Apre a Varese il primo Museo Tattile d’Italia

Il Museo Tat­ti­le di Vare­se, su ispi­ra­zio­ne dell’Unio­ne Ita­lia­na Cie­chi – sezio­ne di Vare­se, nasce dal­la volon­tà di Livia Cor­nag­gia e dell’Associazione Con­tro­lu­ce Onlus (http://nuke.controluceonlus.org/). Il 16 apri­le scor­so il Museo Tat­ti­le ha aper­to le por­te di Vil­la Bara­gio­la a Vare­se, un bel­lis­si­mo spa­zio, mol­to ampio e pri­vo di bar­rie­re archi­tet­to­ni­che, offer­to dal comu­ne. L’obiettivo prin­ci­pa­le di que­sto Museo è quel­lo di pro­muo­ve­re una cono­scen­za sen­za bar­rie­re e diven­ta­re un pun­to di rife­ri­men­to per veden­ti e non veden­ti, attra­ver­so un pro­gram­ma nume­ro­so di labo­ra­to­ri e di per­cor­si di appren­di­men­to multisensoriale.

In Euro­pa esi­sto­no sol­tan­to due altri esem­pi di que­sto tipo di museo: il Museo Tat­ti­le di Madrid e il Museo Ome­ro di Anco­na, visi­ta­to da 30.000 per­so­ne l’anno. Que­sti, però, con­ser­va­no le ripro­du­zio­ni di ope­re sta­tua­rie e archi­tet­to­ni­che famo­se in tut­to il mon­do e dan­no la pos­si­bi­li­tà ai non veden­ti di stu­diar­le e com­pren­der­le tra­mi­te il tat­to. Il Museo Tat­ti­le di Vare­se si dif­fe­ren­zia, con­ser­van­do una serie di model­li che con­sen­ta­no la frui­zio­ne attra­ver­so il tat­to di ele­men­ti, par­ti­co­la­ri, strut­tu­re del­la sto­ria dell’arte, dell’architettura, dell’archeologia, del­la geo­gra­fia, del ter­ri­to­rio e, in gene­ra­le, del­la real­tà. Il Museo è dedi­ca­to non solo a chi non può fare espe­rien­za del­la luce e del­le imma­gi­ni, ma anche a chi si rap­por­ta con la luce e le imma­gi­ni ogni gior­no, pro­po­nen­do­si di rive­la­re a tut­ti le infi­ni­te pos­si­bi­li­tà di percezione.

Il per­cor­so del Museo si dipa­na in più sezio­ni che van­no a toc­ca­re vari argo­men­ti: par­ti­co­la­ri archi­tet­to­ni­ci, sto­ria dell’architettura, vie d’acqua e muli­ni, model­li geo­gra­fi­ci e pae­sag­gi­sti­ci, gui­de turi­sti­che tri­di­men­sio­na­li. Tut­to fa pen­sa­re a un nuo­vo modo di orien­tar­si, a un nuo­vo modo di “toc­ca­re” – e quin­di vive­re — il mon­do che ci cir­con­da. I model­li lignei pre­sen­ta­ti voglio­no rac­con­ta­re, dal pun­to di vista tat­ti­le, uno sti­le archi­tet­to­ni­co, un mec­ca­ni­smo di fun­zio­na­men­to, il cen­tro sto­ri­co del­la cit­tà, un incro­cio stra­da­le, l’orografia di una zona natu­ra­le. A pro­po­si­to dei model­li, Livia Cor­nag­gia spie­ga come l’idea di base per rea­liz­zar­li sia quel­la di fare in modo che il frui­to­re pos­sa “abbrac­cia­re” inte­ra­men­te l’opera; per fare que­sto biso­gna rifar­si al genio di Leo­nar­do e al suo stu­dio sul­le pro­por­zio­ni del cor­po uma­no nell’Uomo Vitru­via­no.

Le idee non man­ca­no: ampio spa­zio ver­rà con­ces­so ai labo­ra­to­ri didat­ti­ci sen­so­ria­li per le scuo­le, strut­tu­ra­ti e per­so­na­liz­za­ti in base all’età e alla scuo­la di pro­ve­nien­za. La visi­ta al Museo Tat­ti­le costi­tui­rà, quin­di, un’esperienza dop­pia: spe­ri­men­ta­re il per­cor­so del­la cono­scen­za tat­ti­le su model­li arti­co­la­ti e acqui­si­re una serie di impor­tan­ti infor­ma­zio­ni e un’apertura nei con­fron­ti del­le pro­ble­ma­ti­che e del­le neces­si­tà di non veden­ti e ipo­ve­den­ti. I pro­get­ti pro­po­sti ai bam­bi­ni e ai ragaz­zi sono mol­ti: dal Col­la­ge sen­so­ria­le al dise­gno e al bas­so­ri­lie­vo, dal Pae­sag­gio da toc­ca­re alle Pian­te tat­ti­li, fino al Labi­rin­to di legno. Nell’ambito di que­sti labo­ra­to­ri i bam­bi­ni ver­ran­no accom­pa­gna­ti da una gui­da attra­ver­so espe­rien­ze mul­ti­sen­so­ria­li, in gra­do di met­ter­li in con­di­zio­ne di spe­ri­men­ta­re – diver­ten­do­si – come il sen­so del­la vista pos­sa e deb­ba esse­re accom­pa­gna­to dal­le espe­rien­ze risul­tan­ti dall’uso dei sen­si vica­ri. Tut­te le infor­ma­zio­ni si pos­so­no tro­va­re sul sito dell’ Asso­cia­zio­ne Con­tro­lu­ce Onlus.

