Affaire Ex-Cuem
L’opinione istituzionale

Nel pome­rig­gio di lune­dì 6 mag­gio, l’U­ni­ver­si­tà è sta­ta tea­tro di un fat­to che non acca­de­va da 40 anni: l’in­gres­so del­la poli­zia in tenu­ta anti­som­mos­sa nel cor­ti­le prin­ci­pa­le del­l’a­te­neo. La pre­sen­za del­la cele­re si spie­ga con l’e­si­gen­za del ret­to­ra­to di rista­bi­li­re l’or­di­ne pub­bli­co, in segui­to alla rea­zio­ne per lo sgom­be­ro del­la Ex-Cuem, real­tà auto­ge­sti­ta da un grup­po di stu­den­ti che nel­l’a­pri­le del 2012 ave­va occu­pa­to i loca­li ormai vuo­ti (in segui­to al fal­li­men­to per ban­ca­rot­ta frau­do­len­ta) del­la sto­ri­ca libreria.
Per cer­ca­re di fare chia­rez­za sugli avve­ni­men­ti di que­sti gior­ni, oltre ad aver inter­vi­sta­to alcu­ni ragaz­zi del­l’Ex-Cuem ( http://vulcanostatale.it/2013/05/magma26/ ), abbia­mo con­tat­ta­to Ste­fa­no Simo­net­ta, pro­fes­so­re di Filo­so­fia dele­ga­to al rap­por­to con gli stu­den­ti, e Gian­lu­ca Can­na­roz­zo, rap­pre­sen­tan­te di Uni­Sì nel Con­si­glio di Amministrazione.

 

Prof. Simo­net­ta, vor­rei sape­re cosa ne pen­sa di come è sta­ta gesti­ta la situa­zio­ne in meri­to agli even­ti di lune­dì’ 6 e mar­te­dì 7 maggio.
Ho con­tri­bui­to alla ste­su­ra del comu­ni­ca­to dira­ma­to via mail nel pome­rig­gio del 7 mag­gio e, nel­la sostan­za, riflet­te il mio pen­sie­ro. Va però aggiun­to che disap­pro­vo il modo in cui la Que­stu­ra, non in linea con quan­to chie­sto dal Ret­to­re, ha gesti­to la situazione.

Come mai si è giun­ti allo sgom­be­ro: è sta­to vera­men­te indet­to un ban­do “appo­si­to” per asse­gna­re la Ex-Cuem agli stu­den­ti che l’han­no occu­pa­ta, i qua­li si sono però rifiu­ta­ti di parteciparvi?
Sì: all’i­ni­zio del 2013 si è pro­ce­du­to con una sor­ta di pre-ban­do, una pro­ce­du­ra di avvi­so pub­bli­co, rivol­to anche e soprat­tut­to agli occu­pan­ti. E le trat­ta­ti­ve con loro era­no già ini­zia­te a fine novembre.

Gli stu­den­ti sono sta­ti avvi­sa­ti del­lo sgom­be­ro e del­l’ar­ri­vo del­la polizia?
Sì, anche se infor­mal­men­te. Ed è sta­to spie­ga­to loro più vol­te, nel pome­rig­gio di lune­dì, che sareb­be sta­to ine­vi­ta­bi­le ricor­re­re alla for­za se non aves­se­ro lascia­to la bar­ri­ca­ta nel cor­ti­le grande.

E’ com­pi­to del Ret­to­re chia­ma­re la poli­zia in que­sti casi?
Cer­ta­men­te sì. Com­pe­te a lui e a lui solo.

Come si evol­ve­rà la situazione?
Dif­fi­ci­le dir­lo. Con­fi­do pre­val­ga il buon sen­so. Per par­te mia, non inten­do rinun­cia­re a tene­re aper­to un cana­le di dia­lo­go con gli occupanti.

L’U­ni­ver­si­tà è dispo­sta a con­ce­de­re allo stes­so grup­po di stu­den­ti uno spa­zio analogo?
Lo si è sem­pre det­to: sì, a pat­to di chie­der­lo come le altre asso­cia­zio­ni stu­den­te­sche e rispet­ta­re le rego­le essen­zia­li del vive­re civile.

Cosa ne sarà del­lo spa­zio sgomberato?
Al ban­do han­no rispo­sto due sog­get­ti inte­res­sa­ti: scel­to chi rispon­de meglio alle esi­gen­ze, tor­ne­rà a esse­re tea­tro di un’e­spe­rien­za in linea con quel­la del­la vec­chia Cuem. Intan­to, però, è sta­to rioccupato…

Che tipo di inter­ven­to ave­va chie­sto il Ret­to­re alla Que­stu­ra e in che modo è sta­to disatteso?
A quan­to mi risul­ta, sia la tem­pi­sti­ca che le moda­li­tà del­l’in­ter­ven­to all’in­ter­no del­l’a­te­neo sono sta­te diver­se da quel­le che era­no sta­te ipo­tiz­za­te, nel­l’e­ven­tua­li­tà in cui — come è acca­du­to — si fos­se sta­ti costret­ti a chie­de­re tale inter­ven­to. Chi è chia­ma­to a gesti­re l’or­di­ne pub­bli­co, d’al­tra par­te, è un pro­fes­sio­ni­sta e si riser­va di agi­re come ritie­ne più oppor­tu­no. Ades­so l’im­pe­gno mas­si­mo, da par­te di tut­ti gli atto­ri coin­vol­ti, deve esse­re rivol­to a scon­giu­ra­re il ripe­ter­si di fat­ti come quel­li di lune­dì; ma la con­di­zio­ne irri­nun­cia­bi­le è che i ragaz­zi del­l’ex coo­pe­ra­ti­va libra­ria Cuem pren­da­no esem­pio pro­prio da quel­la espe­rien­za glo­rio­sa cui dico­no di richia­mar­si, sce­glien­do — come vie­ne chie­sto loro da mesi e mesi — di ricol­lo­ca­re le loro atti­vi­tà nel­l’al­veo del­la lega­li­tà, con quel­la dose di intel­li­gen­za e fan­ta­sia che per­met­te di esse­re con­tro sen­za pre­va­ri­ca­re, di dis­sen­ti­re sen­za lede­re i dirit­ti dei tan­ti, tan­tis­si­mi, altri.

