Affaire Ex-Cuem
Alla ricerca del bando

Ho incon­tra­to V. B., stu­den­te di let­te­re moder­ne, e I. F. stu­den­te di giu­ri­spru­den­za, entram­bi occu­pan­ti del­la ex-CUEM, per trat­ta­re l’ar­go­men­to “ban­do”, per mol­ti il nodo cen­tra­le del­la que­stio­ne. Se aves­se­ro par­te­ci­pa­to for­se avreb­be­ro vin­to e avreb­be­ro potu­to rea­liz­za­re il loro pro­get­to. O no?
Resta il fat­to che que­sta con­tro­ver­sia è sta­ta cau­sa di incom­pre­sio­ne e dis­sa­po­re e ha get­ta­to discre­di­to su di loro. Chi ha ragio­ne? Chi ha tor­to? Vul­ca­no sta lavo­ran­do per scio­glie­re i nodi di que­sta fac­cen­da, ma l’af­fai­re Ex-CUEM si pre­sen­ta più com­pli­ca­to che mai.

Ciao V. puoi dir­ci com’è nata l’i­dea di occupare?

Abbia­mo deci­so di occu­pa­re nel dicem­bre del 2011, l’i­dea era per­fet­ta: era vuo­ta da sei mesi e sareb­be rima­sta tale per parec­chio tempo.
Il nostro lavo­ro si è subi­to incen­tra­to sul­l’a­na­li­si del­la situa­zio­ne: sia­mo entra­ti in con­tat­to con gli ex-dipen­den­ti, i qua­li si sono det­ti favo­re­vo­li a dar­ci del­le drit­te, e dopo aver distri­bui­to agli stu­den­ti 600 que­stio­na­ri a rispo­sta mul­ti­pla per valu­ta­re la qua­li­tà dei ser­vi­zi del­l’a­te­neo e deci­de­re qua­li ante­por­re come prio­ri­tà in CUEM, abbia­mo occupato.
La libre­ria e l’i­dea che sot­to­stà al pro­get­to fa rife­ri­men­to ad un’al­tra libre­ria mol­to famo­sa, la Calu­sca, che al momen­to si tro­va nel cen­tro socia­le Con­chet­ta. La Calu­sca nasce nel 1972 per ope­ra di un intel­let­tua­le, Pri­mo Moro­ni, che è quel­lo raf­fi­gu­ra­to nel mura­les all’in­gres­so del­la CUEM.

Come fate a ven­de­re libri a così poco prezzo?

Ai testi che com­pria­mo appli­chia­mo il mec­ca­ni­smo del prez­zo sor­gen­te: il prez­zo che deci­de in que­sto caso l’e­di­to­re. Que­sto ci dà la pos­si­bi­li­tà di ven­de­re testi che nor­mal­men­te costa­no 15 euro a 7 euro, sen­za ovvia­men­te trar­re nes­sun pro­fit­to, il che per­met­te di met­te­re in cir­co­lo più facil­men­te il libro. Il nostro è  un lavo­ro non retri­bui­to. Dicia­mo che ci sia­mo “con­qui­sta­ti” un clas­si­co sta­ge gra­tui­to come librai fai-da-te!

 Per­ché l’ex-CUEM non era fre­quen­ta­ta da mol­ti studenti?

In que­sto ate­neo ci sono miglia­ia di stu­den­ti. Sicu­ra­men­te una nostra man­can­za di orga­niz­za­zio­ne, di spi­ri­to e di atten­zio­ne ha fat­to sì che si  pro­du­ces­se uno scol­la­men­to tra noi e i “comu­ni” stu­den­ti. Ci sia­mo are­na­ti ad un cer­to pun­to, come suc­ce­de spes­so in mol­ti spa­zi occu­pa­ti. E’ man­ca­ta la comu­ni­ca­zio­ne con gli stu­den­ti. Il nostro ten­ta­ti­vo, pero’, è sem­pre anda­to in quel­la dire­zio­ne, e spes­so sia­mo riu­sci­ti a fare inten­de­re bene le nostre ragio­ni e la nostra volon­tà, che sia­mo sicu­ri sia simi­le a quel­la di mol­ti altri ragaz­zi e ragaz­ze del­la nostra età.

Puoi par­lar­ci inve­ce dei moti­vi poli­ti­ci secon­do i qua­li ave­te deci­so di non par­te­ci­pa­re al bando?

