Testimonianze dalla Val di Susa

Ripor­tia­mo di segui­to un paio di testi­mo­nian­ze diret­te degli scon­tri avve­nu­ti que­sto mese in Val di Susa. Il 27 giu­gno il pre­si­dio dei mani­fe­stan­ti “No Tav”, che pro­te­sta­no con­tro la rea­liz­za­zio­ne del­l’im­po­nen­te tre­no ad alta velo­ci­tà Tori­no-Lio­ne, è sta­to sgom­be­ra­to per con­sen­ti­re l’i­ni­zio dei lavo­ri alle dit­te vin­ci­tri­ci dell’appalto. Il pri­mo pas­so è lo sca­vo di un tun­nel esplo­ra­ti­vo per la rea­liz­za­zio­ne del­la gal­le­ria di base, il cui ini­zio dei lavo­ri è pre­vi­sto per il 2013. Pochi gior­ni dopo, il 3 luglio, si è svol­ta un’imponente mani­fe­sta­zio­ne, con lo sco­po di riba­di­re la mas­sic­cia pre­sen­za di un’o­pi­nio­ne pub­bli­ca for­te­men­te con­tra­ria al pro­get­to. Uno degli obiet­ti­vi era la rioc­cu­pa­zio­ne sim­bo­li­ca del­l’a­rea del pro­get­to, sgom­be­ra­ta una set­ti­ma­na pri­ma. Al ter­mi­ne del­la gior­na­ta si sono con­ta­ti cir­ca 400 feri­ti, divi­si qua­si equa­men­te tra mani­fe­stan­ti e difen­so­ri del can­tie­re. Mol­te sono sta­te le lamen­te­le da par­te di mani­fe­stan­ti che denun­cia­no, con tan­to di video e foto­gra­fie, com­por­ta­men­ti irre­go­la­ri da par­te dei poli­ziot­ti, accu­sa­ti di vio­len­ze come lo spa­ro di lacri­mo­ge­ni vie­ta­ti dal­le con­ven­zio­ni di guerra.

Mili­ta­riz­za­no la Val Susa

Per­ché il pote­re è mono­to­no e tri­ste. Ripe­te sem­pre lo stes­so copio­ne gri­gio e fune­reo. Io c’ero il 3 luglio a Chio­mon­te insie­me a deci­ne di miglia­ia di altre per­so­ne che era­no là, sem­pli­ce­men­te per pro­va­re a costrui­re un oggi miglio­re. Una costru­zio­ne che pas­sa per for­za dal­la dife­sa del­la ter­ra bene comune 

dal­le aggres­sio­ni e la vio­len­za di chi vuo­le, con la scu­sa del “pro­gres­so” (anche qui che mono­to­nia!), acca­par­rar­si i finan­zia­men­ti euro­pei per un’opera che pro­ba­bil­men­te non si farà mai. Pro­prio die­ci anni dopo il G8 di Geno­va l’asse tra­sver­sa­le degli affa­ri che tie­ne insie­me gover­no, oppo­si­zio­ni (qua­si tut­te) e infor­ma­zio­ne al sol­do del pote­re rispol­ve­ra stan­ca­men­te la favo­la dei black block per infan­ga­re quel­la che è in real­tà una bel­lis­si­ma for­ma di pro­te­sta civica.

E ades­so i mili­ta­ri uti­liz­za­ti con­tro i cit­ta­di­ni. Se que­sta non è aggres­sio­ne, cosa è? Voglio­no ucci­de­re la resi­sten­za popo­la­re repri­men­do le for­ze più con­sa­pe­vo­li e crea­ti­ve con il loro gri­gio. Per­ché alla fine è anche una guer­ra di colo­ri, tra quan­ti desi­de­ra­no un vis­su­to più acco­glien­te e dispo­sto ad aprir­si alla mol­te­pli­ci­tà, dove val­ga la pena con­di­vi­de­re e chi inve­ce non fa altro che col­ti­va­re den­tro sé l’avidità di un pos­ses­so impos­si­bi­le. Per­ché il dena­ro crea una peri­co­lo­sa dipen­den­za.

Ago­sti­no Cullati

Gior­na­ta del 3/7/2011.

