Presidio dei lavoratori delle pulizie in Statale

Ieri mat­ti­na, davan­ti alla sede di via Festa del Per­do­no del­l’U­ni­ver­si­tà Sta­ta­le, un grup­po di lavo­ra­to­ri dei ser­vi­zi di puli­zia del­l’u­ni­ver­si­tà si è riu­ni­to in pre­si­dio per mani­fe­sta­re con­tro il taglio del pro­prio mon­te ore del 50/60% rispet­to allo scor­so anno, e per la man­ca­ta retri­bu­zio­ne degli ulti­mi tre mesi di lavoro.

IL PRESIDIO
I lavo­ra­to­ri, sup­por­ta­ti dal­la FILCAM GGIL e da alcu­ni stu­den­ti, si sono radu­na­ti davan­ti all’in­gres­so mag­gio­re del­la Sta­ta­le e han­no chie­sto di esse­re ascol­ta­ti dai diri­gen­ti dell’università.

La nor­ma­ti­va sugli scio­pe­ri del pub­bli­co impie­go impo­ne loro di non scio­pe­ra­re pri­ma di un’au­di­zio­ne da par­te del Pre­fet­to per un pre­li­mi­na­re ten­ta­ti­vo di con­ci­lia­zio­ne del­le par­ti. Dopo di che, devo­no decor­re­re altri die­ci gior­ni pri­ma di poter scio­pe­ra­re, comun­que entro un mese dal­l’in­con­tro in prefettura.
L’in­con­tro, che avreb­be dovu­to tener­si nel pome­rig­gio, è sta­to spo­sta­to alla set­ti­ma­na pros­si­ma, pare per l’im­pos­si­bi­li­tà del gesto­re di rag­giun­ge­re Mila­no a cau­sa del maltempo.
Pri­ma di poter scio­pe­ra­re, stan­do così le cose, i lavo­ra­to­ri del­la Sta­ta­le dovran­no quin­di aspet­ta­re anco­ra tre settimane.
Il pre­si­dio si è quin­di dovu­to tene­re alla fine del­l’o­ra­rio di ser­vi­zio, ver­so le 9.30.

LE RAGIONI
Lo scor­so gen­na­io, l’U­ni­ver­si­tà ha indet­to una gara d’ap­pal­to per l’as­se­gna­zio­ne del ser­vi­zio di puli­zia, impo­nen­do come base di gara le stes­se con­di­zio­ni del trien­nio precedente.
Pur pre­sen­tan­do un’of­fer­ta infe­rio­re di  cir­ca il 40% rispet­to alle richie­ste, l’ap­pal­to è sta­to affi­da­to al pre­ce­den­te gesto­re, la Alfiera.
Stan­do alle dichia­ra­zio­ni del­l’u­ni­ver­si­tà, la pro­po­sta del­la Alfie­ra si è man­te­nu­ta entro temi­ni non for­mal­men­te ano­ma­li, ed è quin­di sta­ta accet­ta­ta. La dit­ta per­den­te, la Puli­tec­ni­ca, ha però fat­to ricor­so al TAR, vin­cen­do l’appello.
L’u­ni­ver­si­tà è sta­ta così costret­ta a cam­bia­re gestore.
Con­trav­ve­nen­do agli obbli­ghi con­trat­tua­li, l’Al­fie­ra si è anti­ci­pa­ta­men­te riti­ra­ta dal­l’im­pe­gno assun­to con l’u­ni­ver­si­tà e i lavo­ra­to­ri, non pagan­do, a que­sti ulti­mi, le ulti­me tre men­si­li­tà dovu­te. L’u­ni­ver­si­tà ha quin­di chie­sto alla Puli­tec­ni­ca di suben­tra­re pri­ma del ter­mi­ne pre­vi­sto. Ma il nuo­vo con­trat­to con que­st’ul­ti­mo appal­ta­to­re impor­reb­be ora la decur­ta­zio­ne del 50/60% del­le ore lavorative.

L’UNIVERSITA’
Dopo l’i­ni­zia­le ten­ta­ti­vo da par­te di una dele­ga­zio­ne dei sin­da­ca­ti di esse­re ascol­ta­ti dai respon­sa­bi­li del­la Sta­ta­le, l’as­sem­lea dei lavo­ra­to­ri è sta­ta rag­giun­ta dal Diret­to­re Lega­le del­l’u­ni­ver­si­tà, che ha spie­ga­to le ragio­ni e le inten­zio­ni del­l’A­te­neo, assi­cu­ran­do­si dal­la par­te dei lavo­ra­to­ri. “E’ una nostra prio­ri­tà sana­re la situa­zio­ne”, ha affer­ma­to, infor­man­do che sareb­be sta­to dato man­da­to alla Divi­sio­ne Con­ta­bi­li­tà di bloc­ca­re le fat­tu­re del­la Alfie­ra e inti­ma­re un paga­men­to entro 7 gior­ni, pas­sa­ti i qua­li, con la trat­te­nu­ta del­le fat­tu­re, l’U­ni­ver­si­tà stes­sa avreb­be paga­to i lavoratori.

L’in­ter­ven­to è sta­to accol­to con favo­re dai mani­fe­stan­ti, che tut­ta­via han­no con­ti­nua­to a espri­me­re seria pre­oc­cu­pa­zio­ne per la dra­sti­ca ridu­zio­ne del mon­te ore, che impli­che­reb­be un’al­tret­tan­to gra­ve decur­ta­zio­ne del pro­prio stipendio.
A que­sto pro­po­si­to il Diret­to­re Lega­le si è det­to dispo­ni­bi­le a una con­cer­ta­zio­ne duran­te l’in­con­tro con il Prefetto.

GLI STUDENTI
Inter­vie­ne infi­ne uno stu­den­te, che con­fer­ma la soli­da­rie­tà di tut­ti gli stu­den­ti pre­sen­ti ai lavo­ra­to­ri, e sot­to­li­nea che la dimi­nu­zio­ne del loro cari­co lavo­ra­ti­vo com­por­te­reb­be note­vo­li disa­gi anche per gli stu­den­ti, date le già pre­ca­rie con­di­zio­ni in cui ver­sa­no le strut­tu­re uni­ver­si­ta­rie. Gli stu­den­ti si dico­no pron­ti a far sen­ti­re la pro­pria voce se doves­se anco­ra veni­re a man­ca­re l’en­ne­si­mo ser­vi­zio da par­te dell’università.

Alla fine del bre­ve incon­tro con il respon­sa­bi­le del­l’A­te­neo, il grup­po di mani­fe­stan­ti tor­na a pre­si­dia­re l’in­gres­so di via Festa del Per­do­no, riba­den­do gli slo­gan “Voglia­mo lavo­ra­re”, “Voglia­mo lo sti­pen­dio”, “Voglia­mo i nostri diritti”.

 

Giu­dit­ta Grechi

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