Milano — forse non tutti sanno che… II puntata

 

Pari­ni a Milano

For­se non tut­ti san­no che nel­la nostra bel­la Mila­no è indi­vi­dua­bi­le il pun­to esat­to nel qua­le un anzia­no e mal­con­cio Pari­ni rovi­nò a ter­ra nel­l’in­ver­no del 1775. Il glo­rio­so poe­ta neo­clas­si­ci­sta e illu­mi­ni­sta scris­se, a segui­to di que­sto epi­so­dio, l’o­de “La Cadu­ta” del­la qua­le non rive­le­rò nul­la per lascia­re ai di voi non cono­sci­to­ri del­l’o­pe­ra il pri­vi­le­gio del­la ver­gi­ni­tà intellettuale.

Tor­no d’emblée all’af­fer­ma­zio­ne con la qua­le ho aper­to que­sto bre­ve testo: il luo­go pre­ci­so dove un lubrì­co pas­so fece vacil­la­re e crol­la­re il vate è in Piaz­za Cor­du­sio, pre­ci­sa­men­te pochi metri a sini­stra del­la base di soste­gno del­la sta­tua che raf­fi­gu­ra, guar­da­ca­so, il Parini.

Entran­do nel­la piaz­za lascian­do­si il Duo­mo e via Ore­fi­ci alle spal­le pro­ce­de­te in dire­zio­ne del­la sta­tua attra­ver­san­do la stra­da. Giun­ti imme­dia­ta­men­te all’om­bra nel gran­de poe­ta svol­ta­te a sini­stra seguen­do il peri­me­tro del monu­men­to che è chiu­so in quel pun­to da una bas­sa recin­zio­ne di fer­ro bat­tu­to. Ora foca­liz­za­te la vostra atten­zio­ne nel­la zona nel­la qua­le il pavé vie­ne inter­rot­to bru­sca­men­te dal­la pavi­men­ta­zio­ne a lastro­ni. Sie­te in pros­si­mi­tà del­la colon­ni­na alla qua­le è aggan­cia­to il sepa­ré di fer­ro bat­tu­to. Par­ten­do dal­l’ul­ti­mo san­pie­tri­no in alto (il più vici­no al monu­men­to) con­ta­te 10 cubet­ti di por­fi­do scen­den­do e 9 ver­so la vostra sini­stra (allon­ta­nan­do­vi cioè dal­la colon­ni­na). Ecco: quel­lo è il san­pie­tri­no incri­mi­na­to. Ulte­rio­re e ino­pi­na­ta sor­pre­sa: il san­pie­tri­no potreb­be esse­re lati­tan­te. Leg­gen­da vuo­le che alcu­ni ammi­ra­to­ri del Pari­ni ogni anno, nei pri­mi gior­ni del­la sta­gio­ne inver­na­le, com­pia­no un raid not­tur­no nel­la piaz­za e pic­co­ne muni­ti pro­ce­da­no alla rimo­zio­ne del sud­det­to cubo di por­fi­do. Natu­ral­men­te, in rela­zio­ne alla soler­zia del ser­vi­zio di manu­ten­zio­ne stra­da­le del comu­ne, la pie­tra vie­ne rein­te­gra­ta. Il gesto non per­de però il pro­prio valo­re sim­bo­li­co: si trat­ta di un atto di reve­ren­za e amo­re incon­di­zio­na­to per una impor­tan­te figu­ra del­la nostra sto­ria cul­tu­ra­le. Sem­mai la sta­tua del Pari­ni doves­se scen­de­re dal pie­di­stal­lo per fare i cano­ni­ci quat­tro pas­si tra stra­de del cen­tro non sia mai che vada di nuo­vo ad inciam­pa­re su quel male­det­to sanpietrino!

Nepo­mu­ce­no Sadda

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