Gli 80 anni di Topolino

Quan­do nel 1932 ven­ne asse­gna­to un pre­mio Oscar spe­cia­le per la crea­zio­ne di Topo­li­no, la noti­zia fece pre­sto il giro del mon­do. In Ita­lia, un edi­co­lan­te di nome Giu­sep­pe Ner­bi­ni intui­sce pri­ma di tut­ti le poten­zia­li­tà del per­so­nag­gio e deci­de di pub­bli­ca­re un inte­ro gior­na­le illu­stra­to al nuo­vo eroe dei ragazzi.

In quel Nata­le di 80 anni fa com­pa­re per la pri­ma vol­ta il gior­na­le Topo­li­no: perio­di­co set­ti­ma­na­le che si apre con una bre­ve sto­ria le cui dida­sca­lie sono scrit­te in rima e rea­liz­za­ta da Gio­ve Top­pi. È l’inizio del­la gran­de scuo­la ita­lia­na Disney.

Ner­bi­ni affron­tò sin dall’inizio un gros­so pro­ble­ma: i dirit­ti Disney appar­te­ne­va­no al gior­na­li­sta Gugliel­mo Ema­nuel. La testa­ta pas­sò così, a par­ti­re dal nume­ro 3, da Topo­li­no a Topo Lino. Furo­no sol­tan­to due i nume­ri in cui il tito­lo fu divi­so (con l’inserimento del vol­to sor­ri­den­te del pro­ta­go­ni­sta in mez­zo): al nume­ro 5 la Ner­bi­ni si assi­cu­rò i dirit­ti e la testa­ta tor­nò a chia­mar­si Topolino.

Nel 1934 Mon­da­do­ri si inte­res­sò alla testa­ta; la dispu­ta, por­ta­ta anche davan­ti agli espo­nen­ti cul­tu­ra­li fasci­sti, si risol­se con la ces­sio­ne dei dirit­ti di pub­bli­ca­zio­ne alla Mon­da­do­ri e una buo­nu­sci­ta ingen­te a Ner­bi­ni. In edi­co­la uscì il nume­ro 137 nel 1935: segnò il defi­ni­ti­vo pas­sag­gio di mani.

All’interno del gior­na­le c’erano una tavo­la dome­ni­ca­le di Topo­li­no, ma anche tan­ti pro­ta­go­ni­sti, al di fuo­ri del mon­do Disney. Le scrit­te in rima scom­pa­ri­ro­no nel nume­ro 148 e ben pre­sto si inte­gra­no i balloon.

La II guer­ra mon­dia­le fer­mò la pub­bli­ca­zio­ne per due anni (dal 1943 al 1945). Il perio­do fasci­sta non fu faci­le: il gior­na­le fu sot­to­po­sto a nume­ro­se cen­su­re e restri­zio­ni; le sto­rie furo­no tut­te incen­tra­te su argo­men­ti bel­li­ci e di propaganda.

La svol­ta avven­ne nel 1949, quan­do, annun­cia­to in pre­ce­den­za dai nume­ri 737 e 738, giun­se in edi­co­la un nuo­vo nume­ro 1, un men­si­le di 100 pagi­ne di sto­rie esclu­si­va­men­te disneya­ne. Topo­li­no assu­me il for­ma­to moder­no, a libret­to; all’interno aumen­ta­no le sto­rie e com­pa­io­no i pri­mi colo­ri (ini­zial­men­te si alter­na­va­no le pagi­ne in bian­co e nero a quel­le a colori).

Dagli anni ’60 in poi, Topo­li­no cono­sce alcu­ne modi­fi­che di sti­le e di desi­gn, e le sto­rie aumen­ta­no sem­pre più, men­tre in pre­ce­den­za lo spa­zio era dedi­ca­to mag­gior­men­te a rubri­che o articoli.

Gli arti­sti ita­lia­ni che han­no per la costru­zio­ne del libret­to più ama­to dai ragaz­zi sono tan­tis­si­mi: Cavaz­za­no, Car­pi, Scar­pa, Mar­ti­na, Rota, Fara­ci, Ziche, Di Vita, Patro­vic­chio, Bottaro…

In futu­ro, ipo­tiz­zan­do che il gior­no di usci­ta sarà sem­pre il mer­co­le­dì, usci­ran­no il nume­ro 3000 (29 mag­gio 2013), il nume­ro 4000 (il 25 luglio 2033). Topo­li­no libret­to ha avu­to tre perio­di­ci­tà: il nume­ro 1 era men­si­le; dal 40 diven­tò quin­di­ci­na­le e dal 236 diven­tò settimanale.

Topo­li­no ha accom­pa­gna­to mol­tis­si­mi ragaz­zi e lo fa anco­ra oggi, gra­zie alla sua capa­ci­tà di cam­bia­re e tra­sfor­mar­si, por­tan­do con sé per­so­nag­gi entra­ti nel cuo­re di tut­ti. Per­so­nag­gi in gra­do di evol­ver­si, di par­la­re sem­pli­ce e moder­no: i bal­loon rac­con­ta­no e arri­va­no diret­ti, con iro­nia, sag­gez­za e capa­ci­tà di edu­ca­re ai lati più pia­ce­vo­li e spen­sie­ra­ti del­la vita.

Anco­ra oggi la col­le­zio­ne di Topo­li­no, tra cui il ricer­ca­tis­si­mo nume­ro 1, è un teso­ro da con­ser­va­re, un teso­ro in cui tuf­far­si, come Pape­ro­ne si tuf­fa nel­le sue ama­te mone­te. Cer­to, non si arri­va a far­si la doc­cia con i Topo­li­no, ma il libret­to è un com­pa­gno idea­le per tut­ti i momen­ti di ripo­so e di tran­quil­li­tà. Dal let­to al diva­no, dal­la pol­tro­na al tram, dal­la mac­chi­na al bagno di casa: c’è sem­pre tem­po per un po’ di fantasia.

Danie­le Colombi

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