A Chio­mon­te, nel­la Mad­da­le­na, in Val Susa abbia­mo lot­ta­to in una vera e pro­pria bat­ta­glia con­tro lo Sta­to e le sue con­ve­nien­ze scon­ve­nien­ti al popo­lo. “La TAV non si farà!”.

La gen­te del posto pro­nun­cia que­ste fra­si come se le aves­se let­te sul libro dell’avvenire, anzi, come se lo stes­se­ro scri­ven­do con le pro­prie mani l’avvenire. Per­ché, a dif­fe­ren­za di qui, la popo­la­zio­ne ha coscien­za di sé e di ciò che è capa­ce, ha coscien­za di ciò che è giu­sto o sba­glia­to per la ter­ra in cui VIVE! Ha coscien­za del fat­to che a fare il bel­lo e il cat­ti­vo tem­po non sono altro che loro stes­si, e nel­la gior­na­ta pas­sa­ta l’hanno ampia­men­te dimostrato.

La cen­tra­le idroe­let­tri­ca che ci si era pre­fis­sa­ti di rag­giun­ge­re per avvi­ci­nar­si agli imma­gi­na­ri can­tie­ri (per­ché di can­tie­ri anco­ra non ce ne sono più che altro sono for­ti­ni alta­men­te mili­ta­riz­za­ti in mano alle “for­ze dell’ordine”) è sta­to let­te­ral­men­te conquistato.

Tol­ti que­sti subli­mi risul­ta­ti, il costo per vin­cer­li è sta­to assai caro.

Un vero e pro­prio viag­gio all’inferno per l’espiazione di col­pe e ingiu­sti­zie non nostre, con desti­na­zio­ne la para­di­sia­ca e anco­ra incon­ta­mi­na­ta val Susa!

La gior­na­ta di lot­ta ini­zia dopo ore e ore di mera­vi­glio­se cam­mi­na­te nel­la natu­ra incontaminata. 

Gra­zie a que­sto pia­ce­vo­le e fati­co­so pur­ga­to­rio in con­tat­to con la natu­ra e con noi stes­si, sia­mo sem­pre più sicu­ri e gal­va­niz­za­ti dal­la cau­sa che ci ha mos­si fin su per i mon­ti, fino al momen­to in cui l’artificioso e codar­do attac­co degli sbir­ri con i lacri­mo­ge­ni ci ha accol­ti come inva­so­ri in casa nostra e ha reso mani­fe­sto chi sia­no i veri vio­len­ti in tut­ta que­sta vicenda.

Per­ché di vio­len­za se ne è vista solo dal­la loro par­te, quan­do spa­ra­va­no lacri­mo­ge­ni ad altez­za uomo. Si è visto anzia­ni con i buchi nel­le gam­be, quin­di­cen­ni cor­re­re in lacri­me in cer­ca dei geni­to­ri, spa­ven­ta­ti dagli effet­ti tos­si­ci di quei lacri­mo­ge­ni vie­ta­ti in tut­ta Euro­pa e per i qua­li l’America ha mos­so guer­ra a Sad­dam accu­san­do­lo di ave­re armi chi­mi­che… (alme­no ades­so sap­pia­mo dov’erano!). Si è visto finan­zie­ri lan­cia­re sas­si dai caval­ca­via a per­so­ne che cer­ca­va­no un ripa­ro sot­to il pon­te, si è visto gen­te lot­ta­re qua­si più per la soprav­vi­ven­za che per altro.

E dopo que­sto fal­la­ce ten­ta­ti­vo di anneb­biar­ci e affu­mi­car­ci affo­gan­do­ci nel­le lacri­me indot­te dai lacri­mo­ge­ni, i veri inva­so­ri si sono tro­va­ti a sec­co di muni­zio­ni e costret­ti a dispe­ra­ti e ste­ri­li ten­ta­ti­vi di ral­len­ta­re la nostra trion­fa­le avan­za­ta ver­so la vittoria. 

In fine ho ammi­ra­to un inte­ra popo­la­zio­ne, dai più pic­co­li ai più anzia­ni, par­te­ci­pa­re atti­va­men­te per soste­ne­re il bene di quel­la val­le, per soste­ne­re un idea di bene, per soste­ne­re la giu­sti­zia che, bada­te bene, non è più sino­ni­mo di lega­li­tà a que­sto mondo! 

Davi­de Indovino

foto di Ago­sti­no Cullati

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