Body Worlds svela il volto segreto dell’anatomia

Dal 3 otto­bre arri­va a Mila­no alla Fab­bri­ca del Vapo­re lo spet­ta­co­lo di ana­to­mia più famo­so del mon­do, con alle spal­le più di 34 milio­ni di visi­ta­to­ri in ses­san­ta cit­tà fra Euro­pa e America.

In un uni­ver­so dove l’ap­pa­ren­za è regi­na di un feu­do popo­la­to da Bar­bie 90–60-90 e ragaz­zi alla Jer­sey Sho­re, la mostra di Body Worlds por­ta dav­ve­ro una ven­ta­ta di nor­ma­li­tà. Nien­te più botox o trat­ta­men­ti vari: le per­so­ne ven­go­no pre­sen­ta­te let­te­ral­men­te nude, nel­la bel­lez­za del­l’u­gua­glian­za anatomica.

Il crea­to­re, Gun­ther Von Hagens, sta­va ini­zial­men­te lavo­ran­do su un nuo­vo meto­do per mostra­re agli stu­den­ti di medi­ci­na un qua­dro ana­to­mi­co tri­di­men­sio­na­le del cor­po uma­no, ma il suo pro­get­to ha avu­to un impat­to media­ti­co che ha supe­ra­to le sue più rosee aspet­ta­ti­ve. L’in­te­res­se dif­fu­so, mani­fe­sta­to in pri­mo luo­go dal­la comu­ni­tà tede­sca, ha dimo­stra­to infat­ti la gran­de poten­zia­li­tà divul­ga­ti­va di que­sta tec­ni­ca che apre anche al pub­bli­co la pos­si­bi­li­tà di sco­pri­si e sco­pri­re i mani­chi­ni pla­sti­na­ti. E’ pro­prio la pla­sti­na­zio­ne, il pro­ce­di­men­to inno­va­ti­vo con cui sono sta­ti trat­ta­ti i cada­ve­ri, che per­met­te l’os­ser­va­zio­ne, pri­ma impos­si­bi­le, di pre­pa­ra­ti uma­ni a lun­go ter­mi­ne. La tec­ni­ca, frut­to di una ricer­ca ini­zia­ta nel 1977 nel­l’i­sti­tu­to di Pato­lo­gia e Ana­to­mia del­l’u­ni­ver­si­tà di Hei­del­berg, per­met­te l’e­stra­zio­ne dei flui­di cor­po­rei e dei gras­si dai cada­ve­ri, in modo da con­fe­ri­re a que­sti cor­pi debi­ta­men­te trat­ta­ti soli­di­tà e lun­ga dura­ta1. Tut­to ciò è per­mes­so dal lavo­ro com­piu­to dall’Institute for Pla­sti­na­tion a par­ti­re dal 1982 che, attra­ver­so un pro­gram­ma di dona­zio­ne dei cor­pi con oltre 13000 dona­to­ri attual­men­te regi­stra­ti, per­met­te il trat­ta­men­to postu­mo del cor­po dei firmatari.

La mostra ha come pun­to car­di­ne l’elemento este­ti­co, che per Von Hagens è inscrit­to nel­l’a­na­to­mia stes­sa del cor­po uma­no: pro­prio per que­sto moti­vo i mani­chi­ni si tro­va­no in  pose par­ti­co­lar­men­te dina­mi­che, come la cor­sa, la dan­za e lo sport, che con­sen­to­no una miglio­re frui­zio­ne del­la bel­lez­za insi­ta in ogni pic­co­lo gesto che com­pia­mo nor­mal­men­te. Il risul­ta­to è una mostra, a metà fra scien­za e arte, in cui riu­scia­mo a ripren­de­re coscien­za di chi sia­mo e di cosa pos­sia­mo rag­giun­ge­re, così come com­men­ta lo stes­so Von Hagens: “Nel pla­sti­na­to rico­no­scia­mo noi stes­si, la nostra vul­ne­ra­bi­li­tà e il mira­co­lo del­la nostra esi­sten­za. Que­sta auto-con­sa­pe­vo­lez­za del pro­prio cor­po ispi­ra il risve­glio del­la vita e a tut­te le pos­si­bi­li­tà che essa ci offre.”

Loren­zo Porta

1) I gras­si e flui­di cor­po­rei sono sosti­tui­ti da resi­ne, ela­sto­me­ri ed epossidi,

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