Milano Nascosta
Villa Clerici

A Mila­no il nome “Cle­ri­ci” vie­ne sem­pre asso­cia­to al bel palaz­zo che la fami­glia, di ori­gi­ne coma­sca, ave­va fat­to costrui­re nel cen­tro cit­ta­di­no. L’edificio, che ora ospi­ta l’ISPI (Isti­tu­to per gli Stu­di di Poli­ti­ca Inte­ra­zio­na­le), è famo­so soprat­tut­to per il bel­lis­si­mo affre­sco del Tie­po­lo, che deco­ra la vol­ta del­la gal­le­ria di rap­pre­sen­tan­za, raf­fi­gu­ran­te La cor­sa del car­ro del Sole attra­ver­so il libe­ro cie­lo abi­ta­to dal­le dei­tà dell’olimpo e cir­con­da­to dal­le crea­tu­re ter­re­stri e dagli ani­ma­li che stan­no a sim­bo­leg­gia­re i con­ti­nen­ti. Que­sta rap­pre­sen­ta­zio­ne fu com­mis­sio­na­ta nel 1741 da Anto­nio Gior­gio Cle­ri­ci, illu­stre mem­bro del­la casa­ta, per poter avvi­ci­na­re la sua magio­ne allo sti­le del­le cor­ti prin­ci­pe­sche, con­fa­cen­te al ruo­lo ormai acqui­si­to dal­la fami­glia  pres­so l’ap­pa­ra­to ammi­ni­stra­ti­vo imperiale.

Quel­lo che pochi san­no è che esi­ste un altro edi­fi­cio che por­ta il nome del­la fami­glia: la Vil­la esti­va, situa­ta nel cen­tro del quar­tie­re Niguarda.

Que­sto pic­co­lo gio­iel­lo dell’architettura set­te­cen­te­sca si tro­va oggi inglo­ba­to dal­le case del vec­chio cen­tro cit­ta­di­no, appe­na die­tro la via prin­ci­pa­le, ben cela­ta alla vista. Pochi sono al cor­ren­te del­la sua esi­sten­za e mol­to sono gli avven­tu­rie­ri che si sono per­si nel cer­car­la, ma lei rima­ne sem­pre lì, mae­sto­sa e imponente.

Vil­la Cle­ri­ci ven­ne costrui­ta tra gli anni Ven­ti e Tren­ta del Set­te­cen­to su un pro­get­to attri­bui­to a Fran­ce­sco Cro­ce (archi­tet­to del­la guglia prin­ci­pa­le del Duo­mo di Mila­no, su cui poi fu posta la sta­tua del­la Madon­ni­na) secon­do lo sti­le dell’epoca, che ripren­de­va le vil­le vene­te pal­la­dia­ne. L’edificio fu volu­to come resi­den­za esti­va dal­lo stes­so Anto­nio Gior­gio Cle­ri­ci, il qua­le la fece costrui­re nei ter­ri­to­ri che la fami­glia ave­va acqui­sta­to con fina­li­tà agri­co­le (tere­ni che al tem­po si esten­de­va­no fino all’attuale fer­ma­ta di Maciachini).

La vil­la, però, non restò a lun­go nel­le mani dei Cle­ri­ci: con la mor­te del­la figlia Cate­ri­na finì il ramo prin­ci­pa­le del­la loro fami­glia  e l’immobile pas­sò in ere­di­tà ai paren­ti del mari­to, i con­ti Biglia. Pur­trop­po que­sti ulti­mi dovet­te­ro ven­der­la per risa­na­re le loro finan­ze e, dall’ultimo quar­to dell’Ottocento, la  vil­la conob­be una fase di deca­den­za, dive­nen­do una filan­da spo­glia­ta  di tut­ti gli arre­di e pri­va­ta di gran par­te dei giar­di­ni set­te­cen­te­schi, ormai distrut­ti. Un ten­ta­ti­vo di recu­pe­ro degli spa­zi avven­ne nel 1912 quan­do Mario Gan­zi­ni, instal­lan­do qui una fab­bri­ca di mate­ria­li e appa­rec­chi foto­gra­fi­ci, deci­se di restau­ra­re il complesso.

