Genova 2011 — Loro la crisi noi la speranza

Miglia­ia di per­so­ne, tra le 10 mila e le 30 mila al gran­de cor­teo che saba­to 23 luglio ha chiu­so il ciclo di even­ti per il decen­na­le del G8. La mani­fe­sta­zio­ne è par­ti­ta alle 16.30 da piaz­za Mon­ta­no, a Geno­va Sam­pier­da­re­na, per con­clu­der­si in piaz­za Cari­ca­men­to dove si è tenu­to un gran­de con­cer­to con­clu­so dai Mode­na City Ram­blers. Alla testa del cor­teo, vero sim­bo­lo del­la gior­na­ta, il movi­men­to No Tav, accol­to da gran­di applau­si da tut­ti i pre­sen­ti. La mani­fe­sta­zio­ne, che si è svol­ta in manie­ra paci­fi­ca per tut­ta la sua dura­ta, ha segna­to una sor­ta di pas­sag­gio di testi­mo­ne alle lot­te con­tro l’al­ta velo­ci­tà in Val Susa. Pre­sen­te in cor­teo anche il comi­ta­to loca­le No Gron­da, sor­to per con­tra­sta­re la costu­zio­ne del­la Gron­da auto­stra­da­le di Geno­va: “È la nostra No Tav” com­men­ta­no gli orga­niz­za­to­ri. Tra gli omag­gi a Vit­to­rio Arri­go­ni, le ban­die­re di Free­dom Flot­til­lia, gli ope­rai del­la Fiom e il movi­men­to degli uomi­ni casa­lin­ghi spic­ca anche la pre­sen­za di Don Andrea Gal­lo, accol­to dagli applau­si dei mani­fe­stan­ti, che com­men­ta denun­cian­do la neces­si­tà di demo­cra­zia e cam­bia­men­to che emer­ge dal cor­teo, una richie­sta che non può resta­re inascoltata.

La Reda­zio­ne

 

Foto­re­por­ta­ge a cura di Lau­ra Car­li e Giu­dit­ta Grechi

 

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