Il volto umano delle banche

Come tan­ti anch’io navi­go su Face­book e a vol­te non so per­ché lo fac­cio, for­se in atte­sa di una noti­fi­ca. E pro­prio una di que­ste mi ha incu­rio­si­to: non era la soli­ta richie­sta di par­te­ci­pa­zio­ne a un gio­co di ruo­lo o un com­men­to di un ami­co, ma  l’invito a un grup­po: Jak Italia.

Non capen­do bene cosa fos­se e, deter­mi­na­to a non igno­ra­re la que­stio­ne, ho deci­so di docu­men­tar­mi. La pagi­na sul social net­work riman­da al sito inter­net nazio­na­le, dove il miste­ro vie­ne sve­la­to: si trat­ta di un espe­ri­men­to finan­zia­rio,  una ban­ca che non appli­ca inte­res­si.

In Sve­zia, pae­se nata­le (dove si chia­ma Jak Med­lem­sbank), ormai è una real­tà coo­pe­ra­ti­va ben radi­ca­ta e famo­sa. Alla base di tut­to ci sono gli stu­di di eco­no­mi­sti tede­schi e sve­de­si, secon­do cui il 90% del­le per­so­ne paga più inte­res­si di quel­li che riceve.

L’idea di impor­tar­la dal nord Euro­pa è venu­ta da un post di Mario Dani­si che,   in segui­to al ser­vi­zio di Report del Mag­gio 2008 riguar­dan­te que­sto  nuo­vo model­lo ban­ca­rio, deci­de di spar­ge­re la voce fino a costi­tui­re insie­me ad altre 30 per­so­ne, nel novem­bre 2008, l’Associazione Cul­tu­ra­le Jak Ita­lia. Oggi l’associazione ha sede a Tori­no e sta cer­can­do di diven­ta­re una ban­ca, costi­tuen­do un capi­ta­le sociale.

Alla base del­la rivo­lu­zio­ne è il con­cet­to d’interesse: nes­su­no ne rice­ve sugli impor­ti ver­sa­ti e nes­sun pre­sti­to ero­ga­to li richie­de; in cam­bio, la Jak pre­ten­de solo una com­mis­sio­ne sul pre­sti­to la qua­le ser­ve uni­ca­men­te alla soprav­vi­ven­za del­la ban­ca; inol­tre, tut­to avvie­ne fuo­ri dal cir­cui­to eco­no­mi­co tra­di­zio­na­le e così Jak non acqui­sta dena­ro da altri isti­tu­ti e non è costret­ta a indebitarsi.

La vera novi­tà è il “pun­to rispar­mio”: a un euro depo­si­ta­to per un mese o pre­so in pre­sti­to ne cor­ri­spon­de uno; così, tra pre­sti­ti e ver­sa­men­ti, si costi­tui­sce una spe­cie di bilan­cia. I pun­ti sono pre­sta­bi­li ad altri soci. Per usu­frui­re di un pre­sti­to occor­re ver­sa­re un fon­do di garan­zia all’accensione del prestito.

Insom­ma, il dena­ro tor­na a esse­re uno stru­men­to per aiu­ta­re le per­so­ne, e non per arric­chi­re qual­cu­no, men­tre la ban­ca ridi­ven­ta mez­zo per l’emissione di cre­di­to. Tut­ti pos­so­no par­te­ci­pa­re alle deci­sio­ni poi­ché tut­ti i rispar­mia­to­ri sono soci.

In un perio­do di cri­si ogni idea è uti­le per favo­ri­re i rispar­mia­to­ri e aiu­ta­re chi desi­de­ra pos­se­de­re una casa, vero desi­de­rio di ogni Ita­lia­no (2 ita­lia­ni su 3 ne han­no una di pro­prie­tà). Que­sta è un’ottima ini­zia­ti­va capa­ce di ripor­tar­ci alle ori­gi­ni: ter­ra, lavo­ro e capi­ta­le. In una paro­la: Jak.

Davi­de Contu

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