Ultimo giorno per la Cuem

Oggi è l’ultimo gior­no di aper­tu­ra per la sto­ri­ca libre­ria del­la Sta­ta­le, la sola insie­me alla Cusl (affi­lia­ta a Comu­nio­ne e Libe­ra­zio­ne, da oggi l’unica aper­ta) ad ave­re sede tra le mura dell’Università. Saran­no lascia­ti vuo­ti i loca­li in Festa del Per­do­no e via Celo­ria, e per­ples­si, se non viva­men­te dispia­ciu­ti, mol­ti stu­den­ti da sem­pre abi­tua­ti a rivol­ger­si alla libre­ria per le dispen­se d’e­sa­me e vario altro mate­ria­le di pro­du­zio­ne inter­na all’Università.

La libre­ria Cuem è una real­tà anti­ca: nata come mol­te altre coo­pe­ra­ti­ve sul­l’on­da del movi­men­to ses­san­tot­ti­no, lega­te sia diret­ta­men­te al Movi­men­to Stu­den­te­sco (ed è que­sto il caso) sia ad Avan­guar­dia Ope­ra­ia (pre­va­len­te­men­te nel polo di Cit­tà Stu­di), per oltre 45 anni è sta­ta un pun­to di rife­ri­men­to fis­so per gli stu­den­ti del­la Sta­ta­le. Sem­bra qua­si incre­di­bi­le che a chiu­de­re sia pro­prio que­sta libre­ria, che una vol­ta fini­to il ’68 ha con­ti­nua­to per la sua stra­da, pur facen­do sem­pre rife­ri­men­to al mon­do del­le coo­pe­ra­zio­ni (Lega Coo­pe­ra­ti­va), pri­ma per con­ces­sio­ne del Sena­to Acca­de­mi­co e poi vin­cen­do tut­te le gare d’ap­pal­to tenu­te dall’Università.

Tut­ta­via, da due anni a que­sta par­te, si sono riscon­tra­ti seri pro­ble­mi nel­la gestio­ne ammi­ni­stra­ti­va, che han­no por­ta­to all’in­de­bi­ta­men­to e infi­ne alla chiu­su­ra del­la libre­ria. I moti­vi di tale inde­bi­ta­men­to non sono mol­to chia­ri, e ci sono discre­pan­ze anche rispet­to alle cifre del cano­ne di loca­zio­ne paga­to dal­la Cuem all’U­ni­ver­si­tà. Inol­tre c’è chi sostie­ne che la delo­ca­liz­za­zio­ne del­le facol­tà abbia mes­so in cri­si le libre­rie. Di fat­to l’affitto non vie­ne più ver­sa­to da ormai più di un anno, come anche non ven­go­no paga­te le case edi­tri­ci che, di fron­te a un debi­to chia­ra­men­te irre­cu­pe­ra­bi­le, han­no smes­so di rifor­ni­re la libre­ria. Eppu­re Mario Gara­va­glia, libra­rio di giu­ri­spru­den­za, sostie­ne che in 32 anni non si è mai veri­fi­ca­to alcun pro­ble­ma, nean­che un pic­co­lo ritar­do nel­la con­se­gna degli sti­pen­di. Poi, un anno e mez­zo fa, que­sta pun­tua­li­tà è venu­ta sem­pre più a man­ca­re, fino a che, ormai da set­te mesi, la retri­bu­zio­ne dei dipen­den­ti si è inter­rot­ta del tut­to, e una set­ti­ma­na fa han­no rice­vu­to improv­vi­sa­men­te la noti­zia che l’attività si sareb­be avvia­ta alla chiu­su­ra per fal­li­men­to e il loro ormai più che pros­si­mo futu­ro sareb­be sta­to la cas­sa inte­gra­zio­ne. I lavo­ra­to­ri del­la sede di Festa del Per­do­no han­no deci­so di tene­re anco­ra aper­ta la libre­ria con ora­rio ridot­to nei pros­si­mi 15 gior­ni, per cer­ca­re di ven­de­re tut­to il ven­di­bi­le, il resto è sta­to cedu­to alla libre­ria Coop, che da cir­ca un anno a que­sta par­te ha sede pro­prio di fron­te all’ingresso dell’Ateneo. Quest’ultima sta inol­tre già rice­ven­do il nuo­vo mate­ria­le dai for­ni­to­ri, sosti­tuen­do­si alla Cuem anche nel­la pre­pa­ra­zio­ne del­le dispen­se per que­sto Anno Accademico.

