1.12 euro a Tori­no, 1.52 a Geno­va, 1.27 a Bolo­gna. E gra­zie a un pia­no di inve­sti­men­ti di 800 milio­ni di euro per i pros­si­mi ven­ti anni man­ter­re­mo il con­trol­lo pub­bli­co dell’acqua, un pun­to fer­mo che ci ten­go a ribadire.

13. A Mila­no ci sono mol­tis­si­me case vuo­te, sfit­te o abban­do­na­te da mol­ti anni. Altre inve­ce ven­go­no date agli ami­ci degli ami­ci o a gen­te che si può per­met­te­re ben oltre ciò che inve­ce paga (il caso di Affit­to­po­li, Tri­vul­zio &C). Secon­do i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affit­ti per gli stu­den­ti a Mila­no han­no subi­to un rin­ca­ro del 10%. Una came­ra sin­go­la arri­va a costa­re fino a 750 euro. Qua­le potreb­be esse­re la pri­ma azio­ne in meri­to a tale pro­ble­ma?

Per sod­di­sfa­re il biso­gno abi­ta­ti­vo del­le fami­glie e del­le fasce più debo­li ci sia­mo impe­gna­ti sia con gli ope­ra­to­ri pri­va­ti, met­ten­do in cam­po misu­re per abbat­te­re il valo­re dell’area edi­fi­ca­bi­le, sia con quel­lo del­le aree di pro­prie­tà del Comu­ne pro­muo­ven­do un nuo­vo model­lo basa­to sui prin­ci­pi di mix abi­ta­ti­vo e solu­zio­ni a bas­so costo. Con il nuo­vo Pia­no di Gover­no del Ter­ri­to­rio, attra­ver­so l’housing socia­le, rispon­de­re­mo al biso­gno abi­ta­ti­vo a prez­zi acces­si­bi­li: oltre 30mila nuo­vi allog­gi entro il 2030 e la riqua­li­fi­ca­zio­ne di 22 gran­di aree cit­ta­di­ne. Nien­te più quar­tie­ri di edi­li­zia popo­la­re o ghet­ti. Oltre alla rea­liz­za­zio­ne di nuo­vi allog­gi, il Comu­ne è inter­ve­nu­to soste­nen­do le fami­glie in dif­fi­col­tà nel paga­men­to del cano­ne di affit­to. Dal 2007 a oggi abbia­mo soste­nu­to più di 20mila fami­glie. Il Comu­ne di Mila­no ha posto una par­ti­co­la­re atten­zio­ne al tema del­la resi­den­zia­li­tà uni­ver­si­ta­ria tan­to che, per pri­mo in Ita­lia, ha sta­bi­li­to che l’edilizia resi­den­zia­le uni­ver­si­ta­ria è un ser­vi­zio da rea­liz­za­re sul­le aree desti­na­te a ser­vi­zi, così come indi­vi­dua­te negli stru­men­ti urba­ni­sti­ci. Per i qua­si 100mila stu­den­ti fuo­ri sede sono sta­te rea­liz­za­te alcu­ne resi­den­ze uni­ver­si­ta­rie sia su aree di pro­prie­tà comu­na­le sia pri­va­te che for­ni­sco­no com­ples­si­va­men­te oltre 1.500 posti let­to. Il Comu­ne, inol­tre, con il soste­gno di Fon­da­zio­ne Cari­plo, ha crea­to l’Agenzia Uni che incro­cia la richie­sta e l’offerta di allog­gi. Ai cir­ca 2.300 stu­den­ti regi­stra­ti al ser­vi­zio sono sta­te effet­tua­te cir­ca 5.500 offer­te di allog­gio. Alla Fab­bri­ca del Vapo­re, com­ple­ta­men­te riqua­li­fi­ca­ta, tro­va­no casa nume­ro­si labo­ra­to­ri crea­ti­vi dedi­ca­ti a gio­va­ni crea­ti­vi e desi­gner, che pos­so­no anche sog­gior­nar­vi gra­zie a una deci­na di appar­ta­men­ti dedi­ca­ti ai gio­va­ni pro­ve­nien­ti da tut­to il mondo.

Per quan­to riguar­da la vicen­da del­le case del Pio Alber­go Tri­vul­zio, appe­na venu­ta a cono­scen­za di situa­zio­ni non chia­re, ho volu­to le dimis­sio­ni del CdA del PAT per nomi­na­re un com­mis­sa­rio che veri­fi­cas­se la tra­spa­ren­za e la con­grui­tà dei prez­zi d’affitto con i prez­zi di mercato.