Se diven­tas­si­mo una libre­ria qual­sia­si, con rego­la­re par­ti­ta IVA, dovrem­mo sot­to­sta­re a del­le rego­le al fine di pareg­gia­re il bilan­cio, non sarem­mo diver­si dal­la CUSL o dal­la Cor­ti­na. Inve­ce noi sia­mo in una con­di­zio­ne in cui pos­sia­mo sce­glie­re libe­ra­men­te i testi che pos­sia­mo pub­bli­ciz­za­re, ven­de­re, pre­sen­ta­re, espor­re in pri­mo pia­no. E’ quin­di fon­da­men­ta­le man­te­ne­re un pia­no di liber­tà com­mer­cia­le per dare la pos­si­bi­li­tà all’e­di­to­ria indi­pen­den­te, alter­na­ti­va — o sem­pli­ce­men­te ai nostri auto­ri pre­fe­ri­ti, che di soli­to non sono quel­li che ven­do­no di più — di esse­re espo­sti negli scaf­fa­li più in vista e di esse­re ven­du­ti con for­te sconto.
Se ci fos­si­mo costi­tui­ti in coo­pe­ra­ti­va o in asso­cia­zio­ne, con­di­tio sine qua non per par­te­ci­pa­re al ban­do, avrem­mo dovu­to pian­tar­la con mol­te del­le atti­vi­tà che costi­tui­sco­no la spi­na dor­sa­le del­la ex-CUEM. Per­ché si ha la neces­si­tà di dare per for­za un nome alle cose? A defi­nir­le, a deli­mi­tar­le entro un alveo di legalità?
Lega­li­tà signi­fi­ca buro­cra­zia, sicu­rez­za, siste­ma, mec­ca­ni­ci­tà. A quel pun­to sei infi­ni­ta­men­te ricat­ta­bi­le. Sono gli altri che comin­cia­no a deci­de­re, non sei più tu, insom­ma, è chi ha scrit­to quel­le stes­se leg­gi, che non è det­to sia­no giuste.
Noi non dicia­mo: “ciò che ille­ga­le è legit­ti­mo”. La nostra non è ille­ga­li­tà-per-for­za. Noi dicia­mo che c’è la pos­si­bi­li­tà che ciò che è lega­le sia ille­git­ti­mo. E spes­so ven­go­no fat­te pas­sa­re sot­to l’e­gi­da del­la lega­li­tà le peg­gio­ri e inu­ma­ne schifezze.

Cosa suc­ce­de­rà ora?

Que­sto come ogni altro sgom­be­ro è ser­vi­to per raf­for­zar­ci: la ex-CUEM non solo non chiu­de­rà, ma si espan­de­rà, esat­ta­men­te come ha fat­to fino ad oggi.

***

Ciao I. Dun­que, che cosa ave­te rite­nu­to ille­git­ti­mo a livel­lo giu­ri­di­co del bando?

Di ille­git­ti­mo nul­la. L’au­to­ri­tà ammi­ni­stra­ti­va ha emes­so un ban­do gene­ri­co, che non indi­ca cri­te­ri per l’as­se­gna­zio­ne, soprat­tut­to quel­li più for­ma­li. Occu­pan­do, quel­lo che vole­va­mo affer­ma­re era che ogni anno gli stu­den­ti devo­no paga­re più ret­te uni­ver­si­ta­rie già mol­to sala­te, allo­ra per­ché si deve paga­re per ave­re uno spa­zio in uni­ver­si­tà? A mag­gior ragio­ne se sono pochi e quei pochi ven­go­no dati ad esterni.
Noi sta­va­mo met­ten­do a costo zero in pie­di un model­lo di costru­zio­ne del sape­re diver­so, che ave­va come uni­co han­di­cap il fat­to che fos­se autonomo.

Que­sto avvi­so pub­bli­co è l’u­ni­co docu­men­to emes­so? Non sem­bra un vero e pro­prio bando.

Sì è l’u­ni­co docu­men­to emesso.

Secon­do voi chi l’ha vinto?

Non te lo so dire, però se que­sta è una pro­ce­du­ra pub­bli­ca io voglio sape­re chi l’ha vin­ta. Io sono anda­to il gior­no 6 mag­gio, pri­ma che acca­des­se tut­to il casi­no che è suc­ces­so, a par­la­re con il dott. Maioc­chi, respon­sa­bi­le del­l’uf­fi­cio a ban­di, per sape­re chi aves­se vin­to que­sto ban­do e lui ha rispo­sto che non è tito­la­to a par­lar­ne. Mi ero pre­sen­ta­to come un sem­pli­ce stu­den­te di giurisprudenza.
La que­stio­ne del ban­do ruo­ta intor­no al pri­mo pun­to del­l’av­vi­so pub­bli­co, cioè il sog­get­to pro­po­nen­te. Pre­met­to e sot­to­li­neo che la nostra non è sta­ta una chiu­su­ra aprio­ri­sti­ca, ideo­lo­gi­ca, ma abbia­mo riflet­tu­to su che cosa avreb­be com­por­ta­to assu­me­re quel­la for­ma giu­ri­di­ca dal pun­to di vista anche economico.