La vicen­da con­tem­po­ra­nea si svi­lup­pa, inve­ce, a par­ti­re dal 1927 quan­do la Com­pa­gnia di San Pao­lo (fon­da­ta dal Car­di­nal Fer­ra­ri) acqui­stò l’edificio e lo adi­bì come sede del­la Casa di Reden­zio­ne Socia­le, che ave­va lo sco­po di rein­se­ri­re nel­la  socie­tà gli adul­ti dimes­si dai luo­ghi di pena e poi, a par­ti­re dal dopo­guer­ra, i mino­ri in situa­zio­ne di disa­gio (atti­vi­tà svol­ta anco­ra oggi).

In que­sto con­te­sto ope­rò Dan­da­lo Bel­li­ni come volon­ta­rio lai­co, per­so­nag­gio impor­tan­te per il futu­ro uti­liz­zo del­la resi­den­za. Quan­do la Com­pa­gnia, negli anni cin­quan­ta, fece costrui­re un nuo­vo palaz­zo adia­cen­te alla vil­la per il  cre­scen­te biso­gno di nuo­vi spa­zi, Dan­da­lo deci­se di occu­pa­re gli spa­zi vuo­ti dan­do vita ad un’esperienza uni­ca nel suo gene­re: la Gal­le­ria d’arte Sacra dei Con­tem­po­ra­nei.

Inau­gu­ra­ta il 7 dicem­bre 1955, ave­va come sco­po quel­lo di ria­pri­re quel dia­lo­go tra arte e sacro che, da quan­do l’illuminismo e l’avanguardismo ave­va­no pre­so il soprav­ven­to, non ave­va più avu­to un segui­to. Gli arti­sti e Bel­li­ni cre­de­va­no anco­ra nell’arte sacra e che la ricer­ca e la pro­po­si­zio­ne dei valo­ri cri­stia­ni potes­se esse­re anco­ra mate­ria attua­le. Il loro appel­lo ven­ne accol­to dall’Arcivescovo di Mila­no, il Car­di­na­le Gio­van­ni Bat­ti­sta Mon­ti­ni (futu­ro papa Pao­lo VI), che par­te­ci­pò all’inaugurazione del­la gal­le­ria e pro­prio gra­zie a que­ste ope­re riu­scì a ricon­ci­liar­si con l’arte moder­na, solo qual­che tem­po pri­ma for­te­men­te avversata.

In que­sti spa­zi bian­chi si sta­glia­no le ope­re di arti­sti impor­tan­ti per la sto­ria cul­tu­ra­le di Mila­no. Fran­ce­sco Mes­si­na, Aldo Capi, Dina Bel­lot­ti, Flo­ria­no Bodi­ni, Sil­vio Con­sa­do­ri, Enri­co Man­fri­ni, Gio­van­ni Haj­nal, Gia­co­mo Man­zù, Lel­lo Scor­zel­li sono solo alcu­ni dei nomi dei mae­stri che si pos­so­no incon­tra­re visi­tan­do que­sto luo­go. Essi si espri­mo­no uti­liz­zan­do varie tec­ni­che e mate­ria­li: dal bron­zo al ges­so, dal dise­gno alla pit­tu­ra e al mosai­co; crean­do sug­ge­stio­ni uni­che e per­met­ten­do al visi­ta­to­re non solo di com­pren­de­re la loro visio­ne per­so­na­le sul cre­do cri­stia­no, ma anche di far si che lo spet­ta­to­re stes­so si inter­ro­ghi su tali temi e cer­chi di tro­va­re una rispo­sta o, alme­no, di com­pren­de­re la pro­fon­da bel­lez­za del­le opere.

Dopo un lun­go perio­do di chiu­su­ra a cau­sa dei lavo­ri di restau­ro, la Gal­le­ria è ora aper­ta dal mar­te­dì al saba­to (con ora­rio 9.30 – 12.30 e 14 – 16.30) gra­zie agli sfor­zi dei volon­ta­ri del­la vil­la e del Tou­ring, ed è pos­si­bi­le visi­tar­la gra­tui­ta­men­te anche duran­te le Gior­na­te Euro­pee del Patri­mo­nio (che si ter­ran­no il 29–30 set­tem­bre del cor­ren­te anno). Per ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni, visi­ta­te il sito: http://www.villaclerici.it/

Pao­la Gio­ia Valisi

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