14. Lei ha mai lavo­ra­to sen­za rice­ve­re dena­ro?

Cer­ta­men­te! Da ragaz­za, all’inizio del­la mia car­rie­ra. Ma è un sacri­fi­cio uti­le per impa­ra­re, che fa gua­da­gna­re in espe­rien­za e in pro­fes­sio­na­li­tà. Oggi, di cer­to, non fac­cio il Sin­da­co per sol­di. Dicia­mo che il mio sti­pen­dio non lo ten­go io. Mi sen­to più appa­ga­ta quan­do una per­so­na mi rin­gra­zia per­ché sono riu­sci­ta a risol­ver­gli un pro­ble­ma. Io sono già feli­ce e lavo­ra­re per ren­de­re feli­ci gli altri per me è la cosa più importante.

15. Quan­to si spen­de­rà a gran­di linee per la sua cam­pa­gna elettorale?

Non più dell’altra vol­ta, e comun­que sen­za chie­de­re sol­di a nessuno.

16. Negli ulti­mi die­ci anni le biblio­te­che rio­na­li han­no ridot­to l’orario di aper­tu­ra ren­den­do­li simi­li agli ora­ri di un spor­tel­lo del­le poste. Pochis­si­me biblio­te­che riman­go­no aper­te la sera. Per visi­ta­re il Lou­vre di Pari­gi si spen­de tan­to quan­to anda­re al Palaz­zo Rea­le. Le asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li mila­ne­si sono al col­las­so. I pic­co­li tea­tri rischia­no di chiu­de­re ogni gior­no. Qual è la sua pro­po­sta cul­tu­ra­le per Mila­no?

Il Siste­ma del­le Biblio­te­che Comu­na­li è sta­to un pun­to di for­za del­la nostra poli­ti­ca cul­tu­ra­le. I dati lo con­fer­ma­no: nel 2010 rispet­to al 2009 c’è sta­to un incre­men­to degli iscrit­ti al ser­vi­zio pre­sti­to (+ 27% pres­so la Bibl. Cen­tra­le, + 10% nel­le Rio­na­li), del nume­ro dei libri dati in pre­sti­to (+ 11% media­men­te) e quel­lo del­le ses­sio­ni inter­net (+7%). Abbia­mo ristrut­tu­ra­to mol­te del­le sedi esi­sten­ti. La bibi­lio­te­ca Cer­van­tes al Par­co Sem­pio­ne è l’ultima inau­gu­ra­ta del­le 24 biblio­te­che dislo­ca­te su tut­to il ter­ri­to­rio. Mol­te di loro resta­no aper­te fino alle 22. Ogni mat­ti­na, poi, il Biblio­bus, una biblio­te­ca iti­ne­ran­te, rag­giun­ge gra­tui­ta­men­te i suoi let­to­ri in aree cit­ta­di­ne non ser­vi­te da biblio­te­che. E inten­dia­mo com­ple­ta­re l’espansione del­la rete del­le biblio­te­che e rea­liz­za­re una biblio­te­ca iti­ne­ran­te su un bus spe­cia­le Atm.

Ogni cen­te­si­mo spe­so in cul­tu­ra è mol­ti­pli­ca­to­re di civil­tà e di benes­se­re e gli obiet­ti­vi che abbia­mo rag­giun­to sono vera­men­te tan­ti. Mila­no, in que­sti anni di cri­si, è sta­ta una del­le poche cit­tà euro­pee che ha visto cre­sce­re il nume­ro di visi­ta­to­ri, ita­lia­ni e stra­nie­ri. I visi­ta­to­ri del­le mostre nel 2006 era­no 300mila men­tre nel 2010 sia­mo arri­va­ti a un milio­ne e 500mila pre­sen­ze. Per non par­la­re del­le nuo­ve real­tà come il Museo del 900, il Museo del Desi­gn, la Fab­bri­ca del Vapo­re, il rad­dop­pio del Museo Archeo­lo­gi­co, la Casa del Fumet­to e la casa di Alda Meri­ni. E pros­si­ma­men­te ne ver­ran­no inau­gu­ra­ti altri due: il Museo del­le Cul­tu­re extraeu­ro­pee e il museo di Arte Con­tem­po­ra­nea. Tut­ti i musei civi­ci sono da poco gra­tui­ti per i gio­va­ni fino ai 25 anni. Com­ple­te­re­mo il restau­ro del Castel­lo Sfor­ze­sco, del Memo­ria­le del­la Shoah, del Civi­co Pla­ne­ta­rio e riqua­li­fi­che­re­mo la Gal­le­ria VittorioEmanuele.

