Desertec

Si sa che le solu­zio­ni più sem­pli­ci sono spes­so le miglio­ri, e il pro­get­to Deser­tec non fa ecce­zio­ne. L’idea di base è pro­dur­re ener­gia sola­re dove c’è più sole, e tra­spor­tar­la dove ce n’è di meno. Come? Costruen­do gigan­te­schi impian­ti foto­vol­tai­ci nel deser­to del Saha­ra, dove in sei ore si irra­dia l’energia con­su­ma­ta nel mon­do in un anno, e tra­sfe­ren­do l’energia pro­dot­ta in Europa.1

Il pro­get­to, nato nel 2003, da uto­pia futu­ri­sti­ca sta diven­tan­do pian pia­no una pos­si­bi­li­tà con­cre­ta . Vedia­mo alcu­ni limi­ti rea­liz­za­ti­vi e qua­li rispo­ste si sono tro­va­te finora.

Spa­zio neces­sa­rio: il foto­vol­tai­co richie­de pochis­si­mo spa­zio. Si è cal­co­la­to che nel Nord Ita­lia (non pro­prio bacia­to dal sole), un MW di poten­za, che pro­du­ce cir­ca 1200 kWh annui, neces­si­ta di 7000 m². Per sod­di­sfa­re il fab­bi­so­gno ita­lia­no sareb­be­ro quin­di neces­sa­ri cir­ca 1800 Km2 di ter­re­no, cir­ca la metà del­la Val d’Aosta (il deser­to del Saha­ra ha una super­fi­cie di 9.000.000 di Km2)2.

Pic­co dell’energia: l’energia sola­re non è più neces­sa­ria­men­te inter­mit­ten­te. Il sola­re ter­mo­di­na­mi­co non pro­du­ce ener­gia sola­men­te duran­te il gior­no, ma anche in assen­za di sole; una serie di spec­chi, infat­ti, riflet­te la luce, crean­do il calo­re neces­sa­rio per pro­dur­re vapo­re e azio­na­re così tur­bi­ne e gene­ra­to­ri. Il calo­re in ecces­so può esse­re poi accu­mu­la­to in ser­ba­toi con­te­nen­ti par­ti­co­la­ri sali fusi e venir uti­liz­za­to di not­te. Un impor­tan­te risul­ta­to “col­la­te­ra­le”, spe­cial­men­te in zone deser­ti­che, sareb­be la pro­du­zio­ne di acqua dolce.

 

Il pro­ble­ma del “pic­co”
Il pic­co di ener­gia cor­ri­spon­de al momen­to di mas­si­mo con­su­mo di ener­gia. Le ener­gie rin­no­va­bi­li dipen­do­no di nor­ma da fat­to­ri cli­ma­ti­ci inter­mit­ten­ti ed espor­reb­be­ro quin­di la rete a pos­si­bi­li black-out. Le tipo­lo­gie di ener­gia rin­no­va­bi­le non inter­mit­ten­te al momen­to sono l’idroelettrico, il sola­re ter­mo­di­na­mi­co e le biomasse.

 

Tra­spor­to: l’energia attra­ver­se­reb­be il Medi­ter­ra­neo attra­ver­so cavi sot­to­ma­ri­ni. Già ades­so le attua­li tec­no­lo­gie con­sen­to­no infat­ti il tra­spor­to di ener­gia su lun­ga distan­za con una per­di­ta del 3% ogni 1000 chilometri3.

Allo­ra cosa si aspet­ta? Innan­zi­tut­to l’area inte­res­sa­ta è attra­ver­sa­ta da un’instabilità poli­ti­ca di cui è impos­si­bi­le oggi pre­ve­de­re la fine. Secon­da­ria­men­te, l’annoso pro­ble­ma dei costi: il prez­zo di pro­du­zio­ne dell’energia sola­re, pur in cadu­ta libe­ra, è anco­ra tale da costrin­ge­re gli sta­ti a incen­ti­vi non soste­ni­bi­li. Attual­men­te il costo dell’investimento rag­giun­ge­reb­be i 400 miliar­di di euro.

 

Filip­po Bernasconi

 

NOTE

1http://www.desertec.org/

2 http://energiaemotori.wordpress.com/2011/05/10/i‑numeri-dellenergia-senza-propaganda/

http://forum.corriere.it/fotovoltaico-ed-eolico/04–05-2010/superficie-necessaria-per-il-fotovoltaico-1535465.html

L’autore rad­dop­pia la cifra con­si­de­ran­do uno spa­zio vuo­to tra i pannelli.

3 http://energiaemotori.wordpress.com/2011/05/10/i‑numeri-dellenergia-senza-propaganda

 

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