La pos­si­bi­li­tà per voi era quel­la di diven­ta­re un’as­so­cia­zio­ne stu­den­te­sca o una coo­pe­ra­ti­va. Qual è la dif­fe­ren­za? Per­ché appun­to voi non vole­va­te costi­tui­re un’as­so­cia­zio­ne, per quan­to riguar­da la coo­pe­ra­ti­va invece?

La coo­pe­ra­ti­va era da esclu­de­re se vole­va­mo assu­me­re un pro­fi­lo di atti­vi­tà mol­to flui­do, leg­ge­ro, non com­mer­cia­le come quel­lo del­la libre­ria auto­ge­sti­ta, per­ché ha un costo di atti­va­zio­ne mol­to ele­va­to, pre­ve­de atti nota­ri­li, con­su­len­ze legali.
Per quan­to riguar­da l’as­so­cia­zio­ne è una que­stio­ne anco­ra più arti­co­la­ta: devi paga­re e sta­bi­li­re pro­fi­li di natu­ra giu­ri­di­ca. La nostra one­stà di dire che deve cam­bia­re la for­ma giu­ri­di­ca e non la for­ma di vita l’ab­bia­mo paga­ta con la vio­len­za lega­le, di sta­to: le for­ze dell’ordine.
Entran­do nel­lo spe­ci­fi­co, par­tia­mo da ciò che veni­va svol­to in libre­ria, ad esem­pio le foto­co­pie: era­no  a offer­ta libe­ra, di qual­sia­si libro, sen­za alcun limi­te. E poi: scan­ne­riz­za­zio­ni inte­gra­li di libri, anche non uni­ver­si­ta­ri, e quin­di la crea­zio­ne di un archi­vio digi­ta­le ampio, in con­ti­nua espan­sio­ne e ad acces­so libe­ro. Non si dove­va far par­te del­l’as­so­cia­zio­ne — che crea pro­ble­ma­ti­ci­tà dal pun­to di vista del­l’ac­ces­si­bi­li­tà per­ché devi ave­re la  tes­se­ra- per fare tut­to que­sto, in ex-CUEM pas­sa­va­no anche per­so­ne non-uni­ver­si­ta­rie e fior fior di avvo­ca­ti che dagli stu­di lega­li arri­va­va­no a scan­ne­riz­za­re il com­pen­dio legi­sla­ti­vo x o y. La nor­ma­ti­va oggi è un far­del­lo per­ché non per­met­te ai sape­ri di cir­co­la­re, è vetu­sta e biso­gna cambiarla.

I fogli che veni­va­no uti­liz­za­ti per stam­pa­re da dove provenivano?

Veni­va­no por­ta­ti da casa, com­pra­ti o pre­si dal­l’u­ni­ver­si­tà — sem­pre per­ché paghia­mo mol­te ret­te sala­te. Nota che nel labo­ra­to­rio infor­ma­ti­co hai l’in­chio­stro ma non hai i fogli, nel­la stam­pan­te a paga­men­to hai i fogli ma non hai l’in­chio­stro: ser­vi­zio che nel nord Euro­pa ad esem­pio vie­ne garantito.

Qua­li sono gli altri ser­vi­zi garan­ti­ti inve­ce dal­la ex-CUEM oltre alle foto­co­pie e all’ar­chi­vio digitale?

Un’al­tra atti­vi­tà era la ven­di­ta di libri usa­ti e non: anche qua si entra­va in un’a­rea ille­ci­ta in quan­to non si paga­va­no i con­tri­bu­ti, non si face­va lo scon­tri­no o la fat­tu­ra, ma que­sto per­met­te­va però a chiun­que di com­pra­re un libro a suo red­di­to. E poi la cuci­na: per fare i pran­zi ad offer­ta libe­ra si avreb­be avu­to biso­gno di auto­riz­za­zio­ni da par­te del­l’A­SL e di altre auto­ri­tà ammi­ni­stra­ti­ve che sareb­be­ro sta­te nega­te in caso di atti­vi­tà «ban­diz­za­ta». Ma que­sto per­met­te­va a tan­tis­si­me per­so­ne che non si pos­so­no per­met­te­re i costi del ser­vi­zio men­sa di man­gia­re in base al pro­prio pote­re d’ac­qui­sto. In più il cibo che ci si por­ta da casa non lo si può con­su­ma­re in men­sa, men­tre noi abbia­mo mes­so a dispo­si­zio­ne un microon­de: dun­que la libre­ria nel­l’o­ra di pran­zo diven­ta­va anche zona pranzo.
Poi la famo­sa mac­chi­net­ta del caf­fè: il fat­to che fos­se dispo­ni­bi­le solo un distri­bu­to­re auto­ma­ti­co di caf­fè per tut­ta l’u­ni­ver­si­tà di festa del per­do­no era una penuria.