Livia Cor­nag­gia, insie­me al suo col­la­bo­ra­to­re, pre­sen­ta­no anche due pro­get­ti: il Pro­get­to Audio­farm, rea­liz­za­to in col­la­bo­ra­zio­ne con Feder­far­ma Vare­se, che pre­ve­de la sosti­tu­zio­ne dei car­tel­li car­ta­cei con i tur­ni con del­le bache­che sono­re in gra­do di for­ni­re la tur­ni­sti­ca del­le far­ma­cie in for­ma audio. L’altro pro­get­to, già avvia­to, è il Pro­get­to ‘Quar­ta di coper­ti­na’, per veni­re incon­tro anche alla curio­si­tà dei non veden­ti di leg­ge­re la quar­ta di coper­ti­na dei libri più recen­ti, rea­liz­za­ta in brail­le. In que­sto modo si dà la pos­si­bi­li­tà di ren­de­re per­fet­ta­men­te auto­no­mi nel­la scel­ta i non veden­ti e gli ipo­ve­den­ti, facen­do­gli curio­sa­re tra i nuo­vi tito­li editoriali.

Vive­re l’esperienza del Museo Tat­ti­le è mol­to inte­res­san­te – con­si­glia­ta la visi­ta con una masche­ri­na e accom­pa­gna­ti dal­la gui­da. Soli­ta­men­te nei musei di tut­to il mon­do ci fac­cia­mo gui­da­re dal­la vista, affi­dan­do­ci inte­ra­men­te a que­sto sen­so. Quan­do ne venia­mo pri­va­ti, la frui­zio­ne cam­bia radi­cal­men­te e è faci­le sen­tir­si diso­rien­ta­ti. Il tat­to diven­ta l’unico modo per ‘vive­re’ il mon­do, per capi­re e fare espe­rien­za. Così, la mano sicu­ra che ti accom­pa­gna a frui­re il per­cor­so diven­ta la tua gui­da, la tua sicu­rez­za. Tra le tan­te emo­zio­ni pro­va­te nel gira­re il Museo Tat­ti­le, la più stra­va­gan­te è la dif­fi­col­tà nel rico­no­sce­re ogget­ti quo­ti­dia­ni come un sac­co pie­no di fari­na o di una spe­zia, soprat­tut­to per chi si affi­da da sem­pre alla vista per rico­no­sce­re il mon­do che lo circonda.

Il Museo Tat­ti­le rap­pre­sen­ta una real­tà rara se non uni­ca in Ita­lia e in Euro­pa; la cor­dia­li­tà e la volon­tà dei fon­da­to­ri sono ulte­rio­ri ele­men­ti di arric­chi­men­to, aggiun­gen­do le nuo­ve idee e pro­get­ti – tra cui un pro­get­to di un labi­rin­to ver­de mul­ti­sen­so­ria­le, da rea­liz­zar­si nel par­co retro­stan­te la vil­la, la cui usci­ta si potrà tro­va­re solo tra­mi­te il tat­to o l’odorato. Il suc­ces­so si può già quan­ti­fi­ca­re con più di 500 visi­te da Apri­le, anche se, stra­no a dir­si, i visi­ta­to­ri non veden­ti sono sta­ti solo meno di una deci­na, ma il nume­ro è cer­ta­men­te desti­na­to a salire.

Danie­le Colombi


Museo Tat­ti­le Varese

Vil­la Baragiola

Via F. Carac­cio­lo, 46

21100 – Varese

0332- 255637

 

Mar­te­dì-Vener­dì: 14.30 – 18.30

Saba­to e dome­ni­ca: 10.30/12.30 – 14.30/18.30

 

7,00 € a per­so­na con labo­ra­to­rio di 60’ o 90’ com­pren­si­vo di ingres­so al Museo e visi­ta guidata.

Accom­pa­gna­to­ri: ingres­so ridot­to 4€

Per le scuo­le: ingres­so gra­tui­to di un accom­pa­gna­to­re per gruppo.

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