Da rileggere per la prima volta
La coscienza di Zeno

Tra vent’anni la pen­sio­ne sarà pari a poco più del­la metà dell’ultimo sti­pen­dio e se que­sto è l’andazzo, la pren­de­re­mo a 90 anni.
Tra vent’anni potre­mo ave­re una base per­ma­nen­te sul­la Luna e tra qua­ran­ta su Mar­te, ma tra cent’anni ci estingueremo.

A 40 anni gli uomi­ni han­no la cri­si del­la mez­za età e le don­ne del­la menopausa.
A 15 anni dicia­mo: “A 18 vado via di casa”, a 30 sia­mo anco­ra a casa di mammà.
A 7 anni sco­pria­mo che Bab­bo Nata­le non esi­ste e a 14 che il prin­ci­pe azzur­ro è tut­ta una bufala.
A 19 vor­rem­mo spac­ca­re il mon­do ma, a chi pri­ma a chi dopo, passa.
Come il tem­po.. Tran­ne ovvia­men­te per chi si fa tira­re la pel­le come fos­se la pasta per la pizza.

Berg­son dice­va che l’io vive il pre­sen­te secon­do il tem­po del­la coscien­za: nel ricor­do del pas­sa­to e nell’attesa del futuro.
Prou­st ha ritro­va­to il tem­po per­du­to man­gian­do una madeleine.
La regi­na dis­se ad Ali­ce che la mar­mel­la­ta gliel’avrebbe data ieri e domani.
Ein­stein si è sve­glia­to una mat­ti­na e ha det­to: “ Vuoi vede­re che se pren­do una cop­pia di gemel­li, ne man­do uno nel­lo spa­zio e l’altro lo lascio sul­la Ter­ra, quel­lo nel­lo spa­zio invec­chia mol­to più lentamente?”
L’atomo di Cesio ha deci­so di rea­liz­za­re 9.192.631.770 perio­di di oscil­la­zio­ni in un secon­do sul­la Ter­ra, ma, se va su un altro pia­ne­ta, potreb­be anche met­ter­ci di più.

Qual­cu­no vor­reb­be vive­re per sem­pre e non lascia­re che qual­cun altro pren­da il suo posto.

Qual­cun altro cre­de­va in un avve­ni­re ver­de, ha poi visto un pre­sen­te gri­gio e un futu­ro nero, e ha pre­fe­ri­to but­tar­si dal set­ti­mo pia­no dell’Università.

Nel 1861 Fran­ce­sco de Sanc­tis, scrit­to­re, cri­ti­co let­te­ra­rio, poli­ti­co e filo­so­fo, diven­ta­va mini­stro del neo­na­to Mini­ste­ro del­la Pub­bli­ca Istru­zio­ne, dopo aver tenu­to nume­ro­si cor­si a ben più nume­ro­si stu­den­ti, tra i qua­li il filo­so­fo Ange­lo Camil­lo De Meis, lo sto­ri­co Pasqua­le Vil­la­ri, il giu­ri­sta Dio­me­de Mar­va­si, il pit­to­re Gia­co­mo Di Chi­ri­co e il poe­ta Lui­gi La Vista, suo allie­vo pre­di­let­to, mor­to nei moti del 1848.

Nel 2008, Maria­stel­la Gel­mi­ni, diplo­ma­ta al liceo pri­va­to con­fes­sio­na­le “Ari­ci” , lau­rea­ta fuo­ri cor­so in giu­ri­spru­den­za all’Università degli Stu­di di Bre­scia e iscrit­ta all’albo degli avvo­ca­ti dopo aver supe­ra­to l’esame di Sta­to a Reg­gio Cala­bria – “per­ché a Reg­gio Cala­bria c’e­ra una per­cen­tua­le di esa­mi supe­ra­ti di cir­ca il 90% con­tro una per­cen­tua­le di cir­ca il 30% del­le cit­tà del nord ita­lia” dice lo stes­so Mini­stro – distrug­ge l’istruzione ita­lia­na e, insie­me, i futu­ri ver­di di milio­ni di giovani.

All’inizio del 900, Etto­re Sch­mi­tz – alias Ita­lo Sve­vo — scri­ve­va ne La coscien­za di Zeno: “La vita attua­le è inqui­na­ta alle radi­ci. […] Qua­lun­que sfor­zo di dar­ci la salu­te è vano. Que­sta non può che appar­te­ne­re che alla bestia che cono­sce un solo pro­gres­so, quel­lo del pro­prio orga­ni­smo. […] Ma l’occhialuto uomo, inve­ce, inven­ta gli ordi­gni fuo­ri del suo cor­po e se c’è sta­ta salu­te e nobil­tà in chi li inven­tò, qua­si sem­pre man­ca in chi li usa. Gli ordi­gni si com­pe­ra­no, si ven­do­no e si ruba­no e l’uomo diven­ta sem­pre più fur­bo e più debo­le. Anzi si capi­sce che la sua fur­bi­zia cre­sce in pro­por­zio­ne alla sua debo­lez­za. […] La leg­ge del più for­te spa­rì e per­dem­mo la sele­zio­ne salu­ta­re. Altro che psi­co-ana­li­si ci vor­reb­be: sot­to la leg­ge del pos­ses­so­re del mag­gior nume­ro di ordi­gni pro­spe­re­ran­no malat­tie e ammalati.
For­se attra­ver­so una cata­stro­fe inau­di­ta pro­dot­ta dagli ordi­gni ritor­ne­re­mo alla salute.
Quan­do i gas vele­no­si non baste­ran­no più, un uomo fat­to come tut­ti gli altri, nel segre­to di una stan­za di que­sto mon­do, inven­te­rà un esplo­si­vo incom­pa­ra­bi­le, in con­fron­to al qua­le gli esplo­si­vi attual­men­te esi­sten­ti saran­no con­si­de­ra­ti qua­li inno­cui gio­cat­to­li. Ed un altro uomo fat­to anche lui come tut­ti gli altri, ma degli altri un po’ più amma­la­to, rube­rà tale esplo­si­vo e s’arrampicherà al cen­tro del­la ter­ra per por­lo nel pun­to ove il suo effet­to potrà esse­re il mas­si­mo. Ci sarà un’esplosione enor­me che nes­su­no udrà e la ter­ra ritor­na­ta alla for­ma di nebu­lo­sa erre­rà nei cie­li pri­va di paras­si­ti e di malattie.”

C’è chi dice che si trat­ti di un pen­sie­ro avve­ni­ri­sti­co. Secon­do me, il Sign. Etto­re Sch­mi­tz, s’era costrui­to la mac­chi­na del tempo.

Maria Cate­na Mancuso

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Maria C. Mancuso
Scri­ve di agri­col­tu­ra, ambien­te e cibo. Mal sop­por­ta chi usa gli angli­ci­smi per dar­si un tono.

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