Dal­le paro­le di Mario emer­ge un dispia­ce­re pro­fon­do, e la rab­bia di chi è lascia­to in gra­vi dif­fi­col­tà e sen­za spie­ga­zio­ni: la deci­sio­ne del Pre­si­den­te di chiu­de­re la coo­pe­ra­ti­va è infat­ti tutt’altro che tra­spa­ren­te. L’attività non sareb­be affat­to in per­di­ta a det­ta dei dipen­den­ti, che pos­so­no pro­va­re que­sti fat­ti con i regi­stri alla mano e si atten­do­no spie­ga­zio­ni sul miste­rio­so eso­do dei pro­fit­ti. Non è dif­fi­ci­le cre­der­gli, o per­lo­me­no ci si chie­de come pos­sa fal­li­re una libre­ria che vive all’interno di una Uni­ver­si­tà il cui nume­ro di iscrit­ti con­ti­nua a sali­re, e che dete­ne­va l’esclusiva su una gros­sa quan­ti­tà di mate­ria­le di stu­dio. La doman­da inol­tre non sem­bra dimi­nui­re: gli stu­den­ti con­ti­nua­no ad entra­re per richie­de­re libri e dispen­se, e tut­ti si sen­to­no ripe­te­re che non è più dispo­ni­bi­le qua­si nul­la e di rivol­ger­si altro­ve. Si trat­te­reb­be di un caso di mala ammi­ni­stra­zio­ne, dal momen­to che i lavo­ra­to­ri non sospet­ta­no nes­sun inte­res­se da par­te di altri sog­get­ti ad acca­par­rar­si la loca­zio­ne (invi­dia­bi­le a dir la veri­tà) del­la libre­ria: all’ultima gara d’appalto, due anni fa, era­no gli uni­ci concorrenti.

L’unica spe­ran­za risie­de ora nel­la per­so­na del liqui­da­to­re, che inter­ver­rà ver­so novem­bre e deci­de­rà se accer­ta­re il fal­li­men­to e quin­di far pro­ce­de­re alla chiu­su­ra, nega­re la cri­si e avvia­re le trat­ta­ti­ve per una solu­zio­ne, o dichia­ra­re sospet­ta la gestio­ne e affi­da­re il tut­to nel­le mani del­la magi­stra­tu­ra. Nel pri­mo caso il futu­ro del­lo spa­zio è più che incer­to: l’Università sem­bra esser­si dichia­ra­ta dispo­ni­bi­le a valu­ta­re even­tua­li solu­zio­ni pro­prio nel rispet­to del valo­re sto­ri­co e sim­bo­li­co del­la libre­ria, ma c’è anche un grup­po di stu­den­ti che ha pro­po­sto di fon­da­re una coo­pe­ra­ti­va stu­den­te­sca che assor­ba gli attua­li dipen­den­ti. Dopo aver par­la­to con un loro rap­pre­sen­tan­te, que­sti si dico­no pre­oc­cu­pa­ti di come una tale ini­zia­ti­va potreb­be affron­ta­re l’avviamento dell’attività: dopo i tra­scor­si “scot­tan­ti” le case edi­tri­ci esi­go­no paga­men­ti imme­dia­ti e un’associazione di stu­den­ti non dareb­be abba­stan­za garanzie.

Intan­to l’Anno Acca­de­mi­co comin­cia tra sca­to­lo­ni e scaf­fa­li vuo­ti, e la stes­sa sto­ria rac­con­ta­ta in fret­ta ai mol­ti stu­den­ti incre­du­li. Mario, una vita pas­sa­ta in Cuem, con­ser­va timo­ro­so una spe­ran­za: “Che suben­tri qual­cu­no a sal­va­re que­sta isti­tu­zio­ne. Non è sem­pli­ce­men­te una libre­ria a chiu­de­re, ma un pez­zo di sto­ria del­la Sta­ta­le e del­la cul­tu­ra mila­ne­se”. E che ven­ga fat­ta chia­rez­za, oltre che per la per­di­ta di un’istituzione, per i lavo­ra­to­ri che si ritro­va­no sen­za nul­la dopo anni di dedi­zio­ne all’attività.

 

Ire­ne Nava e Gem­ma Ghiglia

Con­di­vi­di:
Gemma Ghiglia
Clas­se 1990, stu­den­tes­sa di Rela­zio­ni Inter­na­zio­na­li. A metà stra­da fra Putin e la Rivin­ci­ta del­le bionde.

1 Commento su Ultimo giorno per la Cuem

  1. Ciao. Sono una lavo­ra­tri­ce del­la Cuem (mi occu­pa­vo di lin­gue) e per un anno sono sta­ta man­da­ta a lavo­ra­re alla Cuem di Sesto dopo 29 anni in Festa del Per­do­no. Ora, come i miei col­le­ghi, resto in atte­sa, anche se con poche spe­ran­ze. Ho sem­pre ama­to que­sto lavo­ro, il con­tat­to con gli stu­den­ti, e ci ho mes­so ani­ma e cor­po, oltre alla mia pro­fes­sio­na­li­tà. Ma, evi­den­te­men­te, tut­to que­sto non basta. Voglio però rin­gra­ziar­vi per quel­lo che ave­te scrit­to per­ché, vi assi­cu­ro, per noi la soli­da­rie­tà degli stu­den­ti, l’in­te­res­se per il nostro desti­no — che è quel­lo comun­que di una pic­co­la ma sto­ri­ca isti­tu­zio­ne cul­tu­ra­le mila­ne­se — il rico­no­sci­men­to di qual­che pic­co­lo aiu­to che sia­mo riu­sci­ti a dare con il nostro lavo­ro, che non abbia­mo mai inte­so come “smer­cio di pani­ni” ma scam­bio di con­si­gli e di idee, ci ripa­ga di tut­te le ener­gie spe­se, ci alle­via il peso di que­sta gran­de tri­stez­za. Gra­zie, ragaz­zi! Rossella

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