Qua­li sono le moda­li­tà e la tem­pi­sti­ca pre­vi­ste in que­sti casi?
Non vi sono, che io sap­pia, “rego­le d’in­gag­gio” stan­dard, ma si pote­va — e si era chie­sto di — pro­ce­de­re in altro modo e in altra ora.

***

Gian­lu­ca, cosa puoi dir­mi riguar­do i tem­pi e i modi del­l’in­ter­ven­to del­la polizia?
Il ret­to­re ave­va chie­sto di inter­ve­ni­re dopo l’o­ra­rio di chiu­su­ra del­l’U­ni­ver­si­tà, alle 19.30. Per quan­to riguar­da i modi c’è poco da dire: spet­ta alla Que­stu­ra deci­de­re come intervenire.

Cosa è sta­to deci­so nel­la riu­nio­ne straor­di­na­ria del Cda? Alcu­ni par­la­no di pres­sio­ni diret­te a far dimet­te­re il Rettore.
Non sono sta­te chie­ste le dimis­sio­ni, ma è sta­ta data dispo­ni­bi­li­tà al Ret­to­re per una gestio­ne più col­le­gia­le del­le decisioni.

C’è un po’ di con­fu­sio­ne intor­no al ter­mi­ne “ban­do”. A quan­to pare quel­lo pro­po­sto per la con­ces­sio­ne del­lo spa­zio “Ex-Cuem” non era un ban­do ma più pro­pria­men­te un “avvi­so pub­bli­co”. Qual è la dif­fe­ren­za tra i due?
Sì, in real­tà si trat­ta di un avvi­so pub­bli­co, cioè di un invi­to a mani­fe­sta­re il pro­prio inte­res­se, per il qua­le non è neces­sa­ria né la com­pi­la­zio­ne di un busi­ness plan, né l’as­sun­zio­ne di par­ti­co­la­ri obbli­ghi giu­ri­di­ci. Un ban­do, inve­ce, pre­sup­po­ne il pos­ses­so di requi­si­ti spe­ci­fi­ci e stringenti.

Chi si è aggiu­di­ca­to lo spazio?
È un’in­for­ma­zio­ne che al momen­to non abbia­mo, per­ché le pro­ce­du­re di aggiu­di­ca­zio­ne sono in corso.

***

La Ex-Cuem è tor­na­ta ad esse­re occu­pa­ta nel giro di 24 ore, e come mini­mo tra 48 ore sarà effet­tua­to un altro sgom­be­ro. Per met­te­re fine alla pro­ba­bi­le cate­na di sgom­be­ro-occu­pa­zio­ne-sgom­be­ro si dovrà atten­de­re l’ar­ri­vo e la pre­sa di pos­ses­so dei loca­li da par­te dell’ente/associazione/soggetto, qua­lun­que esso sia, che si è aggiu­di­ca­to gli spa­zi. E a quel pun­to i ragaz­zi del­la Ex-Cuem spo­ste­ran­no le loro atti­vi­tà in uno dei nume­ro­si ango­li vuo­ti del­la Statale.

One­sta­men­te cre­do che si potes­se evi­ta­re tut­to que­sto, soprat­tut­to l’in­ter­ven­to inscu­sa­bi­le del­la poli­zia (respon­sa­bi­le di aver feri­to quat­tro stu­den­ti) in Uni­ver­si­tà, rego­la­riz­zan­do fin da subi­to la situa­zio­ne con la real­tà del­la libre­ria occu­pa­ta, se non nel­l’a­pri­le del 2012 sicu­ra­men­te a otto­bre, dopo l’in­se­dia­men­to del nuo­vo Ret­to­re. Mi sfug­ge soprat­tut­to la man­ca­ta par­te­ci­pa­zio­ne del grup­po Ex-Cuem al ban­do, o avvi­so pub­bli­co che sia. Infat­ti, trat­tan­do­si di una libre­ria inter­na ad un’U­ni­ver­si­tà un affit­to men­si­le di 225€ al metro qua­dra­to (per 120 metri qua­dra­ti è pari a 2700€) è estre­ma­men­te bas­so: che poi con la loro atti­vi­tà a offer­ta libe­ra non se lo pos­sa­no per­met­te­re è un altro discor­so. Sarà che non ho par­ti­co­la­re dime­sti­chez­za con le ideo­lo­gie, ma sono del­l’i­dea che se è pos­si­bi­le ren­de­re sta­bi­le una real­tà pre­ca­ria inno­va­ti­va quan­to vuoi, ma pre­ca­ria sia giu­sto esse­re lun­gi­mi­ran­ti e sta­bi­liz­zar­la. Sareb­be un pec­ca­to rinun­cia­re a quel che di posi­ti­vo c’è in que­sta espe­rien­za per il rifiu­to a pre­scin­de­re nei con­fron­ti del­le regole.

Gem­ma Ghiglia

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Gemma Ghiglia
Clas­se 1990, stu­den­tes­sa di Rela­zio­ni Inter­na­zio­na­li. A metà stra­da fra Putin e la Rivin­ci­ta del­le bionde.

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