L’uomo forte e il popolo debole

imma­gi­ne a cura di Don­key Hotey

La mito­lo­gia dell’uomo for­te alla gui­da di mas­se inet­te ed inca­pa­ci di deci­de­re del pro­prio futu­ro, rap­pre­sen­ta una sor­ta di sot­ti­le linea ros­sa che attra­ver­sa tut­ta la sto­ria dell’Italia, monar­chi­ca pri­ma, fasci­sta poi ed infi­ne repub­bli­ca­na. Solo in que­sto modo si spie­ga la perio­di­ca asce­sa al pote­re da par­te di sog­get­ti più adat­ti alla “com­me­dia dell’arte” di matri­ce gol­do­nia­na che non al famo­so tea­tri­no del­la poli­ti­ca: Mus­so­li­ni acchiap­pa­to sul con­fi­ne men­tre cer­ca di svi­gnar­se­la, la fami­glia rea­le dei Savo­ia che pri­ma di dar­si ad un pro­spe­ro esi­lio bel­ga, arraf­fa e depre­da le cas­se dell’ormai ex regno, con fare da ban­da bas­sot­ti, per veni­re in segui­to, a cinquant’anni di distan­za, a pre­ten­de­re le scu­se del popo­lo ita­lia­no; i con­ti cor­ren­ti mul­ti­mi­liar­da­ri dai nomi evo­ca­ti­vi del “corag­gio­so” Cra­xi, che se la vola ad Ham­ma­met il gior­no pri­ma che scat­ti­no le manet­te, per pas­sa­re il resto dei suoi gior­ni in una nobi­le tenu­ta da fat­tuc­chie­ra, dal­la qua­le indi­riz­za­re stre­go­ne­rie e maloc­chi di ogni sor­ta nei con­fron­ti dei vari Ama­to o Mar­tel­li, rei di aver abban­do­na­to la mam­mel­la del­la vac­ca gras­sa un istan­te pri­ma che que­sta entras­se al macel­lo; e da ulti­mo, l’atto con­clu­si­vo del domi­nio ber­lu­sco­nia­no che, da degno epi­lo­go di una far­sa melo­dram­ma­ti­ca, è infar­ci­to di pro­sti­tu­te in cri­si di coscien­za, cor­ti­gia­ni tra­ve­sti­ti da rivo­lu­zio­na­ri dell’ultima ora che spa­ra­no a zero sul sovra­no, ser­vi del­la gle­ba che si dico­no dispo­sti a col­la­bo­ra­re con il feu­da­ta­rio desi­gna­to, buro­cra­ti paras­si­ta­ri che l’avevano pre­vi­sto e capi­ta­ni d’industria con­ver­ti­ti al mar­xi­smo. Gli stril­lo­ni can­ta­no a gran voce le lodi del nuo­vo re, sen­za alcu­na par­si­mo­nia per agget­ti­vi e sostan­ti­vi roboan­ti: Pre­sti­gio, Cari­sma, Cre­di­bi­li­tà, Com­pe­ten­za, Dime­sti­chez­za – e quant’è dol­ce fare a gara a chi cono­sce più ter­mi­ni che ini­zia­no con suo­no occlusivo.“L’irriverenza è l’unica pala­di­na del­la liber­tà” scri­ve­va Twain, ed è nei gior­ni post sbor­nia che biso­gna ricor­dar­se­lo, affin­ché sia final­men­te pos­si­bi­le quel “bea­to pae­se che non ha biso­gno di eroi”. Pro­fes­sor Mon­ti, good night and good luck.

Fran­ce­sco Floris

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Francesco Floris
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Col­la­bo­ra­to­re de Linkiesta.it, spea­ker di Mag­ma, blogger.

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