Siamo quello che scartiamo

Il degra­do dell’ambiente è la con­se­guen­za diret­ta del degra­do socia­le, dell’incapacità del­la comu­ni­tà di capi­re che la sua for­za deri­va dai rap­por­ti posi­ti­vi che si instau­ra­no vicen­de­vol­men­te e non dall’effimera pre­va­ri­ca­zio­ne sugli altri”. (Lui­gi Bista­gni­no, Desi­gn Sistemico).

Attual­men­te le nor­ma­ti­ve con­si­de­ra­no gli scar­ti indu­stria­li come un pro­ble­ma da risol­ve­re velo­ce­men­te, get­tan­do via ogni mini­mo scar­to del pro­dot­to. E se inve­ce pro­prio gli scar­ti fos­se­ro con­si­de­ra­ti una risor­sa? Nell’approccio siste­mi­co, gli out­put (scar­ti) di un siste­ma diven­ta­no input (risor­se) per un altro; pos­so­no nasce­re così atti­vi­tà eco­no­mi­che com­ple­ta­men­te nuo­ve con­si­de­ran­do gli avan­zi come mate­ria pri­ma. Base dell’approccio del Desi­gn Siste­mi­co e di tut­to il Cor­so di Stu­di in Desi­gn del Poli­tec­ni­co di Tori­no ha come slo­gan “Uomo al cen­tro del Pro­get­to”, per­ché non biso­gna dimen­ti­ca­re come l’uomo si tro­vi al cen­tro di un con­te­sto ambien­ta­le, socia­le cul­tu­ra­le ed eti­co, dove ogni siste­ma è in armo­nia con gli altri. Ma tut­to ciò por­ta anche ad un mag­gior pro­fit­to per le impre­se, met­ten­do in moto un nuo­vo flus­so eco­no­mi­co e crean­do nuo­vi posti di lavoro.

Ma pas­sia­mo a qual­co­sa di più con­cre­to: i fon­di di caffè.
Pren­den­do un espres­so in un qual­sia­si bar pos­sia­mo nota­re come il fon­do del pre­pa­ra­to ven­ga sbat­tu­to in un cas­set­to, e but­ta­to via in un secon­do momen­to. Que­sto con­tie­ne lipi­di, azo­to e poli­fe­no­li. Par­lan­do in cifre, in cen­to gram­mi di misce­la si han­no quin­di­ci gram­mi di lipi­di, due gram­mi di azo­to e nove gram­mi di poli­fe­no­li. Que­sti, estrat­ti, pos­so­no esse­re riu­ti­liz­za­ti per medi­ci­na­li e cosme­ti­ci, con un valo­re di 152 euro al chi­lo, e con­si­de­ra­te le quan­ti­tà di caf­fè che ven­go­no ogni gior­no con­su­ma­te, dovrem­mo comin­cia­re a ren­der­ci con­to di cosa stia­mo get­tan­do nell’immondizia. Con la col­la­bo­ra­zio­ne di Lavaz­za e di un grup­po di gio­va­ni desi­gner, pres­so le ser­re del­la Cit­tà dei Ragaz­zi di Tori­no, sono sta­ti rea­liz­za­ti cir­ca tre chi­li di sub­stra­to di col­ti­va­zio­ne, com­po­sto da 0,4 chi­li di fon­di di caf­fè con 2,5 chi­li di paglia e 0,1 chi­lo di ges­so, mesco­la­ti con il mice­lio. Fat­ta essic­ca­re, ogni bal­let­ta ha pro­dot­to 1,5 chi­li di fun­ghi fre­schi com­me­sti­bi­li. Ter­mi­na­ta la pro­va, il sub­stra­to esau­sto è sta­to poi riu­ti­liz­za­to come fer­ti­liz­zan­te. Tut­to ciò a dimo­stra­re la fat­ti­bi­li­tà di un approc­cio sistemico.

Fran­ce­sca Di Vaio

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