Qual era il mes­sag­gio che vole­va­te man­da­re agli studenti?

La ex-CUEM vole­va solo mostra­re un assun­to teo­ri­co che è diven­ta­to poi anche pra­ti­co: i rit­mi di vita non han­no biso­gno dei tem­pi del­la buro­cra­zia, del­la rap­pre­sen­tan­za: si pos­so­no auto­no­ma­men­te auto­re­go­la­men­ta­re. Tut­ta quel­la for­ma, quel­la sovra­strut­tu­ra deci­sio­na­le, ver­ti­ca­le, è una zavor­ra inu­ti­le. Tut­to que­sto è ille­ga­le, però rispon­de ad un biso­gno rea­le di una comu­ni­tà uni­ver­si­ta­ria e non.
Que­ste rispo­ste che noi abbia­mo orga­niz­za­to a un livel­lo 2.0 sono già pre­sen­ti nel­la socie­tà a livel­lo dif­fu­so ma indi­vi­dua­le: se tu hai uno scan­ner a casa tua e scan­ne­riz­zi, o se tu vai nel­la copi­ste­ria — che è una for­ma giu­ri­di­ca ma soprat­tut­to eco­no­mi­ca — a far­lo in manie­ra indi­vi­dua­le, il siste­ma chiu­de un occhio per­ché rima­ni solo. Appe­na ti orga­niz­zi con qual­cun altro diven­ti un peri­co­lo­so cri­mi­na­le, un nemi­co pub­bli­co da abbat­te­re e demonizzare.
In epo­che in cui la cri­si aumen­ta, la dif­fe­ren­za tra ric­chi e pove­ri diven­ta inac­cet­ta­bi­le, sal­ta il con­trat­to socia­le. A me pia­ce­reb­be che con i pro­fes­so­ri si potes­se discu­te­re di que­sto e non del­la scrit­ta o del­la spor­ci­zia , per­ché que­sti sono momen­ti di ecce­den­za ed effer­ve­scen­za e l’at­teg­gia­men­to di chi trat­ta que­sti momen­ti come un pro­ble­ma di ordi­ne pub­bli­co è da buro­cra­te del sape­re. E mol­ti di que­sti docen­ti che oggi si strap­pa­no i capel­li per la spor­ci­zia e i famo­si e spre­ge­vo­li festi­ni, che non ci sono mai sta­ti for­tu­na­ta­men­te, era­no anche pre­sen­ti in ex-CUEM alle con­fe­ren­ze, pre­sen­ta­zio­ni di libri ecc…

Tor­nia­mo alla que­stio­ne del bando…

Sì, dun­que, l’u­ni­ca solu­zio­ne che ci si pro­fi­la­va era la solu­zio­ne che defi­nia­mo clas­si­ca all’i­ta­lia­na: li accon­ten­to, mi pren­do quel­la for­ma giu­ri­di­ca, sacra, intoc­ca­bi­le e poi di fat­to fac­cio quel­lo che voglio e mi distac­co da quel­la nor­ma. E’ que­sta la solu­zio­ne che mol­te per­so­ne con il ghi­gno sul­la boc­ca ci han­no det­to che avrem­mo dovu­to adot­ta­re, avrem­mo potu­to assu­me­re una for­ma di fac­cia­ta e poi avrem­mo con­ti­nua­to a fare ciò che rite­ne­va­mo giu­sto fare. Il pro­ble­ma è che non fini­va lì. Ci sarem­mo rimes­si, diven­tan­do for­ma giu­ri­di­ca e par­te­ci­pan­do al ban­do, con­ti­nua­men­te a quel­la discre­zio­na­li­tà ammi­ni­stra­ti­va riguar­do alla con­ces­sio­ne di quel­lo spa­zio su quel­la for­ma e ciò avreb­be por­ta­to la peren­ne e costan­te minac­cia di revo­ca del­la con­ces­sio­ne per ogni mini­mo ille­ga­li­smo. Che cos’è la nor­ma? La nostra pro­get­tua­li­tà espri­me una diver­sa nor­ma­ti­vi­tà, che è in anti­no­mia con la nor­ma­ti­vi­tà costituita.

Maria Cate­na Mancuso

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Maria C. Mancuso
Scri­ve di agri­col­tu­ra, ambien­te e cibo. Mal sop­por­ta chi usa gli angli­ci­smi per dar­si un tono.

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