Da leggere per la prima volta
Il lato oscuro delle stelle

Ormai, è un dato di fat­to: le cin­que stel­le sono cadu­te sul­la poli­ti­ca ita­lia­na e non pos­sia­mo igno­rar­le. Per rap­por­tar­si a loro, però, biso­gna inann­zi­tut­to cono­scer­le. Cono­sce­re signi­fi­ca difen­der­si, e Fede­ri­co Mel­lo con la sua inda­gi­ne ci dà un’ot­ti­ma arma. Clas­se 1977, ha col­la­bo­ra­to con Il Fat­to Quo­ti­dia­noAnno­ze­ro, dimo­stran­do­si un gior­na­li­sta esper­to del­la galas­sia inter­net. Aven­do anche alle spal­le una (bre­ve) mili­tan­za tra le file gril­li­ne, pochi pos­so­no esse­re più indi­ca­ti di lui per par­la­re del M5S: e lui ha scel­to di far­lo non via web (in bar­ba ai det­ta­mi cin­que­stel­la­ti) ma con un libro, Il lato oscu­ro del­le stelle.

Si par­te con una lun­ga pre­mes­sa sul­lo svi­lup­po e le minac­ce del­la rete, con un ampio spa­zio dedi­ca­to alle tec­ni­che mani­po­la­to­rie che oggi imper­ver­sa­no sul web: da qui Mel­lo può ana­liz­za­re a fon­do gli ingra­nag­gi di un movi­men­to che ha il cuo­re e il cer­vel­lo onli­ne (il por­ta­fo­glio no, ma è un’al­tra sto­ria). A comin­cia­re da Rober­to Casa­leg­gio, che per nes­sun moti­vo defi­ni­rò ”guru” — ter­mi­ne irri­tan­te solo quan­to ”bipar­ti­san”, ”loca­tion” ed ”emer­gen­za rifiu­ti” — ma che piut­to­sto inve­sto del tito­lo di ”Burat­ti­na­io sen­za fili”. Tito­la­re di una pro­spe­ra e auto­re­vo­le agen­zia di web mar­ke­ting (la “Casa­leg­gio & Asso­cia­ti”) l’om­bra ric­ciu­ta di Gril­lo ha for­ni­to una base teo­ri­ca e appli­ca­ti­va agli stra­li da bar del comi­co, ha tra­sfor­ma­to i suoi spet­ta­co­li da momen­ti di sva­go in comi­zi e ha gesti­to onli­ne le fon­da­men­ta del movi­men­to; fino all’al­lu­vio­ne elet­to­ra­le dei gior­ni appe­na trascorsi.

Mel­lo illu­stra come il burat­ti­na­io e il fan­to­ma­ti­co ”staff” del movi­men­to — invi­si­bi­le ma sem­pre pre­sen­te, un po’ come l’ap­pa­ra­to sovie­ti­co — abbia­no cen­tra­to l’am­bi­zio­so obiet­ti­vo. E in sti­le sovie­ti­co è anche l’al­lon­ta­na­men­to di chi non è fede­le alla linea, il sof­fo­ca­men­to siste­ma­ti­co del dis­sen­so, onli­ne e non. Un ”tota­li­ta­ri­smo di rete”. Il gior­na­li­sta lec­ce­se scri­ve di varie chic­che, del­le qua­li- se ci infor­mas­si­mo solo sul web come il van­ge­lo gril­li­no impo­ne con una cer­ta arro­gan­za — dif­fi­cil­men­te ver­rem­mo a cono­scen­za: le bislac­che teo­rie zoo­lo­gi­co-orwel­lia­ne di Davi­de Casa­leg­gio (figlio di); o il modo in cui ven­go­no espul­si i cadu­ti in disgra­zia: dato che il movi­men­to non è regi­stra­to come par­ti­to ma come sem­pli­ce pro­prie­tà di Bep­pe Gril­lo, que­st’ul­ti­mo fa par­ti­re tra­mi­te il suo avvo­ca­to una let­te­ra di dif­fi­da dal­l’u­ti­liz­zo di mar­chio del movi­men­to, nome e fre­gi, ai dan­ni del reo. Che vie­ne cac­cia­to dal giar­di­no del re e volen­tie­ri insul­ta­to, come è inde­gna­men­te acca­du­to ad una mili­tan­te col­pe­vo­le di appa­ri­zio­ne tele­vi­si­va: ”il pun­to G ti dà l’or­ga­smo nei talk show”.

Voglio con­ce­der­mi un sil­lo­gi­smo: Gril­lo ha dichia­ra­to di non voler­si fer­ma­re fin­ché il movi­men­to non rap­pre­sen­te­rà l’in­te­ra nazio­ne. Visto che ora tiran­neg­gia sul movi­men­to, come si com­por­te­rà quan­do la nazio­ne doves­se coin­ci­de­re con esso? Tut­to que­sto, oltre a det­ta­gli, retro­sce­na e altri fat­ti, vie­ne rac­con­ta­to da Mel­lo con una pro­sa a trat­ti un po’ ridon­dan­te quan­do non gros­so­la­na (pg.53 ”Timo­ri reFe­ren­zia­li”!?), ma ani­ma­ta da una pas­sio­ne pun­gen­te. Un’ otti­ma testi­mo­nian­za sul­l’e­le­men­to più tota­li­ta­rio dal­l’e­stin­zio­ne dei tota­li­ta­ri­smi. C’è chi dice che la car­ta stam­pa­ta ha i gior­ni con­ta­ti, ma que­sti gior­ni li sta spen­den­do bene. Ven­den­do cara la pel­le con libri fie­ri come que­sto. Da leggere.

Ste­fa­no Colombo

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Stefano Colombo
Stu­den­te, non gior­na­li­sta, mila­ne­se arioso.

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