17. Le uni­ver­si­tà pri­va­te mila­ne­si sono sta­te ulti­ma­men­te sede di visi­te par­la­men­ta­ri, gover­na­ti­ve e da par­te dei mem­bri del gover­no comu­na­le. San Raf­fae­le, Cat­to­li­ca, Boc­co­ni e Iulm sem­bra­no richia­ma­re sem­pre più i salot­ti buo­ni del­la bor­ghe­sia mila­ne­se e del­la rap­pre­sen­tan­za comu­na­le. Le uni­ver­si­tà sta­ta­li qua­li l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di, la Bicoc­ca e il Poli­tec­ni­co, soprat­tut­to le pri­me due, non sono sta­te degne di que­sta pas­se­rel­la. Eppu­re tra isti­tu­ti ed enti pub­bli­ci dovreb­be esser­ci una coe­sio­ne mag­gio­re. Cosa ne pen­sa e cosa farà in merito?

Pen­so che in que­sti anni la coe­sio­ne si sia raf­for­za­ta. Que­sto è un dato di fat­to. Mila­no è cre­sciu­ta come polo attrat­ti­vo per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le di alto livel­lo, anche gra­zie alla cre­sci­ta del­le part­ner­ship che le nostre Uni­ver­si­tà e i Cen­tri di ricer­ca sot­to­scri­vo­no in Euro­pa e nel mon­do. E i nostri Ate­nei fan­no squa­dra per con­so­li­da­re l’apertura inter­na­zio­na­le di tut­te le nostre 11 uni­ver­si­tà. Un esem­pio di cui vado fie­ra è la Rete dei cin­que Incu­ba­to­ri (www.reteincubatori.it) che ha con­sen­ti­to a tan­ti gio­va­ni talen­ti di avvia­re le loro start up. Un pro­get­to idea­to e finan­zia­to dall’Assessorato Inno­va­zio­ne, Ricer­ca e Capi­ta­le Uma­no, e coor­di­na­to dal cen­tro per lo svi­lup­po impren­di­to­ria­le Alin­tec, socie­tà par­te­ci­pa­ta da Came­ra di Com­mer­cio, Asso­lom­bar­da e Fon­da­zio­ne Poli­tec­ni­co. Ad oggi que­sto pro­get­to van­ta 95 nuo­ve impre­se, oltre 500 gio­va­ni spe­cia­liz­za­ti coin­vol­ti e un fat­tu­ra­to di 83 milio­ni di euro.

18. Se fos­se elet­to “Sin­da­co di Mila­no”, qua­li saran­no le sue pri­me tre azio­ni nei con­fron­ti dei Gio­va­ni, dell’Università e del Lavoro?

Mila­no è la capi­ta­le del­la crea­ti­vi­tà gio­va­ni­le sia ita­lia­na sia euro­pea. E’ la cit­tà dove i gio­va­ni pos­so­no met­te­re alla pro­va il pro­prio talen­to in qual­sia­si ambi­to, dal­lo sport, alla musi­ca, al desi­gn, alla ricer­ca. Mila­no offre ai gio­va­ni il lus­so di poter dare liber­tà ai pro­pri sogni. Qui è faci­le poter tasta­re le pro­prie capa­ci­tà. Tra le tan­tis­si­me ini­zia­ti­ve che rea­liz­ze­re­mo, pen­so alla rea­liz­za­zio­ne di una Cit­ta­del­la del­lo Sport Mila­no, dove sarà pos­si­bi­le cimen­tar­si nel­le diver­se atti­vi­tà, e una pisci­na olim­pio­ni­ca con­ven­zio­na­ta con il Comu­ne. Raf­for­ze­re­mo il rap­por­to con le Uni­ver­si­tà affin­ché pos­sa­no frui­re degli impian­ti spor­ti­vi del­la cit­tà. Ripro­por­re­mo i “Buo­ni Lavo­ro” del Comu­ne per i gio­va­ni stu­den­ti che voglio­no lavo­ra­re nei fine set­ti­ma­ne e duran­te le vacan­ze. Con lo Spor­tel­lo Impre­sa Gio­va­ni, attra­ver­so la col­la­bo­ra­zio­ne con le Ban­che faci­li­te­re­mo l’accesso al cre­di­to e a ini­zia­ti­ve di micro­cre­di­to. Pro­muo­ve­re­mo cor­si di for­ma­zio­ne per acce­de­re alle nuo­ve oppor­tu­ni­tà di lavo­ro crea­te da Expo 2015.

Denis Tri­vel­la­to


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